Carissimi “militanti” per l’acqua
(per il diritto all’acqua, contro la mercificazione e la privatizzazione dell’acqua….)

come avrete forse saputo, Nichi Vendola, neopresidente eletto della Regione Puglia, mi ha domandato, subito dopo la sua elezione, di assumere la presidenza dell’Acquedotto Pugliese con il mandato di fare dell’Acquedotto – conformemente alle sue parole – un’agenzia pubblica del bene comune, un laboratorio di cultura dei beni comuni a livello non solo del Mezzogiorno ma anche del Mediterraneo.
 
L’Acquedotto Pugliese é dal 1999 una Società per Azioni, a capitale interamente pubblico ma i cui investimenti sono diventati sempre più finanziati da capitali reperiti sui mercati finanziari italiani ed internazionali. Inoltre
la SpA AQP può acquisire o vendere partecipazioni in altre imprese operanti in Italia o all’estero anche al di fuori del campo dell’acqua.
 
Per queste ragioni, la ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese è stato non solo uno dei temi preferiti di Nichi Vendola, negli ultimi due anni, in quanto cofondatore, con Pietro Folena e Francesco Martone, dell’Associazione Italiana degli Eletti e dei Parlamentari per il Contratto Mondiale dell’Acqua, ma egli ne ha fatto anche uno dei due temi centrali prioritari – con quello della salute – della sua campagna e dei suoi impegni elettorali.
 
Visto il mandato che mi é stato affidato, non ho avuto alcuna esitazione maggiore per rispondere affermativamente. Mi é parso evidente che non potevo tirarmi indietro proprio allorché l’opportunità offerta di tentare di realizzare un obiettivo da anni perseguito in quanto militante é grande, almeno sul piano dei principi e delle condizioni obbiettive attuali.
 Certo, la ripubblicizzazione dell’Acquedotto nei termini su specificati non sarà del tutto un fiume tranquillo né con esito finale garantito.Una parte delle forze politiche, economiche e culturali , anche sul piano tecnico-scientifico, che compongono “il centro sinistra” continua a preferire – anche in Puglia –  la de-pubblicizzazione dei servizi idrici dando la priorità alle forme di privatizzazione dette di PPP (partenariato pubblico privato) specie con lo strumento delle multi-utilities.
Le multi-utilities sono considerate da queste forze come la soluzione ottimale, la via del futuro per la rimodernizzazione dei servizi “pubblici” e delle città. Il che é un’illusione.
 
Ho preso formalmente le funzioni di presidente dell’Acquedotto il 7 luglio scorso, per un periodo di tre anni. Conosco l’obiettivo che devo raggiungere cosi come i principi e le modalità che intendo seguire, ma non so ancora i mezzi che devo utilizzare. Ci vorrà un pò di tempo per apprendere a conoscere l’Acquedotto e soprattutto per non farsi prendere dalla logica della soluzione delle urgenze. Da quel che vedo, i problemi urgenti – sovente molto grossi – sono numerosi……L’attuale SpA ha un fatturato di più di 300 milioni di euro ed occupa più di 1.800 persone.
Evidentemente devo abbandonare tutti i miei impegni formali di militanza attiva nel settore dell’acqua. Cosi lascerò la presidenza del Comitato Italiano per  il Contratto Mondiale dell’Acqua e dell’Associazione Belga pour le Contrat Mondial de l’Eau, la vicepresidenza dell’Associazione Francese pour le Contrat Mondial de l’Eau.e la presidenza del Comitato Organizzatore del Forum Alternativo  Mondiale dell’Acqua.
Manterrò invece il mio impegno in quanto segretario generale del Comitato Internazionale per il Contratto Mondiale dell’Acqua, associazione di fatto, e continuerò ad attivarmi, insieme a Rosario Lembo, come fondatore/animatore della  Università del Bene Comune e delle sue quattro Facoltà,  in particolare la Facoltà dell’Acqua. Seguirò altresì da vicino i preparativi dell’organizzazione a Bruxelles tra il 2 ed il 6 dicembre 2006 dell’Assemblea Mondiale dei Cittadini per l’Acqua (AMCE in francese)  che figura tra gli obiettivi enunciati nel “Manifesto dell’acqua”, ed al successo della quale, spero, contribuirete con forza e numerosi. 
 
Non mancherò, appena avrò informazioni ed analisi da fornire, di tenervi al corrente, anche perché sono convinto che la ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese dipenderà in grande misura dalla partecipazione e dal coinvolgimento attivo e diretto del più gran numero di cittadini  e di cittadini “organizzati”, non solo in Puglia.
 
Sono sicuro che continueremo a militare insieme affinché si affermi in Italia la cultura dei beni comuni e la promozione di un nuovo “governo pubblico” dove per pubblico si intenderà legalità, interesse generale, giustizia fiscale, rispetto della  “res pubblica” e degli ecosistemi e dei diritti umani e sociali, efficienza, cura delle risorse comuni, reale partecipazione dei cittadini.
Con cordialità. Cambiare il mondo attuale é possibile.
Riccardo Petrella