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Nella notte tra l’8 e il 9 maggio 1978, Vito Palazzolo e Tano Badalamenti decidono che è l’ora di far saltare in aria Peppino Impastato.
Giornali, magistrati e politici si inventarono tesi meschine, tra cui il suicidio, nonostante la ricostruzione dell’assalto, del pestaggio e della deflagrazione fosse evidente. Peppino condusse una vita contro, per 30 anni, da quando rinnegò il regime mafioso della sua famiglia, fino alla lotta al fianco dei contadini e all’agrodolce missione socioculturale di Radio Aut.
Badalamenti è morto di vecchiaia 3 anni fa, nel Massachusetts, mentre scontava una condanna di 45 anni - dal 1987 - per Pizza Connection. Solo nel 2002, in Italia, venne ritenuto colpevole dell’omicidio Impastato.
La causa di Peppino, ancora oggi, seppur resa popolare dalle tante dediche provenienti dal mondo delle arti, è rimasta una bandiera di pochi. La sua storia non è - e mai sarà - un fatto tradizionale, non è patrimonio di questa o quella parte politica, non deve nemmeno lontanamente sfiorare il rischio di diventarne un’insegna.
I funerali di Peppino Impastato
E’ invece una lezione di grande civilità; non c’è davvero altro da dire, su Peppino, se non che il suo fosse un coraggio mosso da un forte senso della collettività. Quando la mafia si appropria degli spazi e dei tempi vitali, è lo stesso concetto di essere umano che si svuota di significato.
29 anni fa moriva Peppino Impastato.
Perché le sue azioni, come quelle di tante altre vittime della mafia, non sfumino, anno dopo anno, nel commiato e nella commozione, ma restino degli esempi di dignità, chiediamo a tutti voi di ricordarvene anche per il resto dell’anno. Nelle vostre scelte, nelle vostre responsabilità, nelle vostre coscienze.
La fotografia impietosa della Corte dei Conti: tangenti nei lavori pubblici e nella sanità. Sotto accusa anche la gestione commissariale dei rifiuti in Campania
«La corruzione è il male che affligge ancora la pubblica amministrazione». La Corte dei conti apre col botto l’anno giudiziario 2008. Uno scenario sinistro, dove il malcostume galoppa e lo sviluppo rimane fermo. E’ tutto nero su bianco nella relazione del procuratore generale della magistratura contabile, Furio Pasqualucci, secondo cui «profili di patologie» sono evidenti «nel settore dei lavori pubblici e delle pubbliche forniture, nonché nella materia sanitaria». In particolare, aumentano le condanne per danni materiali e per danni all’immagine della pubblica amministrazione a causa del diffuso pagamento di tangenti (per concussione o corruzione) durante la stipula di contratti.
Una lista degli illeciti lunga, lunghissima che il procuratore generale pronuncia sotto gli occhi attenti del presidente della Repubblica Napolitano e del ministro dell’economia Padoa Schioppa. E così si scopre un giro di tangenti che il più delle volte sarebbe diretta conseguenza di «artifici ed irregolarità nella dolosa alterazione di procedure contrattuali», o di «trattamenti preferenziali negli appalti d’opera». Il dato parla da solo: su un totale di 1.905 sentenze di condanna emesse in primo grado nel 2007 dalle sezioni regionali della Corte dei conti per un totale di oltre 92 milioni di euro, l’11,4% ha riguardato danni causati da corruzione, tangenti e concussione. Uno dei casi più eclatanti è stata la condanna da 2,4 milioni di euro per i danni materiali e morali all’Enipower spa. Read the rest of this entry »
Pensata da associazioni e semplici cittadini del capoluogo dauno, prenderà vita il prossimo 3 febbraio dalle ore 18:30 a Foggia, presso l’isola pedonale di Corso Vittorio Emanuele, una manifestazione di solidarietà verso tutti coloro che, negli ultimi giorni, hanno ricevuto minacce e intimidazioni da parte della criminalità locale e contro ogni azione mafiosa o illegale…
“Noi giovani vogliamo dare un segno di orgoglio e civiltà in questa città, ogni giorno ferita dall’arroganza e dalla violenza di chi intende continuare a vivere sulla sofferenza e lo sfruttamento degli altri; di chi agisce nel buio, nell’omertà e nell’indifferenza generale opponendosi ad ogni forma di crescita umana, morale e culturale.
