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13-bernard_cassen_2.jpgUn altro mondo è difficile
Dietro
la crisi di Attac Francia il giudizio sull’Europa

Dall’invenzione della Tobin tax alle battaglie per l’Europa sociale e contro la Bolkestein, gli inventori delle parole d’ordine contro la globalizzazione neoliberista in rotta sulle prospettive. Il successo del no alla Costituzione alla base del conflitto

Anna Maria Merlo – Parigi

«Berlusconi!» hanno gridato tra i fischi i partigiani della maggioranza uscente della direzione di Attac, riconfermata per un pugno di voti all’assemblea generale che si è svolta a Rennes lo scorso fine settimana, in un clima di tensione e di sospetti reciproci. «Berlusconi» cioè «quelli che non sanno perdere». L’insulto la dice lunga sulla situazione interna all’«Associazione per la tassazione delle transazioni finanziarie e per l’aiuto ai cittadini». A Rennes, l’oggetto dell’assemblea avrebbe dovuto essere la discussione sul «Manifesto 2007», cioè sulle proposte da presentare nel dibattito per le presidenziali francesi della prossima primavera. Ma lo scambio di idee non ha avuto luogo. Tutto il tempo è stato occupato dello scontro tra correnti. Sono due anni che Attac sta vivendo una crisi profonda, al punto da far dire ad alcuni che «Attac è morta». In concreto, la divisione vede contrapposte da un lato la corrente ancora maggioritaria, rappresentata da Bernard Cassen e da Jacques Nikonoff, un economista che è stato riconfermato alla presidenza, e, dall’altro, una parte dei membri fondatori, tra cui l’economista Susan George, che hanno deciso di sospendere la partecipazione al  consiglio di amministrazione.

Circolano accuse di brogli nelle votazioni, ci sono minacce di ricorso alla giustizia Leggi il seguito di questo post »

Foggia – “L’Acqua è un diritto, non è una merce”. È quanto emerso dalla dal convegno, promosso dall’AQP a cui ha partecipato il coordinamento cittadino di Attac Italia, intitolato:”I venerdì dell’acqua” tenutosi questa sera all’Auditorium della biblioteca provinciale del capoluogo dauno. “l’acqua è un diritto umano inalienabile. Oggi ci sono circa 1milardo di persone che non hanno accesso all’acqua potabile e più di 2 miliardi che non hanno servizi sanitari, dunque questa risorsa comune non deve essere intesa nel senso della proprietà, dell’esproprio, ma come responsabilità comune”; è il commento del Presidente dell’AQP, Riccardo Petrella riguardo alla liberalizzazione dei mercati dell’acqua. “Bisogna opporsi sia alla liberalizzazione dei servizi idrici opponendosi alla privatizzazione dell’acqua, mettendo al posto della competitività, che ne consegue, il sistema della cooperazione, una sinergia comune per la salvaguardia di questo bene nell’interesse di tutti. Cooperare – continua Petrella – significa fare ricchezza insieme, se l’acqua diventa una fonte di benessere, deve essere benessere per tutti e non fonte di ricchezza finanziaria per i pochi che si approprierebbero del valore di questo bene per venderlo come una merce”. D’accordo con Petrella è il coordinatore cittadino di Attac Italia Beppe di Brisco che dichiara: “bisogna accentrare una cultura di forte sensibilizzazione per fare dell’acqua un bene comune universale e inalienabile, allontanando il concetto di acqua da ogni forma privatistica”. di Mirko D’Alessandro (Pubblicato il 16/06/06 – 23:05) da www.ilGrecale.it

