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Presentazione dell’università popolare 2005-2008

I temi legati alla globalizzazione sono ormai divenuti patrimonio sia del lessico che delle lotte politiche e sociali in Italia e all’estero. La loro comprensione è indispensabile per affrontare le cause dei tragici avvenimenti che oggi sconvolgono il pianeta (la guerra, le crisi alimentari, quelle finanziarie, quelle ambientali, ecc.) e per cercare di immaginare possibili i scenari futuri.

L’importanza che i temi legati alla globalizzazione rivestono oggi, non è proporzionata al livello di informazione ed approfondimento forniti dai normali mezzi di comunicazione. Anche il dibattito politico, ormai appiattito dagli slogan e dalla necessità di trasmettere all’opinione pubblica messaggi “rassicuranti” ed elettoralmente accattivanti, è colpevolmente deficitario nell’analizzare a fondo i processi politici, economici e sociali che attraversano la nostra epoca e di tradurli in un linguaggio accessibile e didatticamente efficace. La letteratura oggi disponibile sui processi della globalizzazione è immensa, ma la sua diffusione è ancora limitata ad una élite di persone già informate ed ai militanti.

La gente comune (qualche anno fa avremmo parlato di masse), risulta ancora esclusa da un livello accettabile di informazione o, ancor peggio, viene influenzata dal martellante messaggio per il quale viviamo in un’epoca di straordinario sviluppo, in cui il processo tecnologico appare inarrestabile e capace di risolvere qualsiasi problema dell’umanità ed in cui la guerra, ad esempio, appare semplicemente come un deprecabile incidente di percorso sulla strada luminosa dello sviluppo senza limiti. Leggi il seguito di questo post »

napolitano.jpgIl presidente della Repubblica riceve una delegazione di ricercatori precari e invita il parlamento a dare risposte concrete 

«Il Parlamento si occupi dei lavoratori precari». La frase è stata pronunciata dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a Torino, in risposta a un gruppo di precari che manifestavano davanti al Politecnico, dove era atteso per l’inaugurazione dell’anno accademico. Un gruppo di lavoratori a termini del Politecnico, all’arrivo del presidente, era già schierato con tanto di cartelli contro i tagli all’università previsti dalla legge finanziaria. Napolitano, dopo aver svolto il suo discorso inaugurale, ha ricevuto un rappresentante dei manifestanti e ha definito il precariato «un problema molto serio. Mi auguro possa essere affrontato nella sede giusta, cioè in Parlamento».

Nella stessa mattinata era intervenuto anche il rettore del Politecnico, Francesco Profumo, per chiedere al capo dello Stato «di farsi portavoce del disagio delle università e contribuire a rappresentare la gravità di una crisi che minaccia il sistema formativo e della ricerca». Leggi il seguito di questo post »

Duemila persone in piazza contro l’arrivo dei militari. Interventi in comune fino a notte fonda

Orsola Casagrande 27 ottobre
Vicenza

Sono arrivati alla spicciolata. Molte famiglie, tanti giovani, i comitati popolari, e poi cittadini comuni. Tutti con la volontà di far sentire la propria voce. E di mandare un messaggio chiaro al consiglio comunale che si è riunito puntualissimo alle cinque e mezza come previsto. «No alla base militare americana, no alla guerra»: questo il messaggio che circa duemila persone ieri hanno gridato e cantato in piazza dei Signori. Quella stessa piazza dove soltanto cinque giorni fa aveva manifestato la destra contro la finanziaria, ieri è stata invasa da cittadini determinati a dire la loro sul futuro della loro città. Leggi il seguito di questo post »

Il presidente Napolitano «ha sferzato» il Parlamento – così recitano le agenzie di stampa – invitando la rappresentanza politica a occuparsi dei giovani precari: «E’ un problema serio e va affrontato», ha dichiarato il capo dello stato. Si era appena imbattuto in un gruppo di studenti che protestava contro i tagli alla scuola e la dichiarazione antiprecaria deve essergli sembrata alquanto opportuna. Magari sarebbe stato meglio pensarci prima, visto che la precarietà del lavoro – e mica solo quella dei giovani – non è opera dello spirito santo ma, da almeno dieci anni, il risultato di leggi e accordi sociali a ispirazione bipartisan che hanno appoggiato e istituzionalizzato le richieste delle imprese, in sintonia con le vibranti teorie che affermano essere il libero mercato autentico stato di natura. Però meglio tardi che mai e allora diamo il benvenuto all’esternazione dell’alto Colle che, con educazione presidenziale, denuncia la sordità della classe politica tutta ai cahiers de doléance che non da ieri denunciano la devastante portata della precarietà. Bene. Leggi il seguito di questo post »

