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acquapubblica_logo_rgb.gifMartedì 28 novembre, con una conferenza stampa tenuta presso
la Sala Blu dell’Assessorato alle Politiche del Lavoro del Comune di Roma, è stata presentata la proposta di legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico redatta dal Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua.
 

 

La proposta di legge di iniziativa popolare, come sottolineato in apertura da M. Bersani (Attac Italia), nasce dall’esigenza di costruire un nuovo quadro normativo per affermare che l’acqua è un bene comune, il cui accesso ed utilizzo è un diritto umano universale, che pertanto va sottratto alle logiche del mercato e della concorrenza. Questa proposta trae origine dalle iniziative di mobilitazione e di contrasto ai processi di privatizzazione dell’acqua che anche nel nostro Paese si sono prodotti negli anni scorsi. 

Il 13 gennaio 2006 avrà inizio la raccolta delle firme che andrà avanti per i successivi sei mesi, con l’obiettivo di raccogliere ben più delle 50.000 firme occorrenti perché la proposta di legge di iniziativa popolare approdi in Parlamento. Read the rest of this entry »

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Milano Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43

Venerdì 1 dicembre ore 20.00 - 23.30 Sabato 2 dicembre ore 10.00 - 19.30


La Clausola democratica della UE come avvio della discussione sulla centralità degli individui e dei soggetti sociali negli accordi commerciali
Lo scorso 14 febbraio il Parlamento europeo ha approvato all’unanimità la risoluzione Agnoletto sulla Clausola diritti umani e democrazia negli accordi tra Unione europea e Paesi terzi. L’aula di Strasburgo ha assunto una posizione netta nei confronti della Commissione e del Consiglio europeo, dichiarandosi indisponibile ad avallare nuovi accordi commerciali che non contengano una clausola democratica chiara, valida per tutti i Paesi partner (non solo per i più deboli), applicata a tutti gli accordi commerciali (compresi quelli settoriali come il tessile e l’agricoltura) e inclusiva delle responsabilità delle multinazionali. Read the rest of this entry »

arton9676.gifIl 2 dicembre 2006 tutti a Vicenza: basta basi, basta guerra

Ritrovo ore 13.00 Viale della Pace

Global Project Vicenza - Sabato 2 dicembre 2006 

A Vicenza, per la difesa della terra, per un futuro senza basi di guerra.

Vicenza è salita prepotentemente alla ribalta delle cronache, negli ultimi tempi. Purtroppo non per le bellezze architettoniche o paesaggistiche che la contraddistinguono, ma perché questa città è stata scelta, all’insaputa dei suoi abitanti, per diventare lo snodo principale delle politiche militari statunitensi.
L’aereoporto Dal Molin di Vicenza dovrebbe diventare, secondo gli strateghi del Pentagono, la base logistica più importante dell’esercito americano, proiettando la propria potenza di fuoco nel già martoriato Medioriente. La 173^ Airborne Brigade, attualmente dislocata tra Vicenza e la Germania, si trasformerebbe in una Unità d’Azione, pronta in poche ore a trasferirsi, armi e bagagli, nei vari scenari di guerra.
Questa è la volontà dell’amministrazione Bush. Read the rest of this entry »

arci2.jpgLa manifestazione organizzata dagli studenti ’Universitari ERASMUS con la collaborazione dell’ ARCI cittadina 

Foggia – Si terrà domani, giovedì 30 novembre presso il circolo ARCI BELLAMI a partire dalla ore 22:00, la FESTA ERASMUS organizzata dagli studenti erasmus provenienti dalla Spagna con la collaborazione dell’ARCI del capoluogo dauno. L’incontro ha lo scopo di rafforzare i rapporti di socializzazione e coesione tra le varie comunità di studenti stranieri, provenienti dalla Spagna, Romania, Russia, Germania, alcuni Paesi asiatici quali Cina, Giappone, Corea e gli studenti italiani. Un apertura alla conoscenza delle realtà e delle esigenze dei giovani stranieri, residenti temporaneamente nel capoluogo dauno, che l’ARCI territoriale ha intenzione  di coltivare contribuendo alla formazione culturale attraverso l’organizzazione di altre iniziative per far conoscere agli studenti erasmus il territorio e la cultura della Capitanata. Infatti nei Programmi dell’ARCI di Foggia, sono previste una serie di visite guidate, con la partecipazione della segretaria provinciale dei Verdi e di Legambiente, nei paesi del Sub Appennino dauno e nel Parco Nazionale del Gargano. ARCI BELLAMI

Al via la raccolta di firme per l’iniziativa: «Un servizio pubblico privo di rilevanza economica»

All’inizio del 2007 inizierà in tutta Italia una raccolta di firme per la legge popolare contro la privatizzazione dell’acqua. La raccolta durerà sei mesi in modo che a metà luglio il parlamento sia investito da una valanga di firme, ben di più delle 50.000 necessarie. Il progetto di legge è stato presentato ieri a Roma. il testo è il risultato di una consultazione di massa avvenuta attraverso decine di riunioni locali e un successivo confronto sulla rete, per limare i vari articoli e non trascurare niente, fino ad arrivare al testo che sarà proposto al pubblico da gennaio, in una consultazione di massa che si prevede molto seguita e animata.

Ieri si è presentato il comitato promotore che agisce per conto di 55 reti nazionali e centinaia di reti territoriali. Tutti fanno parte del movimento nazionale sull’acqua, bene comune. Hanno parlato, tra gli altri, Bersani di Attac, Podda della Cgil pubblico impiego, Molinari del contratto mondiale dell’acqua, Miliucci dei Cobas, Martinelli di Mani tese. Ha concluso Zanotelli, «prete e missionario», come si è definito. L’acqua è un grande obiettivo che unifica l’intero movimento e per molti aspetti coincide, come ha notato Zanotelli, con il movimento della pace: un movimento di pace, che cerca la democrazia. Read the rest of this entry »

aqp.jpgAccesso all’acqua – La soluzione non è il decreto Bersani

«C’è un limite perché non viene definito in maniera chiara che cos’è pubblico, anzi la definizione che viene data apre dubbi considerevoli sulla portata reale del decreto»

Il cosiddetto decreto Bersani non riguarda soltanto taxi, farmacisti, panettieri ecc. ma anche l’acqua. Il governo dell’Unione ha quindi confermato quanto previsto dal programma escludendo il settore dell’acqua dalle liberalizzazioni. L’acqua nel nostro paese ora per legge sarà pubblica nella proprietà e nella gestione e questo verrà inserito nella delega del governo.È un passo avanti? È positivo? Intanto la scadenza degli affidamenti e di passaggio alle gare (il 31 dicembre 2006) è prorogata di un anno e le Spa diventeranno le nuove anomalie del nostro sistema.

