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L’authority approva il ddl Lanzillotta» per gara obbligatoria di luce, trasporti, raccolta rifiuti e gas ma invita a dare ai privati anche l’acqua

«Non si comprende la ragione della clausola di salvaguardia prevista per la gestione pubblica delle risorse e dei servizi idrici». L’autorità Antitrust presieduta da Antonio Catricalà proprio non si spiega come mai dal ddl Lanzillotta sulla liberalizzazione dei servizi pubblici locali l’acqua sia rimasta esclusa contraddicendo in sostanza il principio stesso alla base della legge.  Tuttavia il ddl attualmente in discussione in senato «va nella direzione giusta» nel garantire «la concorrenza e una maggior tutela dei cittadini-consumatori». Read the rest of this entry »

rilievo.gifL’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato ieri con 153 voti a favore, quello contrario degli Usa e 24 astensioni, l’avvio della stesura di un Trattato internazionale sul commercio delle armi, destinato a impedire i trasferimenti di armi che alimentano conflitti, povertà e gravi violazioni dei diritti umani. Il voto dell’Assemblea generale è giunto, dopo quello favorevole della Commissione Disarmo e Sicurezza dell’Onu dello scorso ottobre, a tre anni dal lancio della campagna “Control Arms” promossa da Amnesty International, Oxfam International e Iansa (Rete internazionale d’azione sulle armi leggere) per sollecitare l’adozione del Trattato. Alla campagna, promossa in Italia da Amnesty e Rete Disarmo hanno aderito oltre un milione di persone di 170 paesi. “Sebbene vi siano ancora numerosi passi da compiere per ottenere un consenso su questo fine, la risoluzione rappresenta il primo passo formale verso l’elaborazione di criteri internazionali comuni per l’importazione, l’esportazione e il trasferimento di armi convenzionali” - ha commentato il portavoce di Kofi Annan nel salutare l’importante iniziativa. “Il commercio senza regole di queste armi contribuisce attualmente ad alimentare i conflitti, il crimine e il terrorismo e compromette gli sforzi internazionali in favore della pace e dello sviluppo” - ha aggiunto. Gli Usa sono rimasti l’unico paese a votare contro la proposta del Trattato, nonostante il recente appello di 14 senatori alla segretaria di Stato Condoleezza Rice, affinché l’amministrazione di Washington riconsiderasse la propria posizione. Read the rest of this entry »

nairobi.jpgIl  Kenya di Nairobi. la megapoli che  scoppia per troppa gente in troppo poco spazio, dei contrasti  stridenti. Nairobi la bella, la corrotta, l’astuta, la ricca, la  tranquilla, la caotica, la piangente. Nairobi significa fonte,  dove  nasce l’acqua. Dove nasceva l’acqua ora vi sono le sue  figlie che si prostituiscono, per mangiare, per dare di che vivere  ai propri figli, dove tutto sembra perduto e perso, nei rigagnoli  delle baracche, della gente ammassata su luride catapecchie e il  sopruso è la legge. 

Si  fa di tutto per vivere: si vende ogni cosa, si ruba, si coltiva  anche il più piccolo spazio di terra. Ma è dove c’è la puzza  di marcio, di lurido, che si alzano al cielo piccole ma forti  fiammelle di speranza. E’ nei luoghi più impensabili che la  speranza prende forma. Dove la resurrezione si vede e si  tocca, la si desidera ardentemente, dove la vita batte la morte  anche quando tutto sembra dire di no.  Moderni  grattacieli si stagliano sugli ampi viali di Nairobi,  maggiore città del Kenya  e centro commerciale, culturale e delle comunicazioni della  nazione, nonché nota località turistica e via d’accesso per le  riserve di caccia del Kenya.

Nairobi si trova immediatamente a sud  dell’Equatore,  tuttavia, data l’altitudine,  gode di una piacevole temperatura.  La maggior parte degli abitanti di Nairobi abita in grandi  caseggiati popolari. Il Governo e l’industria  sono la principale fonte di lavoro della città. Read the rest of this entry »

supposta_di_natale.jpgBabbo Natale ci ha portato la Finanziaria.

Invece delle renne ha usato la bicicletta. Romano Natale si è subito pentito e ha detto che non la farà più. Poi ha subito cambiato idea e ha detto che non si è pentito e la rifarebbe ancora. E’ stata una Finanziaria piena di sorprese. Una Finanziaria mutante. Una Finanziaria che gli studiosi ci spiegheranno solo tra qualche anno.

Quando riusciranno a capire di cosa si tratta. Delle correlazioni e degli emendamenti. Delle puntualizzazioni e delle retromarce. Delle lobby e degli inciuci. E’ stata una Finanziaria estenuante. Ci ha preso per sfinimento. Prima della votazione finale Romano Natale poteva chiederci qualunque cosa, qualunque tassa, qualunque schifezza. Gli avremmo detto di sì pur di togliercelo dai piedi per il periodo natalizio.

Le cose che ho capito nella Finanziaria non mi sono piaciute. Non mi è piaciuto il tentativo di cancellare i reati contabili contro la Pubblica amministrazione, non mi è piaciuta la modifica alla legge che eliminava i contributi ai nuovi inceneritori togliendoli alle energie rinnovabili.

Le cose che non ho capito nella Finanziaria mi sono piaciute ancora di meno. Non ho capito perchè si tolleri il conflitto di interessi, perchè non siano state cancellate le leggi salva ladri Pecorella e ex Cirielli.

Perchè non sia stata modificata la legge elettorale che ha creato delle consorterie a disposizione di Berlusconi Bossi Casini Rutelli Fassino Bertinotti eccetera eccetera. Read the rest of this entry »

Letterina di Natale     

L’esecutivo sarà capace di trasmettere un’idea diversa del rapporto tra gli esseri umani, un immaginario differente del mondo che vogliamo?

babbo-natale.jpgSe questa fosse una lettera a Babbo Natale avrei il dubbio che prima o poi potrebbe anche innervosirsi e perdere la pazienza. Dopotutto quest’anno ha esaudito un desiderio di non poco conto: il proprietario di Mediaset non è più il capo del governo, Calderoli ora può mostrare le sue magliette senza provocare incidenti internazionali, Fini anziché occuparsi di come coordinare la mattanza a Genova deve impegnare il suo tempo tra Storace e le celebrazioni del ventennio.Nonostante tutto ciò siamo in tanti a non essere ancora soddisfatti.

