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Il manifesto

agnoletto_bove_090602.jpgChe nascere a Nairobi non sia una condanna

Vittorio Agnoletto *

Al Forum Sociale (Wsf) di Nairobi non sarà possibile limitarsi a dichiarazioni di solidarietà. La condizione nella quale l’Africa vive in questo primo scorcio del ventunesimo secolo è certamente il risultato di centinaia di anni di spoliazione e di colonialismo, ma è anche il prodotto più visibile della ferocia della globalizzazione liberista dell’ultimo decennio. Una ferocia della quale questo giornale rende conto in modo continuativo raccontando con puntuale precisione gli sporchi affari delle multinazionali e le guerre per procura alimentate dall’amministrazione Usa, come avviene ancora oggi nel Corno d’Africa.

Ma, e lo affermo con grande vergogna, enormi sono anche oggi le responsabilità italiane e europee. Responsabilità precise e dipendenti unicamente da scelte politiche. Attraverso la viceministra agli affari esteri, Patrizia Sentinelli, il governo ha destinato 300mila euro al supporto del Wsf attraverso il sostegno a alcuni servizi logistici; scelta importante, coraggiosa e rispettosa della piena autonomia del movimento. Ma lo stesso governo nei medesimi giorni ha cancellato 260 milioni di euro destinati al Fondo globale per la lotta all’aids, alla tbc e alla malaria, corrispondente alla quota italiana del 2006 e 2007. Read the rest of this entry »

Il tema del giorno Sotto accusa gli accordi di partenariato economico che uccidono l’agricoltura
ci.gu. Nairobi (il manifesto)

«L’Europa ha visto tutte le piroghe che sono partite questa estate per la Spagna dal Senegal? Ebbene, su quelle barche c’erano i contadini. Contadini costretti a partire perché non riescono più a vivere della loro agricoltura», dice Babacar Ndao, uno dei rappresentanti della Roppa (la rete delle organizzazioni agricole dei paesi dell’Africa occidentale). «E’ l’effetto incontestabile della liberalizzazione del mercato: gli aggiustamenti strutturali imposti dall’Organizzazione mondiale del commercio negli anni passati hanno costretto i nostri paesi ad abbassare le tariffe doganali e a spingere il pedale delle privatizzazioni: questo è stato il risultato.  Ora stanno per completare l’opera». Ndao ha appena concluso il suo intervento al seminario contro gli Epa, uno dei tanti che si svolge allo stadio Kazarani di Nairobi. Read the rest of this entry »

vicenza.jpgDopo che per mesi Governo e Comune si sono rimpallati la responsabilità della decisione, l’Esecutivo nazionale ha ceduto all’ultimatum statunitense: «il Governo non si oppone alla nuova base Usa», ha sentenziato Romano Prodi. Dopo appena due ore, migliaia di vicentini sfilavano per le strade del centro cittadino.  

Chi pensava di aver chiuso la partita ha dovuto ricredersi, perché Vicenza si è mobilitata, ha invaso le strade, ha costruito il presidio permanente. Otto mesi di mobilitazioni, culminate con la grandiosa manifestazione dello scorso due 2 dicembre – quando 30 mila persone sfilarono dalla Ederle al Dal Molin, hanno dimostrato la forte contrarietà della popolazione alla nuova installazione militare.

Ma il Governo, dopo aver più volte ribadito la centralità dell’opinione della comunità locale, ha ceduto agli interessi economici e militari. In tutto questo pesa come un macigno anche la posizione dell’Amministrazione Comunale che, forte dell’assenso dato dal Governo Berlusconi all’operazione, prima ha nascosto ai cittadini il progetto per tre anni e poi, snobbando la contrarietà della popolazione, lo ha approvato durante un Consiglio Comunale blindato e contestato; infine ha negato ai cittadini la possibilità di esprimersi attraverso il referendum. Read the rest of this entry »

716eaa23fc0f24714ca117351ffff9bf.jpgdi Vittorio Sergi da Nairobi

Dal Forum Sociale Mondiale sono emerse con grande forza le virtù e le profonde contraddizioni politiche di questo evento. Infatti se da un lato la convergenza di Nairobi sta favorendo la costruzione di reti e di relazioni politiche tra numerosi soggetti diversi soprattutto a livello continentale, altra è la situazione di molte delegazioni straniere e della relazione del gruppo Keniota del Forum. Dopo mesi di malumori serpeggianti per quanto riguardava la gestione poco includente del gruppo del paese ospitante e le alte quote di ammisione al Forum è esplosa la protesta: protagonisti i giovani degli slums che in questi ultimi giorni erano stati le “stelle” involontarie di una nutrita passerella delle buone intenzioni.

Un centinaio di persone, soprattutto giovani ragazze e ragazzi della nota baraccopoli di Korogocho hanno improvvisato un corteo interno per protestare contro gli altissimi prezzi del cibo e dell’acqua in bottiglia venduti da ditte private all’interno del recinto dove si svolgono gli eventi. Inoltre una altro reclamo era legato alle quote di ammissione ritenute soprattutto dalle organizzazioni di base keniote troppo alte. L’ingresso per i locali era fino ad oggi fissato a 500 scellini, ovvero circa 4 euro, equivalenti al costo dell’affitto di un mese per una delle baracche di cartone in cui vivono centinaia di migliaia di persone di Nairobi e dintorni. Read the rest of this entry »

Nonostante il forum sia stato inaugurato con una marcia che è partita dalla baraccopoli di Kibera, la decisione di far pagare l’accesso, con un costo che è pari in Kenya ad un mese di affitto, ha negato l’accesso a parecchi abitanti della città. Per protestare contro questa chiusura, ieri al grido di “è un vero furto” molti giovani dello slum di Korogocho sono arrivati in corteo con cartelli con su scritto “ è questo lo spirito del social forum?”. Ad essere contestati i costi d’accesso, ma anche le scelte di appalto dei catering. Una vera vergogna se si considera che con questo meccanismo vengono tenuti all’esterno i venditori di frutta e canna da zucchero, mentre la distribuzione è stata affidata a ricchi privati, tra cui anche il fratello di un ministro. Ma tra i motivi della protesta proprio la grave situazione in cui molti sono costretti a vivere negli slum. 