Ma è un provvedimento che risolve i problemi dell’acqua in Italia? Ne parliamo con il dott. Riccardo Petrella, presidente dell’Acquedotto pugliese, forte di una storia centenaria con i suoi 19.635 km di rete idrica gestita che serve 4.623.349 abitanti fornendo 309.416.113 metri cubi di acqua potabilizzata che ne fa il primo acquedotto d’Europa e il terzo nel mondo. Petrella è anche una personalità di spicco a livello internazionale per il suo impegno a favore dell’accesso della risorsa acqua come diritto universale dell’uomo. Read the rest of this entry »

Quando l’interesse pubblico e’ un po’ troppo privato
di Rino Sanna

Pubblichiamo una precisazione a proposito dell’articolo Abrogare Dante o il Bingo europeo a seguito della domanda di un lettore che chiede all’autore cosa intenda per “bingo europeo”:Consulterei il Dizionario delle fregature e Mistificazioni Politiche, alla voce “bingo europeo” -”bingo europeo”, sost.maschile/ Attività di mistificazione politica con la quale, allo scopo di mantenere il potere politico (v. anche alla voce cadreghino) ci si accorda sostanzialmente con i poteri forti (v. finanza e padronato) per indurre il presunto consenso popolare nel proprio paese a scelte socio-economiche deleterie, facendole passare per trattati internazionali, nel caso specifico europei. Le scelte deleterie possono consistere nella negazione di quello che è il principio fondante della solidarietà sociale e nella distruzione anche nominale della tutela giuridica di tali principi (cfr. alla voce Organismi di diritto pubblico). Cruciale , per esempio, far passare per pubblico quello che in sostanza è senza veli l’affermazione definitiva del principio di legittimazione della speculazione privata, per il quale il privato debba fare affari e profitto - quando ci riesce - con i soldi della collettività e dividere con quest’ultima solo le perdite. Read the rest of this entry »

clandestini01.jpgNiente di nuovo sotto il sole. Considerazioni sull’articolo dell’Espresso sul caporalato degli immigrati in Puglia.-(Valeria Bisignano Attac Foggia) 

Lo sfruttamento degli immigrati tramite il sistema del caporalato in Puglia non è una novità. Era già stato denunciato da più parti prima dell’ultimo articolo di Fabrizio Gatti per l’Espresso. Esiste infatti, oltre al rapporto del 2005 di Medici Senza Frontiere citato nell’articolo, “Lavoro migrante” a cura di F. Raimondi e Maurizio Ricciardi (Deriveaprodi 2004), un altro rapporto di MSF del 2003, “Uomini per tutte le stagioni”:  

http://www.msf.it/eventi/, le dichiarazioni di Nichi Vendola stesso in Narcomafie di febbraio del 2002, Lavoro e società 12/98, “Vite bruciate di terra” di L. Limoccia, A. Leo, N. Piacente (EGA 1997), per citarne solo alcuni. 

Tuttavia, ogni nuovo contributo della stampa è utile perché riaccende il dibattito pubblico. Il problema è che a volte si agisce sull’onda dello scandalo di turno, e invece alla denuncia deve necessariamente seguire un momento di riflessione pacata e la pianificazione di azioni a lungo termine che durino più di un momento di gloria.

Gatti non esagera quando parla di schiavitù. La schiavitù moderna non è più (o non solo) fatta di catene, ma approfitta della condizione di bisogno (economico, morale e/o culturale) di una grande fetta della popolazione mondiale. Per gli artt. 600, 601 e 602 del nostro codice penale, come modificati dalla legge 23 del 2003, è sufficiente la presenza dell’inganno e/o della forza, anche senza una vera e propria costrizione fisica, perché si configurino i delitti di riduzione o mantenimento in schiavitù, di tratta di persone e di acquisto ed alienazione di schiavi. Read the rest of this entry »

Il responsabile nazionale Walter Tocci si dimette e lancia l’allarme: «Promesse elettorali tradite»Per il comitato di valutazione tante ombre sulla laurea «3+2»: boom degli ordinari, esplodono i corsi di laurea, aumentano le matricole «anziane», entro 10 anni 30mila prof. in pensione

Matteo Bartocci
Roma
«Nella politica del centrosinistra c’è qualcosa che non funziona». Walter Tocci, deputato e responsabile nazionale università e ricerca dei Ds, lascia l’incarico politico nel partito. E’ un addio amaro, in punta di piedi, annunciato non ai giornalisti ma alla sua attivissima mailing list dedicata alla ricerca scientifica, che farà molto rumore nel mondo dei laboratori e nelle aule universitarie. E’ la prima ammissione di un fallimento, probabilmente solo la punta dell’iceberg di un malessere che si diffonde a macchia d’olio (tra i Ds e non solo) in un settore definito da tutti strategico ma in realtà privato di risorse e di una proposta veramente riformatrice. Read the rest of this entry »

La riforma Berlinguer è servita solo ad allungare la durata degli studi e a mantenere un potere baronale e spesso autoreferenziale. E gli studenti? Si comportano come a un supermarket, prendono quello che gli serve e vanno via

collettivi1.gifAlessandro Dal Lago
Chi è vecchio del mestiere accademico sa benissimo come è andata. La riforma «3+2», al di là di tutte le chiacchiere formative, la retorica mercantile e il terrificante linguaggio aziendalistico, è servita ad allungare la durata degli studi (da una media di quattro a cinque anni nominali, cioè a sei-sette reali). Il carico didattico per gli studenti, in virtù del meccanismo dei crediti, è aumentato fino a cinquecento ore di lezioni in aula. Questo significa semplicemente che l’università italiana è diventata, nel caso migliore, un college, una sorta di grande scuola preparatoria (ma a che?). D’altra parte, basta considerare il tipicomanuale pubblicato dalle case editrici universitarie: un libretto di 120 pagine e bibliografia di dieci titoli, in cui si concentrano le nozioni di corsi o «moduli» di 20 o 40 ore. Una didattica asfissiante, generica, frammentaria. Read the rest of this entry »

Intervista a Maria Carolina Brandi, del Cnr, autrice di una ricerca sul mercato del lavoro in ambiente scientifico. Fr. Pi.

