Presentazione dell’università popolare 2005-2008

I temi legati alla globalizzazione sono ormai divenuti patrimonio sia del lessico che delle lotte politiche e sociali in Italia e all’estero. La loro comprensione è indispensabile per affrontare le cause dei tragici avvenimenti che oggi sconvolgono il pianeta (la guerra, le crisi alimentari, quelle finanziarie, quelle ambientali, ecc.) e per cercare di immaginare possibili i scenari futuri.

L’importanza che i temi legati alla globalizzazione rivestono oggi, non è proporzionata al livello di informazione ed approfondimento forniti dai normali mezzi di comunicazione. Anche il dibattito politico, ormai appiattito dagli slogan e dalla necessità di trasmettere all’opinione pubblica messaggi “rassicuranti” ed elettoralmente accattivanti, è colpevolmente deficitario nell’analizzare a fondo i processi politici, economici e sociali che attraversano la nostra epoca e di tradurli in un linguaggio accessibile e didatticamente efficace. La letteratura oggi disponibile sui processi della globalizzazione è immensa, ma la sua diffusione è ancora limitata ad una élite di persone già informate ed ai militanti.

La gente comune (qualche anno fa avremmo parlato di masse), risulta ancora esclusa da un livello accettabile di informazione o, ancor peggio, viene influenzata dal martellante messaggio per il quale viviamo in un’epoca di straordinario sviluppo, in cui il processo tecnologico appare inarrestabile e capace di risolvere qualsiasi problema dell’umanità ed in cui la guerra, ad esempio, appare semplicemente come un deprecabile incidente di percorso sulla strada luminosa dello sviluppo senza limiti.

L’idea dell’Università popolare parte proprio dalla necessità di colmare il deficit di informazione sui grandi temi della globalizzazione e sui movimenti altermondisti che si battono per una globalizzazione dei diritti e della giustizia.

La proposta dei temi di discussione e ricerca per i prossimi tre anni muove dalla duplice necessità di informare sui processi politici, economici e sociali innescati dalla globalizzazione neoliberista, e di formulare proposte di alternativa alle politiche neoliberiste. L’impostazione dell’università dà quindi ampio spazio ai momenti seminariali ed assembleari, in cui i partecipanti ed i relatori si possano confrontare al fine di individuare proposte di campagne per l’associazione Attac e di politiche alternative al liberismo che potrebbero essere attuate dalle istituzioni locali. Sempre più spesso i cittadini e gli amministratori si trovano disarmati di fronte a scelte politiche che vengono prese sopra la loro testa e che vengono presentate come necessità ineluttabili. L’università di Attac si propone come un antidoto a questi processi. I temi che proponiamo riguardano la distribuzione delle ricchezze, la partecipazione e il rilancio dell’economia pubblica, una lettura di genere dei processi economici e sociali della globalizzazione, la contraddizione capitale/natura, la finanziarizzazione dell’economia mondiale e le alternative al capitalismo neoliberista. A ciascuno di questi temi è dedicata una intera sessione dell’università, e in ciascuna sessione cerchiamo di dare una lettura dei processi indagati da più punti di vista, cercando di rendere evidente la interconnessione dei temi selezionati e la connessione con altre grandi questioni quali le politiche internazionali, le politiche agricole, il dibattito sui brevetti e il progresso scientifico.

Attac Italia