Potremmo discutere della chiusura dei CPT, del ritiro dall’Afghanistan, della difesa dei servizi pubblici insidiati dalla direttiva Bolkestein e dal disegno di legge Lanzillotta, di una distribuzione di reddito a favore del lavoro anziché della rendita, della lotta alla precarietà che non si esaurisca nella partecipazione di qualche esponente governativo alle manifestazioni, del sapere e della conoscenza come investimenti collettivi…..e di tante altre cose. Read the rest of this entry »

Carlo Podda (segretario generale Fp Cgil)
Corrado Oddi (responsabile Dipartim. welfare Fp Cgil)

fpcgil.jpgSiamo tra i molti che hanno guardato con preoccupazione alle dimissioni di Riccardo Petrella da presidente dell’Acquedotto Pugliese e alla polemica che si è innescata con il presidente della regione Nichi Vendola. Ci sembra che quanto successo rappresenti un colpo assai rilevante per tutti quelli che si battono per affermare l’idea che l’acqua deve essere considerata bene comune, da sottrarre alla mercificazione e alle logiche del mercato.Proprio per questo, però, riterremmo un errore alimentare una discussione incentrata sul prendere partito per l’uno o l’altro dei «contendenti» o, peggio ancora, partecipare a una disputa per stabilire se sia meglio professare la radicalità dei principi o la ragionevolezza dei risultati da perseguire passo passo. Lo diciamo non per sottrarci a una valutazione su quanto è stato fatto o quanto si poteva e si può fare nello specifico della vicenda dell’Acquedotto pugliese ma perché vorremmo evitare di ridurre il tutto a una contrapposizione di natura quasi personalistica o a una ricerca delle semplici responsabilità soggettive. Read the rest of this entry »

*Guglielmo Ragozzino

Quello che pubblichiamo a fianco  uno stralcio della lettera con cui alla fine di luglio del 2005 il professor Riccardo Petrella dopo l’offerta di andare a dirigere il maggiore acquedotto d’Europa arrivatagli dal “governatore” Nichi Vendola cerca di rispondere alle perplessità dei “militanti per l’acqua (per il diritto all’acqua, contro la mercificazione e la privatizzazione dell’acqua)”. Il suo argomento principale : non posso fare altrimenti, non possiamo perdere questa occasione. La sua idea  che  stato fatto un passo, con la costituzione della società per azioni per l’acquedotto, nel 1999, che può andare in due direzioni: verso il bene pubblico, con l’aiuto dei politici, Nichi Vendola prima di tutti, ma anche dei rappresentanti dell’Associazione degli eletti. L’altra direzione verso cui il carrozzone della Spa può mettersi in moto  la privatizzazione e la mercificazione dell’acqua. Siamo di fronte a uno dei maggiori gestori di acqua d’Europa.C’e’ il rischio che si metta in cammino, con moto accelerato, verso il precipizio; e c’he l’occasione per salire a bordo e mettersi ai comandi. Come si fa a dire di no? Uno dei maggiori acquedotti sarà attraverso di me, affidato a noi, al movimento intero. Diventeremo un modello e un punto di riferimento per tutti coloro che nel mondo lottano per la liberazione dell’acqua nel mondo. “Certo… non sarà del tutto un fiume tranquillo, nè con esito finale garantito”. Molti preferiscono “la de-pubblicizzazione dei servizi idrici” e il “ppp” (partenariato pubblico-privato) che sappiamo essere “un’illusione”. Read the rest of this entry »

Alberto Lucarelli *

Negli ordinamenti giuridici positivi dell’Europa continentale, come è noto, vale il principio che può così sintetizzarsi: «la forma è sostanza» ovvero la forma caratterizza la fattispecie concreta. Le recenti vicende dell’acquedotto pugliese, conclusesi con le dimissioni del presidente Riccardo Petrella, hanno origine proprio dalla dicotomia forma-sostanza e dall’erronea convinzione di chi sostiene che tale dicotomia sia alla base di una sterile disputa tra tecnici del diritto, priva di effettive conseguenze sul piano giuridico-economico. Secondo tale orientamento la società a capitale interamente pubblico e l’ente pubblico rappresenterebbero due forme giuridiche del tutto interscambiabili e utilizzabili entrambe a discrezione della pubblica amministrazione. Coloro che sostengono tale tesi ritengono poi che si possa legittimamente sostenere che la gestione dell’acqua resterebbe pubblica tanto nel caso di utilizzo dell’ente pubblico quanto nel caso di utilizzo della Spa a capitale interamente pubblico. Non mi sento di condividere tale impostazione, credo che la società interamente pubblica configuri un monstrum difficilmente gestibile e orientabile nel tempo al perseguimento degli interessi pubblici.

Proverò a spiegarne i motivi. Read the rest of this entry »

sole.jpgUn colpo di sole ci seppellirà
Secondo gli scienziati, il 2006 è stato il sesto anno più caldo della storia moderna e il futuro prometterebbe male. Scioglimento dei ghiacciai, ecosistemi sconvolti, economie in ginocchio, desertificazione e milioni di morti

Il riscaldamento del pianeta è un fatto incontestabile, la percezione delle sue conseguenze forse un po’ meno, visto che a livello mondiale pochi sono disposti ad investire davvero per cercare di limitare le emissioni di gas serra. L’ Organizzazione meteorologica mondiale (Omm), rischiando l’effetto tormentone, l’ha ribadito ancora ieri a Ginevra, anticipando i dati definitivi di uno studio su scala mondiale che verranno resi pubblici la prossima primavera: l’anno che sta terminando è stato straordinario, il sesto più caldo dell’epoca moderna (1861). Nel 2006, la temperatura media della superficie del globo dovrebbe essere stata superiore di 0,42 gradi alla media del periodo di riferimento 1961-1990 (era 14 gradi). Read the rest of this entry »