 

torsello.jpgIl Campidoglio espone una gigantografia del fotoreport rapito tredici giorni fa

«E’ una vicenda islamicamente inaccettabile». Dice il portavoce del consiglio direttivo dell’Ucoii in un appello pubblicato sul sito internet http://www.islam-online.it, Hamza Piccardo. «Coloro i quali rivendicando tale appartenenza lo detengono, hanno il dovere religioso di rilasciarlo immediatamente e consentire che possa rientrare in sicurezza in Italia. Siamo vicini – ha concluso – al nostro fratello Gabriele Kash Torsello e alla sua famiglia con la preghiera e con quanto potremo». L’appello dell’Unione delle comunità islamiche italiane si intitola «Liberate fratello Kash». Picardo ha anche aggiunto che la vicenda del sequestro di Gabriele Torsello sembra configurarsi «come un fatto di criminalità comune. E azioni simili – ha aggiunto – fanno sì che il giornalismo libero, come quello di Torsello, venga scoraggiato.

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Bari, Napoli, Frosinone, Pescara: la guardia di finanza trova gli operatori completamente in nero, agli ordini di una cooperativa.

Evasi 200 mila euro al fisco e 800 mila di contributi
Antonio Massari 27 ottobre
Bari

L’assembramento era ciclico e strano: troppi ragazzi frequentavano quel luogo. Più di mille in soli due anni. Un viavai ingiustificato, perché dai primi controlli, in quello stabile, non risultava alcun tipo di attività. E’ partita così l’indagine della guardia di finanza di Bari: in pochi mesi ha scoperto un affare colossale. Sei call center totalmente abusivi sparsi per il Mezzogiorno, tra Bari e Napoli, Frosinone e Pescara. Quei mille ragazzi erano lì per il più classico degli sfruttamenti: stipendi per un milione di euro complessivi, tutti corrisposti in nero, oltre 200 mila euro evasi all’erario, 800 mila euro di contributi previdenziali mai versati. La «centrale» operativa è una cooperativa di Triggiano, peraltro regolarmente registrata, che tra il 2004 e il 2005 sfrutta ben 1.069 persone, in prevalenza ragazze, che lavorano per soli 2,90 euro l’ora. Leggi il seguito di questo post »

I collaboratori sono almeno un milione e mezzo: guadagnano 8 mila euro l’anno, lavorano presso un solo committente. Fino a 45 ore settimanali.
La Cgil: eliminare la figura del cococò, è lavoro dipendente

An. Sci.  Anche le ricerche confermano l’inganno dei «collaboratori» e di molte partite Iva. Sono praticamente contratti dipendenti mascherati. I dati vengono dalla consueta ricerca periodica di Nidil e Ires Cgil, arricchita quest’anno da un apporto esterno: quello della facoltà di scienze della comunicazione della Sapienza di Roma, che ha svolto un’indagine commissionata dal sindacato. I numeri sono relativi agli iscritti alla gestione separata Inps, dunque di per sé non rappresentano una novità: a quanto si può ricostruire dall’Inps (ma si tenga conto anche di sostenuti livelli di evasione), i collaboratori italiani sono un minimo di 1 milione e mezzo di persone (1.475.111 iscritti), cui si devono aggiungere 209.960 lavoratori con partite Iva individuali. Esclusi i pensionati e gli amministratori di condominio, la fascia più a rischio si concentra su un nucleo di 960 mila collaboratori che dichiarano redditi in media di 8.334 euro lordi annui, come a dire che i «mitici» mille euro al mese sono una vera e propria chimera. Oltretutto, devono caricarci il costo dei contributi, quest’anno innalzati dal governo (dal 18% al 23%) senza però garantire un aumento dei compensi. Leggi il seguito di questo post »

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