Maria Carolina Brandi è una ricercatrice del Cnr che ha condotto numerosi studi sullo stato della ricerca in Italia e all’estero. Il suo ultimo lavoro (Portati dal vento. Il mercato del lavoro scientifico: ricercatori più flessibili o più precari?) uscirà nei prossimi giorni in libreria.

Flessibilità e precarietà, da alcuni anni, sono le ricette più consigliate per «aumentare la produttività». Nel mondo della ricerca che risultati hanno prodotto? Read the rest of this entry »

universita2.jpg La «macchina universitaria» vista da un ingegnere-ricercatore: «Oggi a si lavora solo per le aziende. Dal Miur  arrivano 6mila euro l’anno»
Matteo Bartocci

«Pronto come stai? Ti volevo ricordare che per noi lo studente è un cliente e come tale deve essere trattato ». La voce all’altro capo del telefono è netta. Valerio, 36 anni, è un ricercatore fresco di nomina (usiamo un nome di fantasia per «proteggerne» la carriera), tiene la cornetta incollata all’orecchio ma già sa di che si tratta: alla sessione di esami ha bocciato 8 studenti su 40, è andato sopra la media tollerata e la cosa non è passata inosservata. «Sei tu che hai spiegato male oppure sei stato troppo severo per i nostri standard? Sai - continua la voce - dobbiamo remare tutti nella stessa direzione, non possiamo permettere che si pensi che nel nostro corso ci sono dei blocchi insuperabili per gli esami». Valerio è uno bravo. Per questo è uno di quelli che ce l’ha fatta: dopo sei anni di precariato ha vinto un concorso da ricercatore nella facoltà di ingegneria di una grande università del centro sud. Per 1.180 euro al mese tiene un corso del secondo anno della laurea triennale. «Appena entrato una cosa l’ho capita subito - racconta - la preparazione finale dello studente oggi interessa ben poco, nelle università senza soldi la concorrenza per accaparrarsi le iscrizioni è feroce. Gli esami si devono fare senza intoppi. uno dietro l’altro, perché la corsa per i crediti è frenetica». Lavora in una stanza senza finestre salvo una piccola bocca di lupo: Read the rest of this entry »

25_11_2006-136-copia.jpgIl pericolo non è la notte. Non è la strada. La prima causa di morte e di invalidità permanente per le donne europee, tra i 16 e i 40, è la violenza da parte di mariti, compagni, fidanzati, padri, fratelli. E’ in casa che avvengono il 90% di stupri, maltrattamenti, violenze fisiche e psicologiche. In Italia. Nel mondo.

Il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza maschile contro le donne, saremo in piazza, di giorno. Sfileremo con tante case ­ di cartone, di carta, di stoffa, di marzapane ­ per sottolineare e denunciare quello che è sotto gli occhi di tutte e di tutti, ma che spesso si finge di non vedere o ci si dimentica volentieri: il luogo di maggiore rischio è per noi la famiglia, sono le mura domestiche.

Sfileremo per dire che il cambiamento non si costruisce con le politiche repressive o con l’inasprimento delle pene ma mettendo in discussione le relazioni tra i generi per come sono state storicamente costruite dal patriarcato. La violenza maschile parla anche di noi, delle nostre relazioni, della società in cui viviamo. 

25_11_2006-002-copia.jpgSabato 25 novembre, in occasione della giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne, il Forum delle donne del Prc insieme all’assemblea delle donne di Roma organizza una manifestazione a Roma e presenta l’appello di El Fem, la rete femminista della Sinistra europea.L’appuntamento è in largo Argentina, «per dire che la violenza degli uomini contro le donne è una realtà anche in Italia, che si consuma in grandissima parte dentro le mura domestiche, come confermano tutti i dati. Ciononostante dai banchi delle chiese ai banchi del Parlamento voci maschili continuano a tuonare per imporre il loro dominio sul corpo delle donne e a produrre politiche familiste, come la legge 40, specchio fedelissimo del modello patriarcale dominante. A caratterizzare questa volontà di opposizione tutte le donne si ritroveranno a largo Argentina, dalle 12 in poi, con una casa di cartone come simbolo per demistificare il ruolo della famiglia e dire che la violenza non è fuori, ma dentro le case». Successivamente le donne si ritroveranno alla Casa internazionale della donna dove, in occasione della presentazione del dossier del settimanale Diario «Stupro», sarà presentato anche l’appello femminista europeo contro la violenza alle donne, risultato di un incontro europeo che ha avuto luogo a Trieste nell’ottobre scorso tra 150 delegate provenienti da diversi paesi. L’appello sarà presentato lo stesso giorno nel corso delle manifestazioni in programma in tutta Europa, anche a Berlino, Parigi, Atene.

Ecco il testo dell’appello europeo femminista: Read the rest of this entry »

25_11_2006-069-copia.jpgIda Dominijanni Il Manifesto

Ne uccide e ne mutila più la violenza maschile che l’infarto, o il cancro, o la oggi tanto esecrata anoressia. Prima causa di morte e di invalidità permanente per le donne di tutto il mondo, così dicono i dati ufficiali. La mobilitazione e le manifestazioni di oggi non serviranno certo a eliminarla, come si propongono negli slogan, ma a imporla al discorso pubblico forse sì. Anche se a parlare, ancora una volta, sono le vittime, nel silenzio e nella latitanza dei carnefici. Le piazze ci accolgono, i giornali ci chiedono di scriverne, le radio di parlarne, i salotti televisivi non mancheranno di tingersi di rosa.Proviamo a immaginare una scena rovesciata: che sia un uomo a scrivere questo editoriale, uomini a prendere il microfono, uomini a scendere in piazza e ad esporsi in tv. A dirci perché loro, o un loro amico o un loro nemico o un loro vicino di casa, sentono di tanto in tanto l’incontenibile impulso a far male a una donna, a possederla violentemente, o a eliminarla dal creato; a chiudere una storia d’amore infilando l’ex amata in un cassonetto, o a costringere ad amarli una che non vuol saperne, o più semplicemente a malmenare la moglie o la figlia al riparo delle mura domestiche, nel regno di una privacy delinquenziale che nessuna intercettazione infrange. Perché? Read the rest of this entry »

