Operaio polacco muore a San Salvo (Chieti) in una fabbrica inglese
Serena Giannico
S. Salvo (Ch)

Un volo di quindici metri. Si è schiantato al suolo e non ha avuto scampo.

E’ morto così un operaio polacco di 45 anni. Si è sfracellato, dopo una terribile caduta.
 

Zbigniew Zalejski si trovava in Italia per effettuare interventi all’interno dello stabilimento di San Salvo (Chieti), appartenete alla Pilkington, una multinazionale del vetro con base in Inghilterra. Erano da poco passate le 7 di mattina e lui era appena entrato nel cantiere, dove si sta lavorando al rifacimento del forno float: si tratta di lavori necessari ogni 10-15 anni .L’uomo, forse per svolgere meglio la manutenzione, è salito sul tetto della struttura. E’ una copertura in plexiglas, che non ha retto il su peso. Mentre camminava si è prima piegata e poi, scricchiolando, si è squarciata. In un attimo si è lacerata e l’operaio è precipitato. Ha avuto solo il tempo di gridare, prima di schiantarsi a terra. Lo hanno trovato esanime e insanguinato. Era in condizioni disperate. E’ stato soccorso dalle squadre di pronto intervento della fabbrica. E’ stato caricato sopra un’ambulanza e trasferito, a sirene spiegate, verso l’ospedale civile «San Pio di Pietrelcina» di Vasto. La corsa contro il tempo è stata inutile. Il malcapitato, infatti, è deceduto durante il trasporto.
In fabbrica, tra i dipendenti, ira e sconcerto. Sono arrivati, per le indagini, i carabinieri di Vasto e San Salvo, che hanno sequestrato l’area e l’impianto dove si è verificato l’incidente. Sono state aperte due inchieste: una della magistratura e l’altra dell’ispettorato provinciale del lavoro di Chieti, che ha disposto sopralluoghi. Sono in corso accertamenti per individuare le cause della tragedia e per capire se fossero state assicurate le idonee misure di sicurezza.
Sull’accaduto il management dell’industria ha diramato un comunicato: «Un lavoratore di una ditta esterna, per motivi ancora in via di accertamento da parte dell’autorità giudiziaria, subito intervenuta sul posto, è caduto improvvisamente mentre si trovava su una copertura. Egli è purtroppo deceduto per le gravi lesioni riportate. Al momento non si conoscono le ragioni che hanno indotto il lavoratore a portarsi sulla copertura, zona peraltro inibita… Sono state attivate opportune verifiche».
L’operaio era alle dipendenze dell’impresa Mostostal, di Varsavia, tra le più grandi società polacche, che si occupa di costruzioni d’acciaio, carpenterie metalliche, ponti, cestelli, zincatura. Una grossa società, comunque, quotata in borsa. Il suo nome è associato a quello di diversi cavalcavia realizzati in varie regioni d’Europa. Da quattro mesi, con proprio personale, è impegnata in Abruzzo per conto della Pilkington.
Dopo l’incidente
la Rappresentanza sindacale unitaria ha chiamato allo sciopero gli oltre duemila dipendenti della Pilkington. «Al di là delle responsabilità formali – fanno notare in una dichiarazione congiunta Giancarlo Straini, della segreteria nazionale Filcem-Cgil e Lamberto Vespasiano, segretario di Chieti – c’è soprattutto il fatto che anche questo nuovo drammatico avvenimento riguarda un lavoratore straniero, con contratto a termine e in subappalto». Ci sono, infatti controlli, che si annunciano lunghi, per capire se fosse regolarmente assunto. «Siamo ormai all’emergenza – viene aggiunto – La tutela dei lavoratori diventa sempre di più un diritto calpestato. Occorre intervenire con durezza e decisione, senza più compromessi».

Quello di ieri è solo l’ultimo di una lunga catena di incidenti letali avvenuti sui posti di lavoro in Abruzzo: 111 nel triennio 2003-2005, secondo dati dell’Inail. Rispetto al totale la percentuale più elevata (36 casi) si è verificata proprio nella provincia di Chieti