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 UN ‘ALTRO MONDO  e’ POSSIBILE

GIORNATA DI MOBILITAZIONE E AZIONE GLOBALE A FOGGIA

 

logo_forum_social_mundial2.jpgE’ iniziato il conto alla rovescia! Il 26 gennaio, Giornata di Mobilitazione e Azione Globale del World Social Forum, si avvicina e sono già moltissimi gli appuntamenti previsti in tutto il mondo. Anche in Italia sono tantissime le organizzazioni che hanno aderito alla giornata. Foggia presenta la sua Azione Globale a difesa dell’acqua come bene Comune contro le privatizzazioni dei servizi idrici. L’appuntamento foggiano si svolgerà Sabato 26 gennaio 2008 presso l’auditorium della biblioteca provinciale alle ore 17:30, la serata inizierà con la proiezione del film documentario “H2ORO Acqua Pubblica o Privata?” Edito dalla Rai sarà commentato dal giornalista Alessandro Gaeta.

A seguire ci saranno gli interventi di Renato di Nicola (Abruzzo social forum) ,Antonio delellis (diocesi Larino- Termoli/ forum acqua Molise), Beppe di Brisco (Attac Italia- forum pugliese dei movimenti per l’acqua), introduce e saluta Michele del Carmine (assessore ai diritti umani del Comune di Foggia). 

Sarà un’occasione unica per mettere al centro i temi ambientali,l’emergenza clima,la biodiversità e la diversità culturale, il modello di sviluppo,l’energia e l’economia, la concezione della comunità e della democrazia. Certamente, la scelta di organizzare la Giornata di Azione Globale crea un clima più favorevole a questa discussione e al futuro del processo del Forum sociale Mondiale. Con tutta la nostra pluralità,diversità,ricchezze di alternative e proposte lottiamo contro il neoliberismo,la guerra, il colonialismo,il razzismo e il patriarcato che genera violenza,sfruttamento,esclusione, povertà,fame,disastro ambientale e negazione dei diritti umani. Invitiamo tutte e tutti, nella diversità che è la nostra forza, a realizzare creativamente questa giornata. 

Hanno aderito alla  Manifestazione Foggiana:

ARCI- ATTAC-AMNESTY- EMERGENCY- LEGAMBIENTE CIRCOLO GAIA- KOLLETTIVO DI LETTERE – CENTRO STUDI NATURALISTICI- ASS. PERLASINISTRA – ASS.LIBERAMENTE– COMITATO ACQUA DI CAPITANATA- VERDI- PRC E PDCI.

scarica il volantino dell’iniziativa   (invito.jpg)

Porto Alegre ovunque: illustrata la nuova formula dei movimenti, non un singolo vertice ma centinaia di eventi sparsi nel pianeta Oltre ottanta paesi e mille organizzazioni diverse hanno risposto all’appello del Wsf per una giornata mondiale di mobilitazione altermondialista per il 26 gennaio. Ieri a Roma la presentazione, in collegamento con Iraq e Palestina

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Un motore di ricerca per l’alternativa. Si potrebbe definire anche così la strana macchina del World social forum 2008, che per il prossimo 26 gennaio ha indetto in tutto il mondo una giornata di mobilitazione: non un solo Forum, com’è stato fino a oggi, ma centinaia di eventi organizzati in ogni angolo del pianeta da tutte le organizzazioni che condividono la piattaforma del movimento. Una strana macchina, plurale e articolata, sospinta da energie umane e tecnologiche, che marcia ancora a pieno regime. Questo, almeno, dicevano le cifre, i temi e l’agenda illustrata ieri dai portavoce del Wsf italiano - Alessandra Mecozzi della Fiom-Cgil, Raffaella Bolini dell’Arci, Piero Bernocchi dei Cobas… - in una conferenza stampa ieri a Roma, nella Città dell’Altra economia. Significativo anche il nome della via che ospitava la sala: via Dino Frisullo, l’attivista prematuramente scomparso, che alle battaglie scomode e alle minoranze neglette ha dedicato la vita.

«Rispondo subito alla domanda - ha esordito Raffaella Bolini - che più mi viene rivolta in questi giorni dalla stampa: questa modalità di azione del Wsf non è un sintomo di debolezza. Anzi. Siamo qui per parlarvi di una scommessa difficile: rendere visibile ciò che non appare». Un Wsf in buona salute, dunque, e aver evitato un incontro «centralizzato» è stato solo un risparmio economico ed energetico. Le discussioni accese sull’accettare o meno la presenza dei presidenti amici o delle organizzazioni politiche in quanto tali? Superate nella pratica, sembrerebbe: superate nel lavoro di radici e tessiture che porta alla costruzione di grandi momenti di mobilitazione di massa su questioni e scadenze di importanza sostanziale.