Vogliamo esprimere vicinanza a tutte le persone offese, consapevoli che la prossima volta potremmo essere noi ad essere presi di mira.
Vogliamo, senza se e senza ma, dire no alla violenza e alla mafia.
Vogliamo tenere la testa alta e lo sguardo diritto in avanti consapevoli che c’è molto da fare e cambiare a cominciare dalla nostra responsabilità ad impegnarci e migliorare.
Cominciamo con il parlarne”.Questo l’appello che esprime la volontà di muoversi ed esserci insieme il prossimo 3 febbraio.
Queste le associazioni che, sino ad ora, hanno aderito all’iniziativa: Acli, Arci-Foggia, Area Nuova, Ass. sulla Strada di Emmaus, Associazione Periferie, Attac-Foggia, AUSER (Associazione di volontariato per l’autogestione dei servizi e la solidarietà), Azione Cattolica, Centro Interculturale “Baobab”, Circolo La Merlettaia, Fratelli della stazione, Foglio di Via, I grilli di Foggia, Movimento di obiezione alle spese militari - Difesa popolare nonviolenta, Moto Perpetuo, Pastorale Giovanile della Diocesi di Foggia-Bovino, Rinascita Universitaria, Sinistra Giovanile, Unigiovani.
La giornata del 21 marzo, primo giorno di primavera, è il momento che Libera dedica alla memoria di tutti coloro che hanno dato la vita nel nostro Paese per contrastare le mafie: E’ questa l’occasione nella quale Libera rilancia ogni anno un impegno che non deve venire mai meno.
Quest’anno in continuità con le altre edizioni ma anche con “Contromafie” i primi stati generali dell’antimafia di novembre scorso, il 21 marzo 2007 ribadisce con forza la voglia di tanti di essere contro tutte le mafie, contro la corruzione politica e gli intrecci clientelari che alimentano gli affari delle organizzazioni criminali e l’illegalità, e di voler continuare a costruire percorsi di libertà, cittadinanza, informazione, legalità, giustizia, solidarietà.Libera perla XII giornata ha scelto la Calabria, ha scelto Polistena cittadina al centro della Piana di Gioia Tauro un territorio tra i più importanti della regione per le sue potenzialità economiche e sociali ma condizionato anche dalla presenza della criminalità organizzata.
Banche, fabbriche e uffici chiusi oggi a Napoli in segno di protesta contro la criminalità. Sindacati e associazioni in piazza. La protesta delle tute blu
L’avevano annunciato durante i giorni caldi dell’emergenza criminalità a Napoli: una grande manifestazione per chiedere sicurezza del territorio, lotta all’evasione scolastica, confisca dei beni alla camorra, sviluppo economico, della ricerca e delle nuove tecnologie. Dopo alcune settimane oggi è tutto pronto e organizzato da Cgil, Cisl e Uil: un corteo regionale che partirà alle 9.30 da piazza Mancini, attraverserà il centro storico e si fermerà in piazza Dante, accompagnato da uno sciopero di 8 ore. Nell’intera Campania resteranno chiusi uffici pubblici, fabbriche, scuole, banche, uffici postali e non ci saranno mezzi di trasporto per mandare due segnali, il primo al governo affinché intervenga a Napoli, ma anche nell’intero Mezzogiorno, il secondo alla città stessa. Read the rest of this entry »
Un petardo e volantini intimidatori all’ospedale di Siderno dove lavorano il fratello e la moglie del politico ucciso un anno fa
Una bomba e un biglietto. Un botto e nuove minacce. La ‘ndrangheta torna a bussare alla porta della famiglia di Franco Fortugno, il vice presidente del consiglio regionale della Calabria ucciso a Locri poco più di un anno fa. Ieri un ordigno, seppur di basso potenziale, è stato fatto esplodere all’ingresso dell’ospedale di Siderno, a due passi dall’ufficio della direzione sanitaria. E’ lì che Domenico Fortugno, fratello del politico assassinato, lavora. Erano da poco passate le 12 quando una telefonata anonima ha indirizzato i carabinieri verso una cabina telefonica nei pressi della stazione. La voce parlava di «una busta importante» nascosta al suo interno. Read the rest of this entry »
Francesco Caruso e Haidi Giuliani si sono autoreclusi nel Cpt di Sant’Anna a Isola Capo Rizzuto minacciando di uscire solo alla chiusura di tutti i Cpt. Ma, dopo aver capito dove si trovavano, hanno cambiato subito idea e sono usciti.
