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bolkestein.pngSabato 15 ottobre partirà da Piazza della Repubblica, a Roma, la manifestazione nazionale promossa unitariamente da reti, associazioni, movimenti, partiti e sindacati per chiedere il ritiro della Bolkestein, la direttiva europea sulla liberalizzazione dei servizi pubblici. Più di 200 organizzazioni hanno assicurato la partecipazione. Uno schieramento ampio, che va dalla Cgil ai sindacati di base, dall’Arci ad Attac, dal comitato italiano per l’acqua ai Fori sociali, dal comitato italiano per la Tobin tax al comitato italiano per la difesa della salute, da Mani Tese, ai Beati i costruttori di pace, da Action al centro studi per la scuola pubblica, dalla Rete dei movimenti alla rete artisti contro la guerra, dalla Rete del nuovo municipio al coordinamento degli studenti universitari, dall’Unione degli studenti ad Aprile, dalla sinistra giovanile, ai giovani comunisti, ai Ds, a Rifondazione Comunista, ai Verdi, al PdCi. Treni e pulmann arriveranno da tutta Italia. Gli organizzatori prevedono che sarà una grande manifestazione, sicuramente la più partecipata tra quelle che nello stesso giorno si terranno in altre città europee. Mobilitazioni ci saranno infatti anche in Olanda, Grecia, Spagna, Irlanda, Lussemburgo e Svizzera. In Belgio si manifesterà il 16 ottobre, e nei giorni successivi in Francia e in Inghilterra. Il corteo percorrerà via Cavour, via dei Fori Imperiali, Piazza Venezia, via delle Botteghe Oscure, Largo Argentina, per concludersi a Piazza Navona. Nella mattinata, sempre a Roma, si terrà in Campidogliola Conferenza nazionale degli Enti locali controla Bolkestein, con l’obiettivo di dar vita a un coordinamento degli Enti locali che si attivi presso il governo e il parlamento chiedendo di fermare la direttiva. Nel pomeriggio i partecipanti si uniranno al corteo. Di seguito il testo dell’appello che convoca la mobilitazione e l’elenco dei promotori e degli aderenti.

 Per maggiori informazioni consultare il sito http://www.stopbolkestein.it Per adesioni scrivere a 15ottobre@stopbolkestein.it

Venti senatori dell’opposizione – primi firmatari Gigi Malabarba (PRC), Cesare Salvi ( DS) e Nando Della Chiesa (MARGH.) – hanno sottoscritto un’interrogazione al Presidente del Consiglio e al Ministro degli Esteri per chiedere conto delle dichiarazioni del MinistroLa Malfa in sede UE per l’applicazione unilaterale della Direttiva Bolkestein da parte dell’Italia.

“La liberalizzazione dei servizi rappresenta un attacco durissimo ai diritti dei lavoratori attraverso una vera e propria operazione di dumping sociale” ha dichiarato Gigi Malabarba capogruppo del PRC al Senato. “E’ una vera provocazione quella del Ministro per politiche comunitarie proprio alla vigilia della manifestazione europea del 15 ottobre contro
la Bolkestein. Noi chiediamo, al contrario, che il governo italiano si faccia promotore in sede UE del miglioramento dei diritti e delle condizioni di lavoro in tutti i 25 paesi dell’Unione, attraverso la definizione di standard contrattuali comuni che impediscano l’attuale incivile competizione al ribasso tra lavoratori”.