Per il resto, ognuno procede su singole questioni territoriali, articolando le iniziative che meglio ritiene. «Il movimento ha fatto propria la pratica delle donne - dice ancora Bolini - che consente mediazioni e non rotture». E Piero Bernocchi aggiunge: «E’ una pratica inedita per chi, come me, viene dalle battaglie del Novecento. I movimenti di oggi insegnano a non opporre soltanto dei no, ma a produrre alternative. Insegnano forme nuove. E poi - ha aggiunto il portavoce dei Cobas - che cos’è un’organizzazione come Via Campesina, se non una internazionale dei contadini in questo secolo in cui sperimentiamo forme nuove?» Read the rest of this entry »

«La Sinistra? O riparte dai movimenti o non è»

Castalda Musacchio
attac-internazional.gifCastalda Musacchio
«Credo che il segnale della scorsa manifestazione di sabato sulla ripubblicizzazione dell’acqua, come quello degli altri cortei, e penso a Genova alla bella protesta delle donne alla prossima tre giorni vicentina, dicono una cosa chiara: la costruzione della sinistra o riparte dai movimenti o semplicemente non è». Marco Bersani, esponente di Attac Italia, in vista dei prossimi Stati Generali a Roma l’8 e il 9 dicembre entra direttamente nel merito del dibattito tutto aperto e tutto ancora da scrivere sulla Sinistra che sarà. «Il movimento - avverte - ha posto un problema fortissimo e urgente di democrazia. E di questo la Sinistra dovrà necessariamente tener conto».

Sabato e domenica prossima a Roma gli Stati generali della Sinistra. Sei uno degli esponenti più noti all’interno del movimento: dunque qual’è il tuo auspicio in vista di questo appuntamento?
Credo che vi siano tanti segnali, e numerosi che sono stati lanciati: penso all’ultima manifestazione di sabato sulla ripubblicizzazione dell’acqua ma anche agli ultimi cortei di Genova e delle donne, che dicono una cosa lampante: la costruzione della Sinistra o riparte dai movimenti o semplicemente non è. E penso che tutto ciò che il movimento da Genova in poi ha seminato dimostri quanto questo sia vivo e visibile.

Alcuni sostengono il contrario. Dicono semplicemente che il movimento non esiste più. Sei d’accordo? Read the rest of this entry »

716eaa23fc0f24714ca117351ffff9bf.jpgdi Vittorio Sergi da Nairobi

Dal Forum Sociale Mondiale sono emerse con grande forza le virtù e le profonde contraddizioni politiche di questo evento. Infatti se da un lato la convergenza di Nairobi sta favorendo la costruzione di reti e di relazioni politiche tra numerosi soggetti diversi soprattutto a livello continentale, altra è la situazione di molte delegazioni straniere e della relazione del gruppo Keniota del Forum. Dopo mesi di malumori serpeggianti per quanto riguardava la gestione poco includente del gruppo del paese ospitante e le alte quote di ammisione al Forum è esplosa la protesta: protagonisti i giovani degli slums che in questi ultimi giorni erano stati le “stelle” involontarie di una nutrita passerella delle buone intenzioni.

Un centinaio di persone, soprattutto giovani ragazze e ragazzi della nota baraccopoli di Korogocho hanno improvvisato un corteo interno per protestare contro gli altissimi prezzi del cibo e dell’acqua in bottiglia venduti da ditte private all’interno del recinto dove si svolgono gli eventi. Inoltre una altro reclamo era legato alle quote di ammissione ritenute soprattutto dalle organizzazioni di base keniote troppo alte. L’ingresso per i locali era fino ad oggi fissato a 500 scellini, ovvero circa 4 euro, equivalenti al costo dell’affitto di un mese per una delle baracche di cartone in cui vivono centinaia di migliaia di persone di Nairobi e dintorni. Read the rest of this entry »

Nonostante il forum sia stato inaugurato con una marcia che è partita dalla baraccopoli di Kibera, la decisione di far pagare l’accesso, con un costo che è pari in Kenya ad un mese di affitto, ha negato l’accesso a parecchi abitanti della città. Per protestare contro questa chiusura, ieri al grido di “è un vero furto” molti giovani dello slum di Korogocho sono arrivati in corteo con cartelli con su scritto “ è questo lo spirito del social forum?”. Ad essere contestati i costi d’accesso, ma anche le scelte di appalto dei catering. Una vera vergogna se si considera che con questo meccanismo vengono tenuti all’esterno i venditori di frutta e canna da zucchero, mentre la distribuzione è stata affidata a ricchi privati, tra cui anche il fratello di un ministro. Ma tra i motivi della protesta proprio la grave situazione in cui molti sono costretti a vivere negli slum. 

Il forum si è aperto con la conferenza stampa inaugurale. 46 mila iscritti, nonostante il costo della registrazione. Diverse le attività che si stanno mettendo in campo. Nello stadio di Kasarani i temi trattati saranno molti. Alcuni sono imprescindibili e riguardano direttamente il Kenya e più in generale l’Africa: pace e guerra, a partire dalla vicina crisi somala; la cancellazione del debito; il diritto di accesso all’acqua e ai beni comuni; e infine i problemi ambientali, sempre più seri in un continente dove l’avanzare della desertificazione, che in alcuni paesi africani sta diventando irreversibile, minaccia sempre più i fragili equilibri socio-economici. 

