Quattromila docenti universitari appartenenti ai vari atenei italiani hanno apposto la loro firma a due petizioni, nelle quali viene richiesta una profonda modifica agli interventi sull’università. Il documento, promosso dall’università di Napoli Federico II, ha ricevuto l’adesione di numerosi presidi di facoltà, direttori di dipartimento e presidenti di corsi di laurea. L’istanza sostenuta dai docenti è stata inviata al premier Romano Prodi e al ministro dell’Università e della ricerca Fabio Mussi. Al centro delle critiche la serie di tagli alle risorse per gli atenei e i gravosi decurtamenti agli stipendi dei ricercatori, associati e ordinari. Il provvedimento, che rimanda per il momento una riforma strutturale dell’istruzione, «ci preoccupa fortemente», dice Giovanni Miano, ordinario di Ingegneria a Napoli. Secondo il presidente della Conferenza dei rettori Guido Trombetti «una modifica ingiusta e punitiva