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Il Presidente della Bolivia si rivolge al Parlamento europeo, alla vigilia del voto sulla direttiva contro gli stranieri: Se sarà approvata - dice - saltano i trattati commerciali e cambiano le condizioni di ingresso nei paesi andini

Evo Morales*

EVO MORALESFino alla prima metà del secolo XX, l’Europa fu un continente di emigranti. Decine di milioni di europei partirono verso le Americhe con l’intento di colonizzare, di sfuggire alla miseria, alle crisi finanziarie, alle guerre, ai totalitarismi ad alle persecuzioni inflitte alle minoranze etniche.
Oggi sto seguendo con inquietudine il processo d’approvazione della cosiddetta “direttiva rimpatrio”. Il testo, approvato lo scorso 5 giugno dai ministri degli interni dei 27 paesi membri dell’Unione Europea, dovrà essere sottoposto al voto del Parlamento europeo il 18 giugno. Ho l’impressione che questa direttiva indurisca in maniera drastica le condizioni di detenzione e d’espulsione degli emigranti senza documenti, indipendentemente dal loro tempo di permanenza nei paesi europei, dalla loro condizione lavorativa, dai loro legami familiari, dalla loro volontà d’integrazione e dal raggiungimento della stessa. Gli Europei giunsero in massa nei paesi latino americani ed in America settentrionale, senza visto e senza alcuna condizione imposta dalle autorità. Furono sempre i benvenuti, e continuano ad esserlo, all’interno dei nostri paesi che assorbirono la miseria economica dell’Europa e le sue crisi politiche. Vennero nel nostro continente per sfruttare le ricchezze locali e trasferirle in Europa con un altissimo costo per le popolazioni originarie d’America. Read the rest of this entry »

 

Abbiamo deciso di rompere il silenzio dopo aver letto l’ultimo manifesto, firmato Forza Nuova, in cui si riassume,in pochi punti,la posizione dell’ organizzazione neofascista che invita la cittadinanza a mobilitarsi per la costituzione di ronde di vigilanza e di controllo. Un modo semplice e “fai da te”,per liberarsi degli extracomunitari e dei rom e per riacquistare il controllo e la sicurezza del nostro territorio. Una soluzione,quella proposta da Forza Nuova, incostituzionale che creerebbe un clima di tensione e aumenterebbe il senso di sfiducia che il cittadino già nutre nei confronti dell’istituzione pubblica. Sia la situazione locale che quella nazionale è davvero preoccupante. Si è abusato del termine immigrazione, non più affiancato ad accoglienza e integrazione ma a criminalità e xenofobia. Si è abusato del termine sicurezza, un’esigenza trasversale, che oggi trova riparo nel giustizialismo,inteso,in modo pratico,come: “Tuteliamoci con le nostre armi”.

La paura,il bisogno di sicurezza e l’allarmismo creato dai mass-media ha provocato confusione e odio nei confronti dello straniero che,ora,è divenuto capro espiatorio e unico portatore di criminalità e violenza. Come dire,“L’uomo nero del terzo millennio”! Read the rest of this entry »

«Razzismo e populismo»L’Europa difende i rom dal pogrom all’italiana

In Italia c’è un’emergenza, l’emergenza razzismo. Si parla del nostro paese in Europa e sono stati nominati esplicitamente i pogrom, i campi di sterminio e le deportazioni, nella seduta straordinaria che il parlamento di Strasburgo ha dedicato al «caso Italia». Si parla degli attentati incendiari di Napoli, di Ponticelli- «dove lo Stato ha delegato alla camorra il compito di sloggiare i rom dalla città», come ha ricordato Claudio Fava - e delle deportazioni di massa, delle razzie e dei maltrattamenti contro i rom. 

E alla fine della seduta, e proprio sulla base di quel che sta accadendo in Italia, l’Europarlamento ha chiesto «con forza l’adozione di una direttiva per difendere i cittadini da ogni tipo di discriminazione». Una «protezione sociale specifica» è stata inoltre chiesta per i cittadini rom.