Da Kibera aUhuru Park downtown Nairobi.

www.globalproject.info

Un corteo pieno di musiche diverse e di energia ha aperto il primo social forum mondiale in Africa, la settima edizione dell’evento nato a Porto Alegre, Brasile.
Il corteo e’ partito dai margini di Kibera, una delle periferie poverissime di Nairobi, uno slum, raccolta di insediamenti precari e malsani in cui vivono centinaia di migliaia di persone. In questi territori, dove i piu’ poveri della metropoli Africana devono spesso pagare per l’affito della baracca in cui vivono.
Insieme agli africani erano presenti numerosi partecipanti al FSM europei, nord e sudamericani e asiatici. Numerosi media indipendenti e mainstream erano presenti.La testa del corteo ha portato una grande bandiera della pace sostenuta da decine di uomini e donne piu’ diversi e diverse. Nonostante il sole cocente migliaia di persone hanno attraversato a passo di musica, r’blues, dub e afro beat le strade della citta’ e alcuni quartieri residenziali con una grande carica emotiva.

All’arrivo del corteo nel grande parco pubblico di Uhuru Park erano presenti alcune migliaia di persone. Di fronte e sotto il palco allestito questa notte dall’organizzazione del Forum, si sono radunate infine 20.000 persone che hanno partecipato alla cerimonia di apertura in cui si sono susseguiti tanti interventi da parte delle delegazioni di alcune delle esperienze piu’ rappresentative tra quelle inscritte al Forum. Read the rest of this entry »

acqua7.jpgLa prima edizione del Forum Sociale Mondiale in Africa si apre in un contesto politico pieno di contraddizioni e conflitti estremi. Il processo di costituzione del comitato organizzatore e la costruzione degli eventi hanno già generato notevoli critiche soprattutto per quanto riguarda la rappresentatività dei soggetti che hanno in mano la direzione dell’evento. La figura più visibile é Onyango Oloo, “attivista professionista” e scrittore, nato nel 1960 nella provincia della Rift Valley, ma non emerge un soggetto politico collettivo alle spalle della sigla del Kenya Social Forum. 

Un altro capitolo riguarda i fondi donati dalla Cooperazione Italiana per il Comitato Organizzatore che ammonterebbero a 400.000 dollari in totale, ai quali bisogna aggiungere un altra quantità imprecisata da parte del ministero degli Affari Esteri francese. Read the rest of this entry »

samir_amin.jpgNato al Cairo nel 1931, dopo aver studiato a Parigi Samir Amin ha lavorato dal 1957 al 1960 come Chef du Service des Études de l’Organisme de Développement Économique della sua città natale; dal 1960 al 1963 è stato consulente del Ministero della pianificazione del Mali; fino al 1970 ha lavorato presso l’Institut Africain de Développement Économique et de Planification (Idep), insegnando inoltre come docente di scienze economiche nelle Università di Poitiers, Parigi VIII e Dakar. Dopo avere passato dieci anni, dal 1970 al 1980, alla direzione dell’Idep è diventato direttore del Forum du Tiers Monde, a Dakar, e presidente del Forum Mondiale delle Alternative.

Tra le decine di libri che ha scritto, ricordiamo «L’accumulazione su scala mondiale» (Jaca Book, 1970); «Il capitalismo nell’era della globalizzazione» (Asterios,1997); «Il virus liberale: la guerra permanente e l’americanizzazione del mondo» (Asterios, 2004); «Geopolitica dell’impero» (Asterios, 2004); «Oltre il capitalismo senile. Per un XXI secolo non americano» (Punto Rosso, 2003); «Il mondo arabo» (con Ali El Kenz, Punto Rosso, 2004»; «Per un mondo multipolare» (Punto Rosso, 2006).È direttore del Forum du Tiers Monde e presidente del Forum Mondiale delle Alternative.

Il Forum Appuntamenti per contrastare l’appiattimento dell’universo simbolico
G. B.

Movimenti sociali, organizzazioni della società civile, comunità di base, associazioni e singoli attivisti di tutto il mondo si ritroveranno da domani al 25 gennaio presso il Centro sportivo internazionale «Moi» di Kasarani, nei pressi di Nairobi, in Kenya. Dopo l’esperienza dell’anno scorso dei Forum sociali mondiali policentrici di Bamako, Caracas e Karachi, quest’anno il Forum sociale mondiale (Fsm) torna infatti a ospitare in un’unica città i movimenti che si oppongono all’autoritaria ortodossia del progetto neoliberista.

 Raccolte sotto lo slogan «People struggles, people alternatives», le iniziative auto-organizzate si articoleranno attorno a nove aree tematiche, dalle quali emerge la centralità e la «trasversalità» dei problemi culturali: dal rispetto per le diverse espressioni spirituali alla democratizzazione della conoscenza e dell’informazione; dalla difesa delle diversità alla promozione dei diritti culturali; dall’autodeterminazione dei popoli al diritto all’educazione: gli appuntamenti di Nairobi si presentano - per dirla con Njuguna Mutahi, coordinatore della Commissione cultura del Comitato organizzatore del Fsm 2007 - «come una grande opportunità per sfidare le forze imperialiste» anche con gli argomenti della cultura. Read the rest of this entry »

Alla vigilia di Nairobi, un incontro con l’economista Samir Amin, presidente del Forum Mondiale delle Alternative. Fra i temi toccati quello relativo all’inconsistenza del progetto europeo Tra i primi appuntamenti dai quali è nato il Forum sociale ci fu quello che venne chiamato «l’anti-Davos», piccolo ma marcatamente simbolico: vi parteciparono i rappresentanti delle grandi forze sociali, vittime delle politiche capitalistiche
Giuliano Battiston

social.jpgUn capitalismo dal volto umano? «Pura illusione». L’altermondialismo moderato? «Una ingenuità». L’Europa? «Ancora non esiste». Lontano dalla prudente retorica del politically correct, instancabile promotore di alternative politiche ed economiche al dogma neoliberista dominante, l’economista egiziano Samir Amin ha fatto del linguaggio schietto, del rigore analitico e della passione militante gli strumenti della sua decennale battaglia per anteporre l’uomo e i suoi bisogni al profitto.