Merito e metodo Può uno slogan dei Cobas cambiare l’agenda del più forte sindacato italiano?I delegati che hanno manifestato il 4 novembre non ci stanno a farsi processare dal segretario. Una precaria dell’Slc: «Vuole che passiamo ai Cobas?»
Manuela Cartosio

democrazia.gifLa più caustica è Julia Vermena, delegata Fiom alla Lear di Grugliasco. «Pensavo che il congresso della Cgil fosse finito. Invece vedo che continua…». Continua «male», disattendendo molte delle decisioni assunte a Rimini meno di un anno fa, quando ancora non c’era il «governo amico». Ed è continuato nel direttivo della Cgil, con il duro scontro tra Epifani e la Fiom. Raccogliamo commenti e opinioni tra la «base» quando il direttivo è ancora in corso. La «sostanza» dello scontro era chiara da un pezzo.

Martedì Epifani l’ha esplicitata, mettendo sul banco degli imputati la Fiom, Lavoro e società, Rete 28 Aprile. «Colpevoli» d’aver partecipato alla manifestazione del 4 novembre contro la precarietà. Julia ha partecipato a quella manifestazione, «e non ho visto violenze».

Rivendica alla Fiom il «diritto-dovere» di portare in piazza i lavoratori su un tema chiave come la precarietà. «Dove sta lo scandalo? A me operaia di terzo livello la polemica su quella manifestione non serve a niente. Se si fa, è perchè serve a isolare la Fiom, a metterla in riga in vista dei tanti tavoli che si apriranno dopo l’approvazione della finanziaria». Ci saranno cose grosse su quei tavoli: pensioni, patto per la produttività, flessibilità degli orari, «riforma» della struttura contrattuale.

La Cgil vuole arrivarci senza «la spina nel fianco» della Fiom? «Siamo molto di più di una spina», assicura la delegata della Fiom, «e venderemo cara la pelle». Read the rest of this entry »

Su Finanziaria e precarietà documenti contrapposti

Il segretario Guglielmo Epifani critica chi ha manifestato contro la precarietà il 4 novembre e raccoglie 63 consensi e 35 voti contrari. Differenti posizioni anche sulla Finanziaria, in attesa dei tavoli di gennaio con governo e Confindustria su pensioni e mercato del lavoro.
La Fiom resta nel mirino della confederazione, ma anche la maggioranza congressuale si divide

Loris Campetti
Si è concluso con voti contrapposti il direttivo nazionale della Cgil più importante della nuova stagione politica, iniziata con la sconfitta di Berlusconi e l’insediamento del governo Prodi. Il segretario generale Guglielmo Epifani ha raccolto 63 voti sul suo documento conclusivo che assume la relazione, comprensiva del duro attacco politico - per quanto mitigato - a chi ha aderito alla manifestazione del 4 novembre contro la precarietà. Un secondo documento, presentato in contrapposizione da Nicola Nicolosi e Paola Agnello Modica dell’area programmatica Lavoro e società, che esprime invece un giudizio negativo sulla relazione proprio in rapporto all’adesione a quella manifestazione, ha raccolto 21 voti. Infine, la Fiom - il principale imputato collettivo del direttivo nazionale - si è astenuta (14 voti). Non certo per equidistanza, avendo il segretario Gianni Rinaldini espresso il suo netto dissenso sulla relazione, ma per il rifiuto di far aderire la categoria dei metalmeccanici a un’area programmatica organizzata com’è Lavoro e società. Per Epifani non è un bel risultato, avendo incassato soltanto 63 voti favorevoli e 35 variamente contrari, compresi quelli di una parte della maggioranza congressuale (Lavoro e società). Read the rest of this entry »

wangari-maathai.jpgIl premio Nobel per la pace ed ex ministro in Kenya, l’ambientalista Wangari Maathai è la madrina di una campagna che può coinvolgere centinaia di milioni di persone e che, se presa sul serio, avrebbe un grande futuro: piantare un miliardo di alberi in tutto il mondo nel 2007, e seguire ogni alberello nella sua crescita. Infatti, «una cosa è piantare un albero, un’altra è fare in modo che sopravviva» ha detto. Parla con cognizione di causa, avendo animato il movimento femminile Green Belt che ha piantato milioni di alberi in Kenya per fermare l’avanzata del deserto, affrontare la crisi della legna da ardere e offrire fonti di sostentamento a donne povere. Piantare un miliardo di alberi è un progetto del Programma dell’Onu per l’ambiente e chiede a individui, scuole, governi, di registrare presso il sito del Programma il numero di alberi piantati e curati. Si arriverà a un miliardo? Forse…visto che i paesi ricchi, che continuano a produrre più emissioni di gas serra di quanto permettano loro gli obiettivi di riduzione del Protocollo di Kyoto, riescono a farsi scontare quote di emissione (ottenendo «crediti di carbonio») anche grazie al finanziamento di progetti verdi nel Sud del mondo, nell’ambito del Clean Development Mechanism (Cdm). Read the rest of this entry »

pianeta.jpgNicolas Stern è un economista ed è stato dirigente della Banca mondiale. Nei giorni scorsi ha pubblicato un rapporto commissionato da Tony Blair e Gordon Brown nel quale si è occupato del clima e delle conseguenze che l’effetto serra potrebbe avere sul pianeta nei prossimi cento anni. Del voluminoso rapporto Stern, circa 700 pagine, si sono occupati i giornali di tutto il mondo compresi quelli italiani, perché esso per la prima volta prova a calcolare le conseguenze economiche dei cambiamenti climatici dovuti alle emissioni di anidride carbonica e di altri gas serra. Dice Stern che se non si provvederà immediatamente, le conseguenze saranno gravi, anzi gravissime, perché per riparare a quei danni si dovrebbe arrivare a impiegare nella peggiore delle ipotesi fino al 20 per cento della ricchezza mondiale. E questo non impedirebbe comunque un’ondata gigantesca di immigrazione, la fuga di milioni di donne e di uomini da zone del pianeta ormai diventate desertiche.Il rapporto Stern è stato letto e studiato. Non solo dagli ecologisti, ma anche dai politici e dai governi. Ed ha, come è ovvio, gettato un allarme. Ma di quel rapporto sono rimaste in ombra alcune conclusioni ed alcune conseguenze che invece vale la pena di sottolineare. Read the rest of this entry »

omnimilano85548271907132522_big.jpgMigliaia di sostenitori e membri dell’Assemblea Popolare di Oaxaca (APPO) marciano contro il governatore di Oaxaca, Ulises Ruiz,  e la polizia federale (PFP) nella città di Oaxaca, il 25 novembre 2006. 

