I dati
3 milioni di migranti Sul territorio
Alla fine del 2005 gli immigrati in Italiani  erano 3.035.000, con un’incidenza sulla popolazione italiana è del 5,2%, pari a un immigrato ogni 19 italiani (1 ogni 14 nel Centro e nel Nord Est, 1 ogni 15 nel Sud). Tra dieci anni i valori saranno raddoppiati, e verranno superati i valor che oggi si riscontrano in Germania e in Austria. Le province con il più alto tasso di incidenza sono: Prato (12,6%), Brescia (10,2%), Roma (9,5%), Pordenone (9,4%), Reggio Emilia (9,3%), Treviso (8,9%), Firenze (8,7%), Modena (8,6%), Macerata e Trieste (8,1%).

Aspetti demografici
In Italia l’immigrazione diventerà sempre più un fattore di crescita in grado di porre rimedio alla prevalenza dei decessi sulle nascite. Gli ultrasessantacinquenni diventeranno a metà secolo più di un terzo dei residenti e, rispetto alla popolazione in età da lavoro, che si ridurrà notevolmente, incideranno per il 66% (attualmente incidono per il 28,9%). Gli immigrati sono in Italia una popolazione giovane, concentrata per il 70% nella fascia d’età 15-44 anni (solo il 47,5% degli italiani, invece, si colloca i quella fascia.

Aspetti lavorativi
Gli immigrati incidono per un sesto sul totale delle assunzioni annuali (727.582 su 4.557.871 complessive nel 2005), mentre 173.000 sono stati i lavoratori immigrati assunti per la prima volta nello scorso anno. Sempre nel 2005 le assunzioni sono avvenute per il 9,2% in agricoltura, per il 27,4% nell’industria e per la restante quota nei servizi. I settori prevalenti sono l’informatica e i servizi imprese (16,1%), le costruzioni (13,6%), gli alberghi e i ristoranti (11,9%), le attività svolte preso le famiglie (10,2%) e l’agricoltura (9,2%). Sono titolari d’azienda, infine, 130.969 cittadini stranieri. Gli imprenditori immigrati, saliti del 38% rispetto al 30 giugno 2005, sono concentrati nel settore dell’edilizia e del commercio e sono caratterizzati dal crescente coinvolgimento delle donne. Anche in Italia, così come avviene in tutta Europa, gli immigrati guadagnato di meno, come risulta dalla banca dati dell’Inps.

Convivenza, i pro
Pur dovendo operare in condizioni più disagevoli, gli immigrati riescono spesso a superarle, mostrandosi una componente dinamica anche nel mercato del consumo. Il 91% di loro ha il cellulare, l’80% possiede il televisore, il 75% invia rimesse in patria, il 60% ha un conto in banca, il 55% è proprietario di un’autovettura, il 22% ha il personal computer. 8 su 10 ritengono di aver migliorato la propria vita a seguito dell’arrivo in italia. Quello della casa è da sempre un problema spinoso. Circa il 12-15% degli immigrati lo ha risolto diventando proprietario dell’immobile in cui abita (506.000 persone secondo la stima più alta). Sono stati 116 mila coloro che hanno acquistato un alloggio nel 2005 (il 14,4% degli acquirenti totali e addirittura il 20% a Roma), mentre il 72% vive in case in affitto.

Convivenza, i contro
Sono deficitarie le condizioni di inserimento e quelle di partecipazione: 6 immigrati su 10 vorrebbero avere il diritto di voto, mentre per 1 su 5 la maggiore preoccupazione nel trovare casa e lavoro.