Duro, durissimo il commissario per gli Affari sociali Vladimir Spidla che, nel corso dell’intervento di apertura al dibattito, ha di fatto liquidato e stigmatizzato tutte le decisioni che il governo Berlusconi si appresta a varare in materia di sicurezza e in materia di rom e romeni residenti in Italia. Read the rest of this entry »

nichi VendolaIl fuoco è tornato. Violento e purificatore. Illumina la processione nottambula dei rancori e dei pregiudizi. Incenerisce la retorica degli “italiani, brava gente”. Divampa nella neo-lingua italiana, ormai libera da ogni forma di sorveglianza e di auto-controllo, visto che il nuovo lessico del trash televisivo unifica la nazione e le classi sociali. Sputa le sue lingue incandescenti sull’uomo nero e sulla sua intera etnia: rom, rumeni, sinti, tutti assunti a fattispecie lombrosiana di quella antropologia criminale con la quale abbiamo inzuppato immaginario e senso comune. Ecco dunque il fuoco che condanna all’esorcismo e alla cenere quella macchia extra-umana, quello “zingaro ladro di bambini” che risorge come un antico rimosso nello spigolo sporco della nostra più malata modernità. Eccolo il Medioevo che avanza, corredato da Internet e da You Tube, mentre l’establishment tutto finge di non vedere. Eccola la legalità bipartizan che osserva imperturbabile l’opera scientifica di pulizia etnica messa in campo dagli eserciti camorristi nello sterminato hinterland partenopeo. Complimenti all’Italia riconciliata nel galateo parlamentare, dove si celebra non tanto la fine della “guerra civile” simulata che ha reso urlata e viscerale la politica al tempo dell’avvento di Berlusconi, ma dove si rende solenne l’esaurimento forzoso della politica come spinta conoscitiva e trasformatrice degli assetti sociali dominanti, dove si canta il de profundis alla politica intesa come alternativa, passione civile, persino utopia. Read the rest of this entry »

Una stagione all’inferno è quella che ogni anno vivono migliaia di stranieri impiegati come lavoratori stagionali nelle campagne del Sud Italia. “Una stagione all’inferno” è anche il titolo del nuovo rapporto di Medici Senza Frontiere (MSF) sulle condizioni di vita, salute e lavoro degli stagionali. 

stagionali_20081.jpgTra giugno e novembre 2007 una clinica mobile di MSF ha viaggiato nelle regioni del sud offrendo assistenza sanitaria a quegli immigrati che prestano le proprie braccia nei campi di coltivazione e nelle serre.MSF ha visitato e intervistato oltre 600 stranieri, i risultati dell’inchiesta sono allarmanti: gli stranieri si ammalano a causa delle durissime condizioni di vita e lavoro cui sono costretti.

Già nel 2004 MSF aveva visitato le campagne del Sud Italia per portare assistenza sanitaria agli stranieri impiegati come stagionali e per indagare questa scomoda realtà. Nonostante le reiterate promesse da parte di autorità locali e nazionali, a distanza di tre anni MSF ha potuto constatare che nulla è cambiato.

“Qui come si vede stiamo malissimo: senza acqua, luce, andiamo in bagno in mezzo allo sporco, spesso non abbiamo da mangiare e durante l’inverno rischiamo di morire di freddo. Abbiamo veramente bisogno d’aiuto. Vivendo in queste condizioni non riesco ad immaginare di avere un futuro.

A., 20 anni, viene dal Mali, vive nelle campagne di Foggia

 www.medicisenzafrontiere.it

francesco_caruso.jpgFrancesco Caruso e Haidi Giuliani si sono autoreclusi nel Cpt di Sant’Anna a Isola Capo Rizzuto minacciando di uscire solo alla chiusura di tutti i Cpt. Ma, dopo aver capito dove si trovavano, hanno cambiato subito idea e sono usciti.

Il problema è reale. I Cpt vanno chiusi e i clandestini affidati a nuove strutture sul territorio. Alcuni extracomunitari, in Italia come rifugiati politici, hanno tracciato il solco. Facevano fuggire i clandestini dai Cpt. Li portavano in Centri di seconda accoglienza, i Cst. Ruderi all’aria aperta recuperati per l’occasione. Telefonavano a un parente del disgraziatoaccoltosequestrato già presente in Italia. Dopo il pagamento di cinque/seicento euro, un prezzo onesto, lo liberavano.