 Nello striscione davanti si legge: “Libertà”,  riguardo la detenzione da parte della polizia nei confonti dei membri dell’APPO e nello striscione dietro si legge: “URO maledetto, che tortura, massacra, viola e assassina”, dove URO si riferisce a Ruiz.

aoxaca1.jpgMessico, un’altra giornata di violenze, le proteste continuano da sei mesi Il governatore: “L’ordine è stato ristabilito”. Ma in molti chiedono che se ne vada

Gli incidenti a Oaxaca - Ancora scontri a Oaxaca fra militanti dell’Assemblea popolare dei popoli (Appo) e forze di polizia, con un bilancio di sei morti, un centinaio di feriti, fra cui 20 per colpi d’arma da fuoco, oltre 160 arrestati, e ingentissimi danni materiali. Gli incidenti sono un nuovo capitolo del sanguinoso braccio di ferro, in corso dal giugno scorso, fra ampi settori politici, sindacali e sociali ed il governatore dello stato, Ulises Ruiz: fino ad oggi ci sono stati almeno 18 morti, fra cui un cameraman statunitense.Le forze dell’ordine hanno occupato l’ex convento di Santo Domingo, che era il quartier generale delle forze politiche e sociali che animavano le proteste.

Lo stesso governatore Ruiz, scortato da uomini armati e protetto nel cielo da elicotteri, ha percorso la zona, mostrando soddisfazione e offrendosi volentieri ai flash dei fotografi. Da parte loro, i dirigenti della Appo hanno rivolto un appello ai militanti alla calma e a riunirsi per trovare un altro luogo da dove progettare l’azione di protesta. Fonti ufficiali hanno intanto indicato che la Polizia federale preventiva (Pfp), accorsa da Città del Messico, ha ricevuto l’ordine di coordinare la sua attività con gli agenti delle forze dell’ordine di Oaxaca per arrestare “qualsiasi militante” della Appo che abbia preso parte agli incidenti.La situazione viene seguita con attenzione dal governo messicano, perché le violenze sono avvenute a pochi giorni dalla cerimonia di insediamento alla presidenza della repubblica, l’1 dicembre, del leader del Partito azione nazionale (Pan, destra) Felipe Calderon, successore di Vicente Fox. Read the rest of this entry »

petrella22.jpgRiccardo Petrella * E’ noto che per quanto le acque minerali siano di proprietà pubblica - in Italia delle regioni - sono le imprese private che tirano grassi e sicuri profitti dalla loro mercificazione/vendita. Il business delle acque minerali in bottiglia è diventato uno dei settori più lucrativi e in espansione al mondo, dominato fino a poco tempo fa dalla Nestlé (proprietaria, fra gli altri, dei marchi del gruppo italiano San Pellegrino) e dalla Danone. Oramai sono tallonate da altre due «gentili sorelle dell’acqua» che sono la Cocacola ela Pepsicola.

Sta ora diventando altresì noto che le imprese private di distribuzione dell’acqua, e quelle a capitale misto pubblico-privato sempre più numerose nel settore dei servizi idrici, si stanno impadronendo della proprietà e/o del controllo dell’acqua potabile attraverso il mondo.   Le francesi Suez-Ondeo e Vivendi-Veolia, da sole, gestiscono la distribuzione dell’acqua per più di 250 milioni di persone, senza contare quelle servite dalle società di cui posseggono delle partecipazioni azionarie. La banca privata svizzera Pictet prevede che nel 2015 le imprese private forniranno l’acqua potabile a circa 1 miliardo e 750 milioni di «consuimatori». In questo contesto non sorprende di constatare che le imprese di gestione dell’acqua sono sempre più comprate e vendute sul mercato delle imprese come si vendono e si comprano delle imprese di scarpe o di frigoriferi. Read the rest of this entry »

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                                       Parte la  Campagna  Nazionale  Raccolta Firme

               Conferenza Stampa di presentazione della Legge si terrà martedì 28, ore 13.

                              Legge di Iniziativa Popolare per la ripublicizzazione dell’Acqua.
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acqua1.jpgUsiamo 740  metri  cubi di acqua a testa all’anno, beviamo 182  litri di minerale. Il sistema idrico è un colabrodo e le tariffe aumentano.

Qual è il paese europeo che spreca più acqua? Indovinato. E chi sono i maggiori consumatori al mondo di acqua minerale? Indovinato. In qualche modo siamo sempre i campioni del mondo, per la gioia delle poche multinazionali che rapinando un bene pubblico registrano un fatturato che si aggira sui 3 miliardi di euro all’anno (per 11 miliardi di litri prodotti), e per scatenare le stagionali lamentazioni di chi in estate si accorge che a causa della siccità e della cattiva gestione delle risorse idriche anche l’Italia è a rischio crisi energetica.Secondo Roberto Della Seta, presidente di Legambiente, bisognerebbe cominciare a invertire questa sequenza, ottimizzare i consumi e ridurre gli sprechi per arrivare finalmente a pensare l’acqua come un bene comune.