Sarà un’annata millesimée . Stiamo parlando del clima: il Met Office, l’Ufficio meteorologico inglese, ci informa che il 2006 si concluderà in sesta posizione tra gli anni più caldi da quando esiste una rilevazione delle temperature mondiali, cioè da circa un secolo e mezzo. Le precedenti «annate da record» sono tutte comprese tra il 1998 e il 2005, dice l’Organizzazione meteorologica mondiale. E i dieci anni più caldi della storia recente (successiva alla Rivoluzione industriale) sono tutti negli ultimi 12 anni. Bisogna allarmarsi? Certo. Sappiamo - lo ripetono sempre più spesso autorevoli scienziati - che il riscaldamento globale del clima provocherà disastri, alluvioni, tempeste, carestie di massa. Metterà in pericolo milioni di vite umane. Read the rest of this entry »

mafia10.jpgBanche, fabbriche e uffici chiusi oggi a Napoli in segno di protesta contro la criminalità. Sindacati e associazioni in piazza. La protesta delle tute blu

L’avevano annunciato durante i giorni caldi dell’emergenza criminalità a Napoli: una grande manifestazione per chiedere sicurezza del territorio, lotta all’evasione scolastica, confisca dei beni alla camorra, sviluppo economico, della ricerca e delle nuove tecnologie. Dopo alcune settimane oggi è tutto pronto e organizzato da Cgil, Cisl e Uil: un corteo regionale che partirà alle 9.30 da piazza Mancini, attraverserà il centro storico e si fermerà in piazza Dante, accompagnato da uno sciopero di 8 ore. Nell’intera Campania resteranno chiusi uffici pubblici, fabbriche, scuole, banche, uffici postali e non ci saranno mezzi di trasporto per mandare due segnali, il primo al governo affinché intervenga a Napoli, ma anche nell’intero Mezzogiorno, il secondo alla città stessa. Read the rest of this entry »

 Un petardo e volantini intimidatori all’ospedale di Siderno dove lavorano il fratello e la moglie del politico ucciso un anno fa

Una bomba e un biglietto. Un botto e nuove minacce. La ‘ndrangheta torna a bussare alla porta della famiglia di Franco Fortugno, il vice presidente del consiglio regionale della Calabria ucciso a Locri poco più di un anno fa. Ieri un ordigno, seppur di basso potenziale, è stato fatto esplodere all’ingresso dell’ospedale di Siderno, a due passi dall’ufficio della direzione sanitaria. E’ lì che Domenico Fortugno, fratello del politico assassinato, lavora. Erano da poco passate le 12 quando una telefonata anonima ha indirizzato i carabinieri verso una cabina telefonica nei pressi della stazione. La voce parlava di «una busta importante» nascosta al suo interno. Read the rest of this entry »

lotta-allaids.jpgDovevano essere 130 milioni all’anno, secondo gli impegni. Il viceministro Sentinelli: cerchiamo di trovarli altrove 

La notizia arriva come un fulmine a ciel sereno nel primo pomeriggio. Spulciando le carte del maxiemendamento, un gruppo di senatori si accorge che nel testo della finanziaria non c’è, finora, il minimo accenno al contributo italiano per il Fondo globale di lotta all’Aids. E’ Vittorio Agnoletto, europarlamentare ed ex presidente della Lega Italiana per la lotta contro l’Aids, a farsi interprete per primo di una vicenda che sembra riportare l’Italia dell’Unione ai tempi delle promesse a vuoto del precedente governo. «Per cinque anni il centrosinistra aveva duramente criticato il governo Berlusconi per il ritardo e le incertezze manifestate nel sostenere il Fondo globale per la lotta contro l’Aids, la tubercolosi e la malaria ma oggi che lo stesso centrosinistra è al governo, cancella ogni sostegno al fondo, riuscendo a fare peggio dell’esecutivo di centrodestra». Agnoletto ricorda come l’Italia si fosse impegnata a versare 130 milioni all’anno al Fondo lanciato nel 2001 dall’Assemblea straordinaria dell’Onu sull’Aids. Nel 2005 Roma ne ha versati solo 110 e «nel 2006 nemmeno un euro dai due governi che si sono alternati». Quanto alla finanziaria attuale, sembra che nulla sia previsto nemmeno per il 2007. Notizia particolarmente pesante a ridosso della Giornata mondiale per la lotta contro l’Aids e mentre tutte le maggiori Ong di cooperazione chiedono - insiste Agnoletto - di saldare il debito di 280 milioni (20 per il 2005, 130 per il 2006, 130 per il 2007). Read the rest of this entry »

Comuni, associazioni e singoli cittadini scrivono alla Regione  

fontana-acqua1.jpgÈ stata inviata alla Regione Puglia, precisamente al Presidente Nichi Vendola e alla Giunta Regionale, un appello firmato da diversi comuni, associazioni e singoli cittadini sul problema dell’AQP.L’argomento su cui verte l’intera lettera è quello dell’identità del soggetto gestore delle risorse idriche, ponendo l’accento sulla possibilità di riconoscere l’acqua come “bene comune” e quindi sulla “gestione pubblica e partecipata” di questo bene, così come la società civile ha più volte sottolineato. 

Attualmente l’AQP è una società per azioni che gestisce il servizio idrico con un affidamento cosiddetto in house, il cui capitale è totalmente pubblico, detenuto dalla Regione. Tale modalità è prevista dalla legislazione vigente a livello italiano ed adottata da oltre 1/3 delle 91 AATO italiane (Autorità di Ambito Territoriale Ottimale) che hanno scelto di affidare la gestione a società di diritto privato ma a capitale pubblico. In linea con tale indirizzo gestionale, la linea politica introdotta dal Presidente Petrella per un governo pubblico dell’acqua si è caratterizzata con l’avvio di un dialogo con i cittadini e le comunità locali attraverso le attività del Centenario, i Venerdì dell’acquedotto,la Facoltà dell’acqua, nella costruzione di momenti di confronto politico rispetto alla gestione con l’AATO Puglia e con gli altri soggetti coinvolti nella gestione dell’acqua, quali: la Regione, i consorzi di bonifica e l’ente regionale per lo sviluppo idrico. Read the rest of this entry »

