logo-ogm.jpgLa «Coalizione liberi da ogm» spinge il governo a difendere l’agricoltura biologica
Luca Fazio il manifesto
Totale adesione. Siamo con voi. Sottoscriviamo in pieno. Vivissimi complimenti. «Caro Mario» – e per una volta l’Unione sembra parlare con una sola voce… – siamo pienamente d’accordo con quanto scritto nel manifesto L’agroalimentare, cuore dello sviluppo. E cioé: gli organismi geneticamente modificati inquinano e faremo di tutto per impedire che l’Unione europea mandi in rovina il nostro sistema agroalimentare. Un miracolo. E’ la parola data dal ministro dell’Agricoltura, Paolo De Castro, che adesso dovrà prendere da parte i «suoi» per ribadire quali impegni ha preso con un blocco sociale, industriale e politico inedito, influente e compatto (stona solo la sigla di Azione Giovani, sono inguardabili, ma bisognerà pur ringraziare in qualche modo l’ex ministro Alemanno che tanto ha dato per la causa…).
Mario superstar è Capanna, presidente del Consiglio dei Diritti Genetici (Cdg) e motore della Coalizione Liberi da Ogm che ieri, a Roma, ha portato a casa un risultato importante: il governo di fatto si è impegnato a vietare gli ogm in Italia, perché questa volta non si tratta di ribadire la solita moratoria ma di dichiarare impossibile la coesistenza tra agricoltra ogm e biologica. Si complimenta ufficialmente anche il presidente della Camera, Bertinotti, «apprezzo vivamente l’attenzione che la vostra coalizione, e in particolar modo il Cdg da te autorevolmente presieduto, rivolge da sempre alle problematiche connesse alla qualità e alla sicurezza alimentare». Questo l’impegno del ministro De Castro: «Condivido la strategia del manifesto e il ministero lavorerà nella sua linea. Avremo tolleranza zero sul biologico anche sulle sementi, su questo daremo battaglia. Unire generi del mondo vegetale e animale è eticamente scorretto e su questo potremo trovare condivisione anche nel mondo cattolico». Insomma, il fronte anti-ogm passa all’incasso, anche se la battaglia è appena cominciata.
La Commissione europea, con un colpo di mano, ha proposto di introdurre una soglia di contaminazione da ogm dello 0,9% nei prodotti biologici, e gli emendamenti saranno discussi a giorni (Francia, Austria, Germania e Italia premono per un rinvio).
La Coalizione Liberi da Ogm ha già preparato le contromosse. Già oggi, con un lettera, chiederà a Marianne Fischer Boel, Commissario europeo all’agricoltura, di far slittare la discussione al semestre di presidenza tedesca (il ministro Horst Seehofer darebbe più garanzie); al governo italiano invece è stata formalizzata la proposta di una «unità di crisi», con la partecipazione di un componente della coalizione; inoltre, c’è la richiesta di promuovere, a partire da subito, una campagna di informazione sui prodotti biologici sui quotidiani europei.

E se l’Unione europea decidesse di non fare passi indietro, la coalizione ha minacciato di intasare i tribunali con azioni legali alla Corte di giustizia per ottenere risarcimenti per eventuali danni economici da contaminazione da ogm, esattamente ciò che stanno facendo gli agricoltori del riso americano nei confronti della Bayer. E’ Coldiretti a calcolare cosa accadrebbe se l’Ue, ancora una volta, si facesse «convincere» dalle lobby biotech, che in questi giorni si faranno di nuovo sentire. Crollerebbe il 60% dei consumi per un settore, il biologico, che fattura 1,5 miliardi (l’Italia è quarto produttore mondiale e primo europeo, con 49.859 aziende). I principali orientamenti produttivi, sottolinea Coldiretti, interessano foraggi, prati, pascoli e cereali (oltre il 70% della superfice ad agricoltura biologica), seguono olio, vite, agrumi e frutta e le colture industriali. Quanto alla produzione animale, sono allevati con metodi biologici 222.516 bovini da latte e carne, 825.274 ovini e caprini, 977.537 polli, 31.338 suini, 1.293 conigli e 72.241 alveari di api.