Il forum si è aperto con la conferenza stampa inaugurale. 46 mila iscritti, nonostante il costo della registrazione. Diverse le attività che si stanno mettendo in campo. Nello stadio di Kasarani i temi trattati saranno molti. Alcuni sono imprescindibili e riguardano direttamente il Kenya e più in generale l’Africa: pace e guerra, a partire dalla vicina crisi somala; la cancellazione del debito; il diritto di accesso all’acqua e ai beni comuni; e infine i problemi ambientali, sempre più seri in un continente dove l’avanzare della desertificazione, che in alcuni paesi africani sta diventando irreversibile, minaccia sempre più i fragili equilibri socio-economici. 

Da Kibera aUhuru Park downtown Nairobi.

www.globalproject.info

Un corteo pieno di musiche diverse e di energia ha aperto il primo social forum mondiale in Africa, la settima edizione dell’evento nato a Porto Alegre, Brasile.
Il corteo e’ partito dai margini di Kibera, una delle periferie poverissime di Nairobi, uno slum, raccolta di insediamenti precari e malsani in cui vivono centinaia di migliaia di persone. In questi territori, dove i piu’ poveri della metropoli Africana devono spesso pagare per l’affito della baracca in cui vivono.
Insieme agli africani erano presenti numerosi partecipanti al FSM europei, nord e sudamericani e asiatici. Numerosi media indipendenti e mainstream erano presenti.La testa del corteo ha portato una grande bandiera della pace sostenuta da decine di uomini e donne piu’ diversi e diverse. Nonostante il sole cocente migliaia di persone hanno attraversato a passo di musica, r’blues, dub e afro beat le strade della citta’ e alcuni quartieri residenziali con una grande carica emotiva.

All’arrivo del corteo nel grande parco pubblico di Uhuru Park erano presenti alcune migliaia di persone. Di fronte e sotto il palco allestito questa notte dall’organizzazione del Forum, si sono radunate infine 20.000 persone che hanno partecipato alla cerimonia di apertura in cui si sono susseguiti tanti interventi da parte delle delegazioni di alcune delle esperienze piu’ rappresentative tra quelle inscritte al Forum. Read the rest of this entry »

acqua7.jpgLa prima edizione del Forum Sociale Mondiale in Africa si apre in un contesto politico pieno di contraddizioni e conflitti estremi. Il processo di costituzione del comitato organizzatore e la costruzione degli eventi hanno già generato notevoli critiche soprattutto per quanto riguarda la rappresentatività dei soggetti che hanno in mano la direzione dell’evento. La figura più visibile é Onyango Oloo, “attivista professionista” e scrittore, nato nel 1960 nella provincia della Rift Valley, ma non emerge un soggetto politico collettivo alle spalle della sigla del Kenya Social Forum. 

Un altro capitolo riguarda i fondi donati dalla Cooperazione Italiana per il Comitato Organizzatore che ammonterebbero a 400.000 dollari in totale, ai quali bisogna aggiungere un altra quantità imprecisata da parte del ministero degli Affari Esteri francese. Read the rest of this entry »

Marinella Correggia Il Manifesto

indonesia-forest.jpgLa strategia europea in favore dei biocarburanti (come il biodiesel ricavato da piante oleaginose e il bioetanolo ricavato da colture ricche di zuccheri o amidi) preoccupa i movimenti ambientalisti di mezzo mondo, in particolare per il suo possibile impatto socioambientale, in America latina e in Asia (vedi i terra terra di ieri e del 6 gennaio), e anche in Africa.
Ora Greenpeace rilancia l’allarme: la crescente domanda di biodiesel incoraggiata dalle direttive dell’Ue potrebbe dare il colpo di grazia ai pochi orang utan superstiti di questo pianeta. Si potrà infatti innescare il seguente effetto a catena: maggiori consumi di biocarburanti in Europa, maggiori importazioni di palma da olio, ulteriore espansione delle relative piantagioni in Indonesia, distruzione delle foreste, minaccia mortale per gli orang utan che vi sopravvivono. Non a caso, denuncia Greenpeace Indonesia, subito dopo l’emanazione della direttiva il governo indonesiano ha approvato progetti per l’espansione delle piantagioni di palma da olio in vaste aree di Papua e Kalimantan: un milione di nuovi ettari da mettere a piantagione. Read the rest of this entry »

samir_amin.jpgNato al Cairo nel 1931, dopo aver studiato a Parigi Samir Amin ha lavorato dal 1957 al 1960 come Chef du Service des Études de l’Organisme de Développement Économique della sua città natale; dal 1960 al 1963 è stato consulente del Ministero della pianificazione del Mali; fino al 1970 ha lavorato presso l’Institut Africain de Développement Économique et de Planification (Idep), insegnando inoltre come docente di scienze economiche nelle Università di Poitiers, Parigi VIII e Dakar. Dopo avere passato dieci anni, dal 1970 al 1980, alla direzione dell’Idep è diventato direttore del Forum du Tiers Monde, a Dakar, e presidente del Forum Mondiale delle Alternative.

Tra le decine di libri che ha scritto, ricordiamo «L’accumulazione su scala mondiale» (Jaca Book, 1970); «Il capitalismo nell’era della globalizzazione» (Asterios,1997); «Il virus liberale: la guerra permanente e l’americanizzazione del mondo» (Asterios, 2004); «Geopolitica dell’impero» (Asterios, 2004); «Oltre il capitalismo senile. Per un XXI secolo non americano» (Punto Rosso, 2003); «Il mondo arabo» (con Ali El Kenz, Punto Rosso, 2004»; «Per un mondo multipolare» (Punto Rosso, 2006).È direttore del Forum du Tiers Monde e presidente del Forum Mondiale delle Alternative.

Il Forum Appuntamenti per contrastare l’appiattimento dell’universo simbolico
G. B.

Movimenti sociali, organizzazioni della società civile, comunità di base, associazioni e singoli attivisti di tutto il mondo si ritroveranno da domani al 25 gennaio presso il Centro sportivo internazionale «Moi» di Kasarani, nei pressi di Nairobi, in Kenya. Dopo l’esperienza dell’anno scorso dei Forum sociali mondiali policentrici di Bamako, Caracas e Karachi, quest’anno il Forum sociale mondiale (Fsm) torna infatti a ospitare in un’unica città i movimenti che si oppongono all’autoritaria ortodossia del progetto neoliberista.