enel-clima.jpgOrmai sono quasi 48 ore. L’azione a Porto Tolle continua. Ieri mattina un gruppo di climber ha scalato la ciminiera della centrale dipingendo sulle pareti del camino la scritta “No Carbone” a caratteri cubitali. Un altro gruppo di attivisti ha invece posizionato sul tetto dell’edificio una mega coccarda con scritto “Enel clima killer”.I nostri volontari hanno trascorso la notte sulla ciminiera della centrale, in condizioni ambientali davvero avverse, completamente al buio, perchè L’Enel ha pensato bene di staccare la luce. E a stare al buio, a 250 metri di altezza, si rischia la vita. Oggi pomeriggio, subito dopo pranzo, un altro colpo di scena! Un attivista brasiliano di nome Sabia, non nuovo a imprese di questo tipo, si è lanciato con il paracadute dall’alto della ciminiera. Sul paracadute campeggiava la scritta “Energy Revolution”. In queste ore gli undici climber rimasti sulla ciminiera si preparano ad affrontare la seconda notte di azione. Domani, in mattinata, si svolgerà una manifestazione davanti alla centrale: comitati locali e comuni cittadini si uniranno nella protesta contro la conversione a carbone della centrale di proprietà dell’Enel. Read the rest of this entry »

l_acqua_e_preziosa_speculiamoci_un_po_large.jpgIn questi giorni è apparsa una pubblicità inconsueta: un ragazzo (tipicamente di un paese in via di sviluppo) versa in un “barile” dell’acqua, come se fosse la carissima benzina.Lo slogan: “Pesa più un litro d’acqua che un litro di petrolio. Banca Fideuram gruppo San Paolo IMI lo sa”.
In fondo al manifesto la spiegazione: “Nei prossimi anni l’acqua avrà un enorme peso sull’economia mondiale”.
Più chiaro di così…Prepariamoci: le nostre sempre più care bollette dell’acqua saranno la base di bolle (è il caso di dirlo) speculative, di investimenti finanziari (che poi chiederanno profitti altissimi), di arrembaggi bancari.
E i paesi in via di sviluppo - come sempre - saranno il campo di battaglia dei vari fondi speculativi, che lasceranno morti silenziosi ed invisibili. Un futuro lontanissimo? Assolutamente no. Un futuro già iniziato, che in Italia ha un nome ben conosciuto a chi si occupa di finanza (macro, non micro…): ALPI RISORSE NATURALI.Alpi Fondi Sgr è una società di gestione del risparmio nata nel 1997, gestisce fondi comuni di investimento per conto di clientela privata, aziende e istituzioni finanziarie.
Investe sulle aziende che si occupano di risorse naturali: energia, acqua, metalli.

La parte dedicata all’acqua è cresciuta negli ultimi mesi, visto gli alti profitti che promette. Il discorso dal punto di vista del business non fa una piega: “L’offerta di risorse naturali del pianeta terra è infatti limitata ed in alcuni casi scarsa, mentre la domanda è e sarà in continuo aumento e quindi chi controlla risorse preziose, chi ne sviluppa di alternative, chi migliora l’efficienza di sfruttamento di quelle esistenti, chi ricicla quelle già utilizzate avrà un ruolo di primo piano nel prossimo futuro“.

Controllare le risorse naturali, controllare l’acqua, gestire la sete di milioni di persone.  Questo il futuro economico prossimo venturo. 

Fonte http://www.liblab.eu/portale/terra_futura/beni_comuni/acqua/l_acqua_e_preziosa_speculiamoci_un_po

di Andrea palladino e Astrid Lima

oro-blu.gifIntervista Cris Mayer,guru dei nuovi trend ,spiega le potenzialità del settore

I titoli delle società che distibuiscono  e depurano acqua sono saliti del 30% negli ultimi sei mesi.

E nei prossimi dieci anni……..?

94% è il rendimento triennale di Miliif new energy, il fondo di Merrill Lynch Black rock acquistabile anche in Italia. Nello stesso periodo le borse mondiali hanno guadagnato il 44%

Leggi questo Articolo (acqua-oro-blu-del-futuro.pdf)

Convocazione per la Costruzione della Rete Regionale Pugliese per la Campagna di Ripubblicizzazione delle Acque   

acquapubblica_logo_rgb.gifCarissimi  Amici, come ben sapete, le vostre strutture Nazionali hanno dato la loro adesione al Comitato Promotore della Campagna Nazionale sulla ripubblicizzazione delle acque: “Acqua Pubblica ci metto una firma”. Questo è il motivo che mi porta a scrivervi e a convocarvi per la costruzione della rete Regionale Pugliese a supporto della suddetta campagna. 

L’incontro si svolgerà Martedì 19 dicembre 2006 presso il circolo “Arci Bellami” alle ore 19  via Arpi, 90 Foggia

Sono invitate tutte le strutture territoriali  aderenti alla campagna:  Arci , Attac ,Acli , Flc Cgil, Fiom Cgil,Funzione pubblica Cgil , Libera, Pax Christi ,wwf , forum Ambientalista, legambiente,  Vas, Pdci , Verdi  e Prc  Sono invitate anche le strutture che da sempre si battono per i diritti civili Unicef, Emergency, Amnesty international e tutti i  cittadini , associazioni , sindacati e politici sensibili al problema dell’acqua bene comune Read the rest of this entry »

attac_italia1.jpgMarco Bersani * Attac italia
Le dimissioni di Riccardo Petrella da Presidente dell’Acquedotto Pugliese e lo scambio di accuse tra lui e il Presidente della Regione Nichi Vendola costituiscono il doloroso epilogo di una vicenda cominciata diciotto mesi fa con tutt’altre premesse e altrettante aspettative.
 

Sono gli stessi diciotto mesi in cui il popolo dell’acqua ha invece costruito uno straordinario percorso, fatto di aggregazione di vertenze, di confronto sulle prospettive, di approfondimento dei contenuti e delle mobilitazioni che ha portato a costruire il primo Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua (10-12 marzo 2006) e a scrivere collettivamente una legge di iniziativa popolare per l’acqua.
 