Foggia – “L’Acqua è un diritto, non è una merce”. È quanto emerso dalla dal convegno, promosso dall’AQP a cui ha partecipato il coordinamento cittadino di Attac Italia, intitolato:”I venerdì dell’acqua” tenutosi questa sera all’Auditorium della biblioteca provinciale del capoluogo dauno. “l’acqua è un diritto umano inalienabile. Oggi ci sono circa 1milardo di persone che non hanno accesso all’acqua potabile e più di 2 miliardi che non hanno servizi sanitari, dunque questa risorsa comune non deve essere intesa nel senso della proprietà, dell’esproprio, ma come responsabilità comune”; è il commento del Presidente dell’AQP, Riccardo Petrella riguardo alla liberalizzazione dei mercati dell’acqua. “Bisogna opporsi sia alla liberalizzazione dei servizi idrici opponendosi alla privatizzazione dell’acqua, mettendo al posto della competitività, che ne consegue, il sistema della cooperazione, una sinergia comune per la salvaguardia di questo bene nell’interesse di tutti. Cooperare – continua Petrella – significa fare ricchezza insieme, se l’acqua diventa una fonte di benessere, deve essere benessere per tutti e non fonte di ricchezza finanziaria per i pochi che si approprierebbero del valore di questo bene per venderlo come una merce”. D’accordo con Petrella è il coordinatore cittadino di Attac Italia Beppe di Brisco che dichiara: “bisogna accentrare una cultura di forte sensibilizzazione per fare dell’acqua un bene comune universale e inalienabile, allontanando il concetto di acqua da ogni forma privatistica”. di Mirko D’Alessandro (Pubblicato il 16/06/06 – 23:05) da www.ilGrecale.it

Roma 8 luglio 2006stop_precarieta.png
Stop precarietà ora!
Appello di convocazione dell’Assemblea nazionale contro
la precarietà

Noi, donne e uomini che in questi anni hanno lottato contro il liberismo e la guerra, per un altro mondo possibile, vogliamo impegnarci a suscitare e organizzare un grande movimento contro la precarietà.La precarietà del lavoro e delle condizioni di vita segna oggi donne e uomini, occupati e disoccupati, nativi e migranti.Le donne sono le più colpite dai processi di precarizzazione del lavoro, dallo sgretolamento e dalla privatizzazione dei sistemi pubblici di servizio alla persona. La lotta contro la precarietà è parte della lotta per l’autodeterminazione.La condizione migrante concentra su di sé tutti gli aspetti della vita precaria, per le lavoratrici, per i lavoratori e per le loro famiglie. La lotta per la parità dei diritti per i migranti, per la fine della persecuzione nei loro confronti, per la chiusura dei Cpt, per la fine della schiavitù dovuta al vincolo del permesso di soggiorno legato al posto di lavoro, fanno parte della lotta contro la precarietà e di quella per i diritti universali di cittadinanza.La lotta contro la precarietà oggi si svolge in tutto il mondo, dalla Francia agli Stati Uniti, al Nord come al Sud, e percorre la società, la cultura, la politica con conflitti sempre più diffusi ed estesi.In Italia è giunto il momento di rivendicare un cambiamento radicale di tutta la legislazione che in questi anni ha precarizzato il lavoro e la vita sociale. Si devono estendere conflitti e movimenti nella società per conquistare il diritto a condizioni di vita dignitose, per la libertà di decidere per sé e per il proprio avvenire.Per queste ragioni proponiamo come primi terreni e obiettivi comuni di mobilitazione, i seguenti punti: Leggi il seguito di questo post »

Liberazione dell’ 1.6.2006   

A come acqua: “L’acqua è un BENE COMUNE, la cui proprietà e gestione deve rimanere in mano pubblica”  

Questo è quanto sta scritto nel programma di governo dell’Unione.

 E questo è uno di quei 3 o 4 impegni come il ritiro delle truppe dall’IRAK senza se e senza, la revisione della legge30…che il nuovo governo non può eludere.  Uno di quelli che dà l’idea del cambiamento con il passato, un segnale forte per i fatidici primi 100 giorni.Invece il documento d’intenti del governo in circolazione, non ne fa menzione e il voto sulla direttiva Bolkestein con la quale in Europa si da il via libera al mercato dei servizi compreso quello dell’acqua, non è un bel segno e ci sia permessa la considerazione, sembrano accogliere più le pressanti richieste di Montezemolo e di Confindustria che quelle del Movimento sull’Acqua.  Noi invece ci aspettiamo che quanto affermato solennemente nel programma dell’Unione venga riaffermato e in tempi utili con le scadenze dalla politica.Quanto scriviamo è perciò rivolto al Presidente del Consiglio, a tutta l’Unione e in particolare a quella parte del governo che con noi si è battuta in questi anni. Leggi il seguito di questo post »

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