Un accordo con le diverse comunità di migranti per i Centri di seconda accoglienza risolverebbe il problema dell’accoglienza. Lo Stato si libera di ogni costo. In Finanziaria si potrebbe aggiungere una nuova tassa per gli accoltisequestrati con ritenuta alla fonte del 35%. Con l’ingresso di cinque/sei milioni di migranti il nostro debito pubblico sarà risolto. E con 7/800 milioni di migranti diventeremmo il Paese più ricco del mondo. Potremmo superare la Cina per popolazione. Read the rest of this entry »

350 mila posti per gli immigrati
Cinzia Gubbini Roma

Si tratta della regolarizzazione del centrosinistra, anche se non assomiglia neanche lontanamente a una sanatoria. Comunque, da oggi, si apre ufficialmente il «decreto flussi bis», quei 350 mila posti in più che l’Unione offre ai lavoratori stranieri, i quali - per la maggior parte - già vivono e lavorano in Italia. Anche se, teoricamente, dovrebbe rivolgersi ai datori di lavoro che vogliono chiamare un lavoratore straniero dall’estero. Il decreto - varato dal consiglio dei ministri più di quattro mesi fa, tra gli strepiti del centrodestra - verrà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale di oggi.
Ma attenzione: non significa che si può andare alle Poste e consegnare le domande per ottenere un «ingresso» legale in Italia. Il «decreto flussi bis», infatti, non fa altro che dare mandato alle direzioni provinciali del lavoro di esaminare le domande presentate entro il 21 luglio 2006 che risultino eccedenti dall’ultimo decreto varato dal governo Berlusconi. E che secondo i calcoli dei ministeri risultano essere, appunto, 350 mila. Read the rest of this entry »

Antislamismo e antisemitismo, immigrati discriminati su casa e lavoro, rom ghettizzati.

Un dossier presentato al Parlamento europeo accusa i paesi Ue. Palma nera alla Danimarca e alla Francia
A. D’Arg.  Bruxelles
 

nero.gifAntisemitismo, islamofobia, violenza contro i rom o più semplicemente contro immigrati, stranieri e richiedenti asilo. Discriminazione e segregazione nell’accesso alla casa, nell’educazione e sul posto di lavoro, mancanza di strumenti efficaci per contrastare i crimini legati al razzismo e, a volte, addirittura mancanza di chiare informazioni ufficiali sui fenomeni di violenza razziale e di discriminazione.

 Il panorama disegnato ieri dall’Osservatorio europeo contro il razzismo e la xenofobia, presentando il rapporto 2005 al Parlamento europeo, è francamente desolante: in Europa l’odio razziale è sempre più di moda.

E non sempre i governi attuano con la dovuta decisione. È anche vero che non mancano buone pratiche e una certa presa di coscienza da parte di alcuni esecutivi, oltre a molto lavoro di campo svolto dalle Ong, ma l’integrazione ed il rispetto delle minoranze restano ancora una chimera nella Ue. Read the rest of this entry »

clandestini01.jpgNiente di nuovo sotto il sole. Considerazioni sull’articolo dell’Espresso sul caporalato degli immigrati in Puglia.-(Valeria Bisignano Attac Foggia) 

Lo sfruttamento degli immigrati tramite il sistema del caporalato in Puglia non è una novità. Era già stato denunciato da più parti prima dell’ultimo articolo di Fabrizio Gatti per l’Espresso. Esiste infatti, oltre al rapporto del 2005 di Medici Senza Frontiere citato nell’articolo, “Lavoro migrante” a cura di F. Raimondi e Maurizio Ricciardi (Deriveaprodi 2004), un altro rapporto di MSF del 2003, “Uomini per tutte le stagioni”:  

http://www.msf.it/eventi/, le dichiarazioni di Nichi Vendola stesso in Narcomafie di febbraio del 2002, Lavoro e società 12/98, “Vite bruciate di terra” di L. Limoccia, A. Leo, N. Piacente (EGA 1997), per citarne solo alcuni. 

Tuttavia, ogni nuovo contributo della stampa è utile perché riaccende il dibattito pubblico. Il problema è che a volte si agisce sull’onda dello scandalo di turno, e invece alla denuncia deve necessariamente seguire un momento di riflessione pacata e la pianificazione di azioni a lungo termine che durino più di un momento di gloria.

Gatti non esagera quando parla di schiavitù. La schiavitù moderna non è più (o non solo) fatta di catene, ma approfitta della condizione di bisogno (economico, morale e/o culturale) di una grande fetta della popolazione mondiale. Per gli artt. 600, 601 e 602 del nostro codice penale, come modificati dalla legge 23 del 2003, è sufficiente la presenza dell’inganno e/o della forza, anche senza una vera e propria costrizione fisica, perché si configurino i delitti di riduzione o mantenimento in schiavitù, di tratta di persone e di acquisto ed alienazione di schiavi. Read the rest of this entry »

1370627.jpgAccordo tra Ferrero e Amato, via libera alla legge contro lo sfruttamento
Permesso di soggiorno agli immigrati «supersfruttati». Il governo: «Norma di civiltà». La destra: «È una sanatoria»
Cinzia Gubbini (il manifesto)

Una nuova fattispecie di reato, il caporalato, punito con pene pesanti. Sequestro dell’impresa per chi impiega immigrati sfruttandoli. Ma anche la possibilità per l’immigrato di «emergere» dal lavoro nero e ottenere un permesso di soggiorno quando si trovi a lavorare in una condizione fortemente svantaggiata.