Una Campagna Nazionale che vede coinvolte 56 reti nazionali e più di duecento realtà territoriali e che, da gennaio, inonderà il Paese con migliaia di banchetti di raccolta firme, iniziative, mobilitazioni per dire che l’acqua è un bene comune e un diritto umano universale e che il servizio idrico è un servizio pubblico da sottrarre alle leggi della concorrenza e del mercato. Read the rest of this entry »

Carissimi Nichi e Riccardo,
sapevamo da tempo delle difficoltà a portare avanti in modo condiviso le sfide, che avevate deciso di assumere insieme, di ripubblicizzare l’acquedotto pugliese. Come capita quando ci sono in ballo persone a cui si vuole molto bene, abbiamo avuto quasi pudore a prendere parola cercando, magari, di dare qualche consiglio dietro le quinte. Ora, però, che si è consumata una separazione pubblica, vogliamo esprimerci, per l’affetto e la stima che vi prestiamo e per l’importanza che ha per tutti noi la battaglia per l’acqua bene comune. Quello per l’acqua è uno straordinario movimento mondiale di cui noi, come voi, ci sentiamo militanti e che tanto conta per il nostro futuro. E’ in questa veste, dunque, che ci esprimiamo evitando di «dare voti» ma ragionando su una impresa che sentiamo comune. Certo, sentiamo la vostra separazione come una battuta d’arresto. Ma siamo confortati dal fatto che la lotta continua, che entrambi vi sarete impegnati e che diciate con chiarezza che l’acqua in Puglia, e l’acquedotto, devono essere pubblici. Read the rest of this entry »

La  posizione del Contratto Mondiale sull’Acqua sulle dimissione di Riccardo Petrella  dalla  Presidenza dell’Acquedotto Pugliese

contratto.jpgSpesso la fretta di prendere posizione non ci aiuta a valutare in modo ponderato cosa è successo. E quindi a recepire come, nostro malgrado, siamo coinvolti tutti ad agire ma anche a ricomporre il nostro fronte ed  allargare il consenso attorno alle nostre idee  rilanciandole  con maggior forza.Questa premessa per segnalare che ci siamo imposti, prima di esprimere giudizi sotto l’effetto dei più disparati sentimenti,  un momento di  discussione collettiva, come Comitato italiano ed a ciò è dovuto il silenzio di questi giorni. 

Per noi,prima d’ogni altra considerazione, le dimissioni di Riccardo Petrella dall’Acquedotto Pugliese sono un colpo che subiamo tutti: Il presidente Nichi Vendola, Riccardo Petrella, tutto il movimento alternativo, i partiti che si sono impegnati nel far assumere al Governo dell’Unione l’impegno di non privatizzare i servizi idrici, affermando il principio che proprietà e gestione devono restare pubblici , i sindacati che sono usciti dal silenzio, i comuni, le province e gli amministratori  che non vogliono rompere i legami diretti con i loro cittadini, le imprese pubbliche che hanno voluto restare tali malgrado i ricatti economici.E alla fine il colpo si ripercuoterà sullo stesso quadro politico nazionale, ne siamo certi. Perciò nessuno si salva col gioco delle accuse e tirandosi fuori. Read the rest of this entry »

Difficile fare numeri La proposta di Pdci e sinistra Ds accolta dal governo. Ma da sola non elimina il problema
Stefano Raiola
Roma

Il dibattito sulla finanziaria arriva alla fase finale e come di consueto lo sforzo delle forze politiche per inserire modifiche in extremis alla legge si intensifica. L’ultima giornata prima dell’arrivo in aula si è giocata essenzialmente su due temi: l’ormai scontato ricorso alla fiducia anche per la votazione al senato e la nascita di un fondo per la stabilizzazione dei precari da giorni al centro di accese polemiche.

Se sul primo punto non dovrebbero esserci colpi di scena (probabilmente il voto di fiducia verrà autorizzato dal consiglio dei ministri convocato per stamattina alle 9,30), la questione dei precari del settore pubblico invece merita alcune precisazioni.
Di certo c’è che l’emendamento presentato pochi giorni fa dal Pdci, che prevedeva un fondo finalizzato a garantire l’assunzione stabile dei lavoratori precari del pubblico impiego sarà inserito nel maxi emendamento alla finanziaria che verrà sottoposto al senato. Ma come ha spiegato ieri il senatore Cesare Salvi della sinistra Ds «questo non significa che in un solo colpo 350 mila perone saranno automaticamente assunte». L’emendamento su cui maggioranza e governo hanno espresso parere favorevole prevede infatti di mettere a disposizione le risorse per iniziare «dei piani di rientro da una situazione intollerabile». In sostanza si tratta di creare un fondo a cui potranno attingere gli enti pubblici che vogliano stabilizzare i lavoratori che da anni sono inquadrati con contratti a termine. Read the rest of this entry »

Il «Libro verde» della Ue per modificare legislazione del lavoro, sistema previdenziale e ammortizzatori sociali, con l’obiettivo di «conciliare flessibilità e sicurezza sociale»

Francesco Piccioni
Giusto per schiarirsi le idee. Il primo seminario organizzato - nella sede del Cnel - dal ministero del lavoro «sui temi europei» impatta da subito la flexicurity, ossimoro usato per indicare due «necessità» contrapposte: «flessibilità e sicurezza nel mercato del lavoro». Contrapposte nella logica, nei fatti e nelle proposte in campo, nonostante i (numerosi e infruttuosi) tentativi di conciliazione.
 

Anche perché in sede europea, lì dove vengono elaborate le «direttive», le lobby lavorano alla grande - non è un’insinuazione; lo ha ammesso, ammirato, il rappresentante di Confindustria, Massimo Marchetti - e quel che ne viene fuori è roba indigeribile anche per diversi esperti chiamati ad analizzare il «Libro Verde», il testo della Commissione che cerca di indicare la via per «armonizzare» le diverse legislazioni del lavoro esistenti nei 25 paesi. Read the rest of this entry »

Mirafiori, dopo le contestazioni ai segretari di Cgil, Cisl e Uil. I delegati Fiom spiegano le ragioni del malessere operaio. Chiedono democrazia e autonomia
Loris Campetti
inviato a Torino
governoamico.jpgChi pensa che le contestazioni operaie a Mirafiori verso i segretari di Cgil, Cisl e Uil fossero orchestrate dall’esterno, ha un’idea decisamente sbagliata delle tute blu torinesi. Forse le confonde con i minatori rumeni ai tempi di Ceausescu. Mirafiori è una fabbrica da sempre difficile, per i sindacati e per i padroni, qui gli operai sono stati sempre ipercritici, poco propensi alla diplomazia, mai massa di manovra. Chiedersi se a scatenare le proteste sia stata la presenza di Epifani, Bonanni e Angeletti e delle telecamere, e non invece quanto abbia inciso l’assenza da 26 anni dei segretari (volontaria) e dei giornalisti (involontaria, imposta dalla Fiat) dalla più grande fabbrica italiana, vuol dire ragionare con i piedi.