Hanno inoltre sottoscritto l’iniziativa: Francesco Martone, PRC- Tommaso Sodano, PRC- Livio Togni, PRC, Antonio Falomi- Il Cantiere, Luigi Marino, PDCI, Giovanni Battaglia, DS- Massimo Bonavita, DS- Paolo Brutti, DS- Piero Di Siena, DS- Daria Bonfietti, DS- Angelo Flammia, DS-Aleandro Longhi,DS- Antonio Rotondo, DS- Fiorello Cortiana, Verdi- Anna Donati, Verdi- Loredana De Petris, Verdi- Natale Ripamonti, Verdi. Roma 13-10-2005 L’Ufficio Stampa PRC Senato

Abbiamo salutato con entusiasmo la vittoria del No francese e olandese alla Costituzione europea liberista, la ribellione ad una Carta che santificava il liberismo, la disgregazione delle strutture e dei servizi pubblici, la concorrenza selvaggia nel mercato del lavoro. E in quel voto abbiamo letto un incoraggiante affievolimento della popolarità del “vento privatizzatore”, di quel senso comune – indotto anche dal cambio di campo di gran parte della sinistra – sintetizzabile nello slogan degli anni Ottanta “privato è bello, pubblico è corrotto e scialacquatore”. A riconferma del possibile “cambio di vento” è arrivato il voto in Germania, che ha fotografato un nuovo stato d’animo popolare (certo non ancora vincente, ma con le potenzialità per divenirlo) che rivaluta il “pubblico”, che ci tiene assai – malgrado tanta “sinistra” prosegua nello scervellato elogio e sostegno del “privato” – alle strutture sociali conquistate con tante lotte, alla scuola e alla sanità pubbliche, gratuite e di qualità, all’acqua e all’energia come beni non liberalizzabili, ai trasporti pubblici a basso costo, ai diritti del lavoro, seppure salariato. 

Aver fermato la Costituzione giuridica e politica, però, non significa che si sia bloccata anche la “costituzione materiale” del liberismo europeo, che invece continua a marciare attraverso le direttive emanate dal Parlamento europeo, o dalle sue Commissioni. E tra queste direttive, non c’è dubbio che la famigerata Bolkestein sia quella cruciale, il vero faro-guida, che il movimento antiliberista europeo ha saputo in questi mesi mettere al centro di una campagna di grandissimo rilievo ed in grado, come ha dimostrato la divisione di martedì 4 in Commissione ed il rinvio della decisione sul testo definitivo a novembre, di agire efficacemente non solo in piazza ma anche a livello istituzionale. Ma guai a pensare di avere la vittoria in mano. La presidenza britannica punta moltissimo sulla direttiva per dimostrare che, Costituzione o no, il liberismo in Europa continua ad avanzare: ed ha dalla sua una discreta maggioranza nell’aula del Parlamento e cercherà di utilizzare il rinvio per far calare la mobilitazione e ottenere l’approvazione parlamentare a gennaio. Leggi il seguito di questo post »

LETTERA APERTA  AL COMUNE DI FOGGIA AL SINDACO ORAZIO CILIBERTI

Cari rappresentanti degli Enti Locali, la Legge Finanziaria che il Governo si appresta ad approvare, attraverso i tagli dei finanziamenti che prevede per Regioni, Province e Comuni, colpisce in primo luogo i lavoratori, i cittadini e le fasce piú deboli della popolazione, minando alla base le Vostre possibilità di intervento in direzione della difesa dei diritti sociali, dei servizi pubblici e dei beni comuni.Siamo quindi totalmente solidali con le Vostre proteste e appoggeremo tutte le iniziative che, in piena autonomia, deciderete di intraprendere per contrastare questa manovra iniqua, dannosa e lesiva dei piú elementari principi di democrazia.

Come senz’altro saprete, il 15 ottobre a Roma é stata convocata una manifestazione nazionale – all’interno di una giornata europea- ‘per la difesa dei diritti sociali e del lavoro, per i beni comuni e i servizi pubblici, contro la direttiva Bolkestein e gli Accordi dell’Organizzazione Mondiale del Commercio’.

E’ una manifestazione che vuole riaffermare innanzitutto la necessità di difendere un sistema di diritti sociali, di cui i servizi pubblici locali costituiscono l’ossatura, una sorta di garanzia del contratto sociale che fa degli abitanti di un territorio una comunità, e non solo una somma di singoli individui. Leggi il seguito di questo post »

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