E’ la controfinanziaria dei movimenti. Riesce a mettere d’accordo ambientalisti, pacifisti, operatori sociali, studiosi di welfare. Un mondo più largo dell’unione di governo
G. Ra.

Per la settima volta Sbilanciamoci! ha presentato la sua finanziaria alternativa. Ha cominciato ai tempi dell’altro centro sinistra, ha attraversato tutto il tunnel berlusconiano e ora rispunta e ritenta di consigliare un governo che potrebbe perfino stare a sentire. La manovra è di 18,4 miliardi di euro, e corrisponde pertanto al 53% della manovra Prodi. Ma non si tratta di un’alternativa – avvertono subito gli autori – quanto di una «manovra correttiva»; di una «finanziaria sulla finanziaria».

Converrà descrivere le proposte: vi sono 4 grandi capitoli di maggiori entrate o riduzioni di spesa. In primo luogo maggiori entrate fiscali per 3,6 miliardi. Si aumentano le aliquote dei redditi più alti: al 45% al di sopra dei 70mila euro e al 49% al di sopra dei 200mila. Le maggiori entrate sono previste in 1,1 miliardi. Si propone poi di innalzare le rendite finanziarie al 23% con un incremento ancora di 1,1 miliardi. Inoltre si tassano del 5% i diritti televisivi legati allo sport-spettacolo con un introito di 440 milioni; di 5 centesimi l’uno i sacchetti di plastica per un totale di 400 milioni; si aumenta del 20% la tassa sul porto d’armi per un importo di 160 milioni e infine si reintroduce la tassa di successione in misura progressiva al di sopra dei 500mila euro: e qui l’importo non è indicato.
In materia di previdenza, Sbilanciamoci! propone un incasso di 7 miliardi di euro, costituiti dal pieno trasferimento all’Inps del Tfr per un importo di 6 miliardi e dalla regolarizzazione dei lavoratori immigrati con un incasso di un ulteriore miliardo. Poi si passa alla pubblica amministrazione di cui si limano tre capitoli importanti. Con la chiusura dei Cpt si prevede un risparmio di 122 milioni; abrogando i fondi alle scuole private se ne risparmiano 532; riducendo i fondi per gli autotrasporti, altri 440. In totale
la P. A. può rappresentare un risparmio di 1,1 miliardi di euro.

L’ultimo capitolo e più atteso è quello delle spese militari. Contando tutto, esse raggiungono l’1% del pil. Quest’anno infatti hanno toccato i 18,1 miliardi di euro, con un aumento di 352 milioni. «L’Italia è il settimo paese al mondo per le spese militari». La proposta di Sbilanciamoci! consiste in un taglio di 6,8 miliardi. Le misure principali sono una riduzione del 20% delle spese ordinarie in bilancio, riducendo il personale per 3,6 miliardi e l’abolizione dell’aumento posto nella finanziaria dei grandi (Prodi-Parisi) per 1,7 miliardi per investimenti in sistemi d’arma a contenuto tecnologico.

I 18,4 miliardi di maggiori entrate o di minori spese così ottenuti, vengono ripartiti su cinque grandi capitoli di uscite o di minori entrate per un identico importo. La rettifica alla Finanziaria di Sbilanciamoci! non comporta aggravi di sorta. La parte del leone è quella del welfare che riceve 13,8 miliardi in più: poco meno della metà, 6,4 miliardi sono attribuiti alle politiche sociali. La voce più importante è il fondo nazionale per le politiche sociali che era stato ridotto dal governo Berlusconi a 500 milioni e fatto risalire dalla finanziaria Prodi a 1,6 miliardi. Per la controfinanziaria si può fare di più, arrivare almeno a 2,9 miliardi. un’altra voce è un miliardo tondo per l’introduzione dei Liveas (i livelli essenziali di assistenza socio-sanitaria omogenei e standardizzati in tutte le regioni). Vi sono poi 122 milioni per l’immigrazione (abitazioni, centri di accoglienza e così via); 970 milioni in tema di previdenza con la sospensione dell’aumento al 23% dei contributi a Cococo e Cocopro, almeno «fino all’emanazione di una norma che equipari a parità di mansioni e di professionalità le retribuzioni nette di Cococo e Cocopro a quelle dei lavoratori dipendenti».

La finaziaria maggiore prevede un taglio di 4,4 miliardi di contributi agli enti locali, poi ridotto di un miliardo. Sbilanciamoci! propone invece l’abrogazione del taglio dei trasferimenti agli enti locali e l’esclusione dell’utilizzo di tasse di scopo per opere quali i parcheggi che avrebbero l’effetto di aumentare l’immobilità privata in città. Spesa prevista 2,3 miliardi.
Le principali voci del capitolo su scuola e università, per un totale di 1,9 miliardi di euro, riguardano un piano per l’edilizia scolastica di 500 milioni; altri 200 milioni per il diritto allo studio; e 500 aggiuntivi per l’università.
 

Ci sono poi 1,8 miliardi per l’ambiente, a partire dalle energie pulite, la riduzione dell’inquinamento, la mobilità, la legalità ambientale. Poi la pace: da un lato la cooperazione internazionale con l’innalzamento dell’Aps di 600 milioni e la lotta all’aids per 280. dall’altro il disarmo con 200 milioni per la riconversione dell’industria militare e cento per potenziare il servizio civile nazionale. Infine 1,8 miliardi per finanziare l’impresa minore.