You are currently browsing the daily archive for 25,11PMSab, 04 Nov 2006 20:02:59 +01003072006,2008.

damiano2.jpgDamiano: nuovi contratti a termine
Stefano Raiola
«La forma normale di occupazione è il lavoro a tempo indeterminato». Da Venezia, dove ieri hanno lanciato ufficialmente «Il manifesto riformista del lavoro», il ministro del lavoro Cesare Damiano, e il presidente della Commissione lavoro del Senato, Tiziano Treu, hanno fatto un passo verso la stabilizzazione dei rapporti del lavoro, con una proposta tesa a rendere più difficili le assunzioni a termine. Sulla questione tuttavia si rischia una spaccatura del sindacato (Cisl e Uil si sono mostrate poco favorevoli alla proposta del ministro del lavoro), oltre all’apertura di un nuovo fronte di scontro con Confindustria. Leggi il seguito di questo post »

Vite a tempo determinato
Carla Casalini
Faticata, a bocconi, a singhiozzo (quasi un ritmo di rap) finalmente è nata questa giornata del 4 novembre. Alle sue spalle, si spera, le diatribe fra sindacati e non solo fra sindacati. «E’ contro il governo, non ci sto», e viceversa «è per il governo, non ci sto», sono le due polarità simmetriche che rischiavano di oscurare nell’eterno riproporsi di contrapposte ansie identitarie la condizione concreta e il conflitto agito da milioni di precari: giovani donne e uomini – e ormai non più solo di giovani si tratta – in carne ossa e progetti, conculcati da un immaginario asfittico, una cultura misera che pare prevalere ancora in parte della società e delle istituzioni. Leggi il seguito di questo post »

precari_04112006.jpg Cosi’ recita uno striscione dei Cobas giunti a piazza Navona, dove si è conclusa la manifestazione contro la precarieta’. 
 Il corteo nazionale, partito da piazza della Repubblica, alla testa del serpentone ha uno striscione, a caratteri neri su sfondo bianco che recita: “Stop alla precarieta’ ora”.

I manifestanti  sotto le bandiere rosse dei Cobas scandiscono il no alla legge Biagi, il no alla Bossi-Fini e il no alla legge Moratti: “Leggi vergognose”. Sono oltre ducentomila secondo gli organizzatori. presenti anche alcuni esponenti del governo, tra cui il sottosegretario all’economia Paolo Cento. Secondo la  Cgil i lavoratori precari sono circa 800mila e guadagnano meno di 9mila euro all’anno. Leggi il seguito di questo post »

Stop Precarietà Ora!

attac2.jpgSTOP ALLA PRECARIETA’ A VITA!

STOP ALLA PRECARIETA’ DELLA VITA!

Con la normativa attuale per precarie e precari si prospetta una pensione da fame 

I lavoratori e le lavoratrici a tempo determinato riceveranno una pensione ridotta a causa delle forme decontributive a favore delle imprese per incentivare questo tipo di contratto. Un disoccupato od una disoccupata non hanno nessuno che versi contributi pensionistici. I e le Co.Co.Co./Co.Co.Pro riceveranno una pensione ridicola, commisurata alla percentuale dei contributi versati. L’innalzamento dei contributi per i parasubordinati previsto nella finanziaria è comunque insufficiente a garantire una pensione dignitosa, senza alcuno strumento che garantisca l’entità dei compensi salariali.Le nuove forme di contratto previste dalla legge 30, che questo governo non ha ancora abrogato, peggioreranno ancor di più la situazione. Leggi il seguito di questo post »

Riccardo Liburdi (liberazione)

Per due settimane, dal 6 novembre, a Nairobi si riunirà la Conferenza  delle Parti (Cop): la massima autorità decisionale della Convenzione  Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (Unfccc). Vi  parteciperanno le delegazioni ufficiali dei governi di tutti i Paesi  aderenti, le organizzazioni scientifiche, quelle ambientaliste, le  associazioni imprenditoriali e le Ong. Parallelamente, per la seconda  volta dall´entrata in vigore del Protocollo di Kyoto il 16 febbraio 2005, si terrà il “Meeting delle Parti” (Mop) degli oltre 140 Paesi che  hanno ratificato il Protocollo, eccetto Usa e Australia, e i cui effetti dovrebbero misurarsi in termini di riduzione delle emissioni di gas serra al termine del primo periodo di attuazione dal 2008 al 2012.

Gli obiettivi fissati nel 1997 erano la riduzione – rispetto ai livelli  del 1990 – del 5,2% per i paesi industrializzati; dell´8% per l´Unione  Europea e del 6,5% per l´Italia. Nel frattempo, invece di diminuire, le  emissioni sono aumentate: del 13% in Italia, mentre in Ue gli aumenti  sono stati compensati dalla chiusura di interi comparti industriali,  soprattutto nei paesi dell´Est.

Ma oltre ai negoziati formali e informali, alla Cop si svolgono numerosi  seminari tecnici dedicati ai vari punti caldi su cui si scontrano  interessi nazionali, protezionismi locali, pressioni di lobby industriali. Spuntare anche solo qualche decimo di punto percentuale  nelle metodologie di calcolo delle emissioni di gas serra, può  significare perdite o guadagni per milioni di dollari o, se non altro,  conseguenze politiche in termini di consenso e occupazione. Leggi il seguito di questo post »

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