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Martedì 14 febbraio 2006, a Strasburgo, il Parlamento europeo inizia la discussione e voterà, in prima lettura, la direttiva sui servizi nel mercato interno, meglio conosciuta come direttiva Bolkestein. Dopo che
la Commissione mercato interno ha peggiorato il testo della Commissione europea il Parlamento europeo è chiamato a rispondere ai popoli d’Europa sulla sua capacità di rappresentare davvero gli interessi e le aspirazioni delle comunità, dei cittadini, delle lavoratrici e dei lavoratori europei. Questo progetto ha suscitato una riprovazione unanime da parte dell’opinione pubblica europea. Eppure non è stato né ritirato né riscritto ma sarà discusso e votato dal Parlamento Europeo, per essere poi trasmesso al Consiglio formato dai diversi governi dell’Unione. La direttiva Bolkestein si basa sul principio del paese d’origine che, nella logica dall’Accordo Generale sul Commercio dei Servizi (AGCS) dell’ OMC, è un incitamento alla competizione tra gli Stati e i popoli. L’idea di fondo è di rendere stabile il dumping sociale, ridurre le protezioni per gli utenti, rimettere in causa la cultura, indebolire le norme ambientali e della sanità pubblica. In pratica, rendere impossibile il controllo del potere pubblico sulla fornitura dei servizi. La direttiva è inoltre un attacco ai diritti sociali e sindacali quali la contrattazione e attraverso di essa alle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori e dei cittadini europei. Leggi il seguito di questo post »

Numero 65, ottobre 2005 altraeconomia di davide mussi

L’ideatore del “Contratto mondiale sull’acqua” è stato scelto da Nichi Vendola per guidare l’acquedotto più grande d’Europa. Obiettivo: trasformare l’azienda da spa ad Agenzia dell’acqua bene comune L’Acquedotto pugliese in mano a Riccardo Petrella, “militante dell’acqua”.
L’aveva detto Nichi Vendola, neo presidente della Regione Puglia: “Il mio acquedotto nasce con la bandiera della ripubblicizzazione”. Parola mantenuta: alla guida del più grande acquedotto europeo (e tra i primi al mondo) per estensione Vendola ha chiamato Riccardo Petrella, docente universitario in Belgio e Svizzera, fondatore del “Gruppo di Lisbona”, ma soprattutto anima del “Contratto mondiale sull’acqua”, che si batte da anni perché l’accesso all’acqua venga garantito a tutti, a Nord come a Sud, contro ogni tipo di privatizzazione di un bene primario essenziale alla vita. Leggi il seguito di questo post »

arton779.jpgUn ordine del giorno contro la direttiva europea “Bolkestein” e un convegno a metà febbraio sull’argomento. Sono questi i due punti fondamentali trattati nel corso della riunione della nona Commissione “Personale-Lavoro” della Provincia di Foggia. L’intesa è stata raggiunta all’unanimità dall’organismo istituzionale. L’argomento sarà discusso nel corso della prossima seduta del Consiglio Provinciale e sarà elaborato un ordine del giorno per chiedere la revoca della direttiva. A breve, infatti, sarà sottoposta al vaglio del Consiglio dei Ministri Europei la nuova Direttiva, che riguarda i servizi nel mercato interno, approvata all’unanimità della Commissione Europea il 13 gennaio 2004 e tesa a «ridurre i vincoli alla competitività». Tale Direttiva, definita Bolkestein dal nome del Commissario Europeo per la Concorrenza e il Mercato Interno, stabilisce «un quadro giuridico generale per eliminare gli ostacoli alla libertà di insediamento dei fornitori di servizi e alla libera circolazione dei servizi in seno agli Stati membri».
La Direttiva definisce (art. 4) i servizi come segue: «Ogni attività economica che, secondo l’art. 50 del Trattato istitutivo, si occupa della fornitura di una prestazione oggetto di contropartita economica». “La direttiva rappresenta un duro colpo al modello sociale europeo e ai diritti sociali e sindacali dei lavoratori raggiunti attraverso molti decenni di lotte.
 È per questo che chiederemo al Parlamento Italiano ed Europeo di ritirarla”, spiega il presidente Vincenzo Brucoli. D’accordo anche il consigliere provinciale di Alleanza Nazionale e componente della Commissione, Romano D’Antonio: “Si tratta di una serie di provvedimenti che possono minare le fondamenta dello Stato sociale europeo ed italiano in particolare”.
La Commissione propone, inoltre, che la Provincia di Foggia metta a disposizione un pullman per la delegazione istituzionale che si recherà a Bruxelles il 14 febbraio, in occasione del voto della Commissione plenaria per l’approvazione definitiva.
UFFICIO STAMPA

La riunione preparatoria del Forum Sociale Europeo, tenutasi a Vienna dal 6 all’8 gennaio 2006, ha affrontato anche la situazione del percorso legislativo europeo della direttiva Bolkestein e le mobilitazioni in vista del voto in prima lettura al Parlamento Europeo previsto a partire dal 14 febbraio 2006 a Strasburgo. E’ stato approvato un appello “Contro il progetto di direttiva Bolkestein, mobilitazione unitaria europea!” che assume, in pratica, le proposte che erano state presentate dalla Campagna italiana StopBolkestein StopGats!” Per quanto riguarda la mobilitazione, in vista del voto al Parlamento europeo, si è confermato un percorso che si apre sabato 11 febbraio con una mobilitazione a Strasburgo e con iniziative decentrate a livello nazionale e locale e che proseguirà martedì 14 febbraio 2006, anche qui articolata con una manifestazione europea a Strasburgo del FSE congiuntamente a quella indetta dalla CES e con manifestazioni a livello nazionale e locale. Si tratta perciò di due appuntamenti di pari importanza per contrastare e fermare il processo della direttiva Bolkestein.

(Campagna nazionale italiana StopBolkestein! StopGats!)

APPELLO Contro il progetto di direttiva Bolkestein, mobilitazione unitaria europea ! Il progetto di “ direttiva sui servizi nel mercato interno” dovrà essere dibattito in prima lettura al Parlamento europeo martedì 14 febbraio a Strasburgo. Basato sul principio del paese d’origine, divenuto “Principi che disciplinano la prestazione transfrontaliera di servizi “, questo testo, nella logica dall’Accordo Generale sul Commercio dei Servizi (AGCS) dell’ OMC è un incitamento alla competizione tra gli Stati e i popoli. Leggi il seguito di questo post »

1° La lotta popolare per la difesa dell’acqua nel Gran Sasso.

La lotta si è sviluppata contro la decisione di gran parte del potere politico di operare trafori e ampliamenti del Laboratorio Sperimentale sotterraneo sul nucleare,  che avrebbero distrutto numerose falde e messo altre a rischio di inquinamento e contaminazione.La lotta ha creato condizioni di maggiore consapevolezza nella popolazione, tali da influire sulle decisioni politiche regionali in materia di privatizzazione dei servizi idrici e di trasferimento delle acque verso l’acquedotto pugliese.La mobilitazione della società civile ha creato strutture di movimento a livello regionale collegate al Contratto Mondiale, mentre l’Abruzzo Social Forum ha trovato, proprio nella lotta per l’acqua, il contenuto unificante tra le diverse realtà associative e negoziale con le istituzioni, tali da divenire soggetto politico.  Leggi il seguito di questo post »

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