Aggiornamento dal Forum  dell’Acqua di Città del Messico  

a cura di Emilio Molinari – Presidente Comitato Italiano  

Domenica 12 è terminata la tre giorni romana del 1° Forum dei movimenti italiani per l’acqua pubblica e già siamo con una delegazione a Città del Messico, al Forum Mondiale dell’acqua, quello delle Transnazionali dell’acqua privata che si tiene ogni tre anni sotto l’egida della Banca Mondiale.Il nesso tra questi due momenti è quasi emblematico.A Roma per tre giorni tutte le realtà italiane che hanno dato vita nei territori a momenti di lotta di scontro politico e di crescita della cultura dell’acqua come diritto umano, bene comune non mercificabile, si sono incontrate, confrontate e hanno cercato il comune denominatore per poter per costituirsi in soggetto politico. Dando vita a un movimento unitario, autonomo e indipendente dai partiti e dalle istituzioni, ma che vuole con la politica interferire, anzi la vuole rifondare, e proprio  attorno alla grande e più che mai attuale questione dei beni comuni. Vuole intrecciare i propri percorsi con la politica e i partiti disponibili, con le istituzioni locali, con quelle che fanno del nuovo pubblico partecipato una politica concreta. Un movimento che  con questi tre giorni ha di fatto aperto una vertenza nazionale contro la privatizzazione e per la ripubblicizzazione dell’acqua in Italia e ha collocato questa sua vertenza all’interno di quella che è la più grande vertenza mondiale ormai aperta con le dichiarazioni di Bamako e sopratutto di Caracas.Andare a Città del Messico è per noi come andare alla lotta, nella tana del lupo, nella Davos dei potenti dell’acqua dove le oligarchie decidono la politica sulla Terra. Ed è su questo che vorrei spendere due parole prima di esprimermi su come è andata a Roma con tutti i movimenti.Prima di tutto è sempre bene ricordare che questo di Messico City non è il Forum delle Nazioni Unite, non è istituzionale, è il Forum del Consiglio Mondiale dell’Acqua, un organismo privato al cui vertice ci stà Loic Fauchon, Presidente di una delle maggiori transnazionali dell’acqua del mondo la Group des Eaux de Marseille, il cui capitale è per metà di Suez e per l’altra di Vivendi. Un organismo, ai cui appuntamenti però accorrono i governi e le principali ONG di tutto il mondo legittimandolo.E’ bene sempre ricordare che questo è il Forum che nel 2000 all’Aia ha trasformato l’acqua da diritto umano a bisogno umano, è quello che nel 2003 a Kyoto ha sanzionato di portare l’acqua potabile solo alla metà di quei 1,4 miliardi di persone a cui è negato l’accesso e di portarla attraverso azioni di Partenariato Pubblico – Privato, cioè attraverso profitti per le transnazionali.Ma il nesso più pregnante tra i due Forum è che entrambi sono segnati dal cambiamento di fase.E’ cambiata la fase della irresistibile e travolgente avanzata delle privatizzazioni dei servizi pubblici e dei Beni Comuni fondamentali e questo in tutto il mondo.Oh… sia chiaro che siamo ben lungi dall’aver vinto la battaglia, ma sull’acqua abbiamo segnato importanti punti a favore della RES PUBBLICA.  Qualcosa si è inceppato nella corsa, le multinazionali trovano ovunque resistenze e i loro sognati businnes stentano a realizzarsiE’ cambiata la fase nel nostro paese e il Forum di Roma ne è l’espressione.Seicento persone che discutono per tre giorni e discutono nello spirito di Caracas coniugando il verbo essere da: io esisto, a noi esistiamo. Confrontando: comitati civici, associazioni, partiti, centri sociali, ONG, sindacato CGIL della funzione pubblica e Cobas.Non era scontata la riuscita  Ma aleggiava lo spirito di Caracas e la consapevolezza di aver fermato la privatizzazione a Napoli e a Milano, di aver raccolto 50000 firme in Toscana, di aver aperto in Puglia con la presidenza di Riccardo Petrella un laboratorio straordinario da includere nel movimento, dal quale sperimentare partecipazione, ripubblicizzazione, politiche economiche e di cooperazione internazionale alternative.E poi, l’Associazione degli Eletti dell’Acqua, Rifondazione Comunista che ne fa una propria battaglia, l’Unione che timidamente mette nel suo programma che l’acqua va tenuta pubblica nella proprietà e nei servizi e infine questa notizia, che ci raggiunge a Città del Messico, ovvero che il Parlamento Europeo ha votato una risoluzione che sostanzialmente ribadisce che l’acqua è un bene comune, un diritto umano, la cui gestione va mantenuta pubblica, delegittimando inoltre, in alcuni passaggi, il Forum Mondiale in corso, indicando infine nelle Nazioni Unite la sede alla quale riportare la politica dell’acqua nel pianeta.E sì!   