L’altro elemento che sta dietro la meraviglia - per alcuni a sinistra lo scandalo, per altri a destra la speculazione politica - per la vivacità delle critiche operaie, è che ben pochi, tra i politici e i giornalisti, sono in grado di comprendere e raccontare la condizione operaia che determina la rabbia. A monte c’è un grande rimosso: gli operai stessi, cancellati dalla politica e dall’informazione. Buoni, come dicono a Mirafiori, solo per «produrre ricchezza per tutti e pagare le tasse», avendone in cambio un miseria in danaro, danni alla salute e una prospettiva di insicurezza. Read the rest of this entry »

Esce l’edizione aggiornata del «Libro bianco sul lavoro nero», le storie raccontate in prima persona dai redattori precari e sommersi dell’informazione. Notizie pagate 2 euro lordi, pezzi a 5 euro. I profitti degli editori crescono mentre il contratto è fermo da due anni e chi sta al margine peggiora le proprie condizioni lavorative

Antonio Sciotto
Roma
giornalisti-precari.jpgUna notizia vale quanto un chilo di zucchine, 2 euro. La grandissima parte dei giornalisti italiani se la passa peggio dei ragazzi dei call center - simbolo stesso della precarietà - pagati quando (e se) capita da padroni che non assumono mai. Un esercito di precari e lavoratori in nero che ha ormai superato il livello di guardia, affondando la qualità e la libertà dell’informazione del nostro paese. Ieri a Roma, la Fnsi - il sindacato dei giornalisti - ha presentato l’edizione aggiornata del Libro bianco sul lavoro nero, storie di violazioni e soprusi nel mondo dell’informazione.

Una raccolta di autograbiografie del precariato, dove gli «invisibili» - travestiti da fantasmi alle manifestazioni - si raccontano in prima persona, scrivendo una volta tanto di sé stessi, e di un lavoro senza futuro. Un libro che era già uscito 5 anni fa, ma che con l’avvento della legge 30 e della deregulation sempre più selvaggia del settore (primi responsabili gli editori, che da oltre 2 anni negano il rinnovo del contratto) è stato arricchito e quasi riscritto daccapo, dato che ormai la precarietà e il sommerso sono la condizione caratterizzante dell’editoria, e i giornalisti «garantiti» restano quasi un residuato storico del secolo scorso. Read the rest of this entry »

“Perché mi sono dimesso da Presidente dell’Acquedotto Pugliese SpA”. 
 

petrellavideo.jpgEcco perché in Puglia l’Unione non vuole ripubblicizzare l’acqua, bene comune per eccellenza. A poche ore dalle dimissioni Riccardo Petrella racconta i perché delle sue dimissioni. Dalle incomprensioni con Niki Vendola alle resistenze del consiglio regionale. Il ruolo della banca d’affari Merrill Lynch e la sperimentazione di nuove forme di finanza pubblica.

Per vedere il video clicca qui:
http://video.google.it/videoplay?docid=254147218776639931&hl=it

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Marco Paolini e i Mercanti di Liquore aderiscono alla campagna nazionale ” Acqua Pubblica, ci metto la firma!” e offrono al “popolo dell’acqua” lo spettacolo  

LUNEDI 11.12.2006, presso TEATRO Sala Umberto - via della Mercede, 50 ROMA

INGRESSO GRATUITO FINO AD ESAURIMENTO POSTI Vi sono solamente 450 posti, per prenotarsi cliccare qui 

Campagna per la legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acquaInfo:

www.acquabenecomune.org
Contatti: segreteria@acquabenecomune.org

wir2006_en.gifCambiano le geografie degli scambi e dei flussi di capitale. Il World Investment Report 2006 elaborato dall’Unctad ( la Conferenza delle Nazioni Unite su commercio e sviluppo, www.unctad.org) fotografa un aumento del 22% degli Investimenti diretti esteri (Ide) verso i Paesi in via di sviluppo nell’ultimo anno. Il continente africano ha registrato un incremento del 78%, l’Asia Occidentale dell’85 e il Sud Est Asiatico del 44.

Non solo: il Rapporto mette in luce anche una forte crescita degli Investimenti diretti esteri in uscita dai Paesi in via di sviluppo, a cui è attribuibile il 13% dello stock mondiale di Ide, una percentuale mai raggiunta in precedenza. Emerge anche che una parte significativa di questi flussi hanno carattere intra-regionale, avvengono cioè tra paesi della stessa area geografica. Alimentano, quindi, le relazioni Sud Sud, favorite senz’altro da costi di produzione e poteri d’acquisto analoghi. Read the rest of this entry »

petrella2.jpg Pubblichiamo integralmente la lettera con cui Riccardo Petrella spiega le ragioni che lo hanno portato a dimettersi dalla presidenza dell’Acquedotto pugliese, incarico che ricopriva da 18 mesi. A Riccardo Petrella ed alla sua scommessa di governare il più grande acquedotto d’Europa, riuscendo a trasformarlo da Società per Azioni a Agenzia dell’acqua bene comune, avevo dedicato un’intervista pubblicata nell’ottobre del 2005 sul numero 65 di Altreconomia.  
 

Appena eletto governatore della Regione Puglia (aprile 2005), Nichi Vendola mi propose di assumere la presidenza dell’Acquedotto pugliese (Aqp). Fu una decisione che sorprese tutti quanti, me compreso che ero lungi dall’immaginare in quel di Bruxelles che un giorno avrei accettato di essere presidente della principale impresa “pubblica” della Puglia, la regione da cui mio padre aveva emigrato nel 1923 all’età di 17 anni per andare a La Spezia ed arruolarsi nella Marina militare come musicante. Questo dato emotivo, di natura personale, ha verosimilmente pesato  sulla mia decisione di accettare l’incarico. Questo cesserà formalmente il 21 dicembre 2006. Read the rest of this entry »

Le dimissioni, spiega il presidente della Regione Nichi Vendola, “chiudono un dissenso istituzionale che andava avanti da un anno”. Sul futuro di un bene essenziale per la vita quale è l’acqua, si avviluppano interessi finanziari e di potere?