 Raccolte sotto lo slogan «People struggles, people alternatives», le iniziative auto-organizzate si articoleranno attorno a nove aree tematiche, dalle quali emerge la centralità e la «trasversalità» dei problemi culturali: dal rispetto per le diverse espressioni spirituali alla democratizzazione della conoscenza e dell’informazione; dalla difesa delle diversità alla promozione dei diritti culturali; dall’autodeterminazione dei popoli al diritto all’educazione: gli appuntamenti di Nairobi si presentano - per dirla con Njuguna Mutahi, coordinatore della Commissione cultura del Comitato organizzatore del Fsm 2007 - «come una grande opportunità per sfidare le forze imperialiste» anche con gli argomenti della cultura. Read the rest of this entry »

Alla vigilia di Nairobi, un incontro con l’economista Samir Amin, presidente del Forum Mondiale delle Alternative. Fra i temi toccati quello relativo all’inconsistenza del progetto europeo Tra i primi appuntamenti dai quali è nato il Forum sociale ci fu quello che venne chiamato «l’anti-Davos», piccolo ma marcatamente simbolico: vi parteciparono i rappresentanti delle grandi forze sociali, vittime delle politiche capitalistiche
Giuliano Battiston

social.jpgUn capitalismo dal volto umano? «Pura illusione». L’altermondialismo moderato? «Una ingenuità». L’Europa? «Ancora non esiste». Lontano dalla prudente retorica del politically correct, instancabile promotore di alternative politiche ed economiche al dogma neoliberista dominante, l’economista egiziano Samir Amin ha fatto del linguaggio schietto, del rigore analitico e della passione militante gli strumenti della sua decennale battaglia per anteporre l’uomo e i suoi bisogni al profitto.

Convinto sostenitore della necessità di affiancare le rivendicazioni relative alla giustizia sociale e la critica delle inuguaglianze intrinseche alla globalizzazione capitalistica con una radicalizzazione della lotta politica capace di radunare le multiformi energie dei movimenti altermondialisti, Samir Amin è un autore estremamente prolifico, i cui testi sono letti e discussi sia da quanti intendono trasformare l’eterogeneità dei «movimenti» in un attore politico collettivo, sia da quanti temono le derive della loro politicizzazione. Read the rest of this entry »

Via lo «scalone», no alla riduzione dei coefficienti. Poter versare il Tfr al pilastro pubblico. Affrontare la discriminazione di donne e precari
Antonio Sciotto (Roma)

Uno dei motivi principali per spiegare l’iniziativa di Rifondazione di ieri - nuove proposte per una nuova previdenza - l’ha dato il ministro Paolo Ferrero: «Sarebbe una misura minima d’igiene della politica che si mantenessero le promesse fatte in campagna elettorale: non solo noi, ma anche i Ds e la Margherita, siamo andati tutti davanti ai cancelli delle fabbriche a dire che avremmo cancellato lo “scalone” introdotto” da Maroni, perché questo è scritto nel programma». L’anomalia italiana sta tutta qui: è difficile avere persino quello che sta scritto in un programma elettorale. Ieri il partito della Rifondazione comunista ha dunque spiegato le sue proposte - alternative a quelle dell’ala Ds-Magherita - sulle pensioni: l’eliminazione dello «scalone», innanzitutto, ovvero di quel brusco passaggio dell’età di pensionamento dai 57 ai 60 anni che entrerà in vigore dall’1 gennaio 2008, eredità avvelenata del governo Berlusconi. Senza però sostituirlo - come invece annunciano il ministro Damiano e i cosiddetti «riformisti» - con degli «scalini» (stesso innalzamento dell’età, ma diluito nel tempo). Piuttosto, creare un sistema di uscita flessibile, che permette a chi rimane al lavoro di avere incentivi, rifiutando lo strumento dei disincentivi. Read the rest of this entry »

Pomodori veneti contro la guerra
Delusi dall’Unione «Il governo Prodi fa la stessa politica estera di Berlusconi». Nel mirino in particolare i Ds. Contestato il sindaco
Orsola Casafrande
Vicenza
vicenza_3lu06_mericani_solo_danni.jpgErano in tremila ieri mattina gli studenti che hanno sfilato, assieme a sindacalisti e cittadini, per le vie della città per protestare contro la decisione del presidente del consiglio Romano Prodi sul via libera alla nuova base militare americana nell’aeroporto civile cittadino Dal Molin.

Un corteo colorato, chiassoso e musicale, perché «il popolo delle pentole», come si sono ribattezzati i comitati per il no, vuole farsi sentire, soprattutto a Roma. Partito dalla stazione, il corteo ha attratto decine di persone. Signore uscite a far la spesa, signori che leggevano il giornale al bar. Per tutti la gravissima decisione comunicata da Prodi è un boccone avvelenato perché viene da un governo di centrosinistra e perché davvero a un certo punto a Vicenza si era cominciato a sperare in un cambiamento di rotta. Davvero si pensava che il governo avrebbe ascoltato i cittadini, nettamente contrari a una nuova caserma. E non per problemi urbanistici, come ha liquidato la questione Prodi, ma perché in ballo c’è, oltre al futuro della città (già pesantemente condizionata dalla presenza dei militari americani alla Ederle) anche il futuro della politica estera di questo governo. Read the rest of this entry »

E’ in corso la raccolta delle firme per la legge di iniziativa popolare per fare dell’acqua un bene comune e non più l’occasione di profitto e di arricchimento di qualcuno che mette in bottiglia la sete di tutti, mentre un altro inquina
G. Ra. Roma (il Manifesto)

Raccogliere 50.000 firme per una legge di iniziativa popolare è un obiettivo alla portata dei movimenti e più in generale delle persone convinte che l’acqua sia un bene comune dei viventi. La campagna ha avuto un avvio effettivo e assai promettente nello scorso fine settimana. E’ importante andare avanti. Nessuno deve temere di non essere all’altezza, nessuno è isolato: il movimento è diffuso in tutte le regioni italiane, con 60 reti nazionali e più di 400 comitati territoriali. E questo è solo l’avvio. In futuro si aggregheranno altre forze e il risultato apparirà ancora più accessibile. Read the rest of this entry »

Emilio Molinari *
Se l’accordo che sembra profilarsi all’interno dell’Unione in merito ai servizi idrici è reale, un altro passo significativo è stato fatto nel rispettare l’impegno preso nel programma elettorale: la natura pubblica nazionale di questo servizio viene ribadita e mi sembra si accenni ad un percorso per il governo pubblico dell’acqua. Ciò che si prospetta è una moratoria di tutte le messe a gara, di tutte le operazioni finanziarie di fusione e di tutte le iniziative legislative regionali e deliberative degli Ato idrici, che andavano verso la privatizzazione.
 