Convinto sostenitore della necessità di affiancare le rivendicazioni relative alla giustizia sociale e la critica delle inuguaglianze intrinseche alla globalizzazione capitalistica con una radicalizzazione della lotta politica capace di radunare le multiformi energie dei movimenti altermondialisti, Samir Amin è un autore estremamente prolifico, i cui testi sono letti e discussi sia da quanti intendono trasformare l’eterogeneità dei «movimenti» in un attore politico collettivo, sia da quanti temono le derive della loro politicizzazione. Read the rest of this entry »

A Kibera i poveri pagano per i ricchi

In uno slum di Nairobi, dove l’acqua si compra a caro prezzo e il bagno è una rarità. E chi ha i soldi ha anche i rubinetti (Paolo Rizzi Laura Bergomi) Nairobi

kibera.jpg «Maji chenchemi ya uzima», «maji usababisha kifo»: acqua fonte di vita, acqua causa di morte. Sul mini dizionario di lingua swahili non si trova la parola morte, non è argomento per turisti. Questi piccoli manuali di sopravvivenza sono pensati e redatti per muovere i primi passi e richiedere i servizi di cui non si può fare a meno quando si è in un paese straniero: food, cibo; travel, mezzo di trasporto; currency, servizi bancari: illnesses and accidents, malattie e incidenti.
Scriviamo queste righe a Nairobi nel centro commerciale Adam’s Arcade. Abbiamo preso il bus numero 4 per andare alla Comboni House ma ci hanno fatto scendere un km prima indicandoci questa direzione e, una volta superata la sbarra di controllo, ci troviamo in un’area di free wireless internet, dove la schizofrenia di Nairobi si manifesta in una decina di giovani intenti a consultare il proprio portatile sul tavolino del bar, bevendo birra o mango juice. Read the rest of this entry »

sud-sound-system.gifIL 20 E IL 21 GENNAIO a NAIROBI, I SUD SOUND SYSTEM sono gli attesi ospiti del World Social Forum 2007, il più importante meeting dei movimenti sociali mondiali in difesa dei diritti umani, che si svolgerà nella capitale kenyana, Nairobi, dal 20 al 26 gennaio.

SU LADYSILVIA.it: Sabato 20 gennaio la storica band salentina, invitata dalla Provincia di Lecce (come membro di presidenza del Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace) nella persona dell’Assessore Luigi Calò assieme all’organizzazione del World Social Forum e con il comune di Nairobi, terrà un grande concerto inaugurale nel centro della capitale del Kenya per il quale sono attesi oltre un milione di persone.

L’appuntamento con i SUD SOUND SYSTEM proseguirà il giorno seguente, domenica 21 gennaio 2007, con un altro concerto che avverrà in uno dei quartieri più poveri della capitale keniana, Dandora, allo scopo di accendere i riflettori sulle stridenti contraddizioni di Nairobi dove, come in tutte le capitali del sud del mondo, la ricchezza convive con la povertà più assoluta, con la negazione di ogni elementare diritto, con la violenza e l’ingiustizia. Entrambi i concerti saranno di pomeriggio e l’ingresso sarà assolutamente libero. Read the rest of this entry »

nairobi.jpgIl  Kenya di Nairobi. la megapoli che  scoppia per troppa gente in troppo poco spazio, dei contrasti  stridenti. Nairobi la bella, la corrotta, l’astuta, la ricca, la  tranquilla, la caotica, la piangente. Nairobi significa fonte,  dove  nasce l’acqua. Dove nasceva l’acqua ora vi sono le sue  figlie che si prostituiscono, per mangiare, per dare di che vivere  ai propri figli, dove tutto sembra perduto e perso, nei rigagnoli  delle baracche, della gente ammassata su luride catapecchie e il  sopruso è la legge. 

Si  fa di tutto per vivere: si vende ogni cosa, si ruba, si coltiva  anche il più piccolo spazio di terra. Ma è dove c’è la puzza  di marcio, di lurido, che si alzano al cielo piccole ma forti  fiammelle di speranza. E’ nei luoghi più impensabili che la  speranza prende forma. Dove la resurrezione si vede e si  tocca, la si desidera ardentemente, dove la vita batte la morte  anche quando tutto sembra dire di no.  Moderni  grattacieli si stagliano sugli ampi viali di Nairobi,  maggiore città del Kenya  e centro commerciale, culturale e delle comunicazioni della  nazione, nonché nota località turistica e via d’accesso per le  riserve di caccia del Kenya.