Il presidente di Acquedotto pugliese spa, Riccardo Petrella, si è dimesso. Lo ha comunicato ai membri della prima commissione consiliare permanente della Regione Puglia, socio di maggioranza dell’ente, dove era prevista l’audizione del Consiglio d’amministrazione di Aqp. Petrella ha fatto sapere che la decisione è stata comunicata al presidente della regione, Nichi Vendola, in una lettera del 29 novembre scorso, e che le dimissioni, oltre che irrevocabili, sono da considerarsi operative a partire dal 21 dicembre.
L’abbandono di Petrella resta un “fulmine a ciel sereno”, come testimoniano le numerose prese di posizione dell’associazionismo, ma anche all’interno di Rifondazione comunista (leggere nella rubrica “C’è gente che ci scrive). Come poteva essere altrimenti, visto il balletto di smentite su un presunto scontro politico alla fine della scorsa estate? Read the rest of this entry »

La discussione sulla forma giuridica dell’AQP è tutt’altro che oziosa! Essa costituisce il punto nodale per un governo pubblico dell’acqua.Questo l’avevamo già sottolineato un mese fa con un appello indirizzato alla Regione e continuiamo a sottolinearlo con forza all’indomani delle dichiarazioni del governo della Regione su quella che viene definito il dibattito “spa si, spa no” riacceso in seguito alle dimissioni del Prof. Petrella, presidente dell’AQP.

La discussione sulla forma dell’ente gestore dell’acqua è talmente centrale, al contrario di quanto sostenuto dal Presidente Nichi Vendola, che ha portato alla rottura della condivisione del percorso di ripubblicizzazione avviato un anno e mezzo fa con la nomina da parte della Regione del Prof. R. Petrella alla Presidenza dell’AQP e con le dichiarazioni rese in più occasioni dal Presidente Vendola o altri rappresentanti regionali (come per esempio i Cantieri per la Democrazia dell’autunno 2005, la Conferenza organizzata al Politecnico nel dicembre 2005, e al Forum di Sbilanciamoci del settembre di quest’anno) non solo sul riconoscimento dell’acqua bene comune ma sulla necessità della gestione pubblica e partecipata.Attualmente, l’AQP è una società per azioni che gestisce il servizio idrico con un affidamento cosiddetto in house (il cui capitale è totalmente pubblico, detenuto dalla Regione). Read the rest of this entry »

Dopo le dimissioni del professore dalla presidenza dell’Acquedotto pugliese, parla il «governatore» Nichi Vendola (Prc): solo posizioni dogmatiche, il problema non sono le tariffe e la trasformazione della spa in ente regionale ma la riduzione degli sprechi. Ha perso una grande opportunitàvendola11.jpg

«Finché sarò presidente della regione Puglia la privatizzazione dell’Acquedotto pugliese non si farà». Non usa mezzi termini Nichi Vendola, dopo le dimissioni annunciate dal presidente dell’Aqp Riccardo Petrella.

Lei ha voluto fortemente Petrella alla guida dell’Acquedotto, e ora? Read the rest of this entry »

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Appena eletto governatore della Regione Puglia, nell’aprile del 2005, Nichi Vendola mi propose di assumere la presidenza dell’Acquedotto pugliese. Fu una decisione che sorprese tutti quanti, me compreso, che ero lungi dall’immaginare in quel di Bruxelles che un giorno avrei accettato di essere presidente della principale impresa «pubblica» della Puglia, la regione da cui mio padre era emigrato nel 1923 all’età di 17 anni, per andare a La Spezia e arruolarsi nella Marina militare come musicante. Questo dato emotivo, di natura personale, ha verosimilmente pesato sulla mia decisione di accettare l’incarico. Questo cesserà formalmente il 14 dicembre 2006. Read the rest of this entry »

francesco_caruso.jpgFrancesco Caruso e Haidi Giuliani si sono autoreclusi nel Cpt di Sant’Anna a Isola Capo Rizzuto minacciando di uscire solo alla chiusura di tutti i Cpt. Ma, dopo aver capito dove si trovavano, hanno cambiato subito idea e sono usciti.

Il problema è reale. I Cpt vanno chiusi e i clandestini affidati a nuove strutture sul territorio. Alcuni extracomunitari, in Italia come rifugiati politici, hanno tracciato il solco. Facevano fuggire i clandestini dai Cpt. Li portavano in Centri di seconda accoglienza, i Cst. Ruderi all’aria aperta recuperati per l’occasione. Telefonavano a un parente del disgraziatoaccoltosequestrato già presente in Italia. Dopo il pagamento di cinque/seicento euro, un prezzo onesto, lo liberavano.

Un accordo con le diverse comunità di migranti per i Centri di seconda accoglienza risolverebbe il problema dell’accoglienza. Lo Stato si libera di ogni costo. In Finanziaria si potrebbe aggiungere una nuova tassa per gli accoltisequestrati con ritenuta alla fonte del 35%. Con l’ingresso di cinque/sei milioni di migranti il nostro debito pubblico sarà risolto. E con 7/800 milioni di migranti diventeremmo il Paese più ricco del mondo. Potremmo superare la Cina per popolazione. Read the rest of this entry »

don-gallo.jpgPiù di un bambino genovese, per quasi un secolo, a fronte di rimbrotti di nonni e genitori prima o poi ha sentito la terribile minaccia: «ora ti porto da Garaventa!», alludendo alla nave scuola dove don Andrea Gallo nel 1960, ordinato sacerdote un anno prima, iniziò la propria vita di sacerdote tra le pieghe del disagio.
La Garaventa di Genova era un riformatorio sull’acqua per minori, dove don Gallo tentò di applicare forme di autogestione e libertà per i ragazzini del collegio. Da lì varie peregrinazioni, fino ad arrivare alla parrocchia di San Benedetto, una specie di Barbiana metropolitana e non rurale. A San Benedetto nacque l’esperimento della comunità di base che per 36 anni è stata un riferimento per un’intera città, in nome «dell’emancipazione da ogni forma di dipendenza, all’interno di una partecipazione e confronto critici con il politico e il sociale». Un’impostazione ben diversa da molte comunità di recupero per tossicodipendenti sorte da lì a poco. Oggi si celebrano i 36 anni di vita con incontri, dibattiti e concerti in nome del motto di Don Milani - già caro anche a Walter Veltroni - I care, mi interessa. Don Andrea Gallo non sembra stanco di lottare e occuparsi di dipendenze: «Da 36 anni ci svegliamo alla mattina e ci chiediamo se sia possibile un altro mondo e la risposta la diamo insieme, con una prospettiva di una cultura alternativa, di una vera comunità partecipativa. Diciamo che siamo l’esatto contrario di chi pretende di insegnare la legalità, la correttezza dei comportamenti ricorrendo a moralismi e persecuzioni dei diversi: siamo un passaggio continuo dall’isolamento alla lotta».