In una parola si tratta di un congelamento della situazione nei territori da sancire con un decreto nella delega ambientale in attesa di varare una legge specifica e complessiva.
Il movimento dell’acqua ha conseguito un altro innegabile successo, l’impegno di Rifondazione comunista in particolare e dei Verdi e Comunisti Italiani e la grande carica con il quale è iniziata la raccolta delle firme hanno sicuramente pesato sulla trattativa. Ciò dimostra ancora una volta che il diffuso lavoro che abbiamo fatto in questi anni sull’acqua e la sua eccezionalità: culturale, di informazione, di mobilitazione, di partecipazione e il rapporto dialettico con la politica, alla fine paga. Si aprono crepe nella cultura delle privatizzazioni, devastante per la vita di ogni comunità. Read the rest of this entry »

A Kibera i poveri pagano per i ricchi

In uno slum di Nairobi, dove l’acqua si compra a caro prezzo e il bagno è una rarità. E chi ha i soldi ha anche i rubinetti (Paolo Rizzi Laura Bergomi) Nairobi

kibera.jpg «Maji chenchemi ya uzima», «maji usababisha kifo»: acqua fonte di vita, acqua causa di morte. Sul mini dizionario di lingua swahili non si trova la parola morte, non è argomento per turisti. Questi piccoli manuali di sopravvivenza sono pensati e redatti per muovere i primi passi e richiedere i servizi di cui non si può fare a meno quando si è in un paese straniero: food, cibo; travel, mezzo di trasporto; currency, servizi bancari: illnesses and accidents, malattie e incidenti.
Scriviamo queste righe a Nairobi nel centro commerciale Adam’s Arcade. Abbiamo preso il bus numero 4 per andare alla Comboni House ma ci hanno fatto scendere un km prima indicandoci questa direzione e, una volta superata la sbarra di controllo, ci troviamo in un’area di free wireless internet, dove la schizofrenia di Nairobi si manifesta in una decina di giovani intenti a consultare il proprio portatile sul tavolino del bar, bevendo birra o mango juice. Read the rest of this entry »

 Riccardo Petrella *

La problematica dell’acqua, in particolare la «gestione» dei servizi idrici, è stata oggetto di un preciso impegno elettorale preso dai partiti dell’Unione in favore dell’esclusione della privatizzazione dell’acqua dal programma di governo. E’ noto che l’eccezionalità del trattamento riservato al settore dell’acqua rispetto a tutti gli altri servizi pubblici locali è il risultato di un serrato confronto politico fra i partiti dell’Unione tanto che il mancato accordo sull’eccezionalità avrebbe rischiato di far saltare il patto elettorale di governo. Il governo Prodi ha così riconosciuto che «la proprietà e la gestione dei servizi idrici sono pubbliche», cioè non appropriabili né gestibili da soggetti privati, in totalità o parzialmente.
 

La legge finanziaria ha profondamente deluso i membri di AcquaPubblica (associazione creata nel 2006 per iniziativa di una serie di imprese «pubbliche» di gestione del servizio idrico integrato) perché nessuna misura specifica è stata presa a supporto delle aziende pubbliche che hanno dimostrato di saper gestire con efficienza e qualità il servizio loro affidato, e sono numerose anche in Italia. Ci si aspettava, pertanto, che al «seminario» di Caserta, nel cui ordine del giorno figurava la tematica dei servizi pubblici locali, il governo avesse preso le misure efficaci per concretizzare, al di là delle incertezze e ambiguità tuttora esistenti sul piano legislativo e amministrativo su cosa debba intendersi per «gestione pubblica», l’impegno della non privatizzazione del settore idrico. Niente affatto. Non se n’è parlato, forse anche perché la parola d’ordine è stata quella di non sollevare temi ancora fonte di dissensi. Così facendo, però, le porte restano aperte all’evoluzione oggi sottile ma potente verso la privatizzazione reale dei servizi idrici. Read the rest of this entry »

servizi-pubblici1.jpgAcqua sospesa Fermare le privatizzazioni in corso fino al decreto del governo, chiedono Prc, Verdi e Pdci
Carla Casalini
 

Un «primo passo avanti», concordano Giovanni Russo Spena per Rifondazione e Natale Ripamonti dei Verdi-Pdci, commentando l’intesa raggiunta ieri in senato tra maggioranza e governo sul disegno di legge Lanzillotta che riguarda la liberalizzazione dei servizi pubblici locali. Ma, aggiungono prudenti, «per dare una valutazione finale si attende la presentazione del testo» - che dovrebbe vedere la luce la prossima settimana. La prudenza pare d’obbligo, dopo gli scontri passati, e il blocco del disegno di legge in prima commissione per l’opposizione di Prc, Pdci, Verdi, che alla fine ha convinto la ministra per gli Affari regionali Linda Lanzillotta al confronto, nella lunga riunione di ieri, e all’accordo sui cui termini si è impegnata davanti a tutti i capigruppo della maggioranza. Read the rest of this entry »