Il governo ha partorito ieri - dopo molte difficoltà - la riforma dell’articolo 18 della legge sull’immigrazione, quello che prevede la possibilità di riconoscere un permesso per protezione sociale agli immigrati irregolari in situazioni di «grave violenza e sfruttamento», finora utilizzato per le prostitute che denunciano i loro «protettori».

 Il testo studiato da Viminale, ministero della Soldiarietà sociale e del Lavoro è un disegno di legge, e non un decreto come era stato previsto all’inizio, poiché contiene anche una modifica del codice penale. Dunque, ora la palla passa alle Camere. Read the rest of this entry »

imagescaodrwk7.jpgUna vergogna inaccettabile

L’inchiesta di Fabrizio Gatti sull’Espresso ha mostrato a tutti una realtà, a molti già nota, di sfruttamento e di riduzione in schiavitù dei lavoratori agricoli extracomunitari nelle campagne del foggiano.Gli esiti dei controlli delle istituzioni e le denunce di sindacati e organizzazioni umanitarie dimostrano che quella situazione di irregolarità o lavoro nero è comune a pressochè tutte le campagne foggiane, all’interno delle quali si raccoglie una quota rilevante della produzione nazionale di pomodoro, e da cui quest’ultimo parte per le aziende di trasformazione. Nella campagne del foggiano i braccianti lavorano in condizioni disumane, spesso sotto la minaccia delle armi, alloggiati in casolari fatiscenti, picchiati quando chiedono una paga che viene loro rifiutata dopo un lavoro massacrante; a volte uccisi. Il procuratore antimafia, Piero Grasso, ha detto che nelle campagne del foggiani ci sono i nuovi lager. Una vergogna inaccettabile. Read the rest of this entry »

no-al-precariato.jpgSette milioni di lavoratori pagati a metà stipendio

Emiliano Brancaccio e Riccardo Realfonzo

E’ un esercito che monta, che si ingrossa anno dopo anno. A termine, a progetto, in leasing, nel settore pubblico ancor più che nel privato, i lavoratori precari italiani sono all’incirca quattro milioni. In termini di minori retribuzioni, di assenza di coperture previdenziali, di ferie, malattie e maternità non pagate, essi costano fino al 50% in meno rispetto alle retribuzioni medie previste dai contratti a tempo indeterminato. A questi si aggiungono poi i cosiddetti “invisibili”: dalle manovalanze in nero del Mezzogiorno agli immigrati sottoposti al ricatto del permesso di soggiorno, si contano almeno altri tre milioni di individui, sulle cui infime medie salariali si può tuttora solo congetturare. Il precariato è insomma divenuto un fenomeno impressionante, per la sua dimensione assoluta e per i suoi ritmi di crescita. E’ un fenomeno che in Italia presenta tassi di espansione eccezionali, ma che di fatto investe in modo pressoché uniforme tutta l’Unione europea. Read the rest of this entry »

Tra le prime misure: un fondo per l’emersione del lavoro irregolare e il «documento di regolarità contributiva». Il peso della Bossi-Fini

St.Ra
Se si vuole sconfiggere il lavoro sommerso e l’evasione fiscale - come si legge nel programma elettorale dell’Unione - è assolutamente necessario intervenire per riformare il settore agricolo: un comparto complicato, dove i rapporti di lavorativi sfociano praticamente nella schiavitù, dove il caporalato è una pratica consolidata, e dove cade una pioggia di miliardi di euro sotto forma di contributi elargiti dall’Unione Europea.

