You are currently browsing the daily archive for 25,11PMVen, 17 Nov 2006 22:21:59 +01003202006,2008.

musacchio.jpgLa direttiva europea sui servizi, più conosciuta come direttiva Bolkestein, ha completato il suo lungo e tormentato iter legislativo con l’approvazione da parte del Parlamento europeo del testo varato dal consiglio nel luglio scorso. Ora manca sola la firma dei 25 e poi fra 3 anni la direttiva diventerà legge in tutti i 27 paesi che faranno parte dell’Ue.Ma la legge tanto discussa, tanto emendata, tanto compromessa da una parte e dall’altra (ma in realtà anche tanto ignorata dalla massa), continua a scontentare un po´ tutti: le sinistre, liberali moderati e lobbies industriali.

Roberto Musacchio, ambientalista storico e deputato europeo eletto nelle liste di Rifondazione non usa mezzi termini: «Il compromesso sulla Bolkestein è inaccettabile». Il testo secondo Musacchio è stato «ulteriormente peggiorato dal consiglio bocciando tutti gli emendamenti che i socialisti avevano presentato per ripristinare il compromesso stesso. Le nostre argomentazioni critiche risultano confermate e hanno tuttavia trovato riscontro nel voto d’aula dove i nostri emendamenti hanno ottenuto un successo più largo rispetto alle forze del nostro gruppo». Leggi il seguito di questo post »


europa-1511-reax.jpgI sindacati vigileranno per la corretta applicazione della direttiva sui servizi

Simbolo della contestata direttiva Bolkestein, l’idraulico polacco, che avrebbe dovuto minacciare i posti di lavoro ad ovest, è tornato al Parlamento europeo. Ancora una volta per rassicurare quanti temevano la liberalizzazione dei servizi. La direttiva è stata approvata ma restano alcune zone oscure che si prestano a svariate interpretazioni. Per questo per l’eurodeputato francese Jaques Toubon ha sollecitato una piú stretta collaborazione tra i parlamenti nazionali e l’assemblea europea. “Il nostro lavoro non sarà finito ha detto- fino a quando la direttiva non sarà adottata nelle legislazioni nazionali entro il 2010. Il Parlarmento europeo dovrà seguire e controllare l’iter legislativo a livello nazionale”- ha spiegato.

La confederazione dei sindacati europei ha già annunciato che farà attenzione al rispetto del diritto del lavoro locale da parte di imprese straniere. La confindustria europea invece ha criticato la riduzione del campo di applicazione della legge, ma hanno salutato con favore l’adozione della norma, per l’apertura del mercato dei servizi.

FONTE EURONEWS

Foggia -la manifestazione è stata molto partecipata circa 1000 presenze molti anche gli interventi e le istanze presentate dagli organizzatori,dagli studenti e dai rappresentanti.Molti anche gli slogan di contestazione:

Tagli alla scuola Tagli al futuro

Urla con noi le tue idee….costruiamo insieme la realtà

alcune Foto della manifestazione foggiana

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Sindacati di base Oggi sciopero generale contro la finanziaria.

Cremaschi plaude
M.Ca (il manifesto)
«No alla finanziaria. Non abbiamo governi amici». Lo striscione dichiara l’oggetto dello sciopero e segna la distanza dai sindacati confederali. Apre questa mattina il corteo di Roma (da Porta Pia a Piazza Barberini, con transito sotto i ministeri dell’Economia e della Difesa) dei sindacati di base. Il governo di centro sinistra e la sua finanziaria hanno fatto il miracolo: convincere sigle spesso litiganti tra loro a proclamare il loro primo sciopero generale unitario. Sono previsti presìdi e manifestazioni in altre venticinque città. L’appuntamento a Milano è alle 9,30 in piazza Cadorna. Il corteo termina in piazza del Duomo, mescolandosi con quello dei collettivi studenteschi contro la precarietà e i tagli alla scuola. Lo sciopero si sentirà soprattutto nel pubblico impiego e nelle scuole, settori dove Rdb, Cobas, SlaiCobas e SinCobas vantano parecchie adesioni. Leggi il seguito di questo post »

La direttiva sulla liberalizzazione dei servizi in Europa è ormai cosa fatta. Il Parlamento l’ha approvata in seconda lettura mercoledì mattina, ora toccherà ai 25 firmarla. Quindi, tra tre anni, la direttiva diventerà legge nei 27 paesi che per allora formeranno la Ue. Finisce così, quasi in sordina, l’iter comunitario della direttiva forse più polemica nella storia dell’Europa unita, una fine strana per chi ha mosso piazze, acceso dibattiti, mobilitato migliaia di persone in tutto il continente e pesato in maniera decisiva sul voto francese che ha affossato la Costituzione europea. I fautori della norma – socialisti, popolari e liberali – preferiscono ora non chiamarla più Bolkestein e ricordare gli effetti benefici che porterà su un settore che già muove il 70% del Pil europeo; i suoi detrattori – verdi e comunisti – amano invece mantenere il tetro nome del commissario al mercato interno della Commissione Prodi che il 13 gennaio 2003 la presentò al grande pubblico e rammentare i rischi che ancora gravano su lavoratori e consumatori. Vediamo cosa è cambiato e cosa rimane di questa direttiva. Leggi il seguito di questo post »

cochabamba.jpg

Nei giorni in cui diventa pubblico il rapporto annuale dell’Undp sullo sviluppo umano dedicato ai nessi fra acqua, povertà e potere (Beyond Scarcity: Power, Poverty and the Global Water Crisis), può essere interessante andare a vedere come stanno a Cochabamba, la città boliviana di 900mila abitanti, 400 km a sudest di La Paz, dove nell’aprile del 2000 scoppiò una lotta popolare contro la privatizzazione del servizio idrico che si impose all’attenzione mondiale. Per quattro giorni i manifestanti – riuniti nella Coordinadora por la Defensa del Agua y dela Vida – paralizzarono la città, con scioperi e blocchi delle strade.

 La protesta era contro Aguas del Lunari, di proprietà della multinazionale statunitense Bechtel, dell’italiana Edison e della spgnola Albengoa, che aveva aumentato del 200 per cento le tariffe idriche dopo aver vinto in un negoziato a porte chiuse un’aggiudicazione quarantennale. A quel punto la bolletta era arrivata a rappresentare il 20 o 30 per cento del reddito delle famiglie povere: 20 dollari su 80 o 100 di guadagno. Perfino i pozzi scavati dalle comunità locali o da cooperative per supplire alla mancanza di tubature erano caduti sotto il controllo di Aguas del Lunari che così aveva acquisito il diritto di far pagare anche l’acqua di quei pozzi, non scavati dalla compagnia. La protesta arrivò quasi a far capottare il secondo governo del presidente Hugo Banzer, accusato di aver seguito ciecamente le linee privatizzatici di Fondo monetario internazionale e Banca mondiale: in ossequio ai loro diktat, infatti, la compagnia municipale per i servizi idrico-sanitari di Cochabamba, la Semapa,era stata infatti privatizzata. Leggi il seguito di questo post »

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