dal quarto forum sociale europeo DI ATENE

                                                      PREMESSO

CHE i beni comuni e i servizi pubblici sono un elemento importante della società, in quanto costituiscono uno strumento essenziale per la solidarietà sociale e territoriale, per la redistribuzione della ricchezza sociale, per una società sostenibile e per l’esercizio dei diritti di cittadinanza.

CHE con l’affermarsi dagli anni ’80 del modello neoliberista e del “pensiero unico del mercato”, i beni comuni e i servizi pubblici sono sottoposti ad un’offensiva che mira a trasformarli in beni economici e in merci che devono obbedire alle leggi del mercato.

CHE da tempo i servizi pubblici sono sotto attacco a tutti i livelli:

a) a livello globale, attraverso il Gats (Accordo Generale sul Commercio dei Servizi), sottoscritto dai paesi membri dell’OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio). L’accordo prevede la liberalizzazione dei servizi, con l’apertura agli investimenti privati e alla “concorrenza” di 160 settori, fra i quali l’acqua, l’energia, i trasporti, l’istruzione e la sanità. Altri simili accordi bi- e multilaterali tra gli stati come gli Accordi di Partenariato Economico (EPA, Economic partnership agreement) rafforzano ulteriormente questa logica.

b) a livello europeo, a causa delle diverse politiche, che direttamente o indirettamente conducano alla deregolamentazione e che sono promosse dai trattati europei, dalla strategia di Lisbona, dalla maggior parte delle sentenze espresse dalla CGE (la Corte di Giustizia Europea) e dalle varie direttive settoriali e transettoriali, tra le quali il progetto di direttiva Bolkestein è ultimo eclatante esempio.

c) a livello nazionale, attraverso le diverse politiche di riforma del welfare e la modernizzazione realizzate dai vari governi insieme alle scelte economiche che favoriscono – in massima parte – le imprese guidate dal profitto persino nei paesi e nei settori più competitivi; attraverso la promozione dei partenariati pubblico/privati (PPP), che minacciano la proprietà pubblica delle infrastrutture ed il cuore stesso dei servizi pubblici e, ancora, attraverso tagli alle entrate che stanno generando l’erosione delle fondamenta finanziarie dei servizi pubblici.

d) a livello regionale e locale non fornendo i mezzi necessari per permettere ai cittadini ed alle autorità locali di decidere autonomamente come dovrebbero essere organizzati i servizi pubblici.

CHE l’Unione Europea ha l’obbligo di giocare un ruolo di primaria importanza, nell’implementare il “Modello Sociale Europeo”, nel quale i servizi pubblici costituiscono una parte essenziale, per combattere alle radici la disuguaglianza economica e sociale globale che minaccia la stessa sopravvivenza della maggioranza degli abitanti del pianeta. Per questo fine, l’UE deve abbandonare le sue politiche neoliberiste.

SU QUESTE PREMESSENOI, donne e uomini componenti di associazioni, organizzazioni sindacali, movimenti sociali e politici, rappresentanti istituzionali, ci siamo impegnati nella lotta contro l’Organizzazione Mondiale del Commercio e l’Accordo Gats, per il ritiro del progetto della Direttiva Bolkestein sui servizi e delle direttive che spingono alla liberalizzazione e alla privatizzazione dei servizi pubblici.

CONSAPEVOLI che, grazie alle mobilitazioni che abbiamo svolto, è stato modificato il progetto della Bolkestein in alcuni dei suoi aspetti essenziali più inaccettabili. Ciò nonostante, riteniamo che il grosso del “compromesso” sia ancora a favore della liberalizzazione nel campo di servizi cruciali all’idea di ‘beni comuni’. Per questa ragione continueremo a sfidare l’agenda neoliberale europea.

CONSAPEVOLI della necessità di collegare le nostre esperienze, le nostre conoscenze e le nostre lotte, per contrastare gli attacchi portati avanti dalle elite politiche e finanziarie e dagli interessi affaristici,

CONSAPEVOLI del bisogno di allargare la mobilitazione sociale e di sviluppare proposte per contrastare le politiche neoliberiste,

CONSAPEVOLI del bisogno di rilanciare dalla base un nuovo spazio pubblico per i diritti sociali e del lavoro, elementi irrinunciabili per un’ Europa sociale e di pace.

ABBIAMO DECISO in questo IV Forum Sociale Europeo di Atene, di confermare il nostro impegno contro i principi del neoliberalismo e di aprire dunque una nuova fase di lotta con l’obiettivo di determinare – sia a livello europeo che nazionale – le condizioni culturali, sociali e anche politico-istituzionali per la definizione e la regolamentazione dei servizi destinati a garantire l’accesso universale ai diritti fondamentali affidati alla proprietà ed all’amministrazione pubblica, e liberi da qualsiasi forma di liberalizzazione e privatizzazione totale o parziale.A questo scopo, noi quindi decidiamo :a) di costituirci in una rete europea per i servizi pubblici;b) di lanciare una campagna per i servizi pubblici europei, con obiettivi e pratiche condivise, partendo da un numero di caratteristiche irrinunciabili, quali: universalità, accessibilità, parità di accesso, continuità e qualità del servizio, solidarietà, controllo democratico, partecipazione sociale, occupazione di qualità/diritti del lavoro.CI IMPEGNAMO, pertanto:1.        a creare e sviluppare in ogni paese un Coordinamento nazionale per i servizi pubblici, aperto a tutte le realtà associative e di movimento, alle organizzazioni politiche e sindacali che condividano gli obiettivi della presente dichiarazione, per difendere e rilanciare i servizi pubblici a livello locale, nazionale ed europeo;2.        a creare una rete Europea per i servizi pubblici basata sulle convergenze Europee dei coordinamenti nazionali e delle diverse reti esistenti, come strumento per la promozione e lo sviluppo di iniziative, mobilitazioni e campagne; (come quella della FSESP presentata al Forum sociale di Atene)3.        di sviluppare politiche e strategie alternative per i servizi pubblici;4.        di costruire legami attraverso il sostegno diretto, gemellaggi e seminari/workshop tra i “vecchi” e i “nuovi” paesi e quelli candidati e con i paesi in via di sviluppo;PROPONIAMO subito:a) di proseguire la nostra mobilitazione europea contro il progetto della direttiva Bolkestein;b) una riunione a Ginevra (27 ottobre) prima della convenzione Europea delle autorità, il 28 ed il 29 di ottobre, per decidere una giornata di mobilitazione europea, con manifestazioni nazionali e per lavorare sull’agenda neo-liberale Europea e sulle possibili politiche alternative;c) di convocare il primo Forum Europei dei Movimenti Sociali per i servizi pubblici europei nel 2007.

P.S. Le Pôle «Services publics Europe»: Comitato stopbolkestein italia, Supreme administration of greek civil servants trade union (ADEDY- Grecia) , Attac Vlanderen, Attac France, Confederation of Trade Unions of public sector workers in Turkey, Forum social belge, Protect the future/Vedegylet (Hongrie), Syndicat-Verdi (Allemagne),Union Syndicale Solidaires, Fédération des collectifs pour la défense et la promotion des services publics en France, Leicester social forum, FSU,IPAM-AITEC, SNUI, Seattle to Brussels Network, Confédération des syndicats chrétiens, Union Nationale des Mutualités Socialistes,Mouvement Ouvrier Chrétien, 11.11.11, FGTB-ABVV, WIDE, WDM…, European Attac network,Convention européenne des autorités locales pour la promotion des services publics (Liège 2005-Genève 2006).