Con queste premesse Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil, si sono riuniti ieri a Roma in una manifestazione- convegno incentrata sul lavoro nero. In agricoltura, infatti, sono stimate in nero il 60% delle ore lavorate; mentre il sommerso riguarda oltre il 50% della manodopera e circa il 30% del Pil di settore. Numeri che hanno spinto il governo a prendere delle contromisure, come l’istituzione del fondo per l’emersione del lavoro irregolare (Feli) o l’introduzione del «documento unico di regolarità contributiva» (Durc). Misure condivise dagli stessi sindacati di categoria, che però avanzano richieste e proposte volte a contrastare problemi specifici. Read the rest of this entry »

I dati
3 milioni di migranti Sul territorio
Alla fine del 2005 gli immigrati in Italiani  erano 3.035.000, con un’incidenza sulla popolazione italiana è del 5,2%, pari a un immigrato ogni 19 italiani (1 ogni 14 nel Centro e nel Nord Est, 1 ogni 15 nel Sud). Tra dieci anni i valori saranno raddoppiati, e verranno superati i valor che oggi si riscontrano in Germania e in Austria. Le province con il più alto tasso di incidenza sono: Prato (12,6%), Brescia (10,2%), Roma (9,5%), Pordenone (9,4%), Reggio Emilia (9,3%), Treviso (8,9%), Firenze (8,7%), Modena (8,6%), Macerata e Trieste (8,1%).

Aspetti demografici
In Italia l’immigrazione diventerà sempre più un fattore di crescita in grado di porre rimedio alla prevalenza dei decessi sulle nascite. Gli ultrasessantacinquenni diventeranno a metà secolo più di un terzo dei residenti e, rispetto alla popolazione in età da lavoro, che si ridurrà notevolmente, incideranno per il 66% (attualmente incidono per il 28,9%). Gli immigrati sono in Italia una popolazione giovane, concentrata per il 70% nella fascia d’età 15-44 anni (solo il 47,5% degli italiani, invece, si colloca i quella fascia. Read the rest of this entry »

Le Nazioni unite bollano come «xenofobo» il governo Berlusconi e danno credito a Prodi.

Nel mirino le discriminazioni nei confronti dei rom

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Eleonora Martini IL manifesto

Il governo Berlusconi «era espressione di una retorica della xeonofobia e del razzismo», tendente a «strumentalizzare politicamente il fenomeno dell’immigrazione», «descritto come un pericolo per l’intera comunità». In questo clima si inscrive la legge Bossi-Fini, «ispirata dalla filosofia dello scontro di civiltà» e che «incita alla discriminazione e alla criminalizzazione» dell’immigrato. «Se fossero stati soggetti alla Bossi-Fini, gli emigrati italiani nel mondo non sarebbero mai arrivati all’attuale integrazione». D’altra parte è l’intera società italiana a presentare «profonde tendenze alla xenofobia», soprattutto per la presenza di una «discriminazione istituzionale», come dimostra il fatto che «quotidianamente la polizia viola, fisicamente e verbalmente, i diritti delle minoranze nazionali». Read the rest of this entry »

Al corteo di Cgil, Cisl e Uil gli sfruttati di Eboli

Ant. Mas.

C’è anche una sparuta compagnia di lavoratori cinesi, con bandiera nazionale al seguito, nel corteo che procede verso il palco. E poi maghrebini, ivoriani, senegalesi, polacchi, rumeni: lavoratori di mezzo mondo venuti da tutta Italia. Soprattutto dal Mezzogiorno. Sfilano con i braccianti italiani, tra le bandiere unite dei tre sindacati, Cgil Cisl e Uil, e marciano al seguito di Gugliemo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Poi c’è il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, il segretario di Rifondazione Franco Giordano e il presidente della regione Puglia, Nichi Vendola. E su tutti aleggia il fantasma di Giuseppe Di Vittorio, che delle lotte bracciantili, qui, fece una ragione di vita. Altri tempi.

Qui, ora, un bracciante su quattro è sfruttato fino all’osso. Se è clandestino rischia la schiavitù. A manifestare sono in trentamila. In centinaia senza permesso di soggiorno. Chiedono solo giustizia: un lavoro già ce l’hanno. Ma non nobilita nessuno: né loro, né il padrone che li sfrutta, né il caporale che li vende. «Se fossi in regola con i documenti - dice un ragazzo marocchino, che arriva dalla Campania - il lavoro potrei cercarmelo da solo. Senza essere sfruttato dal caporale e fare questa vita da schifo». Se fosse in regola. Read the rest of this entry »

manif_stopbolkestein.jpgFrancesco Piccioni (il manifesto)