La fase è proprio cambiata…e nel mondo. La vertenza mondiale ha espresso nuovi governi in America Latina, persino ministri dell’acqua, che oggi sono qui in DF dentro al Forum ufficiale, ma in collegamento con i movimenti che all’esterno danno vita a dibattiti e confronti alternativi e ad una manifestazione di piazza.Il 18 è previsto l’incontro dei movimenti con Abel Mamani il ministro dell’acqua boliviano e gli Uruguaiani prevedono che una delegazione del movimento entri e partecipi con i parlamentari agli incontri ufficiali.La linea di demarcazione tra movimento esterno e istituzioni interne si confonde e questo avviene in virtù dei passi fatti dal movimento.Eppure non è questa l’aria che si respira a Città del Messico. Voglio essere franco, ad un primo impatto, partecipando al primo Simposio sul miglioramento dei servizi pubblici, sento che la consapevolezza dell’avanzata non c’è.Anzi se devo essere franco, sento una certa aria di rivincita sullo spirito di Caracas, un balzo indietro rispetto persino al Forum di Ginevra del 2005.E guardando agli appuntamenti in calendario ne traggo la stessa sensazione.Vedo che tutto è già preordinato, i Panel sono già ben definiti, lottizzati, ritornano le vecchie cordate tutto è saldamente in mano ad una direzione, che esclude chi vuol escludere e amplifica ciò che vuole amplificare.E’ l’esatto opposto di Caracas dove il lavoro è stato di tutti con tutti e tra pari, orizzontalmente e il confronto è stato tra i movimenti reali.Credo siano tornati gli assenti di Caracas e Città del Messico rischi di fare un salto indietro. Ecco, credo che le grandi associazioni ambientaliste internazionali e le grandi associazioni dei diritti umani, stiano mostrando la propria ostilità ai percorsi di trasformazione delle realtà istituzionali che abbiamo di fronte, ostilità a mettere in discussione la natura di questo Forum Mondiale, paradossalmente sono più arretrate del Parlamento Europeo.Credo che gli obbiettivi del millennio a loro vadano bene e si era già visto al Forum Alternativo Mondiale di Ginevra del 2005.Credo che un po’ di “governance” dall’alto con le istituzioni internazionali tutto sommato vada a loro bene.Ma soprattutto credo che diffidano dei movimenti che si fanno soggetto politico, diffidano dei cittadini che si organizzano, che  lottano e che non delegano.Credono solo all’azione hobbistica di cui loro sono professionisti, scambiano i progetti di ONG con il movimento di lotta che fa politica e cambia radicalmente la politica.Caracas e il Forum di Roma  sento che sono lontani da questo modo di operare, ma spero veramente di sbagliarmi. Comunque noi cercheremo di riportare lo spirito di Caracas anche in questa sede, il 17 abbiamo indetto un Taller dal titolo: dalla Dichiarazione di Caracas alla Risoluzione del Parlamento Europeo. C’è ancora tempo alla chiusura del Forum e dobbiamo credere che il confronto può cambiare le cose. E poi le cose le cambiano le decine di migliaia di persone che oggi pomeriggio hanno sfilato per le vie di Città del Messico, una manifestazione imponente sull’acqua, una cosa impensabile qualche anno fa, a testimoniare la profondità di un contenuto che carsicamente emerge dal profondo delle coscienze.100000 – 200000 persone, giovani contadini operai, maestri organizzati, tutti a gridare: intende, intende l’acqua non se vende.Una cosa incredibile, un evento straordinario.Questa forza io penso che comunque sarà la vera protagonista di queste giornate Ma questa può essere materia per una prossima puntata.