vie-spericolate.gifI conti della Fiom: penalizzati tutti i single, famiglie in rosso dai 35 mila euro in su. Cremaschi: salasso sul lavoro .Antonio Sciotto
La Fiom Cgil ha calcolato l’effetto degli aumenti della tassazione locale sulle buste paga dei lavoratori, e sono dolori: buona parte dei ceti medio-bassi vedrà addirittura un salario di gennaio inferiore a quello di dicembre 2006. Già due giorni fa il manifesto aveva raccolto la denuncia del segretario nazionale dei metalmeccanici Cgil, Giorgio Cremaschi, sull’effetto deleterio che le addizionali Irpef comunali e regionali avranno sui salari, a partire da quello di gennaio. Intanto si è sviluppata la polemica a Bologna, dove la Cgil locale, con il sostegno del segretario generale Guglielmo Epifani, ha criticato la giunta Cofferati proprio a causa del salasso tributario. In poche parole, quanto annunciato dal governo - ovvero l’«ingrassamento» delle buste paga a partire da quest’anno grazie alle nuove aliquote Irpef e al taglio del cuneo fiscale - si dimostrerà falso. Read the rest of this entry »

banner_l1.gifMentre in tutta Italia è partita con successo la raccolta firme per la legge d’iniziativa popolare, un primo risultato sembra raggiunto. Se i partiti della coalizione confermeranno l’impegno preso nella riunione che si è tenuta ieri con il Governo, verrà emanato un decreto che, all’interno delle politiche di riforma sui servizi pubblici locali, prevederà una moratoria per tutti i processi di privatizzazione dell’acqua in corso nei territori.

Attendiamo di vedere gli atti concreti, ma già ora possiamo sottolineare come la presenza di un movimento forte, plurale, diffuso e radicato nei territori sia in grado di modificare l’agenda politica e di incidere concretamente sulle scelte. Questo primo segnale rafforza le ragioni di quanti (60 reti nazionali e più di 400 comitati territoriali) hanno deciso di fare dell’acqua una vertenza nazionale, un paradigma di una trasformazione sociale a partire dal riconoscimento dei beni comuni e di uno spazio pubblico dei diritti sociali per tutti. Read the rest of this entry »

Rapporto inglese: solo misure energetiche immediate eviteranno la catastrofe A rischio il 20% del Pil mondiale: sarebbe una crisi peggiore di quella del ‘29

di ANTONIO CIANCIULLO

clima.jpgFino al 20 per cento del prodotto lordo mondiale perso per colpa del global warming. E fino a 200 milioni di profughi, l’esodo più massiccio della storia moderna, in cammino per scappare dal deserto. Sono le due cifre che riassumono lo scenario del futuro climatico dipinto non da un ambientalista ma da un ex dirigente della Banca mondiale, l’economista Nicholas Stern.

Il rapporto, anticipato ieri da The Observer, cade come un colpo di frusta nel salotto buono dell’economia che finora aveva cercato di minimizzare le conseguenze dei cambiamenti climatici prodotti principalmente dal modello energetico basato sul petrolio e sui combustibili fossili. In uno studio di 700 pagine, commissionato dal governo britannico e pubblicato oggi, Stern analizza con puntiglio l’impatto del riscaldamento globale sui vari comparti produttivi da oggi al 2100, e lo scenario che emerge è impressionante.

Nella migliore delle ipotesi il 5% del prodotto lordo dovrà essere speso per riparare i danni prodotti dal nuovo clima, ma nello scenario peggiore si arriverà al 20%, cioè a 5,5 trilioni di euro. L’effetto combinato dall’aumento dei fenomeni estremi (siccità, alluvioni, uragani), del collasso di interi settori agricoli e dell’aumento del livello dei mari costituisce un pericolo gravissimo per la capacità di tenuta dell’economia mondiale e per gli equilibri politici, nonché per le specie viventi, delle quali il 40% sarebbe a rischio. L’inaridimento di interi paesi costringerà fino a 200 milioni di persone a mettersi in marcia per cercare una terra in cui sopravvivere: una pressione demografica rapida e violenta destinata a far crescere tensioni già alte. Read the rest of this entry »

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Juan Hdez. Vigueras, ATTAC España,

Tradotto da Gianluca Bifolchi

A Madrid lo abbiamo sentito dal Premio Nobel per l’Economia, Joseph Stigliz, e lo afferma anche la Lehman Brothers, la grande banca d’affari statunitense.I lavoratori cinesi non raggiungeranno mai nel livello salariale gli europei, ma gli europei non specializzati tra poco tempo guadagneranno come i cinesi. Lo ha spiegato didatticamente un mese fa a Madrid Joseph Stigliz, nella conferenza di presentazione del suo nuovo libro Come far funzionare la globalizzazione; e i compagni di ATTAC presenti lo hanno ascoltato.

Lo stesso concetto è sostenuto dall’organo di comunicazione del capitalismo più intelligente, il Financial Times; ad esempio il 18 Ottobre 2006 nella versione digitale di questo periodico britannico.Sotto il titolo View from the top (Visioni dall’alto) in una delle brevi interviste in video, questa tendenza mondiale era menzionata dal vecchio ambasciatore USA in Francia ed ora alto dirigente della Lehman Brothers, Félix Rohatyn. Questo banchiere totale riconosce senza eufemismi che la disparità di arricchimento di una minuscola parte della popolazione ha causato una maggiore disuguaglianza generata dalla globalizzazione neoliberista. Read the rest of this entry »

jacob.gifFoggia - Un numero propedeutico di antifascist* ha – questo pomeriggio – rumorosamente contestato la nostalgica conferenza fascista dal titolo “Decima-Mas: gli eroi dimenticati”, organizzata da Forza Nuova ed ospitata dalla Biblioteca provinciale. I compagn*, bloccati sulla soglia da un consistente contingente di forze dell’ordine e digos, hanno mostrato uno striscione (“Partigiani unici eroi”). La strada è stata blindata. I commenti si sono sprecati. Solito scenario emergenziale, lampeggianti, sirene.

