attac2.jpgSTOP ALLA PRECARIETA’ A VITA!

STOP ALLA PRECARIETA’ DELLA VITA!

Con la normativa attuale per precarie e precari si prospetta una pensione da fame 

I lavoratori e le lavoratrici a tempo determinato riceveranno una pensione ridotta a causa delle forme decontributive a favore delle imprese per incentivare questo tipo di contratto. Un disoccupato od una disoccupata non hanno nessuno che versi contributi pensionistici. I e le Co.Co.Co./Co.Co.Pro riceveranno una pensione ridicola, commisurata alla percentuale dei contributi versati. L’innalzamento dei contributi per i parasubordinati previsto nella finanziaria è comunque insufficiente a garantire una pensione dignitosa, senza alcuno strumento che garantisca l’entità dei compensi salariali.Le nuove forme di contratto previste dalla legge 30, che questo governo non ha ancora abrogato, peggioreranno ancor di più la situazione. La precarietà del lavoro alimenta e giustifica l’attacco alla previdenza pubblica, investendo così tutti i lavoratori e le lavoratriciOltre al fatto che con l’esercito dei precari si ricatta (e si precarizza) anche il lavoro ’stabile’, i contratti atipici implicano il pagamento di minori contributi previdenziali, offrendo una ulteriore scusa a chi da anni lavora per l’affossamento del sistema previdenziale pubblico.Le riforme pensionistiche messe in campo dagli anni 90 da Amato, Dini, Prodi, Maroni hanno prodotto un risultato a dir poco devastante: · Perdita progressiva del valore reale delle pensioni· Decurtazione delle pensioni percepite a regime, dal precedente 80% a poco piu ‘del 60% della media degli ultimi stipendi (con 40 anni di contributi);· Scippo del TFR a vantaggio dei fondi pensione

I fondi pensione, ricercando alti rendimenti a breve termine, favoriscono l’intensificazione dello sfruttamento dei lavoratori e dell’ambiente, i licenziamenti per ridurre costi, la precarietà, la demolizione dello stato sociale, le crisi derivanti dalle speculazioni finanziarie, le politiche di rigore e di aggiustamento strutturale che strangolano i paesi del nord come del sud del mondo A questo quadro già fosco si aggiungono le norme contenute nella finanziaria e nel memorandum tra Governo e CGIL CISL UIL e nell’accordo tra Governo e Confindustria che prevedono:· Ulteriore aumento dei contributi per i lavoratori· Anticipo dello scippo del TFR dei lavoratori tramite il truffaldino meccanismodel silenzio assenso a vantaggio dei Fondi Pensione· Taglio di risorse allo stato sociale tramite la deducibilità dal reddito d’impresa del TFR destinato ai fondi pensione e al fondo per le grandi opere, mancanza di versamento, per tali somme, delle quote al fondo di garanzia per il TFR, decontribuzione per le imprese sugli oneri impropri (maternità, malattia,disoccupazione)·

17 milioni di euro sottratte ad altri più utili impieghi per finanziare la campagna pubblicitaria in favore dei fondi pensione· Necessità di reperire risorse per ripianare il buco nei conti determinato dall’uso del TFR delle imprese sopra i 50 dipendenti per finanziare grandi opere in molti casiinutili e dannose ( come la TAV)· Allungamento “ flessibile” dell’età pensionabile

E’ inoltre ormai certa la revisione dei coefficienti che determinano l’importo della pensione in relazione al salario, che decurterà le pensioni di un 6-8%.

 PER UNA LEGGE CHE DIA UNA PENSIONE PUBBLICA CERTA E DECENTE PER TUTTE LE TIPOLOGIE DI LAVORO,

RIFIUTA DI FORNIRE IL TUO ASSENSO AL CONFERIMENTO DEL TFR AI FONDI PENSIONE!…MA OLTRE A PRECARIZZARCI NEL LAVORO CI PRECARIZZANO NELLA VITA. Le politiche neoliberiste non solo attaccano lavoratrici e lavoratori precarizzandoli, riducendo i loro salari, le loro tutele legislative e contrattuali e peggiorando le loro condizioni di lavoro. Esse tendono a privarli anche di un supporto all’esistenza fondamentale: i servizi pubblici, ovvero salario sociale che i lavoratori percepiscono collettivamente.Con le politiche di privatizzazione messe in campo essi diventeranno una comoda fonte di introiti per le imprese che, come dimostrano le privatizzazioni avvenute sino ad ora,aumenteranno le tariffe, peggioreranno le condizioni ed il numero dei lavoratori, ridurranno controlli e manutenzioni, trasformando beni essenziali per le persone e l’ambiente in semplici merci che dovranno seguire le regole del profitto. Tra gli obiettivi della privatizzazione c’è la precarizzazione, la messa in concorrenza, al ribasso, dei lavoratori delle diverse imprese e dei diversi paesi.

La direttiva Bolkestein apre alle multinazionali il mercato dei servizi, mettendo in concorrenza i vari paesi dell’Unione Europea per offrire le migliori condizioni di profitto alle imprese:legislazioni più permissive, lavoratori meno tutelati e più sfruttabili, controlli più scarsi. Ma i problemi non finiscono qui.Il disegno di legge proposto dal ministro Lanzillotta vuole obbligare gli Enti Locali a mettere a gara i servizi pubblici locali. Questa legge cancella il significato stesso ed il ruolo dei servizi pubblici, strumenti di solidarietà e di redistribuzione del reddito, simbolo di uguaglianza ed universalità; essa costruisce un mondo dei servizi in cui esistono solamente l’impresa, il mercato, il profitto.

Battersi contro questa legge vuol dire battersi contro tutte le privatizzazioni, a cominciare dai settori legati ai beni comuni, all’ambiente o che determinano forti ricadute ambientali o sociali.Vuol dire costruire nuovi servizi pubblici, in cui la definizione dei bisogni a cui rispondere e le modalità con cui farlo seguano meccanismi di democrazia partecipativa, che diano a tutti gli utenti e a tutti in lavoratori poteri sulle decisioni fondamentali e strumenti effettivi di controllo.La mobilitazione paga: i movimenti per l’acqua hanno impedito che il settore idrico fosse inserito nel disegno di legge Lanzillotta e stanno raccogliendo le firme per una proposta di legge di iniziativa popolare che collochi i servizi idrici nell’orizzonte del governo pubblico e partecipativo dell’acqua e che renda l’acqua indisponibile alle leggi del mercato. Siamo partiti dall’acqua ma vogliamo continuare a sottrarre sempre più settori alla logica del profitto e del capitale. Per questo abbiamo bisogno che in tante e tanti firmino per questa legge.No alle leggi che precarizzano il lavoro (legge 30, Pacchetto Treu…) No alla Bolkestein e aldisegno di legge Lanzillotta PER UN UNA RIPUBBLICIZZAZIONE PARTECIPATIVADICIAMO NO ALLE PRIVATIZZAZIONI!DICIAMO NO AD UN MONDO COSTRUITO A MISURA DELLE IMPRESE!

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