Da salvaguardare e non da privatizzare, aggiungiamo noi. «Il rischio black out e caro-petrolio - dice Della Seta - si combattono cambiando alla radice le politiche energetiche, orientandole al risparmio e all’uso delle fonti rinnovabili. E’ tempo che nella gestione dell’acqua si passi dalla pianificazione dell’offerta a quella della domanda: bisogna ridurre i consumi, gli sprechi e i prelievi illegali, e arrivare a pensare l’acqua come un bene comune e limitato perché si possa dare una soluzione duratura ai problemi di approvvigionamento». Read the rest of this entry »

             rubon7.gif                                                          APPELLO PER ADESIONE       

 PER UN GOVERNO PUBBLICO L’ACQUA IN PUGLIA 

La discussione “sull’identità” del soggetto gestore delle risorse idriche nella nostra regione è tutt’altro che oziosa! Essa costituisce il punto nodale per un governo pubblico dell’acqua.   La società civile della Puglia ha, infatti, posto con forza all’attenzione della cittadinanza e delle forze politiche la richiesta di un governo pubblico dell’acqua in Puglia in diverse occasioni, tra le quali due iniziative di rilevanza nazionale sostenute anche dalle nostre istituzioni. Ci si riferisce ai Cantieri per la Democrazia dell’autunno 2005 e al Forum di Sbilanciamoci del settembre di quest’anno. In entrambe le occasioni, tutti gli intervenuti in rappresentanza sia delle istituzioni Regionali che delle Amministrazioni locali, hanno riconosciuto l’acqua bene comune e ribadito con fermezza la necessità della gestione pubblica e partecipata di questo bene ed alcune personalità come Alex Zanotelli hanno chiesto di escludere le SPA dalla gestione dei servizi idrici. Read the rest of this entry »

                                                  Sabato 25 novembre alle ore 17:30

Conferenza pubblica sul temaLa sfida della ripubblicizzazione dell’acqua in Italia e in Puglia: opinioni a confronto”. Interverranno: Riccardo Petrella (Presidente AQP) - Alex Zanotelli (Missionario Comboniano) - Corrado Oddi (FP/CGIL) - Rosario Lembo (Comitato italiano Contratto Mondiale Acqua). Coordina: Margherita Ciervo (Comitato Territoriale Contratto Mondiale Acqua).

La conferenza si terrà presso l’Auditorium Marco De Mitrio (c/o Controradio), Via G. Latilla, 13 – Bari  (prolungamento Quintinosella, angolo Corso Vittorio Emanuele). 

La conferenza è organizzata in collaborazione con l’Osservatorio Sud ed il Comitato Territoriale Contratto Mondiale sull’Acqua.

Per informazioni: infobari@contrattoacqua.it osservatoriosud@libero.it 339/6894675

russo-spena.jpgIl capogruppo di Rifondazione al senato parla del «decreto Lanzillotta» e dei servizi pubblici locali. No alle privatizzazioni chieste a gran voce da Rutelli, l’Unione deve tutelare innanzitutto l’acqua. E dopo il «pacchetto Bersani» ora ci vuole la «class action»
Galapagos
«Il tema centrale è quello dei “beni comuni”: sono il paradigma della ricostruzione delle municipalità aggredite negli ultimi anni da un eccesso di liberalizzazioni e privatizzazioni. Vi sono beni comuni che debbono essere assolutamente posti sotto il diretto controllo e gestione dello stato e degli enti locali: l’acqua, per fare l’esempio più eclatante». Giovanni Russo Spena, capogruppo di Rifondazione comunista al senato, quando parla di «beni comuni» si appassiona. E non da oggi. Ovvio rivolgersi a lui per cercare di capire a che punto è il disegno di legge (definito «Lanzillotta» del nome del ministro che lo ha proposto) che delega il governo per il riordino dei servizi pubblici locali. Di più: sulle privatizzazioni oggi sembra essersi aperta una battaglia politica che vede Rutelli scatenato per riconquistare l’egemonia all’interno del suo partito come paladino di una apertura totale al mercato. Read the rest of this entry »

alex-zanotelli.jpgCon padre Alex  Zanotelli tra i vicoli della Sanità

Napoli, quartiere Sanità, 5 chilometri quadrati e 67mila abitanti. E’ una delle zone più altamente popolate d’Europa, uno dei quartieri ghetto del centro storico dove il clan Misso-Mazzarella (le due famiglie unite per controllare i traffici nella zona dopo la «cacciata» dei Giuliano, cioè dopo che Loigino «o’ re» si è pentito) è più conosciuto del presidente della repubblica Napolitano (che la prossima settimana farà visita nel quartiere ai famigliari delle vittime della camorra) e sicuramente più temuto di Bin Laden. Read the rest of this entry »

donluigiciotti1.jpgIstituire per il 21 marzo, primo giorno di primavera, la Giornata nazionale in memoria di tutte le vittime di mafia. E’ una delle richieste che don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, ha presentato ieri al presidente della camera Fausto Bertinotti come gesto conclusivo di «Contromafie», la tre giorni di dibattiti e gruppi di lavoro che ha riunito a Roma più di tremila persone. Al presidente della camera don Ciotti ha consegnato il «Manifesto per un’Italia libera dalle mafie», messo a punto in questi giorni dalle associazioiani antimafia e antiracket. «Libera non è di parte», ha spiegato don Ciotti durante l’incontro alla camera: «Abbiamo invitato agli Stati generali tanti politici, amministratori di ogni colore politico. Libera non è di parte, sta da una parte sola: quella della legalità e dei diritti». All’associazione Bertinotti ha riconosciuto il merito di aver fatto capire quanto quallo mafioso sia un fenomeno nazionale e internazionale. «La mafia - ha detto il presidente della Camera - non può essere considerata un fatto locale: la lotta alla mafia non può essere fatta solo in Sicilia o in Calabria, non si vince se non la si fa anche a Roma o a New York. Questo è l’impegno che viene chiesto alla politica: una sponda politico-istituzionale grande». Read the rest of this entry »

no-global-2.jpgProteste al G20 in Australia. I manifestanti tentano di sfondare. E la polizia carica Migliaia di no global in piazza. Alcuni giovani provano a invadere l’area di sicurezza creata per proteggere il vertice dei ministri delle Finanze. Feriti diversi agenti, uno dei quali in modo grave. Malmenato anche un cameraman

Tiziana Guerrisi*

Si risveglia la protesta sociale e si riaccendono gli scontri di piazza. Mentre nei palazzi amministrativi di Melbourne i delegati del G20 si riunivano ieri per discutere di economia globale, fuori, nelle piazze, è scoppiata una piccola guerriglia. Ieri mattina, nella città australiana che ospita il summit dei ministri delle finanze dei paesi più industrializzati, la manifestazione pacifica dei movimenti sociali è stata interrotta da un gruppo di dissidenti. I quali, a volto coperto, hanno cercato di forzare la zona rossa che protegge il quartiere dove si svolgono le riunioni. In pochi minuti, la situazione è degenerata con veri e propri scontri con le forze dell’ordine. Lanci di bottiglie e attacchi a camionette della polizia hanno permesso ai dissidenti di avanzare di qualche metro nella zona protetta, prima di essere respinti con idranti e lacrimogeni. Read the rest of this entry »