Il problema è reale. I Cpt vanno chiusi e i clandestini affidati a nuove strutture sul territorio. Alcuni extracomunitari, in Italia come rifugiati politici, hanno tracciato il solco. Facevano fuggire i clandestini dai Cpt. Li portavano in Centri di seconda accoglienza, i Cst. Ruderi all’aria aperta recuperati per l’occasione. Telefonavano a un parente del disgraziatoaccoltosequestrato già presente in Italia. Dopo il pagamento di cinque/seicento euro, un prezzo onesto, lo liberavano.
Un accordo con le diverse comunità di migranti per i Centri di seconda accoglienza risolverebbe il problema dell’accoglienza. Lo Stato si libera di ogni costo. In Finanziaria si potrebbe aggiungere una nuova tassa per gli accoltisequestrati con ritenuta alla fonte del 35%. Con l’ingresso di cinque/sei milioni di migranti il nostro debito pubblico sarà risolto. E con 7/800 milioni di migranti diventeremmo il Paese più ricco del mondo. Potremmo superare la Cina per popolazione. Read the rest of this entry »
Più di un bambino genovese, per quasi un secolo, a fronte di rimbrotti di nonni e genitori prima o poi ha sentito la terribile minaccia: «ora ti porto da Garaventa!», alludendo alla nave scuola dove don Andrea Gallo nel 1960, ordinato sacerdote un anno prima, iniziò la propria vita di sacerdote tra le pieghe del disagio.
La Garaventa di Genova era un riformatorio sull’acqua per minori, dove don Gallo tentò di applicare forme di autogestione e libertà per i ragazzini del collegio. Da lì varie peregrinazioni, fino ad arrivare alla parrocchia di San Benedetto, una specie di Barbiana metropolitana e non rurale. A San Benedetto nacque l’esperimento della comunità di base che per 36 anni è stata un riferimento per un’intera città, in nome «dell’emancipazione da ogni forma di dipendenza, all’interno di una partecipazione e confronto critici con il politico e il sociale». Un’impostazione ben diversa da molte comunità di recupero per tossicodipendenti sorte da lì a poco. Oggi si celebrano i 36 anni di vita con incontri, dibattiti e concerti in nome del motto di Don Milani - già caro anche a Walter Veltroni - I care, mi interessa. Don Andrea Gallo non sembra stanco di lottare e occuparsi di dipendenze: «Da 36 anni ci svegliamo alla mattina e ci chiediamo se sia possibile un altro mondo e la risposta la diamo insieme, con una prospettiva di una cultura alternativa, di una vera comunità partecipativa. Diciamo che siamo l’esatto contrario di chi pretende di insegnare la legalità, la correttezza dei comportamenti ricorrendo a moralismi e persecuzioni dei diversi: siamo un passaggio continuo dall’isolamento alla lotta».
