You are currently browsing the daily archive for 25,11PMGio, 02 Nov 2006 23:45:51 +01003052006,2008.

Nicolosi (Cgil Lavoro e Società): stiamo insieme per ricostruire il movimento nell’era dell’Unione. Così come avvenne a Genova
Antonio Sciotto Il Manifesto

Tre treni speciali, decine di pullman, una nave dalla Sardegna e tante automobili: da tutta Italia il popolo che dice no alla precarietà sta scaldando i motori per partecipare alla manifestazione del 4 novembre. «Stop precarietà ora!» potrebbe segnare la ripresa del movimento. In vista della manifestazione per la pace prevista il prossimo 18 novembre. Le divisioni nella Cgil, gli anatemi lanciati contro il corteo sembrano non aver smosso una larghissima parte di dirigenti e lavoratori che hanno deciso di confermare la partecipazione nonostante la bufera seguita alla pubblicazione della manchette dei Cobas. La mobilitazione è capillare (basta guardare l’elenco che pubblichiamo sotto), e parte dalle camere del lavoro. Ma si ribadisce l’impegno di due grossi pezzi della Cgil, le aree che potevano essere «due minoranze» ma che hanno scelto all’ultimo Congresso di votare il documento unitario: Lavoro e Società e l’area che si è raccolta intorno alle tesi di Gianni Rinaldini, senza contare che la stessa Fiom ha aderito come organizzazione al 4 novembre;

C’è anchela Rete 28 aprile di Giorgio Cremaschi.

Sul futuro del movimento e le scelte della Cgil abbiamo sentito il leader di Lavoro e Società, Nicola Nicolosi.
Come vi preparate al 4 novembre? Leggi il seguito di questo post »

gianni-rinaldini.jpg«Smettiamola di farci del male»
Sabato in piazza contro la precarietà: «Il centrosinistra assuma come priorità i diritti sociali e del lavoro.  (Gabriele Polo dal manifesto )

Via la legge 30,la Bossi-Fini e la riforma Moratti».
La Finanziaria «è condizionata in negativo dai vincoli di bilancio. Va modificata». Nessun patto per la produttività contro i contratti nazionali. «Altrimenti il governo imploderà per mancanza di un progetto alternativo»
«Sulla Finanziaria si sta giocando una partita che mira a creare i presupposti per dare il colpo di grazia ai diritti del lavoro e arrivare a un nuovo assetto politico coerente con tale obiettivo. Questo è il senso del pressing che sta facendo Confindustria, anche se non sa ancora quale sarà il perno istituzionale di un simile gioco. E’ una partita pericolosissima». Gianni Rinaldini giudica il confronto attorno alla manovra economica con la prospettiva del dopo-Finanziaria. Ma prima ancora pensa alla manifestazione del 4 novembre contro la precarietà, appuntamento che il segretario della Fiom considera decisivo per il futuro dei rapporti di lavoro. E da lì che partiamo. Leggi il seguito di questo post »

Contro il lavoro nero la tutela dei diritti
Giorgio Cremaschi –
Il manifesto Capita raramente di condividere una presa di posizione di Pietro Ichino, ma questa volta bisogna ammettere che ha ragione. Gli articoli 177 e 178 della finanziaria, che propongono il condono sull’evasione contributiva previo accordo sindacale, sono una vera porcheria. Intanto perché, nonostante le dichiarazioni in senso contrario, il governo sui contributi pensionistici promuove un nuovo condono. E neanche piccolo visto che gli evasori contributivi totali, cioè quelli che non hanno mai pagato nulla, potranno sanare la loro posizione pagando i due terzi dei contributi dovuti per gli ultimi cinque anni e in comode rate nei prossimi cinque anni. Quei piccoli imprenditori che pagano tutti i contributi, qualcuno ce n’è, faranno la figura dei fessi. Leggi il seguito di questo post »

amigoslogo.gifDal 14 al 19 marzo 2006 si è tenuto a Città del Messico l’Incontro Alternativo in difesa dell’acqua che ha visto confluire centinaia di organizzazioni, ONG, fori locali di ben 130 Paesi del pianeta per elaborare una comune piattaforma e strategia di resistenza ai processi di privatizzazione e per affermare la possibilità di promuovere gestioni pubbliche, partecipative, sociali e comunitarie del bene comune acqua. .

Il Movimento Mondiale dell’Acqua è riuscito a far emergere le ragioni dei popoli e dei movimenti e ciò ha rovinato la scena mediatica ed il “simbolico” al Foro organizzato negli stessi giorni dal Consiglio Mondiale dell’acqua, organismo che senza alcuna legittimità internazionale voleva arrogarsi il diritto di decidere delle sorti della gestione mondiale dell’acqua. Un organismo così sfacciatamente liberista da essere governato dal Vice-Presidente della multinazionale dell’acqua francese Lyonnaise des Eaux. Inoltre i partecipanti al Movimento hanno sentito la necessità di superare le pur importanti acquisizioni metodologiche dei precedenti Fori Sociali ponendosi anche degli obiettivi comuni sul fare, sull’agire e non solo sul riflettere ed elaborare.

“Università a cielo aperto” ma anche fucina e definizione del che fare adesso, insieme ed in modo articolato a partire dal sé, dal territorio, dalle comunità sociali e/o politiche di vita.

Soggetti collettivi e personali coscienti di avere contro un nemico mondiale e comune rappresentato dal sistema di potere delle multinazionali e dai poteri privatistici o “pubblici” ad esse asserviti . Realtà capaci di fare “rete di governo partecipativo” sull’acqua coinvolgendo anche i poteripubblici locali, i territori, le forze sociali sindacali, professionali, religiose e persino le associazioni delle aziende pubbliche dell’acqua. Leggi il seguito di questo post »

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