Nairobi si trova immediatamente a sud  dell’Equatore,  tuttavia, data l’altitudine,  gode di una piacevole temperatura.  La maggior parte degli abitanti di Nairobi abita in grandi  caseggiati popolari. Il Governo e l’industria  sono la principale fonte di lavoro della città. Read the rest of this entry »

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Diritti e Mercato globale -Verso il forum sociale mondiale del 2007 in Kenia. Intervista a Moema Miranda, rappresentante di IBASE e membro del Consiglio internazionale del Fsm fin dal primo Porto Alegre per fare il punto su aspettative e limiti del movimento

Il ruolo del movimento nel rapporto, attualmente deviato, tra i diritti umani e il mercato. A discuterne, lo scorso 1 e 2 dicembre a Milano, sono stati intellettuali, esponenti dei sindacati, giuristi e attivisti, in occasione del convegno “Diritti fondamentali e Mercato globale”. Spunto della discussione, la clausola per i diritti umani e la democrazia, oggetto della “risoluzione Agnoletto”, votata dall’europarlamento lo scorso febbraio, che, una volta trasformata in atto cogente dalla Commissione Europea, potrà vincolare i Paesi che stipulano accordi commerciali con l’Unione europea al rispetto dei diritti umani, pena la progressiva rescissione dell’accordo stesso. Uno strumento a disposizione della società civile, alla portata del movimento dei movimenti che a gennaio del 2007 si ritroverà in Kenia per il settimo Forum sociale mondiale. A Moema Miranda, rappresentante di IBASE e membro del Consiglio internazionale del Forum sociale mondiale fin dal primo Porto Alegre, nonché una delle relatrici più appassionate e coinvolgenti del convegno, abbiamo chiesto di fare il punto sulla situazione del Forum. Read the rest of this entry »

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Milano Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43

Venerdì 1 dicembre ore 20.00 - 23.30 Sabato 2 dicembre ore 10.00 - 19.30


La Clausola democratica della UE come avvio della discussione sulla centralità degli individui e dei soggetti sociali negli accordi commerciali
Lo scorso 14 febbraio il Parlamento europeo ha approvato all’unanimità la risoluzione Agnoletto sulla Clausola diritti umani e democrazia negli accordi tra Unione europea e Paesi terzi. L’aula di Strasburgo ha assunto una posizione netta nei confronti della Commissione e del Consiglio europeo, dichiarandosi indisponibile ad avallare nuovi accordi commerciali che non contengano una clausola democratica chiara, valida per tutti i Paesi partner (non solo per i più deboli), applicata a tutti gli accordi commerciali (compresi quelli settoriali come il tessile e l’agricoltura) e inclusiva delle responsabilità delle multinazionali. Read the rest of this entry »

no-global-2.jpgProteste al G20 in Australia. I manifestanti tentano di sfondare. E la polizia carica Migliaia di no global in piazza. Alcuni giovani provano a invadere l’area di sicurezza creata per proteggere il vertice dei ministri delle Finanze. Feriti diversi agenti, uno dei quali in modo grave. Malmenato anche un cameraman

Tiziana Guerrisi*

Si risveglia la protesta sociale e si riaccendono gli scontri di piazza. Mentre nei palazzi amministrativi di Melbourne i delegati del G20 si riunivano ieri per discutere di economia globale, fuori, nelle piazze, è scoppiata una piccola guerriglia. Ieri mattina, nella città australiana che ospita il summit dei ministri delle finanze dei paesi più industrializzati, la manifestazione pacifica dei movimenti sociali è stata interrotta da un gruppo di dissidenti. I quali, a volto coperto, hanno cercato di forzare la zona rossa che protegge il quartiere dove si svolgono le riunioni. In pochi minuti, la situazione è degenerata con veri e propri scontri con le forze dell’ordine. Lanci di bottiglie e attacchi a camionette della polizia hanno permesso ai dissidenti di avanzare di qualche metro nella zona protetta, prima di essere respinti con idranti e lacrimogeni. Read the rest of this entry »

Australia Slitta la riforma dell’Fmi e della Banca mondiale. Ancora scontri domenica
Lea L. Ypi
Melbourne
«Estremamente di successo», così ha definito il ministro delle finanze australiano Peter Costello il vertice dei ministri e governatori delle banche centrali dei 20 paesi che controllano quasi il 90% dell’economia globale che si è tenuto a Melbourne durante il fine settimana. Come dargli torto? I tesorieri del capitale hanno raggiunto un accordo su una delle questioni più spinose per l’attuale economia globale, la sicurezza dei mercati energetici, mentre Costello è perfino riuscito a strappare agli ospiti una promessa che tanto aveva a cuore: un impegno di dialogo per lo smantellamento dell’Opec, il cartello per l’organizzazione dell’esportazione del petrolio senza il quale «il libero mercato sarebbe migliore in termini di investimenti, sicurezza energetica e prezzi». Ma il libero mercato energetico non se la passerà tanto male, visto l’esplicito impegno del vertice nel comunicato stampa finale a promuovere «mercati ben funzionanti caratterizzati da chiare segnalazioni dei prezzi, commerci e investimenti aperti, trasparenza, buona governance e concorrenza effettiva». Read the rest of this entry »

immagineforum-mondiale.pngVuoi partecipare al Forum Sociale Mondiale di Nairobi? Aderisci subito. I posti sono limitati.