36 anni di proposte ed esperienze vere, per strada e ovunque fosse possibile - «siamo stati in tutti i movimenti» - per ipotizzare un’impostazione diversa sull’argomento dipendenze, capace di spostare l’attenzione dall’individuo alla società, dalla coercizione alla scelta individuale di concepirsi insieme ad altri. Read the rest of this entry »
Fisco L’euforia da boom delle entrate si intreccia al malessere da Finanziaria. E il banchetto della lotta all’evasione è rinviato
Roberta Carlini
Entrate-boom e finanziaria-monstre. Con la conferma degli ultimi dati sulle entrate tributarie (a quota 366,729 miliardi a metà novembre, 37 miliardi in più rispetto al 2005) una strana euforia ha preso a serpeggiare nell’Unione: siamo ricchi? E insieme, un velenoso dubbio: ma allora, perché ci stiamo svenando per una Finanziaria da 35 e passa miliardi? E mentre la maggioranza si auto-impone di utilizzare eventuali altre buone sorprese per ridurre le tasse - con l’introduzione nella Finanziaria 2007 di un comma che già vincola
la Finanziaria 2008, inedito giuridico nella storia delle leggi finanziarie -, l’opposizione si macera nel dubbio: conviene o no rivendicare il merito del boom delle entrate (facendo una bella figura come «risanatori» ma anche assumendo l’antipatica faccia di quelli che hanno aumentato le tasse)? Read the rest of this entry »
S’è finalmente insediata, a sette mesi dalle elezioni, la nuova commissione parlamentare Antimafia. La buona notizia è che il presidente non è più il forzista Roberto Centaro, che un anno fa riuscì con gli amici della Cdl a varare una relazione che sbianchettava la sentenza Andreotti: non gli piaceva che i giudici della Cassazione avessero confermato le accuse della Procura di Caselli, dichiarando il senatore a vita colpevole di associazione per delinquere con la mafia fino al 1980, reato «commesso» ma prescritto; così decise di scrivere un’altra sentenza in cui sosteneva che «i giudici hanno malamente sbugiardato le accuse» che invece avevano confermato. Il nuovo presidente è Francesco Forgione del Prc, che fino a un anno fa, quand’era deputato regionale in Sicilia, condusse una dura e solitaria battaglia per le dimissioni di Totò Cuffaro, rinviato a giudizio per favoreggiamento alla mafia.
Poi entrò in Parlamento e diede l’impressione di riposizionarsi un filino. Quando Angela Napoli di An e Orazio Licandro del Pdci proposero di escludere dall’Antimafia gli imputati e i condannati per mafia e gli avvocati dei mafiosi, obiettò inorridito che non era il caso per «non limitare le prerogative dei parlamentari». Quasi che, fra le prerogative dei parlamentari, rientrassero pure i processi e le condanne per mafia. Sembrerà strano, ma si può fare il parlamentare anche da incensurati. Forse i condannati e gl’imputati per mafia potrebbero essere più utili in altre commissioni, mentre inserirli nell’Antimafia sarebbe un ossimoro. Bocciati dunque gli emendamenti Napoli e Licandro, ci si domandò quali fossero gli imputati e i condannati per mafia che aspiravano a combatterla. Read the rest of this entry »
(AGI) - Bari, 30 nov. - Una maxi frode fiscale, ad opera di 12 societa’ operanti nel settore dello smaltimento di fanghi provenienti dai depuratori del nord barese, e’ stata scoperta dai militari della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Bari che hanno scoperto fatture false per oltre 30mln di euro e denunciato 35 persone per associazione per delinquere finalizzata alla truffa, al riciclaggio e reati ambientali.
Secondo le “fiamme gialle” le fatture sarebbero state emesse per simulare il trasporto e lo smaltimento di tonnellate di metri cubi di rifiuti presso gli impianti autorizzati, mentre in realta’ venivano riversati in discariche abusive.
L’operazione ha sventato un’ulteriore truffa per 3 mln in danno della Prefettura di Bari e dell’Acquedotto Pugliese, enti deputati al pagamento dello smaltimento dei rifiuti. A carico dei presunti responsabili la Procura della Repubblica di Trani ha disposto il sequestro pereventivo di due aziende di Andria, 10mila metri quadrati di terreni, 17 automezzi e quote societarie
L’allarme dell’alto commissario anticorruzione, Gianfranco Tatozzi: «L’attività della malavita con il traffico dei rifiuti produce effetti devastanti sul territorio». Legambiente: «Subito i reati ambientali»
Roma
Un vero e proprio contropotere, in grado di intervenire in maniera «devastante» su vaste aree del territorio. E’ il sitema dell’ecomafia secondo la descrizione fatta ieri a Roma dall’alto commissario anticorruzione Gianfranco Tatozzi. «Vicende quali l’emergenza rifiuti in Campania, Porto Marghera, Priolo, Punta Perotti, gli spiaggiamenti di navi sulle coste meridionali - è scritto nel dossier presentato ieri al Cnel -, testimoniano di un’emergenza ambientale che incombe da tempo sul nostro paese», e rappresentano in realtà la punta dell’iceberg. «Casi eclatanti», rispetto a «molte altre realtà cresciute all’ombra di condizionamenti economico-sociali di diversa natura», da quelli industriali a quelli imposti dalla criminalità organizzata.
