Resoconto dal Forum sociale di Atene 

Tasse globali e giustizia fiscale

di Andrea Baranes

andrea-baranes.jpgSi stanno muovendo diverse cose, soprattutto tra reti e movimenti europei si sta iniziando a ragionare su un rafforzamento delle reti esistenti ed su come iniziare a lavorare su scala nazionale, europea ed internazionale per riuscire ad implementare alcune tasse globali. Ovviamente diversi Attac europei sono impegnati in primo piano su questo, a partire dalla Tobin Tax ma non solo.Sulla Tobin Tax sono stati fatti dei passi in avanti. Se non altro fino a pochi anni fa era considerata una pura utopia, adesso i governi e le istituzioni sono state invece costrette a riconoscere che non ci sono impedimenti di fatto, e a metterla nella loro agenda, fosse anche solo per dire che sono contrari e argomentando di volta in volta con cavilli tecnici o altro per dire che non si puo’ fare e nascondere cosi la presa di posizione contraria di natura esclusivamente ideologica.Per questo e’ il momento giusto per continuare a spingere in tutta Europa, sulla falsariga di quanto successo in Francia e ancora di piu’ in Belgio. L’ideale adesso sarebbe riuscire ad avere un paese che la applica concretamente, e in particolare si guarda con molta speranza alla Norvegia: e’ fuori dall’Euro e il nuovo governo (Verdi, Socialisti, Socialdemocratici) di massima sembra favorevole, anche se in alcune sue componenti ancora molto timidamente.

Se la Norvegia la applicasse in modo unilaterale cadrebbe uno degli argomenti piu’ utilizzati dalla Commissione UE e altri, ovvero chev la CTT e’ applicabile solo su scala internazionale e non nella zona – Euro.Si e’ discusso allo stesso modo anche della recente proposta di Chirac e altri per l’introduzione di un “contributo di solidarieta’ sui biglietti aerei” per finanziare l’acquisto di medicinali contro AIDS, tubercolosi e malaria. Chiaramente e’ una proposta ancora molto debole rispetto all’idea di tasse globali, e forse puo’ essere vista anche come un “contentino” per allontanare l’idea di introdurre la Tobin Tax. Anzi, nel caso in cui non si riesce a promuovere la produzione e vendita di farmaci generici e si continuano a seguire le reogle del TRIPs nel Wto, questa proposta potrebbe risultare come un magnifico regalo alla lobby dell’industria farmaceutica… Detto questo, rimane comunque un segnale politico importante: come accennato prima, se fino a qualche anno fa le tasse globali erano pura utopia, in qualche modo i movimenti hanno costretto i governi a doversi confrontare seriamente con questo argomento e ad introdurlo nelle loro agende.

C’e’ adesso un gruppo di paesi (Francia, Brasile, Cile) che dovrebbe gia’ applicare questa misura sui biglietti aerei entro l’anno e un gruppo piu’ largo di 43 paesi che si e’ detta interessata a discuterne (dentro questo secondo gruppo ci sono tutti i piu’ grandi paesi euorpei, esclusa l’Italia…)Per questo credo che anche in Italia dovremmo cercare di discutere su come riprendere con forza l’argomento, anche con le idee gia’ girate in lista (tobin nei primi 100 giorni). Come primo passo si potrebbe chiedere al governo di partecipare al gruppo dei 43 e iniziare se non altro a discutere di tasse globali e giustizia fiscale, ma anche e soprattutto dovremmo cercare di “utilizzare” i risultati e le adesioni alla propota di legge popolare sulla Tobin Tax per alzare il dibattito e le pressioni. Personalmente dovrei laovrare molto su questo argomento in futuro anche nella CRBM e con le reti europee, quindi ovviamente sono piu’ che disponibile a parlarne anche in Attac, che ripeto credo dovrebbe continuare ad essere in prima fila come ha fatto finora.

Commercio e Wto

I seminari ai quali ho partecipato hanno soprattutto cercato di valutare come estendere il tema del Wto e commercio ad altre reti e campagne. Ovviamente in primo luogo la campagna contro
la Bolkestein, ma anche rispetto ad altre tematiche. Se finora il Wto non e’ stato un tema centrale nell’opinione pubblica come altri, e anche perche’ molti nei paesi ricchi non lo avvertono ancora come una minaccia reale. Questo sta iniziando a cambiare adesso (vedi la crisi del tessile a Prato ad esempio, a seguito dell’entrata del tessile e abbigliamento sotto gli accordi Wto), ed e’ quindi anche qui il momento di cercare di spingere.
In particolare ci sono dei punti di convergenza evidenti tra le politiche liberiste del Wto e le conseguenze in termini di precarieta’ e disoccupazione per i lavoratori del Nord come del Sud, in primo luogo per i lavoratori e le lavoratrici piu’ deboli ed i migranti.E’ necessario intensificare il lavoro anche perche’ i prossimi mesi saranno determinanti per un successo o auspicabile fallimento di tutto il round di Doha. Dopo il successo di facciata di Hong Kong il Wto e’ di nuovo in un momento di crisi, come testimonia anche la rimozione negli Usa del responsabile al commercio Portman, sostituito con una persona di basso profilo. Secondo il programma di Hong Kong a fine aprile si dovevano decidere le modalita’ negoziali per riuscire a chiudere il round entro fine 2006. Questa scadenza e’ stata mancata, ed il vertice a Ginevra in programma per fine aprile annullato. Tutte le attenzioni sono adesso sulla scadenza e sull’incontro fissato per fine Luglio a Ginevra, assolutamente determinante per il Wto. All’incontro di campagna della rete Europea (Seattle to Brussels) e internazionale (OWINFS) congiunte, si e’ insistito molto sull’importanza di questo appuntamento. In particolare gli internazionali hanno chiesto a noi europei di assicurare la massima presenza a Ginevra. Non si sa ancora bene cosa si riuscira’ ad organizzare, le date fissare al momento per il Consiglio Generale del Wto sono 27 e 28 luglio, che non e’ proprio l’ideale per una manifestazione di massa, ma con i referenti delle organizzazioni svizzere stiamo iniziando a vedere cosa si puo’ fare.