La riunione preparatoria del Forum Sociale Europeo, tenutasi a Vienna dal 6 all’8 gennaio 2006, ha affrontato anche la situazione del percorso legislativo europeo della direttiva Bolkestein e le mobilitazioni in vista del voto in prima lettura al Parlamento Europeo previsto a partire dal 14 febbraio 2006 a Strasburgo. E’ stato approvato un appello “Contro il progetto di direttiva Bolkestein, mobilitazione unitaria europea!” che assume, in pratica, le proposte che erano state presentate dalla Campagna italiana StopBolkestein StopGats!” Per quanto riguarda la mobilitazione, in vista del voto al Parlamento europeo, si è confermato un percorso che si apre sabato 11 febbraio con una mobilitazione a Strasburgo e con iniziative decentrate a livello nazionale e locale e che proseguirà martedì 14 febbraio 2006, anche qui articolata con una manifestazione europea a Strasburgo del FSE congiuntamente a quella indetta dalla CES e con manifestazioni a livello nazionale e locale. Si tratta perciò di due appuntamenti di pari importanza per contrastare e fermare il processo della direttiva Bolkestein.

(Campagna nazionale italiana StopBolkestein! StopGats!)

APPELLO Contro il progetto di direttiva Bolkestein, mobilitazione unitaria europea ! Il progetto di “ direttiva sui servizi nel mercato interno” dovrà essere dibattito in prima lettura al Parlamento europeo martedì 14 febbraio a Strasburgo. Basato sul principio del paese d’origine, divenuto “Principi che disciplinano la prestazione transfrontaliera di servizi “, questo testo, nella logica dall’Accordo Generale sul Commercio dei Servizi (AGCS) dell’ OMC è un incitamento alla competizione tra gli Stati e i popoli.

Organizza il dumping sociale, riduce la protezione degli utenti, rimette in causa la cultura, abbassa le norme ambientali e della sanità pubblica. Questo testo rende, di fatto, impossibile il controllo del potere pubblico sulle imprese di servizi. I servizi sono comunque considerati come delle merci. Il progetto di direttiva vuole liberalizzare l’insieme dei servizi. Con l’eccezione delle funzioni di prerogativa dello Stato (Forze armate, polizia, ecc) i diversi servizi pubblici potranno essere sottoposti al principio del paese d’origine. Il testo contiene inoltre una lunga lista di misure giudicate incompatibili con la libertà di impresa e che sono invece a fondamento delle politiche pubbliche.

Questo progetto ha suscitato una riprovazione unanime da parte dell’opinione pubblica. Eppure, ben lungi dall’essere ritirato, sarà discusso dal Parlamento Europeo, per essere trasmesso al Consiglio Europeo formato dai diversi governi dell’Unione. E’ necessaria una convergenza tra i movimenti sociali, le associazioni, le organizzazioni sindacali, i partiti politici per fare fallire questo progetto sia a livello nazionale che europeo. Noi ci mobiliteremo ad ogni tappa ed a tutti i livelli per far fallire il progetto di direttiva. E’ oggi indispensabile la mobilitazione dei popoli d’Europa. Noi ci appelliamo per costruire una giornata di mobilitazione europea sabato 11 febbraio che si tradurrà in una manifestazione europea a Strasburgo ed in iniziative decentralizzate nelle numerose città d’Europa. Noi manifesteremo, congiuntamente alla CES, anche il 14 febbraio, al momento del dibattito che avrà luogo quel giorno, davanti al Parlamento Europeo a Strasburgo. E’ solo una prima tappa di una mobilitazione per costruire questo processo. Noi metteremo in moto un coordinamento europeo dell’insieme degli attori individuali e sociali, nella prima riunione che avrà luogo in occasione dell’Assemblea Europea di preparazione del FSE del 2 marzo 2006. Contro il progetto di direttiva Bolkestein, noi possiamo vincere! (Vienna 8 gennaio 2006)