«L’ inserimento nel ciclo del cemento - si legge nella relazione- rappresenta per la criminalità organizzata un interesse di tipo strategico ed il mezzo per imporre tangenti ed estorsioni che, unite ad una illecita gestione delle procedure di assegnazione degli appalti, determinano un sistema eversivo di contropotere capillare ed insidioso». Un sistema, assicura la ricerca, in grado di condizionare e gestire il mondo del lavoro e rilevanti settori economico-amministrativi». L’ecomafia del resto, per la ricerca, è in grado di assicurare «profitti altissimi a fronte di costi modesti e rischi limitati». Read the rest of this entry »
Antislamismo e antisemitismo, immigrati discriminati su casa e lavoro, rom ghettizzati.
Un dossier presentato al Parlamento europeo accusa i paesi Ue. Palma nera alla Danimarca e alla Francia
A. D’Arg. Bruxelles
Antisemitismo, islamofobia, violenza contro i rom o più semplicemente contro immigrati, stranieri e richiedenti asilo. Discriminazione e segregazione nell’accesso alla casa, nell’educazione e sul posto di lavoro, mancanza di strumenti efficaci per contrastare i crimini legati al razzismo e, a volte, addirittura mancanza di chiare informazioni ufficiali sui fenomeni di violenza razziale e di discriminazione.
Il panorama disegnato ieri dall’Osservatorio europeo contro il razzismo e la xenofobia, presentando il rapporto 2005 al Parlamento europeo, è francamente desolante: in Europa l’odio razziale è sempre più di moda.
E non sempre i governi attuano con la dovuta decisione. È anche vero che non mancano buone pratiche e una certa presa di coscienza da parte di alcuni esecutivi, oltre a molto lavoro di campo svolto dalle Ong, ma l’integrazione ed il rispetto delle minoranze restano ancora una chimera nella Ue. Read the rest of this entry »
Con padre Alex Zanotelli tra i vicoli della Sanità
Napoli, quartiere Sanità, 5 chilometri quadrati e 67mila abitanti. E’ una delle zone più altamente popolate d’Europa, uno dei quartieri ghetto del centro storico dove il clan Misso-Mazzarella (le due famiglie unite per controllare i traffici nella zona dopo la «cacciata» dei Giuliano, cioè dopo che Loigino «o’ re» si è pentito) è più conosciuto del presidente della repubblica Napolitano (che la prossima settimana farà visita nel quartiere ai famigliari delle vittime della camorra) e sicuramente più temuto di Bin Laden. Read the rest of this entry »
Istituire per il 21 marzo, primo giorno di primavera, la Giornata nazionale in memoria di tutte le vittime di mafia. E’ una delle richieste che don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, ha presentato ieri al presidente della camera Fausto Bertinotti come gesto conclusivo di «Contromafie», la tre giorni di dibattiti e gruppi di lavoro che ha riunito a Roma più di tremila persone. Al presidente della camera don Ciotti ha consegnato il «Manifesto per un’Italia libera dalle mafie», messo a punto in questi giorni dalle associazioiani antimafia e antiracket. «Libera non è di parte», ha spiegato don Ciotti durante l’incontro alla camera: «Abbiamo invitato agli Stati generali tanti politici, amministratori di ogni colore politico. Libera non è di parte, sta da una parte sola: quella della legalità e dei diritti». All’associazione Bertinotti ha riconosciuto il merito di aver fatto capire quanto quallo mafioso sia un fenomeno nazionale e internazionale. «La mafia - ha detto il presidente della Camera - non può essere considerata un fatto locale: la lotta alla mafia non può essere fatta solo in Sicilia o in Calabria, non si vince se non la si fa anche a Roma o a New York. Questo è l’impegno che viene chiesto alla politica: una sponda politico-istituzionale grande». Read the rest of this entry »
MANIFESTO DEGLI STATI GENERALI DELL’ANTIMAFIA
PER UN’ITALIA LIBERATA DALLE MAFIE
scarica il manifesto(controm_manifesto_mafie.pdf)
Accordo tra Ferrero e Amato, via libera alla legge contro lo sfruttamento
Permesso di soggiorno agli immigrati «supersfruttati». Il governo: «Norma di civiltà». La destra: «È una sanatoria»
Cinzia Gubbini (il manifesto)
Una nuova fattispecie di reato, il caporalato, punito con pene pesanti. Sequestro dell’impresa per chi impiega immigrati sfruttandoli. Ma anche la possibilità per l’immigrato di «emergere» dal lavoro nero e ottenere un permesso di soggiorno quando si trovi a lavorare in una condizione fortemente svantaggiata.