Cari amici, come sapete dal 20 al 25 gennaio 2007 si terrà a Nairobi (Kenia) il 7° Forum Sociale Mondiale: una grande occasione per gli africani, per l´Africa, per la società civile mondiale, per noi e per tutti coloro che sono impegnati a promuovere tutti i diritti umani per tutti. Una grande occasione da non perdere. Read the rest of this entry »

africa_1.gifIn vista del social forum di Nairobi (20-25 gennaio) una buona notizia: l’Italia cancella 44 milioni di debito estero al Kenya.

di Emanuela Citterio (vita no profit)

Conversione del debito per un valore di 44 milioni di euro, cooperazione culturale e collaborazione in ambito spaziale: sono i contenuti dei tre accordi bilaterali firmati il 27 ottobre scorso alla Farnesina dalla vice ministra degli Esteri, Patrizia Sentinelli e dal collega keniota, Raphael Tuju.In vista del forum sociale mondiale che quest’anno avrà sede a Nairobi (20-25 gennaio) si intensificano i rapporti di cooperazione fra l’Italia e il Paese africano che ospita il forum. I 44 milioni di euro di debito che l’Italia ha cancellato serviranno per progetti di lotta alla povertà e aiuti alle popolazioni soprattutto rurali del Kenya. L’accordo firmato alla Farnesina tra il vice ministro degli Esteri Patrizia Sentinelli e il ministro degli Esteri di Nairobi Raphael Tuju prevede che l’ammontare del debito condonato confluisca in una sorta di fondo che il governo kenyano si è impegnato ad utilizzare per migliorare il livello di vita dei più poveri. Si tratta, ha sottolineato Patrizia Sentinelli al termine dell’ incontro con il capo della diplomazia del Kenya, di ”una risposta concreta dell’ Italia” ai bisogni della popolazione che ”non vuole solo ribadire l’ amicizia tra i due Paesi ma dare un impulso all’ obiettivo della lotta contro la poverta”’. Read the rest of this entry »

A Firenze l’assemblea dei movimenti: «Attenzione ai governi amici»
Bocciata una prima bozza di piattaforma presentata dal Tavolo per la pace. Le associazioni discutono alla ricerca di nuove, possibili iniziative unitarie
Riccardo Chiari
Firenze

Passaggio difficilissimo per il movimento pacifista. «Se questa assemblea finisce con l’accettazione notarile delle posizioni esistenti - osserva Luciano Muhlbauer - diventa la celebrazione simbolica di un funerale. E torniamo a prima di Genova. Se invece riusciamo a trovare punti di convergenza, non tanto un accordo quanto un’interlocuzione, la porta resta ancora aperta per costruire iniziative unitarie». L’assemblea è quella dei movimenti per la pace e contro la guerra, (ben) organizzata dal nodo arcobaleno fiorentino e dagli Studenti di sinistra nel plesso universitario di matematica a Cereggi. Ci sono tutti o quasi, a poca distanza si ritrovano non per caso anche gli antagonisti toscani e i disobbedienti del nordest, che per oggi assicurano il loro ipercritico intervento. E’ la spia, non la sola, di una possibile frantumazione che ha molti padri.In sala gira la lettera aperta al movimento contro la guerra scritta da Piero Maestri e Felice Mometti. Si fotografa la fase di impasse. Si ricordano le priorità che deve avere un movimento autonomo dalle istituzioni (ritiro dall’Afghanistan, soluzione della questione palestinese, riduzione delle spese militari, chiusura delle basi Usa e Nato sul territorio, rifiuto di accordi militari con paesi in guerra). Soprattutto si segnala: «Per la prima volta il movimento ha mancato unitariamente una scadenza indetta dal social forum europeo di Atene». Una ferita aperta. «E non ci convincono i tentativi di dare vita a un movimento fiancheggiatore del governo, né ci convince l’uso puramente politico delle scadenze di movimento». Read the rest of this entry »

Da tempo il movimento contro la guerra, nella sua pluralità, non ha occasione di confrontarsi e discutere della situazione internazionale e della propria azione e mobilitazione.Dopo il “cessate il fuoco” in Libano si continua a sparare e a morire a Gaza, in Iraq e in Afghanistan.Oggi più che mai è necessaria una risposta forte e decisa del movimento per la pace e contro la guerra. 

Non importa da dove veniamo, ma dove vogliamo andare:facciamo appello a  tutte e tutti, persone e associazioni, reti e movimenti che lavorano e lottano contro la guerra perché  partecipino all’assemblea  di sabato 21 e domenica 22 Ottobre a Firenze, presso il Dipartimento di Matematica “Ulisse Dini”, viale Morgagni 67/a, di fronte all’ingresso dell’ospedale di Careggi.

Come comitato promotore crediamo sia fondamentale recuperare nella discussione un forte senso di coralità e libero confronto fra reti, associazioni e movimenti. Per questo abbiamo definito alcune modalità di lavoro, che possano aiutare un confronto paritario e costruttivo all’interno dell’assemblea: sessioni a tema senza conclusioni; presidenze alle sessioni composte da membri del comitato promotore fiorentino (introduzione al tema e moderazione della sessione); tempi certi di intervento (6 minuti a testa); alternanza degli interventi secondo il genere; definizione di eventuali iniziative comuni attraverso il metodo del consenso.