Nulla di rilevante, insomma. Una “semplice” prova di dignità e di memoria. Una prova di certo inconcepibile, fuori dall’orizzonte concettuale, dalla prassi e dall’etica politica della sinistra nostrana.  Di quella istituzionale, vomitevole brutta copia della DC d’un tempo, smarrita nei meandri del Palazzo, completamente asservita alla logica del potere per il potere, assorbita in dinamiche meschine e che – vista la propria completa inservibilità – meglio farebbe a scomparire, ad annullarsi. Read the rest of this entry »

Susanna Florio*,  11 gennaio 2007 (Aprile on line)

bolkestein_et_frankenstein.jpgDeregolamentazione: Il caso della ditta lettone Laval e quello della estone Viking rappresentano il nodo dell’evoluzione del diritto comunitario in materia di libera circolazione e soprattutto dell’idea di mercato interno che prevarrà nell’UE

La Corte di Giustizia europea si è occupata questa settimana di due casi cruciali per il futuro del diritto del lavoro europeo e per la giurisprudenza che regolamenterà il mercato interno dell’UE. Martedì 9 gennaio la Corte del Lussemburgo ha affrontato il caso di una ditta lettone, la “Laval un Partneri” contro il sindacato degli edili svedese “Byggnads”. Nel maggio del 2004 la ditta Laval aveva vinto una gara d’appalto per ristrutturare una scuola nell’isola svedese di Vaxholm, vicino Stoccolma. La Laval aveva assunto lavoratori lettoni a salari molto al disotto di quelli previsti dal contratto svedese in edilizia, provocando una forte reazione da parte dei lavoratori e del sindacato svedese. Nel giugno del 2004 cominciarono i negoziati tra la Laval, la sua filiale svedese appositamente creata, ed il sindacato, senza che però si arrivasse ad una qualche soluzione. Nel novembre dello stesso anno i lavoratori svedesi bloccarono i cantieri e la Laval dichiarò fallimento. Read the rest of this entry »

acqua1.jpgOggi 13 Gennaio 2007 in tutte le piazze ci saranno i banchetti del movimento italiano dell’acqua.

Inizia così la raccolta delle firme sulla legge d’iniziativa popolare con la quale si intende riportare l’acqua nella proprietà, nella gestione ed erogazione dei servizi idrici, nel governo complessivo degli usi, nella sfera della RES PUBBLICA. Ma non saranno banchetti del solo movimento dell’acqua, più di 100 associazioni e comitati che vi hanno aderito o promosso come la CGIL nazionale della funzione pubblica, l’ARCI, i Cobas e Attac .

Vi ha aderito l’intero movimento di Porto Alegre in tutte le sue componenti e Camere del lavoro come quella di Milano, il WWF nazionale, i partiti della sinistra radicale e Vescovi e parroci che hanno inviato i loro messaggi di sostegno e personalità della cultura e dello spettacolo.Credo si possa dire che con questa iniziativa il Movimento Alternativo ha ripreso a far politica in senso alto, quello per intenderci che l’aveva insignito del titolo di potenza mondiale. Anzi, direi che fa “la politica”: l’unica, ineludibile per il nostro tempo. Quella dei Summit di Stoccolma di Nairobi e della FAO. Read the rest of this entry »

jean-ziegler.jpgIntervista al sociologo Jean Ziegler, autore de «L’impero della vergogna». Nel mondo ci sarebbero le risorse per tutti, ma il principio del profitto allarga le aree di miseria

Anna Maria Merlo
Parigi ( Il manifesto)
La giungla avanza. E’ l’avvertimento indignato di Jean Ziegler, sociologo svizzero, relatore speciale dell’Onu per il diritto all’alimentazione, più volte deputato di Ginevra, autore di numerosi libri di denuncia sulla finanza svizzera e che di recente ha pubblicato L’impero della vergogna (Marco Tropea ed., 251 pagine, 17,50 euro). Lo afferma in reazione all’ultimo rapporto della Fao, Food Insecurity in the World. Read the rest of this entry »

«La mia rivoluzione verde. In un film»

al-gore1.jpgIncontro con l’ex vicepresidente Usa Al Gore, autore di «An Inconvenient Truth», documentario sull’effetto serra candidato all’Oscar. «La gente sta aprendo gli occhi. Ma sono disgustato dalla politica e non mi ricandiderò alle presidenziali del 2008»

Giulia D’Agnolo Vallan

Nashville - Dalla Casa Bianca a Hollywood, il percorso di Al Gore sarebbe l’opposto di quello di Ronald Reagan, se non fosse che è stato proprio un film, il documentario An Inconvenient Truth, a rilanciare - l’estate scorsa - l’ex vicepresidente degli Stati Uniti nell’arena della politica. Passato quasi in sordina a Sundance, poco dopo acquistato dalla Paramount e presentato in gran pompa a Cannes, An Inconvenient Truth negli Usa è un sorprendente successo di botteghino e uno dei più plausibili candidati all’Oscar per la non fiction. Il 19 gennaio esce anche in Italia. Siamo andati a incontrarlo a Nashville. Read the rest of this entry »

Milioni di poveracci
Più della metà dei 16,5 milioni di pensionati vive con meno di mille euro al mese, uno su sei prende meno di 500 euro. Le donne sono di più ma «costano» meno degli uomini.

E si riduce l’incidenza rispetto ai lavoratori attivi
 

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* Ernesto Geppi Il manifesto
In Italia un titolare di pensione di vecchiaia su sei percepisce meno di 500 euro al mese di redditi pensionistici, una cifra che tiene conto anche del cumulo eventuale con altre tipologie di pensione. Sotto questa soglia si collocano 1.7 milioni di cittadini, in buona parte donne (1,2 milioni), ai quali vanno in media meno di 370 euro al mese. Altri 3,1 milioni di pensionati di vecchiaia, quasi il 30% del totale, prendono complessivamente più di 500 ma meno di 1.000 euro al mese, con una media di 739 euro. Se è vero, come ha segnalato l’Istat due settimane fa, che in Italia esiste un grave problema per quanto riguarda il livello medio e la distribuzione dei redditi in generale, questo stesso problema appare tanto più grave se si considerano i soli redditi pensionistici. Read the rest of this entry »

sud-sound-system.gifIL 20 E IL 21 GENNAIO a NAIROBI, I SUD SOUND SYSTEM sono gli attesi ospiti del World Social Forum 2007, il più importante meeting dei movimenti sociali mondiali in difesa dei diritti umani, che si svolgerà nella capitale kenyana, Nairobi, dal 20 al 26 gennaio.