Australia Slitta la riforma dell’Fmi e della Banca mondiale. Ancora scontri domenica
Lea L. Ypi
Melbourne
«Estremamente di successo», così ha definito il ministro delle finanze australiano Peter Costello il vertice dei ministri e governatori delle banche centrali dei 20 paesi che controllano quasi il 90% dell’economia globale che si è tenuto a Melbourne durante il fine settimana. Come dargli torto? I tesorieri del capitale hanno raggiunto un accordo su una delle questioni più spinose per l’attuale economia globale, la sicurezza dei mercati energetici, mentre Costello è perfino riuscito a strappare agli ospiti una promessa che tanto aveva a cuore: un impegno di dialogo per lo smantellamento dell’Opec, il cartello per l’organizzazione dell’esportazione del petrolio senza il quale «il libero mercato sarebbe migliore in termini di investimenti, sicurezza energetica e prezzi». Ma il libero mercato energetico non se la passerà tanto male, visto l’esplicito impegno del vertice nel comunicato stampa finale a promuovere «mercati ben funzionanti caratterizzati da chiare segnalazioni dei prezzi, commerci e investimenti aperti, trasparenza, buona governance e concorrenza effettiva». Read the rest of this entry »

Nicola Nicolosi, coordinatore di Lavoro e società, difende il corteo contro la precarietà E alla Cgil chiede coerenza e autonomia

Loris Campetti
Nicola Nicolosi non ha ripensamenti sulla partecipazione alla manifestazione del 4 novembre contro la precarietà, partecipazione contestata invece dalla segreteria della Cgil.
Piuttosto, dice, «avrei preferito che fosse promossa dalla mia confederazione, che su questi temi ha raccolto 5 milioni di firme. Al congresso Cgil il nodo della precarietà è stato individuato come priorità». Il coordinatore dell’area Lavoro e società, che è parte della maggioranza congressuale della Cgil, interviene sul dibattito aperto nel maggior sindacato italiano in preparazione del direttivo nazionale di mercoledì, che si annuncia vivace. Read the rest of this entry »

 

podda.jpgCarlo Podda, segretario generale della Funzione pubblica Cgil, spiega perché non era in piazza il 4 novembre. «Ma un impegno comune è possibile». Nella Finanziaria «non c’è un’inversione di tendenza»

Loris Campetti

«Per me uscire dal cartello dei promotori della manifestazione del 4 novembre contro la precarietà è stata una scelta politica dolorosa, l’esito negativo di un lavoro comune. Continuo a pensare che la strada da seguire sia quella di tenere insieme idee e soggetti diversi per conquistare un obiettivo comune, importante. La battaglia contro la precarietà è di estrema importanza, e non solo per i sindacati ma anche per altri soggetti sociali». Eppure, Carlo Podda, alla guida della categoria della Cgil che ha più iscritti dopo i pensionati, ha deciso di ritirare la sua adesione al corteo del 4 novembre. Di questa scelta, della lotta alla precarietà e della Finanziaria abbiamo discusso con il segretario generale della Funzione pubblica-Cgil, alla vigilia del direttivo nazionale della Cgil che inizia oggi a Roma. La scorsa settimana il manifesto ha intervistato il segretario della Fiom Gianni Rinaldini e il coordinatore di Lavoro e società Nicola Nicolosi. Read the rest of this entry »

             contromafie-banner1.jpg                   

                            MANIFESTO DEGLI STATI GENERALI DELL’ANTIMAFIA

                                    PER  UN’ITALIA  LIBERATA  DALLE  MAFIE

                                   scarica il manifesto(controm_manifesto_mafie.pdf)

1370627.jpgAccordo tra Ferrero e Amato, via libera alla legge contro lo sfruttamento
Permesso di soggiorno agli immigrati «supersfruttati». Il governo: «Norma di civiltà». La destra: «È una sanatoria»
Cinzia Gubbini (il manifesto)

Una nuova fattispecie di reato, il caporalato, punito con pene pesanti. Sequestro dell’impresa per chi impiega immigrati sfruttandoli. Ma anche la possibilità per l’immigrato di «emergere» dal lavoro nero e ottenere un permesso di soggiorno quando si trovi a lavorare in una condizione fortemente svantaggiata.

Il governo ha partorito ieri - dopo molte difficoltà - la riforma dell’articolo 18 della legge sull’immigrazione, quello che prevede la possibilità di riconoscere un permesso per protezione sociale agli immigrati irregolari in situazioni di «grave violenza e sfruttamento», finora utilizzato per le prostitute che denunciano i loro «protettori».

 Il testo studiato da Viminale, ministero della Soldiarietà sociale e del Lavoro è un disegno di legge, e non un decreto come era stato previsto all’inizio, poiché contiene anche una modifica del codice penale. Dunque, ora la palla passa alle Camere. Read the rest of this entry »

libera_terra_home.jpgLibera agli «stati generali» Sfila l’Unione ma deve difendersi.

Il premier, interrotto, promette: «Testo unico e lotta ai patrimoni»

Andrea Fabozzi (il manifesto)
Ci sono i familiari delle vittime delle mafie che coprono il lato sinistro della platea. Non è uno dei tanti convegni: all’inaugurazione degli stati generali dell’antimafia - che vanno avanti oggi e domani e si concluderanno con una serie di proposte legislative consegnate direttamente al presidente della camera - i politici di governo e della maggioranza sfilano in massa, ma non è una passeggiata. Standing ovation per Oscar Luigi Scalfaro che prevede «verrà un giorno in cui diremo basta e la mafia sarà stata sconfitta». Poi cominciano i dolori per Romano Prodi, seduto in prima fila insieme ai ministri Mastella e Ferrero, più in là anche Fassino, Giordano e Diliberto e il neo presidente della commissione antimafia Forgione. Perché i tremila radunati a Roma da Luigi Ciotti e la sua Libera non sono un pubblico di ascoltatori, ma persone, spesso giovani, che le questioni dell’antimafia conoscono e praticano ogni giorno. Al centrosinistra chiedono risposte che non hanno ancora avuto. Read the rest of this entry »

parigi_manifestazione.jpgUniversità e ricerca scientifica in piazza. Manifestazioni in tutta Italia e corteo a Roma.Epifani sfida il «governo amico»