Vi preghiamo di segnalare la vostra adesione e la vostra presenza all’assemblea inviando una email all’indirizzo assembleafirenzeottobre@yahoo.it. 

Vi aspettiamo a Firenze. 

Il Tavolo fiorentino per l’assemblea nazionale per la pace e contro la guerra del 21-22 ottobre 

 

La IV edizione del Forum: “L’impresa di un’economia diversa”, della campagna Sbilanciamoci! ha riunito in quattro giorni di lavori migliaia di persone che fanno riferimento a decine di associazioni e movimenti impegnati per un’economia diversa, la pace, la tutela dei diritti e dell’ambiente. Per la prima volta è stato realizzato un confronto con esponenti del governo e del parlamento sulle proposte che Sbilanciamoci! ha portato avanti in questi anni e che si prepara a rilanciare in occasione del dibattito sulla Legge Finanziaria 2007, con l’autonomia e la capacità propositiva che ha sempre caratterizzato la sua azione. Si tratta di percorsi non facili e che riproporranno anche un terreno di confronto di posizioni diverse e di conflitto.    scarica il documento (bari_documento_finale1.pdf)

loc_bari.jpgForum “L’impresa di un’economia diversa”
IV edizione

Bari, 31 agosto - 3 settembre 2006

Produrre, Lavorare, Consumare
nell’economia dei beni comuni

 

Si terrà a Bari dal 31 agosto al 3 settembre 2006
la IV edizione del Forum “L’impresa di un’economia diversa”, appuntamento che ogni anno la campagna Sbilanciamoci! organizza in contemporanea e in alternativa al meeting di Cernobbio organizzato dallo studio Ambrosetti di Milano.
Dopo Bagnoli (Napoli), Parma, Corviale (Roma) la città di Bari ospiterà quest’anno uno dei maggiori appuntamenti della società civile italiana in cui esperti, politici, amministratori ricercatori, rappresentanti di organizzazioni si confronteranno per discutere, illustrare e mettere a confronto esperienze, metodologie e teorie finalizzate a promuovere un nuovo modello di sviluppo economico, basato sulla promozione dei diritti sociali economici e culturali, sulla difesa dell’ambiente, su una gestione democratica e pubblica dei beni comuni, sulla pace e sulla solidarietà internazionale.Mentre a Cernobbio vengono presentate le ricette più tradizionali dell’ideologia neoliberista (privatizzazioni, riduzioni del welfare, precarizzazione del lavoro, supremazia del mercato, allentamento dei vincoli ambientali) nel forum di Bari si vogliono far emergere vie ed esperienze diverse ed alternative di sviluppo economico e di un ruolo sociale delle imprese sulla base di valori e politiche come la protezione e il rilancio del welfare, le regole e i diritti del lavoro, il positivo ruolo delle istituzioni e della spesa pubblica, la sostenibilità dello sviluppo, una fiscalità solidale che colpisca rendite e privilegi. Read the rest of this entry »

dal quarto forum sociale europeo DI ATENE

                                                      PREMESSO

CHE i beni comuni e i servizi pubblici sono un elemento importante della società, in quanto costituiscono uno strumento essenziale per la solidarietà sociale e territoriale, per la redistribuzione della ricchezza sociale, per una società sostenibile e per l’esercizio dei diritti di cittadinanza.

CHE con l’affermarsi dagli anni ’80 del modello neoliberista e del “pensiero unico del mercato”, i beni comuni e i servizi pubblici sono sottoposti ad un’offensiva che mira a trasformarli in beni economici e in merci che devono obbedire alle leggi del mercato.

CHE da tempo i servizi pubblici sono sotto attacco a tutti i livelli:

a) a livello globale, attraverso il Gats (Accordo Generale sul Commercio dei Servizi), sottoscritto dai paesi membri dell’OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio). L’accordo prevede la liberalizzazione dei servizi, con l’apertura agli investimenti privati e alla “concorrenza” di 160 settori, fra i quali l’acqua, l’energia, i trasporti, l’istruzione e la sanità. Altri simili accordi bi- e multilaterali tra gli stati come gli Accordi di Partenariato Economico (EPA, Economic partnership agreement) rafforzano ulteriormente questa logica.

b) a livello europeo, a causa delle diverse politiche, che direttamente o indirettamente conducano alla deregolamentazione e che sono promosse dai trattati europei, dalla strategia di Lisbona, dalla maggior parte delle sentenze espresse dalla CGE (la Corte di Giustizia Europea) e dalle varie direttive settoriali e transettoriali, tra le quali il progetto di direttiva Bolkestein è ultimo eclatante esempio. Read the rest of this entry »