SU LADYSILVIA.it: Sabato 20 gennaio la storica band salentina, invitata dalla Provincia di Lecce (come membro di presidenza del Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace) nella persona dell’Assessore Luigi Calò assieme all’organizzazione del World Social Forum e con il comune di Nairobi, terrà un grande concerto inaugurale nel centro della capitale del Kenya per il quale sono attesi oltre un milione di persone.

L’appuntamento con i SUD SOUND SYSTEM proseguirà il giorno seguente, domenica 21 gennaio 2007, con un altro concerto che avverrà in uno dei quartieri più poveri della capitale keniana, Dandora, allo scopo di accendere i riflettori sulle stridenti contraddizioni di Nairobi dove, come in tutte le capitali del sud del mondo, la ricchezza convive con la povertà più assoluta, con la negazione di ogni elementare diritto, con la violenza e l’ingiustizia. Entrambi i concerti saranno di pomeriggio e l’ingresso sarà assolutamente libero. Read the rest of this entry »

L’acqua è un bene che rientra nella sfera dei diritti umani e della salvaguardia della sacralità della vita. Al contrario, nel mondo e anche nel nostro Paese, diventa sempre più un diritto negato, un bene comune sacrificato dalle logiche della privatizzazione e della mercificazione. Il Coordinamento dei Piccoli Comuni si impegna a tutti i livelli per fermare la mercificazione dell’acqua contrastando il processo di privatizzazione di servizi idrici locali con prese di posizione (mozioni, ordini del giorno, delibere, ricorsi, ecc..) sulle decisioni in corso a livello nazionale ed internazionale (Parlamento, G8, Wto, ecc..).  I Piccoli Comuni si fanno portatori presso la pubblica opinione di una continua opera di sensibilizzazione non solo sulla gestione idrica a livello locale ma anche sulle decisioni in corso a livello nazionale ed internazionale che possono avere ripercussioni sulla vita quotidiana dei cittadini. Read the rest of this entry »

acquapubblica_logo_rgb.gifIl Comitato pugliese per la Legge “Acqua bene comune” invita a partecipare all’ASSEMBLEA REGIONALE per
la CAMPAGNA DI RACCOLTA FIRME
PER LA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE SULLA RIPUBLICIZZAZIONE DELL’ACQUA

che si terrà  

Mercoledì 10 gennaio alle ore 17.30, nell”Auditorium Marco De Mitrio, c/o Controradio via G. Latilla,13 – Bari,  (prolungamento Via Quintino Sella, angolo Corso Vittorio Emanuele)  

Durante l’Assemblea saranno affrontati i seguenti punti: 

Presentazione della problematica riguardante il processo di privatizzazione del servizio idrico (breve sintesi fra livello mondiale e quello nazionale). 

Presentazione della Legge di iniziativa popolare sull’acqua bene comune.

Presentazione della campagna di raccolta firma per la legge di iniziativa popolare sull’acqua .

Presentazione delle proposte per l’organizzazione della Campagna sul territorio Pugliese.

Riflessioni sul percorso di ripubblicizzazione dell’Acqua in Puglia .

Al comitato promotore, attualmente, aderiscono: Read the rest of this entry »

img001.jpgRoma, Mercoledì 10 Gennaio 2007
15 anni dopo: pubblico è meglio
Conferenza stampa di presentazione del libro-report finale della ricerca “Servizi pubblici e partecipazione democratica”

Libreria “Arion” (via Cavour 255 angolo via dei Serpenti), oer 12.30

La ricerca nazionale autofinanziata, nata l’anno scorso da un’idea di ATTAC Italia a cui si sono subito associate ARCI, Funzione Pubblica CGIL e Rete del Nuovo Municipio (e di cui da allora seguiamo gli sviluppi), arriva a pubblicare i suoi risultati generali nel volume Quindici anni dopo: pubblico è meglio. Indagine sulla trasformazione dei servizi, del lavoro e della partecipazione democratica, curato da Corrado Oddi e Cinzia Arruzza per la collana “Nuovo Municipio” di Ediesse/Carta: il libro viene presentato pubblicamente in questa conferenza stampa a cui, insieme ai curatori, prendono parte Paolo Beni (Presidente nazionale ARCI), Marco Bersani (Presidente ATTAC Italia), Marco Gelmini (Vicepresidente ARNM) e Carlo Podda (Segretario generale FP/CGIL).  

Speriamo che la pubblicazione smuova qualcosa nel panorama della quérelle fra pubblico e privato che - è inutile negarlo - rimane stagnante malgrado tutti i cambiamenti politici e culturali degli ultimi tempi. In edicola con Carta dal 13 gennaio

poverta1.jpgLa nuova indagine sulla distribuzione dei redditi dice che il 20% più ricco guadagna più del 40% della ricchezza prodotta nel paese. Al 20% più povero resta solo il 7%

Ernesto Geppi
Roma

Un paese dove il 20% più ricco della popolazione raccoglie più del 40% del totale dei redditi e dove, all’opposto, al 20% più povero non spetta che una misera fetta pari al 7%, è un paese senz’altro diseguale. E’ un paese dove, per esempio, una famiglia su sei arriva a fine mese con difficoltà, più di una su quattro non riesce a fare fronte a spese impreviste, una su dieci è in arretrato con le bollette o non riesce a garantirsi un adeguato riscaldamento della casa dove abita, più di una su dieci non ha avuto i soldi per pagarsi le spese mediche e quasi una su cinque non è riuscita a pagarsi i vestiti. Disuguaglianze e miserie: quel paese è l’Italia e stiamo leggendo alcuni dei dati sul reddito e sulle condizioni economiche delle famiglie diffusi ieri dall’Istat e riferiti agli anni 2004 e 2005. Si tratta di una nuova indagine campionaria (22 mila famiglie e 56 mila individui), armonizzata a livello comunitario, che servirà per lo studio della povertà, dell’esclusione sociale e degli effetti sulle famiglie delle politiche economiche e sociali. In breve, è uno degli strumenti con cui si dovrebbe sorvegliare il perseguimento degli obiettivi di Lisbona: vi ricordate? L’Europa fortezza della competitività economica e del benessere sociale. Read the rest of this entry »

La conferenza stampa di Prodi è stata interessante, ma la sua cornice obbligata è quella data dall’ultima indagine dell’Istat sulla distribuzione del reddito nel nostro paese. In sintesi l’Istat ci dice che il 20 per cento più ricco degli italiani si appropria di più del 40 per cento della ricchezza prodotta nel paese e che al 20 per cento più povero resta solo il 7 per cento. Questa è la situazione, «qui Rodi, qui salta». E il problema non concerne solo Prodi.