Il governo ha partorito ieri - dopo molte difficoltà - la riforma dell’articolo 18 della legge sull’immigrazione, quello che prevede la possibilità di riconoscere un permesso per protezione sociale agli immigrati irregolari in situazioni di «grave violenza e sfruttamento», finora utilizzato per le prostitute che denunciano i loro «protettori».
Il testo studiato da Viminale, ministero della Soldiarietà sociale e del Lavoro è un disegno di legge, e non un decreto come era stato previsto all’inizio, poiché contiene anche una modifica del codice penale. Dunque, ora la palla passa alle Camere. Read the rest of this entry »
Libera agli «stati generali» Sfila l’Unione ma deve difendersi.
Il premier, interrotto, promette: «Testo unico e lotta ai patrimoni»
Andrea Fabozzi (il manifesto)
Ci sono i familiari delle vittime delle mafie che coprono il lato sinistro della platea. Non è uno dei tanti convegni: all’inaugurazione degli stati generali dell’antimafia - che vanno avanti oggi e domani e si concluderanno con una serie di proposte legislative consegnate direttamente al presidente della camera - i politici di governo e della maggioranza sfilano in massa, ma non è una passeggiata. Standing ovation per Oscar Luigi Scalfaro che prevede «verrà un giorno in cui diremo basta e la mafia sarà stata sconfitta». Poi cominciano i dolori per Romano Prodi, seduto in prima fila insieme ai ministri Mastella e Ferrero, più in là anche Fassino, Giordano e Diliberto e il neo presidente della commissione antimafia Forgione. Perché i tremila radunati a Roma da Luigi Ciotti e la sua Libera non sono un pubblico di ascoltatori, ma persone, spesso giovani, che le questioni dell’antimafia conoscono e praticano ogni giorno. Al centrosinistra chiedono risposte che non hanno ancora avuto. Read the rest of this entry »
L’inchiesta di Fabrizio Gatti sull’Espresso ha mostrato a tutti una realtà, a molti già nota, di sfruttamento e di riduzione in schiavitù dei lavoratori agricoli extracomunitari nelle campagne del foggiano.Gli esiti dei controlli delle istituzioni e le denunce di sindacati e organizzazioni umanitarie dimostrano che quella situazione di irregolarità o lavoro nero è comune a pressochè tutte le campagne foggiane, all’interno delle quali si raccoglie una quota rilevante della produzione nazionale di pomodoro, e da cui quest’ultimo parte per le aziende di trasformazione. Nella campagne del foggiano i braccianti lavorano in condizioni disumane, spesso sotto la minaccia delle armi, alloggiati in casolari fatiscenti, picchiati quando chiedono una paga che viene loro rifiutata dopo un lavoro massacrante; a volte uccisi. Il procuratore antimafia, Piero Grasso, ha detto che nelle campagne del foggiani ci sono i nuovi lager. Una vergogna inaccettabile. Read the rest of this entry »
Nichi Vendola, presidente della Puglia: le mafie non «emergono» ma sono strutturate nelle viscere della società. Non solo meridionale.