Resoconto dal Forum sociale di Atene 

Tasse globali e giustizia fiscale

di Andrea Baranes

andrea-baranes.jpgSi stanno muovendo diverse cose, soprattutto tra reti e movimenti europei si sta iniziando a ragionare su un rafforzamento delle reti esistenti ed su come iniziare a lavorare su scala nazionale, europea ed internazionale per riuscire ad implementare alcune tasse globali. Ovviamente diversi Attac europei sono impegnati in primo piano su questo, a partire dalla Tobin Tax ma non solo.Sulla Tobin Tax sono stati fatti dei passi in avanti. Se non altro fino a pochi anni fa era considerata una pura utopia, adesso i governi e le istituzioni sono state invece costrette a riconoscere che non ci sono impedimenti di fatto, e a metterla nella loro agenda, fosse anche solo per dire che sono contrari e argomentando di volta in volta con cavilli tecnici o altro per dire che non si puo’ fare e nascondere cosi la presa di posizione contraria di natura esclusivamente ideologica.Per questo e’ il momento giusto per continuare a spingere in tutta Europa, sulla falsariga di quanto successo in Francia e ancora di piu’ in Belgio. L’ideale adesso sarebbe riuscire ad avere un paese che la applica concretamente, e in particolare si guarda con molta speranza alla Norvegia: e’ fuori dall’Euro e il nuovo governo (Verdi, Socialisti, Socialdemocratici) di massima sembra favorevole, anche se in alcune sue componenti ancora molto timidamente. Read the rest of this entry »

marco-bersani.jpgRiflessioni dopo il Forum Sociale Europeo di Atene
di Marco Bersani (ATTAC Italia)

25.000 iscritti, 30000 partecipanti (2000 italiani) agli oltre 250 seminari, tra 80 e 100 mila alla manifestazione conclusiva. Questi i numeri del Forum Social Europeo di Atene, che confermano il ruolo di attrazione di questi appuntamenti e che consegnano ai movimenti importanti passi avanti. Non era scontata la riuscita di questo FSE : dopo quello di Londra, che aveva evidenziato le difficoltà di allargamento dei movimenti, e dopo questi ultimi due anni che, pur caratterizzati da importanti mobilitazioni (il No al Trattato Costituzionale di Francia e Olanda, la campagna per il ritiro della direttiva Bolkestein, la recente mobilitazione francese che ha ottenuto il ritiro del CPE, fra le altre), avevano visto arretrare l’idea di una dimensione continentale della strategia dei movimenti. 

Da questo punto di vista Atene ha rappresentato un deciso passo in avanti, da diversi punti di vista. A partire dall’allargamento. Almeno 5000 partecipanti venivano dall’est europeo e dai Balcani, segnando, di conseguenza e per la prima volta, una presenza di massa e non più solo di pochi delegati da quelle aree. Non è certo solo la presenza a far divenire automatico l’intreccio, ma da Atene, dove la presenza c’è stata, si sono poste le basi per importanti percorsi futuri. Read the rest of this entry »

arton9991.png

Noi, donne e uomini dei movimenti sociali europei, siamo giunti ad Atene dopo anni di esperienze comuni, lottando contro la guerra, il neoliberismo, tutte le forme di imperialismo, colonialismo, razzismo, discriminazione e sfruttamento, contro il rischio di una catastrofe ecologica.

Quest’anno è stato significativo che in molte lotte sociali e campagne sono riuscite a fermare i progetti neoliberisti come la proposta di Trattato Costiuzionale Europeo, la direttiva UE sui Porti e il CPE in Francia.

I movimenti di opposizione al neoliberismo stanno crescendo e si stanno scontrando contro il potere delle multinazionali, il G8 e le organizzazioni come il WTO, il FMI e la Banca Mondiale, così come le politiche neoliberiste degli stati e dell’Unione Europea. Read the rest of this entry »

world_social_forum.jpgNasce il Coordinamento Italiano per il Forum Sociale Mondiale in Africa

Il “gruppo di lavoro italiano per i forum internazionali” continua a mantenere un filo di comunicazione fra coloro che hanno voglia di contribuire ai processi del Forum Sociale Europeo e a quello Mondiale. Nelle riunioni del gruppo prepariamo i contributi unitari da portare nelle sedi internazionali.E’ un gruppo aperto a tutti coloro che vogliono partecipare. Senza ledere le autonomie e i diversi percorsi di rete in cui le singole organizzazioni sono coinvolte, cerca di essere uno strumento di discussione comune e di convergenza sullo sviluppo di questi processi. Ci siamo proposti di tenere questo incontro a un mese dal Forum Sociale Europeo che si terrà dal 4 al 7 maggio ad Atene, e a una settimana di distanza dalla riunione del Consiglio Internazionale del Forum Sociale Mondiale che ha ufficialmente dato il via alla preparazione del prossimo Forum Sociale Mondiale che si terrà a Nairobi dal 20 al 25 gennaio prossimi.Si tratta di due momenti importanti, intrecciati tra loro più di quanto sembri, e che a nostro parere chiamano a una discussione seria, chiara e responsabile fra tutti i soggetti che in Italia si richiamano al movimento globale per un altro mondo possibile, contro la guerra, il liberismo e il razzismo.

Di ritorno dalla riunione del Consiglio Internazionale di Nairobi, alla quale Piero Bernocchi e io abbiamo partecipato a nome del Gruppo di lavoro (nel Consiglio abbiamo un posto che copriamo a turno fra una serie di compagni e compagne), insieme ieri abbiamo pubblicato due articoli, uno sul Manifesto e uno su Liberazione, che forse qualcuno di voi ha letto -e che proprio la necessità di una maggiore responsabilità da parte delle reti italiane evocavano. Read the rest of this entry »

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