Il leader della Cgil: Tutto ci saremmo aspettati, tranne che il governo non assumesse la centralità di questi settori». Petronzio (Infn): «Saremo costretti a chiudere i laboratori, rischiamo di non poter più partecipare alle collaborazioni mondiali». Panini (Flc-Cgil): «Dare un’anima a questa finanziaria investendo su scuola, università e ricerca» Francesco Piccioni(il manifesto)Solo lui può sapere quanto gli è costato chiudere con un comizio finale con quella frase: «Quello di oggi è stato il primo sciopero contro questo governo. Saranno contenti coloro che dicevano che con il governo di centrosinistra abbiamo un atteggiamento da governo amico: non è così». Al momento di dover definire la situazione politica creata dalla legge finanziaria Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, si era lasciato scappare l’aggettivo «imbarazzante». Che già aleggiava in ogni movenza del corteo organizzato a Roma dai sindacati delle categorie università e ricerca aderenti a Cgil, Cisl e Uil. Read the rest of this entry »

agno1.jpg *Vittorio Agnoletto

L’interrogativo è semplice: «Quale dovrebbe essere il ruolo dei movimenti sociali in presenza di un governo di centrosinistra?»
La risposta potrebbe essere altrettanto semplice e forse anche scontata: «Mantenere e difendere la propria autonomia da qualunque governo».

L’autonomia dei movimenti è infatti un bene comune estremamente prezioso, soprattutto in Italia, dove la vittoria elettorale è giunta dopo anni di scontri politici durissimi. Vittoria resa possibile anche dall’importante ruolo svolto, spesso in solitudine, dal movimento dei movimenti fin dalle giornate genovesi del luglio 2001. Tutto ciò sembra facile a dirsi, ma è molto più difficile a farsi.  La prima vittima di questa difficoltà sembra essere il movimento della pace che, ieri di fronte al rinnovo della spedizione in Afghanistan e oggi perfino sulla solidarietà con il popolo palestinese, appare diviso. Questa certamente non è una novità. Ma la dialettica interna fino ad ora è stata la ricchezza del movimento italiano che, proprio grazie al suo pluralismo, ha potuto svolgere negli anni passati un ruolo di leadership internazionale che gli ha permesso di lanciare l’appello per la mobilitazione mondiale contro la guerra del 15 febbraio 2003.  Con l’avvio del governo di centrosinistra la situazione si è completamente modificata; la collocazione individuale o collettiva, associativa o sindacale nei confronti dell’esecutivo condiziona fortemente il dibattito interno al movimento e la scelta delle mobilitazioni da realizzare. Read the rest of this entry »

arton12404.pngLa legge Lanzillotta obbliga i comuni a privatizzare i servizi pubblici locali Un patrimonio pubblico stimato in centinaia di miliardi rischia di finire nelle mani dei pescecani capitalisti, anche per effetto della controriforma federalista del titolo V della Costituzione Affossiamola con la lotta di piazza Il 30 giugno scorso è stato approvato dal consiglio dei ministri del governo il Ddl n. 772 “Delega al governo per il riordino dei servizi pubblici locali”, presentato dal ministro per gli affari regionali Linda Lanzillotta (Margherita), e controfirmato da Prodi, Bersani, Amato, Di Pietro e Bonino. Ad inizio novembre il provvedimento è passato in commissione affari costituzionali del Senato e presto sarà calendarizzato nei lavori parlamentari per l’approvazione definitiva. Cosa prevede il disegno di legge Il provvedimento realizza un altro “sogno” del capo dei padroni Montezemolo, “la fine dello statalismo municipale”, imponendo una nuova ondata di privatizzazione nei servizi pubblici locali, attraverso il blocco delle assegnazioni dirette da parte degli Enti locali a società a capitale pubblico (il cosiddetto in house), e l’obbligo di messa a gara per l’assegnazione del servizio a società miste e privati. Fino ad oggi la legislazione italiana poggiava sull’art. 13 del testo unico degli Enti locali che permette tre diverse forme di gestione dei servizi: gara pubblica; assegnazione diretta a società “mista” con gara per la quota privata; assegnazione diretta a società di capitale pubblico (in house). Read the rest of this entry »

Giorgio Cremaschi* segretario nazionale Fiom

img_1712_small.jpgIl gruppo dirigente della Cgil pare colpito in forma acuta dalla «sindrome del governo amico». Solo questo spiega perché nell’ultimo direttivo sia stata approvata a grande maggioranza la condivisione verso «l’impianto complessivo» della legge finanziaria.Non è normale che un sindacato si esprima come se fosse in parlamento. Non è suo compito né concedere, né rigettare la fiducia ai governi. Una legge finanziaria, tra l’altro nella fase nella quale entra in parlamento, non è un accordo sindacale. Non ha bisogno di sigle o adesioni che tra l’altro, almeno perla Cgil, richiederebbero la ratifica da parte del voto dei lavoratori. Eppure, nonostante gli inviti alla cautela di importanti dirigenti dell’organizzazione, la segreteria ha preteso questo voto di fiducia verso il provvedimento del governo. In questo modo non solo si espone ancor di piùla Cgil nella posizione di sostegno esterno alla coalizione di centrosinistra, ma si passa sopra il fatto che sull’impianto della finanziaria, solo qualche mese fa, il sindacato aveva una posizione ben diversa. Infatti all’epoca del Dpef Cgil, Cisl e Uil avevano sostenuto che era necessaria una manovra più leggera, magari distribuita su più anni. L’andamento reale della finanza pubblica, come ci ha ricordato Riccardo Realfonzo, rafforza questa ipotesi. Ma essa è stata brutalmente sconfitta dalla linea rigorista del governo. Ora la finanziaria è di quasi 35 miliardi, mentre il sindacato confederale auspicava una cifra molto più bassa.  Perché allora rimuovere che si chiedeva un impianto diverso, e che non lo si è ottenuto? Perché cancellare, o rendere poco credibile, la posizione del passato? Read the rest of this entry »