36 anni di proposte ed esperienze vere, per strada e ovunque fosse possibile - «siamo stati in tutti i movimenti» - per ipotizzare un’impostazione diversa sull’argomento dipendenze, capace di spostare l’attenzione dall’individuo alla società, dalla coercizione alla scelta individuale di concepirsi insieme ad altri. Read the rest of this entry »

350 mila posti per gli immigrati
Cinzia Gubbini Roma

Si tratta della regolarizzazione del centrosinistra, anche se non assomiglia neanche lontanamente a una sanatoria. Comunque, da oggi, si apre ufficialmente il «decreto flussi bis», quei 350 mila posti in più che l’Unione offre ai lavoratori stranieri, i quali - per la maggior parte - già vivono e lavorano in Italia. Anche se, teoricamente, dovrebbe rivolgersi ai datori di lavoro che vogliono chiamare un lavoratore straniero dall’estero. Il decreto - varato dal consiglio dei ministri più di quattro mesi fa, tra gli strepiti del centrodestra - verrà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale di oggi.
Ma attenzione: non significa che si può andare alle Poste e consegnare le domande per ottenere un «ingresso» legale in Italia. Il «decreto flussi bis», infatti, non fa altro che dare mandato alle direzioni provinciali del lavoro di esaminare le domande presentate entro il 21 luglio 2006 che risultino eccedenti dall’ultimo decreto varato dal governo Berlusconi. E che secondo i calcoli dei ministeri risultano essere, appunto, 350 mila. Read the rest of this entry »

Fisco L’euforia da boom delle entrate si intreccia al malessere da Finanziaria. E il banchetto della lotta all’evasione è rinviato

Roberta Carlini
Entrate-boom e finanziaria-monstre. Con la conferma degli ultimi dati sulle entrate tributarie (a quota 366,729 miliardi a metà novembre, 37 miliardi in più rispetto al 2005) una strana euforia ha preso a serpeggiare nell’Unione: siamo ricchi? E insieme, un velenoso dubbio: ma allora, perché ci stiamo svenando per una Finanziaria da 35 e passa miliardi? E mentre la maggioranza si auto-impone di utilizzare eventuali altre buone sorprese per ridurre le tasse - con l’introduzione nella Finanziaria 2007 di un comma che già vincola
la Finanziaria 2008, inedito giuridico nella storia delle leggi finanziarie -, l’opposizione si macera nel dubbio: conviene o no rivendicare il merito del boom delle entrate (facendo una bella figura come «risanatori» ma anche assumendo l’antipatica faccia di quelli che hanno aumentato le tasse)? Read the rest of this entry »

renato-curcio.jpgsabato 16 dicembre 2006 H.19:00

presso l’Oda teatro

RENATO CURCIO  è nato a Monterotondo in provincia di Roma nel 1941. E’ stato uno dei fondatori delle Brigate Rosse. Oggi è il direttore editoriale della cooperativa Sensibili alle foglie, casa editrice lanciata nel 1990. Da anni gira l’Italia con i soci-amici della cooperativa e con i libri del catalogo. Vanno dove li chiamano e dove ritengono necessario andare; nelle città, ma anche nei paesini piccoli e isolati dove una libreria non l’ha mai vista nessuno. Quello che fa Curcio è dare visibilità a “quelli che sono considerati esuberi, alle persone senza voce”. Detenuti, immigrati, internati nei manicomi giudiziari, portatori di handicap. E vecchi. “Sì, vecchi che nessuno vuole, esuberi appunto che non servono e che devono restare invisibili”. Read the rest of this entry »

acqua2.jpgUn documento delle Nazioni Unite fa luce sulla necessità di preoccuparsi della più importante delle risorse vitali. Acqua e servizi igienici sono fra le medicine preventive più efficaci a nostra disposizione per ridurre la diffusione di malattie infettive. La presenza di un bagno con acqua corrente in casa, indica il rapporto ONU, riduce di oltre il 30% la probabilità di morte infantile. Le fognature salvano più vite di qualsiasi antibiotico [Paul Vallely, "The Indipendent on-line"].

I ragazzi della Grace Revival School non devono fare troppa strada per raggiungere i gabinetti. Basta che si alzino dai loro sgangherati banchi e si spostino appena fuori dalle aule di lamiere ripiegate, verso l’enorme cumulo di sterco che si staglia davanti all’edificio. Non ci sono latrine per i 74.000 abitanti che vivono nella zona di Kibera, il più miserabile dei quartieri africani, che giace su entrambi i lati della principale linea ferroviaria fra Nairobi e Mombasa, sugli altopiani kenioti. Le persone usano lì, quelli che sono chiamati, con una certa dose di umor nero, “bagni volanti”. Defecano in una busta di plastica che poi gettano per strada o in un grosso letamaio. Alcune persone si recano in questi cumuli ed evacuano lì direttamente. Il cumulo più vicino alla Grace School è alto circa 20 piedi e misura un quarto di un campo da calcio. Il tanfo è qualcosa di inimmaginabile. Quando piove, un disgustoso liquido nero scorre giù da quest’ammasso e, attraverso la scuola, invade i sudici pavimenti delle aule. Si infiltra nelle tubature degli impianti di acqua potabile, che si trovano al di sotto del mucchio stesso. Read the rest of this entry »

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Diritti e Mercato globale -