«Troppe Occasioni sprecate, al sud l’emergenza è sociale»
Esercito? Potrei dire sì «Ma l’ideologia securitaria ha fallito, anzi ha finito col penalizzare il disagio» Occupare gli spazi «Quando liberi il territorio dalla criminalità devi riempirlo di diritti e servizi»
Antonio Massari il manifesto
«E’ insopportabile sentir parlare, oggi, di emergenza criminalità. In questi anni abbiamo sprecato tantissime occasioni». Con dieci anni di commissione antimafia alle spalle Nichi Vendola, presidente della regione Puglia, sulla criminalità organizzata ha le idee chiare: «Ha interpretato con abilità la logica della globalizzazione. La politica e l’ideologia securitaria, invece, hanno drammaticamente fallito il loro obiettivo».
Perché parlare di «emergenza criminalità» è insopportabile? Read the rest of this entry »
Con i recenti decreti legge il governo è certo di recuperare nel 2007 ai pirati del fisco 13 miliardi di euro. Ma non è che l’inizio.
Il vice ministro promette: «Pagare tutti, pagare meno»
Vincenzo Visco ha iniziato la lotta ed è convinto di essere sulla buona strada per sradicare l’evasione fiscale entro la fine della legislatura. Intervistato dall’agenzia di stampa Agi ha sostenuto che «sono già pari a 13 miliardi le misure quantificabili come risultato dei provvedimenti già varati per la lotta all’evasione nel 2007». Ma potrebbero essere molti di più «grazie all’effetto deterrente dei nuovi provvedimenti sui cittadini: i provvedimenti potrebbe generarsi un circolo virtuoso di ‘effetto di adempimento spontaneo’».
Commentando invece le cifre sulle dichiarazioni dei redditi 2005 si è limitato a dire: «I dati parlano da soli». Per Visco: «si conferma che la linea del Governo di mettere al centro della sua azione il recupero dell’evasione è giusta. Sarebbe un peccato se l’opposizione non desse una mano in questo senso. Fino ad ora non l’ha fatto».
In tutto il mondo i contribuenti cercano di sottrarre qualcosa al fisco, ma l’evasione in Italia ha numeri molto grandi. Per Visco si aggira sui 200 miliardi di euro. La conferma che si tratti di un fenomeno di massa (che in alcuni casi coinvolge anche i lavoratori dipendenti con il secondo lavoro in nero) l’hanno fornita i dati diffusi ieri dall’amministrazione fiscale relativi alle denuncie dei redditi presentare nel 2005. Senza voler generalizzare, colpisce che i gioiellieri denuncino meno degli impiegati di banca; che i proprietari di bar giurano di guadagnare meno dei poliziotti e che i tassisti possano vivere con rediti pari alla metà di quelli di un maestro. Che, visti gli stipendi, non nuota nell’oro. Però. ad evadere, ha fatto notare Visco, «non sono solo gli autonomi. Molti artigiani del settore manifatturiero lavorano in conto terzi per aziende più grandi, quindi sono obbligati a fatturare. Non si deve fare di tutta l’erba un fascio». Read the rest of this entry »
Il ministro Vincenzo Visco ha dato il via a una ufficiale dichiarazione di guerra all’evasione fiscale e, concretamente, agli evasori. Si tratta di un piano di battaglia articolato in 55 punti, assai concreti e lontani dall’abituale retorica dei discorsi contro l’evasione fiscale, spesso pronunciati da chi in qualche modo è anche evasore. Quindi tutto il nostro sostegno al ministro Vincenzo Visco, che è persona seria e anche, come si dice a Roma, «tignoso». Nel nostro paese la lotta all’evasione fiscale è estremamente difficile, e per riuscire deve agire in modo da trovare un forte sostegno. È molto difficile perché nel nostro paese domina «l’arte di arrangiarsi». Per tirare avanti o per star meglio e comprarsi una seconda casa al mare la tendenza a eludere il fisco è del tutto naturale, salvo per quelli a reddito fisso per i quali il pagamento delle tasse non è un atto di volontà, ma un obbligo ineludibile.
