torsello.jpgIl Campidoglio espone una gigantografia del fotoreport rapito tredici giorni fa

«E’ una vicenda islamicamente inaccettabile». Dice il portavoce del consiglio direttivo dell’Ucoii in un appello pubblicato sul sito internet http://www.islam-online.it, Hamza Piccardo. «Coloro i quali rivendicando tale appartenenza lo detengono, hanno il dovere religioso di rilasciarlo immediatamente e consentire che possa rientrare in sicurezza in Italia. Siamo vicini – ha concluso – al nostro fratello Gabriele Kash Torsello e alla sua famiglia con la preghiera e con quanto potremo». L’appello dell’Unione delle comunità islamiche italiane si intitola «Liberate fratello Kash». Picardo ha anche aggiunto che la vicenda del sequestro di Gabriele Torsello sembra configurarsi «come un fatto di criminalità comune. E azioni simili – ha aggiunto – fanno sì che il giornalismo libero, come quello di Torsello, venga scoraggiato.

Ci auguriamo con tutto il cuore che Torsello possa essere liberato quanto prima».
 

Un appello importante, definito «un fatto sicuramente positivo» dal Ministro degli esteri Massimo D’Alema, che arriva da una delle più tradizionaliste e rappresentative tra le associazioni islamiche in Italia e sul quale contano molto anche i familiari del freelance, sperando che possa aiutare a sbloccare la situazione.
 

Dell’andamento delle trattative per la liberazione del giornalista ormai si sa pochissimo. Il contatto tra gli uomini del Sismi e i rapitori di Torsello sono stati avviati da giorni e sembra certo che gli italiani siano riusciti ad identificare con precisione il luogo in cui il fotoreporter è stato nascosto. Sembra chiaro che la trattativa è in parte politica ma che si parla di vero e proprio riscatto. Ma è difficile fare pronostici sui tempi e su una eventuale liberazione dell’ostaggio.
 

La famiglia Torsello ieri parlava di «un giorno di riflessione» e di attesa, il dodicesimo da quando Gabriele è stato rapito dalle parti di Kandahar. Alla famiglia Torsello è giunta anche la solidarietà da parte degli ex combattenti polacchi dell’associazione Anders, che nel 1945 si trovavano ad Alessano, e che auspicano l’immediata liberazione di Gabriele.

Per oggi a Londra – a quanto si è saputo – è stata organizzata dalla National Union of Journalists, organizzazione dei giornalisti britannici e irlandesi, una conferenza stampa, che si terrà nella sede dell’organizzazione a Headland House. All’incontro, tra l’altro, parteciperà Donatella Torsello, cugina di Gabriele, che da diversi anni vive in Inghilterra.
 

Da ieri pomeriggio alle 15 è stata esposta sulla piazza del Campidoglio la foto di Gabriele Torsello. Come in occasione di altri rapimenti, riferisce una nota del Comune di Roma, la città intende così dare il proprio contributo alla speranza di un’immediata e positiva soluzione della vicenda. La foto resterà sulla piazza del Campidoglio fino a quando non avverà il rilascio del giornalista. La stessa iniziativa era stata intrapresa dal Comune di Roma per altri rapimenti, come quello di Giuliana Sgrena, la giornalista del Manifesto, in Iraq, perché intende così dare, riferisce ancora la nota, il proprio contributo alla speranza di un’immediata e positiva soluzione della vicenda.