You are currently browsing the daily archive for 25,11PMMer, 08 Nov 2006 21:38:22 +01003112006,2008.

prc2004_5001.jpgFonte: Liberazione
Il Prc alla Lanzillotta: “Fermati e discutiamo del tuo disegno di legge” Siamo lieti che il ministro Lanzillotta si dichiarì convinta che la decisione sulla privatizzazione dei servizi spetti agli entì locali ma nel suo disegno di legge questo non è vero.Il capogruppo di Rifondazione in Senato, Giovanni Russo Spena, e il responsabile entì locali del Prc, Francesco Manna, replicano al’intervista su La Stampa di ieri della ministra per gli affari regionali. Lì, in quell’intervista
la Lanzillotta aveva spiegato che col suo progetto di privatizzazione dei servizi municipali, le amministrazioni possono comportarsi come meglio credono.
Ma non è vero – spiegano i due dirigenti del Prc – In quel disegno di legge c’è una precisa formulazione che prevede, al contrario, un obbligo degli enti locali a privatizzare“.“Per questo – insistono Russo Spena e Manna – abbiamo chiesto un incontro urgente al ministro. Ci siamo impegnati a coinvolgere tutte le forze dell’Unione su un ragionamento che parte dalla separazione tra Stato e mercato che metta gli enti focali in grado di garantire la qualità dei servizi pubblici, e non pensiamo che ciò debba avvenire con la finanziaria”. “Si è voluta forzare la strada – concludono i due – senza ascoltare le obiezioni. Non vorremmo certo arrivare a presentare i nostri emendamenti al ddl Lanzillotta alla stampa prima ancora di averne discusso col ministro».

usa_sign.jpgE in Italia si discute di come superare Kyoto
I limiti del protocollo non bastano più a difendere la temperatura

Tiziana Guerrisi*

Cambiamenti climatici in primo piano, a Nairobi, ma non solo. Mentre nella città africana ieri è partita la conferenza internazionale sui cambiamenti climatici, in Italia la società civile mette a nudo speranze e timori sul progressivo riscaldamento del pianeta. I temi all’ordine del giorno sono molti e delicati. A partire dal futuro del protocollo di Kyoto. Leggi il seguito di questo post »

Istat: i contratti a termine rappresentano il 13% dell’occupazione Pagliarini (Commissione lavoro) ci spiega l’inchiesta lanciata ieri Pagliarini (Commissione lavoro) ci spiega l’inchiesta lanciata ieri .Penalizzati i giovani e le donne, boom di tempi determinati e cococò nel pubblico, specie in scuola e Università. Deputati «a caccia» di precari per cambiare le leggi
Antonio Sciotto il manifesto

Il lavoro precario è in aumento: ieri il presidente dell’Istat Luigi Biggeri ha riferito alla Commissione lavoro della Camera, portando all’attenzione del Parlamento dati tutti in crescita. Il rapporto – che rappresenta l’apertura ufficiale della Commissione parlamentare d’inchiesta sul precariato, di cui parleremo più avanti con il presidente Gianni Pagliarini – registra una crescita dei contratti a termine sul totale dei dipendenti: siamo al 13%, quando nell’ultimo quinquennio c’era stata una frenata (si era passato dal 12,8% del 2000 al 12,4% del 2005, con un picco minimo nel 2004, all’11,9%). Sono dati inferiori a quelli dei maggiori paesi europei (Germania 14,2%, Francia 13,7%, media Ue 14,9%, spiccala Spagna con 34,4%), ma c’è da notare una cifra interessante: mentre nella Ue il 55% dei lavoratori dichiara che la scelta dell’impiego temporaneo non è volontaria, ma è obbligata dalle offerte sul mercato, in Italia questa percentuale sale all’88%. E’ un semplice numeretto, ma dà l’idea del valore che i nostri connazionali attribuiscono all’occupazione stabile. Leggi il seguito di questo post »

