lavoro.jpgPuglia, la legge modello contro il lavoro nero

Recepite tutte le richieste sindacali. Unico neo: la franchigia sugli indici di congruità per le imprese più giovani
Antonio Sciotto il manifesto

Un’ottima legge sull’emersione dal lavoro nero, che recepisce le regole individuate dal sindacato per combattere lo sfruttamento degli «irregolari». Viene dalla «patria» del lavoro schiavistico moderno,
la Puglia (seppure in Campania o in Sicilia non si scherzi affatto). «Il presidente Nichi Vendola – spiega l’assessore al lavoro Marco Barbieri – ha fatto di tutto per arrivare all’approvazione, e credo che in questo modo si possa rafforzare quanto di buono, su questo tema, è già scritto in finanziaria». Unico neo, dovuto a un compromesso con
la Margherita, l’accettazione che gli indici di congruità si applichino per le imprese con oltre due anni di età, il che potrebbe dare spazio a diversi abusi, visto che le aziende edili e quelle agricole spesso aprono e chiudono con estrema facilità, grazie anche alla complicità della criminalità organizzata.

La legge è stata approvata nonostante le proteste delle associazioni d’impresa. Il primo punto importante riguarda il fatto che per poter accedere ai fondi regionali, nazionali e comunitari, le imprese dovranno dimostrare il rispetto delle leggi, dei contratti nazionali e dei cosiddetti indici di congruità (indicano un equo rapporto tra il bene prodotto e il numero di lavoratori impiegati). Si tratta di risorse ingenti, almeno un miliardo di euro all’anno dal 2007 al 2013. E’ un bene, insomma, che possano accedervi solo le aziende con le carte in regola. Il secondo punto riguarda l’approvazione della disciplina degli indici di congruità: verranno stabiliti dopo una concertazione tra sindacati, imprese e governo regionale, commisurati secondo i diversi settori e territori. Il terzo punto riguarda la comunicazione di assunzione il giorno prima dell’inizio del lavoro, così da evitare le regolarizzazioni «post mortem». Inoltre, sono stati stanziati 9,5 milioni di euro per il 2006-07: non solo incentivi per l’emersione, ma anche risorse per gli alloggi e il trasporto locale, in modo da sottrarre gli immigrati al caporalato e rendere vivibili abitazioni spesso fatiscenti.

Il valore politico, per la giunta Vendola, sta nel fatto che si approva la legge regionale prima della finanziaria, in modo da offrire un sostegno a misure che il ministro del lavoro Damiano ha già inserito nella manovra e che non vanno soppresse. Ma c’è anche un rischio, individuato dalla Cgil, e questo si spera che la finanziaria non lo prenda a modello: «E’ una legge importante perché recepisce le nostre richieste, come fa la finanziaria: il Documento di regolarità contributiva, la comunicazione il giorno prima, gli indici di congruità – nota Alessandro Genovesi, Cgil nazionale – Ma invitiamo a vigilare su un punto che può essere critico: la franchigia sugli indici di congruità concessa alle aziende con meno di 24 mesi di vita. Se si pensa che la vita media delle imprese agricole è di un anno, e addirittura di 8 mesi per le edili, si capisce che potrebbe crearsi lo spazio per eventuali scappatoie. Soprattutto quando a far nascere e morire le imprese sono pronti i prestanomi della criminalità».