Fatta questa premessa debbo dire che Romano Prodi nella sua conferenza stampa e nella risposta ai giornalisti si è ben arrampicato sugli «specchi rotti», quelli messi in circolo da Eugenio Scalfari, ma, sempre per stare al medesimo autore non ha assunto il ruolo di «dittatore»: ha voluto essere solo autorevole: insomma potrebbe dire qualcuno ha assunto il ruolo di «dittatore moderato», insistendo soprattutto sulla «svolta» che dovrebbe realizzare nel 2007. Read the rest of this entry »

logo-pensione-pubblica.gifComitato Nazionale per la difesa della pensione pubblica e del TFR

Il sistema previdenziale italiano deve rispondere a quanto stabilito dall’articolo della Costituzione Repubblicana che garantisce ai lavoratori mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità, vecchiaia e disoccupazione involontaria.

Questo non può essere assicurato attraverso le forme incerte, aleatorie e rischiose del sistema di finanziamento a capitalizzazione proprio della cosiddetta previdenza complementare privata.

Le ipotetiche e niente affatto probabili speranze di alti rendimenti, che i fondi stessi cercano di attribuirsi nella speranza di attirare i lavoratori, sono legate alla capacità dei mercati finanziari di lucrare sullo sfruttamento degli stessi lavoratori e dei paesi poveri del mondo. Read the rest of this entry »

La mucca vale più dell’uomo

joseph-stiglitz.jpgColloquio con Joseph Stiglitz
di Enrico Pedemonte pubblicato sull’espresso le sfide 2007

Ogni bovino in Europa riceve 2 dollari in sussidi pubblici. Più del reddito individuale di metà della popolazione mondiale.

La denuncia del Nobel. Colloquio con Joseph Stiglitz 

È meglio essere una mucca europea che un cittadino povero in un paese in via di sviluppo, sostiene Joseph Stiglitz, Nobel per l’economia. Lo ha scritto nel suo libro più recente, ‘Making Globalization Work’ (pubblicato in Italia da Einaudi con il titolo ‘La globalizzazione che funziona’), e lo ripete nel suo studio alla Columbia University, dove insegna e dove lo intervistiamo. 

Per spiegare l’apparente paradosso, Stiglitz ricorda che le mucche europee ricevono 2 dollari di sussidi pubblici al giorno ciascuna, più del reddito individuale di metà dei cittadini del mondo. Read the rest of this entry »

La decrescita della produzione e dei consumi come via d’uscita ai limiti fisici della produzione. La riflessione di Nicholas Georgescu-Roegen ricordata all’incontro a New Delhi della «Società internazionale di economia ecologica» e da alcuni volumi recentemente pubblicati in Francia, Spagna e Italia

georgescu-roegen.jpgE’ un peccato che tra il gran parlare di energia che si fa di questi tempi (crisi energetica, energie rinnovabili) quasi nessuno abbia ricordato la figura e il pensiero di Nicholas Georgescu-Roegen, economista dissidente rumeno di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita. Forse perché l’energia di cui parlava non era la risorsa strategica che comanda la geopolitica mondiale, ma quell’entità invisibile che s’impara a scuola con le leggi della termodinamica. Di lui non si è però dimenticata la «Società Internazionale di Economica Ecologica», che alla conferenza internazionale conclusasi di recente a Delhi in India (www.isee2006.com), ha organizzato un dibattito con alcuni dei suoi eredi teorici più fedeli (Joan Martinez-Alier, Kozo Mayumi, Gabriel Lozada, John Gowdy). Una fortuna, perché il pensiero di Georgescu-Roegen assume un’attualità alla luce delle sue intuizioni sui limiti biofisici della crescita e sulla natura entropica del processo economico: elaborazioni che aiutano a spiegare la posta in palio delle grandi sfide ambientali (riscaldamento globale, esaurimento dei combustibili fossili) e le tragiche contraddizioni degli attuali modelli di sviluppo. Read the rest of this entry »

praha_04.jpgdi Iolanda Fresnillo (Osservatorio del Debito nella Globalizzazione)

Ogni anno, all’arrivo dell’autunno, la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale tengono le proprie riunioni annuali, nelle quali i delegati dei Paesi membri discutono (tutti) e deliberano (alcuni) sulle linee generali di attività per i 12 mesi successivi, e nelle quali viene dato il via alle iniziative e alle riforme più importanti. Ogni 3 anni, i tecnici e i direttivi della BM e del FMI escono dalla tana e le Riunioni Annuali hanno luogo fuori Washington. Vi ricordate Praga nel 2000? Poi è venuta Qatar nel 2003, e quest’anno, il 19 e il 20 settembre, i ministri delle Finanze e per lo Sviluppo dei 184 Paesi membri si sono riuniti a Singapore, protetti da draconiane misure di sicurezza. Nelle Riunioni Annuali si tiene quella che potremmo considerare l’Assemblea Generale della BM e del FMI, cioè la Giunta dei Governatori di entrambe le organizzazioni.

I Governatori sono i rappresentanti dei vari Paesi membri, e la loro figura generalmente coincide con quella del Ministro delle Finanze o per lo Sviluppo, a seconda dei casi. Alle riunioni assistono anche l’equipe tecnica e direttiva delle due Istituzioni e altri invitati, come ad esempio, quest’anno, Pascal Lamy, direttore generale dell’OMC.

Le Riunioni Annuali sono precedute da riunioni ministeriali del Comitato Finanziario e Monetario Internazionale (IMFC, dalla sigla in inglese) - ente incaricato di formulare le politiche pubbliche del FMI - e del Comitato di Sviluppo - forum congiunto della BM e del FMI che ha il compito di dibattere temi relativi ai Paesi poveri e alla lotta contro la povertà-.

(Tutta l’informazione ufficiale sopra le riunioni di quest’anno si può trovare in: http://www.bancomundial.org/reuniones/anuales/2006/index.htm).

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