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Pensata da associazioni e semplici cittadini del capoluogo dauno, prenderà vita il prossimo 3 febbraio dalle ore 18:30 a Foggia, presso l’isola pedonale di Corso Vittorio Emanuele, una manifestazione di solidarietà verso tutti coloro che, negli ultimi giorni, hanno ricevuto minacce e intimidazioni da parte della criminalità locale e contro ogni azione mafiosa o illegale…
“Noi giovani vogliamo dare un segno di orgoglio e civiltà in questa città, ogni giorno ferita dall’arroganza e dalla violenza di chi intende continuare a vivere sulla sofferenza e lo sfruttamento degli altri; di chi agisce nel buio, nell’omertà e nell’indifferenza generale opponendosi ad ogni forma di crescita umana, morale e culturale.
Vogliamo esprimere vicinanza a tutte le persone offese, consapevoli che la prossima volta potremmo essere noi ad essere presi di mira.
Vogliamo, senza se e senza ma, dire no alla violenza e alla mafia.
Vogliamo tenere la testa alta e lo sguardo diritto in avanti consapevoli che c’è molto da fare e cambiare a cominciare dalla nostra responsabilità ad impegnarci e migliorare.
Cominciamo con il parlarne”.Questo l’appello che esprime la volontà di muoversi ed esserci insieme il prossimo 3 febbraio.
Queste le associazioni che, sino ad ora, hanno aderito all’iniziativa: Acli, Arci-Foggia, Area Nuova, Ass. sulla Strada di Emmaus, Associazione Periferie, Attac-Foggia, AUSER (Associazione di volontariato per l’autogestione dei servizi e la solidarietà), Azione Cattolica, Centro Interculturale “Baobab”, Circolo La Merlettaia, Fratelli della stazione, Foglio di Via, I grilli di Foggia, Movimento di obiezione alle spese militari – Difesa popolare nonviolenta, Moto Perpetuo, Pastorale Giovanile della Diocesi di Foggia-Bovino, Rinascita Universitaria, Sinistra Giovanile, Unigiovani.
di Emiliano Fittipaldi
In Italia privati e comuni si contendono un affare che vale 2,7 miliardi di euro.
E appalti, bandi e crisi idriche finiscono spesso nel mirino dei pm
Il rischio di finire con l’acqua alla gola l’Italia non l’ha mai avuto. Sono ormai dieci anni che la penuria di oro liquido preoccupa esperti e amministratori locali, che devono fare i conti con piogge scarse e bacini trasformati in pozzanghere. Sia al Sud, dove l’ultimo rapporto dell’Autorità sulle risorse idriche indica possibili guerre tra territori poveri di risorse. Sia al Nord, dove inefficienze e sprechi portano la rete a perdere fino al 50 per cento dell’acqua immessa nelle condutture. Infrastrutture vecchie, cattiva gestione e furti, mali endemici del settore, non allontanano però i privati da un business che, con un giro d’affari annuo di 2,7 miliardi, fa gola a molti, da quando la legge Galli del 1994 ha permesso l’ingresso di imprenditori e società miste nella gestione delle neonate Spa. I 91 nuovi Ambiti territoriali ottimali hanno semplificato il sistema, e la necessità di investimenti per le infrastrutture (secondo Federutility servono 60 miliardi di euro per i prossimi 30 anni) ha attirato aziende come mosche al miele: controllare i servizi idrici permette di mettere le mani su fondi pubblici a nove zeri, con la possibilità di aumentare le tariffe per coprire i costi. Per ora l’opposizione dei comuni e dei cittadini ha limitato la carica di imprese e multinazionali, nemiche giurate di associazioni e partiti della sinistra radicale. Read the rest of this entry »