Ripeto ancora tutto il nostro sostegno a Visco, ma sottolineando che in Italia non basta una legge, anche la migliore. In un paese dove l’evasione fiscale è fisiologica, per batterla non bastano le leggi: ci vuole il sostegno innanzitutto di quelli che a pagare sono obbligati. Molto opportunamente, sulla Stampa di ieri Tito Boeri scrive: «Il modo migliore per creare un terreno sfavorevole a chi evade il fisco consiste infatti nell’impegnarsi a restituire ai contribuenti onesti (o, dico io, obbligati a essere onesti) ogni euro sottratto all’evasione, riducendo le aliquote legali man mano che diminuisce l’evasione e l’elusione». Lo stato si deve presentare con la faccia della giustizia redistributrice e non del nemico di tutti.
Per aver successo in questa sacrosanta campagna è importante anche da dove si comincia, da quali strati sociali si comincia. Certo i gioiellieri guadagnano più di un maestro di scuola elementare (altro segno di disprezzo dell’istruzione e anche dei figli), ma cavarsela con i gioiellieri rischia di essere retorica, demagogica e controproducente: ci sono gioiellieri e gioiellieri e ci sono anche gioiellieri malmessi. Per aver consenso bisogna cominciare dall’alto e anche qui puntare ad avere successi con clamorosi e importanti casi di evasione. Bisogna ottenere vittorie da spendere nell’opinione pubblica.
Questi nostri argomenti non vogliono essere tanto consigli al ministro Visco quanto chiarimenti all’opinione pubblica, perché non faccia muro a difesa indiscriminata dell’evasione fiscale, perché non si dia adito alla rivolta contro «il governo ladro». E per tutto questo bisogna anche tagliare molte spese inutili e politicamente dannosissime della politica. Chi fa la giusta guerra all’evasione dovrebbe avere anche un occhio al Costo della politica. È il titolo di un libro che spiega qualcosa, un libro abbastanza elogiato, ma assai poco praticato.
Valentino Parlato
Il manifesto
Bari, Napoli, Frosinone, Pescara: la guardia di finanza trova gli operatori completamente in nero, agli ordini di una cooperativa.
Evasi 200 mila euro al fisco e 800 mila di contributi
Antonio Massari 27 ottobre
Bari
L’assembramento era ciclico e strano: troppi ragazzi frequentavano quel luogo. Più di mille in soli due anni. Un viavai ingiustificato, perché dai primi controlli, in quello stabile, non risultava alcun tipo di attività. E’ partita così l’indagine della guardia di finanza di Bari: in pochi mesi ha scoperto un affare colossale. Sei call center totalmente abusivi sparsi per il Mezzogiorno, tra Bari e Napoli, Frosinone e Pescara. Quei mille ragazzi erano lì per il più classico degli sfruttamenti: stipendi per un milione di euro complessivi, tutti corrisposti in nero, oltre 200 mila euro evasi all’erario, 800 mila euro di contributi previdenziali mai versati. La «centrale» operativa è una cooperativa di Triggiano, peraltro regolarmente registrata, che tra il 2004 e il 2005 sfrutta ben 1.069 persone, in prevalenza ragazze, che lavorano per soli 2,90 euro l’ora. Read the rest of this entry »
ROMA - Gli studenti sono in piazza, ancora una volta, per manifestare contro tutte le mafie, proprio nel giorno in cui un messaggio di speranza arriva dall’arresto, in Calabria, dei killer di Francesco Fortugno. Gli appuntamenti di oggi erano annunciati, ma vengono a coincidere con l’assassinio a Sannicandro Garganico di Giorgio Palazzo, un ragazzo di diciotto anni da sempre in prima fila contro la mafia morto dilaniato da un pacco bomba destinato al padre. “Vogliamo un’Italia senza più mafie”, ripetono i ragazzi nei cortei: “La rete della criminalità organizzata che avvolge e soffoca la società civile del nostro meridione, ma non solo, in una spirale di terrore, violenza e sopraffazione è qualche cosa che ci fa urlare tutta la nostra rabbia”. Le manifestazioni si svolgono a Torino, dove al corteo organizzato da Libera si contano oltre ventimila persone, a Napoli, dove i manifestanti protesteranno contro la camorra, e a Foggia. Read the rest of this entry »