E’ già tra di noi? La più devastante delle «direttive europee» in corso di approvazione - la famigerata Bolkestein sulla «liberalizzazione dei servizi» - prevede infatti che un qualsiasi lavoratore, cittadino di uno dei 25 paesi dell’Unione, possa lavorare in qualsiasi altro paese europeo sottostando alle regole contrattuali del «paese d’origine». anziché di quello in cui va a lavorare. A un occhio poco allenato può sembrare una norma innocua, o addirittura pensata per «facilitare» l’approccio del singolo lavoratore a un ambiente per lui ignoto.La morte di Zbigniew, ieri a San Salvo, fa carta straccia delle panzane ideologiche con cui i sostenitori della Bolkestein hanno fin qui avvolto la sostanza di quelle norme. Il principio del «paese d’origine» serve soltanto alle imprese, che potranno così vincere un appalto in un paese «avanzato» - con più diritti e più alti salari - impiegandovi lavoratori presi dai paesi più «arretrati» (con pochi diritti e salari più bassi). Ci guadagna sia l’impresa che «esporta lavoro», sia quella che lo importa. Read the rest of this entry »

Operaio polacco muore a San Salvo (Chieti) in una fabbrica inglese
Serena Giannico
S. Salvo (Ch)

Un volo di quindici metri. Si è schiantato al suolo e non ha avuto scampo.

E’ morto così un operaio polacco di 45 anni. Si è sfracellato, dopo una terribile caduta.
 

Zbigniew Zalejski si trovava in Italia per effettuare interventi all’interno dello stabilimento di San Salvo (Chieti), appartenete alla Pilkington, una multinazionale del vetro con base in Inghilterra. Erano da poco passate le 7 di mattina e lui era appena entrato nel cantiere, dove si sta lavorando al rifacimento del forno float: si tratta di lavori necessari ogni 10-15 anni .L’uomo, forse per svolgere meglio la manutenzione, è salito sul tetto della struttura. Read the rest of this entry »

La guerra dei poveri per un posto col caporale La concorrenza del muratore rumeno C’è la raccolta dei pomodori e poi quella dell’uva, e molti si danno da fare come operai edili, al nero e sottopagati. Senza bisogno della Bolkestein Ad Alcamo, nel trapanese, tra gli immigrati che cercano un lavoro nei campi per la vendemmia. Due mesi da stagionali senza pause e dormendo per strada o in auto. Con i padroncini che preferiscono i «meno esosi» rumeni e gli africani che si arrabbiano

Massimo Giannetti Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)

Sono le sei del pomeriggio e nella piazza principale di Alcamo, giù alla periferia della città, decine di immigrati maghrebini, anche minorenni, sono controllati a vista da polizia e vigili urbani. Sono infuriati e forse non hanno tutti i torti. Stanno lì, appostati sotto gli alberi o sopra i muretti aspettando la «chiamata» che non arriva dalle cinque del mattino, dall’ora in cui i padroncini dei vigneti passano con i furgoni e reclutano la manodopera per la vendemmia. La stagione dell’uva, cominciata una ventina di giorni fa, quest’anno da queste parti sta andando benissimo, il raccolto è quasi raddoppiato rispetto all’anno scorso, ma per marocchini e africani in generale di lavoro ce n’è ben poco. Non è razzismo. E’ pura e semplice convenienza. Le loro braccia, ricercatissime per almeno un decennio, adesso non servono più. Piccoli e medi imprenditori del vino preferiscono quelle molto meno costose degli immigrati rumeni, i nuovi sfruttati nei campi del trapanese, scesi a decine negli ultimi mesi ad Alcamo in vista della vendemmia. E la rabbia dei veterani africani, a torto o a ragione, è tutta indirizzata nei loro confronti. Read the rest of this entry »

“E’ un criminale chi schiavizza i clandestini, ma le istituzioni non sono inermi”Il sindaco di Cerignola (Fg), Matteo Valentino, scrive a ‘l’Espresso’ a proposito dell’inchiesta sugli immigrati

In premessa ho da chiederLe di effettuare una rettifica rispetto a quanto scritto: chi sfrutta e schiavizza i lavoratori, italiani e stranieri che siano, non è un imprenditore. Li definisca come preferisce – criminali, delinquenti, mafiosi – ma non imprenditori: non sono tali e non è corretto offendere chi lavora onestamente per produrre reddito e attivare occupazione e sviluppo. D’altronde, nessun giornalista ha mai definito commercianti i contrabbandieri di sigarette“. Inizia così la lettera che il sindaco di Cerignola, Matteo Valentino, ha inviato a Fabrizio Gatti, il giornalista de ‘l’Espresso’ autore dell’inchiesta sullo sfruttamento dei clandestini nelle campagne del Tavoliere. Read the rest of this entry »

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