Mandare a casa Antonio Maria Costa e cambiare l’approccio internazionale sulle droghe. 50 organizzazioni, due gruppi politici, i verdi e i comunisti, e i rappresentanti di enti locali e di paesi terzi, tra cui Bolivia e Colombia, hanno chiesto al Parlamento europeo la testa del capo dell’agenzia delle Nazioni unite e gettato le basi una nuova politica mondiale sulla droga. L’obiettivo della rete europea Encod è quello di arrivare con una nuova posizione europea all’appuntamento del 2008, quando dopo 10 anni di infruttuosa strategia vissuta sotto l’illusorio slogan «un mondo senza droga» la comunità internazionale verrà chiamata a rivedere o rilanciare quanto fatto finora. Riparte quindi da Bruxelles il dialogo nella società civile, e tra questa e la politica, per correggere, in generale, l’impostazione repressiva dell’Onu, e in particolare togliere la cannabis dalla Convenzione delle Nazioni unite e trovare altre maniere per vendere le foglie di coca, sostenendo quindi la produzione delle comunità agricole latinoamericane. D’altronde, sottolinea Giusto Catania, eurodeputato Prc e relatore della risoluzione sulla strategia antidroga dell’Ue adottata dal Parlamento europeo nel dicembre 2004, lo stesso commissario agli interni Franco Frattini «l’anno scorso ha preso pubblicamente l’impegno per una revisione della Convenzione Onu».

Fonte il manifesto