8887803501g1.jpgLe maggiori associazioni dell’agroalimentare (Coldiretti, Cia, Coop), con l’adesione di ambientalisti e consumatori, per la prima volta si sono unite per costringere il governo a investire sull’agricoltura di qualità. Il ministro De Castro è pronto per dire no agli ogm?
Luca Fazio(ilmanifesto)
Lo cercano da mesi e non è stato facile trovarlo, perché predilige il basso profilo. L’hanno accerchiato con una lenta opera di avvicinamento, è stato complicato, perché sfugge come se non esistesse. Ma adesso che l’hanno stanato, il ministro dell’agricoltura Paolo De Castro non potrà più fare finta di non sapere da che parte sta: con gli agricoltori o con gli industriali? Il manifesto L’agroalimentare cuore strategico dello sviluppo l’hanno preparato per il governo che rappresenta, e adesso il ministro dovrà pronunciarsi sul futuro del sistema agroalimentare italiano. Vuole oppure no gli organismi geneticamente modificati? E’ disposto a battagliare in Europa contro le lobby che stanno facendo di tutto per inquinare l’agricoltura biologica? Leggi il seguito di questo post »

bernocchi_piero_2003_178×178.jpg«Stop precarietà»: il movimento ha radici sociali profonde e richiama il mondo politico a un atteggiamento più attento al «merito» dei problemi «Partita aperta» Abolire la legge 30,
la Bossi-Fini e la riforma Moratti: si parli di questo

Il giorno dopo si deve ragionare freddamente. Anche se è difficile, dopo una giornata così piena di gente, motivi e chiarezza. I duecentomila che hanno attraversato Roma hanno messo un paletto sociale difficilmente aggirabile: questo governo deve affrontare subito i nodi della precarietà del lavoro, delle politiche dell’immigrazione (e dell’integrazione), della ripresa di dignità e centralità della scuola pubblica.
«Adesso la partita è aperta», sintetizza Giorgio Cremaschi, segretario nazionale Fiom e coordinatore dell’«Area 28 aprile» della Cgil. Il «successo straordinario» – per Paolo Beni, segretario nazionale dell’Arci – «non solo quantitativo, ma per la qualità della partecipazione e
dell’atteggiamento in piazza, ha fatto giustizia delle polemiche maliziose» montate nei giorni precedenti. Il «tentativo di presentare il corteo come il ritorno in campo dell”estremismo’» non è passato; ma è indicativo di una volontà – manifestatasi soprattutto attraverso i grandi media di non confrontarsi con «i contenuti» della mobilitazione.

Piero Bernocchi, coordinatore dei Cobas e soggetto-oggetto di quelle polemiche(IN FOTO), ci mette una pietra sopra. «Abbiamo visto che le critiche da noi mosse sono condivise da tanti. C’è un malcontento molto diffuso, e il successo di partecipazione è dipeso dai tanti che non appartengono a nessuna organizzazione e che si muovono solo se hanno l’impressione di poter cambiare la situazione». Lo scopo era di «mettere al centro il tema della precarietà del lavoro». Raggiunto. Leggi il seguito di questo post »

muhammad_yunus1.jpgIl 12 Ottobre scorso l’Accademia di Stoccolma ha conferito il prestigioso riconoscimento a Muhammad Yunus e ai suoi collaboratori della Grameen Bank “per i loro sforzi di creare sviluppo economico e sociale dal basso”. L’economista del Bangladesh, osserva l’Accademia, “ha dimostrato che anche i piu’ poveri fra i poveri possono lavorare per portare avanti il proprio sviluppo”. Yunus ha tradotto infatti le sue concezioni economiche in azione pratica, con la fondazione della Grameen Bank, una banca rurale destinata a erogare piccoli crediti a persone che – essendo prive di garanzie economiche – non avrebbero mai potuto accedere al credito erogato dalla normali banche. Leggi il seguito di questo post »

a

APPUNTAMENTI

novembre: 2006
L M M G V S D
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

Blog Stats

  • 101.258 hits