You are currently browsing the daily archive for 25,11PMSab, 18 Nov 2006 18:30:32 +01003212006,2008.

Guglielmo Ragozzino il manifesto

kenya.jpgAlla voce «Nairobi», ieri, alle cinque della sera, per una delle principali agenzie di notizie italiane, l’unica informazione battuta riguardava il tempo: Nairobi, temperatura massima 23, minima 14; piovaschi. Tentando di saperne di più, abbiamo scorso, alla stessa ora, un’altra primaria agenzia; questa spiegava brevemente che a Nairobi il governo del Kenya aveva assegnato la «seconda licenza nazionale per operatore nel settore della telefonia fissa al consorzio Vtel degli Emirati arabi uniti che ha offerto 169,7 milioni di dollari». Seguivano i dettagli delle offerte concorrenti. A Nairobi, naturalmente, c’era anche dell’altro. Ieri era in corso l’ultima giornata della Conferenza sui cambiamenti climatici, organizzata dalle Nazioni unite. 187 i paesi presenti. Le delegazioni avevano discusso per una decina di giorni, cercando di rilanciare il protocollo di Kyoto, di convincere gli Stati uniti e la Cina a prendervi parte, di sostenere l’elettrificazione dell’Africa. Leggi il seguito di questo post »

Gabriele Carchella il manifesto
kofi_annan_unphotos.jpg«C’è una spaventosa mancanza di leadership» ed è necessario uno «sforzo maggiore» per evitare gravi conseguenze. Il segretario generale dell’Onu Kofi Annan, arrivato a Nairobi, prende atto del tunnel senza uscita imboccato dalla conferenza e lancia un estremo appello: «Se è vero che il protocollo di Kyoto è un passo in avanti cruciale, questo passo è troppo piccolo», ha detto mercoledì inaugurando il segmento politico del summit. E ha avvertito che «il cambio climatico non è solo una questione ambientale. E’ una minaccia globale». In uno dei suoi ultimi discorsi da segretario generale delle Nazioni unite, Annan ha voluto lasciare il segno, rivolgendosi ai paesi industrializzati: «L’impatto del cambiamento climatico è sproporzionato: i più colpiti sono i paesi più poveri, molti dei quali africani». Per colmare questo divario, Annan ha annunciato un piano denominato «Nairobi Framework». Il programma prevede aiuti per le nazioni in via di sviluppo, specialmente in Africa, per diffondere le energie pulite come quelle solare ed eolica. Le parole di Annan suonano come una smentita dei tiepidi commenti ascoltati dai funzionari Onu durante la prima parte del vertice. Leggi il seguito di questo post »

imagescaodrwk7.jpgUna vergogna inaccettabile

L’inchiesta di Fabrizio Gatti sull’Espresso ha mostrato a tutti una realtà, a molti già nota, di sfruttamento e di riduzione in schiavitù dei lavoratori agricoli extracomunitari nelle campagne del foggiano.Gli esiti dei controlli delle istituzioni e le denunce di sindacati e organizzazioni umanitarie dimostrano che quella situazione di irregolarità o lavoro nero è comune a pressochè tutte le campagne foggiane, all’interno delle quali si raccoglie una quota rilevante della produzione nazionale di pomodoro, e da cui quest’ultimo parte per le aziende di trasformazione. Nella campagne del foggiano i braccianti lavorano in condizioni disumane, spesso sotto la minaccia delle armi, alloggiati in casolari fatiscenti, picchiati quando chiedono una paga che viene loro rifiutata dopo un lavoro massacrante; a volte uccisi. Il procuratore antimafia, Piero Grasso, ha detto che nelle campagne del foggiani ci sono i nuovi lager. Una vergogna inaccettabile. Leggi il seguito di questo post »

Urbino, 8-10 dicembre 2006
Università popolare di ATTAC

Quinta edizione dell’università popolare di ATTAC Italia

Con il patrocinio del Comune di Urbino, della Provincia di Pesaro e Urbino, della Provincia di Ascoli Piceno e del Consiglio regionale delle Marche

Con la partecipazione di: Baranes, Brancaccio, Castagnola, Cirillo, Corradi, Cremaschi, Danna, Lucarelli, Lutrario, Salinari, Screpanti..

arton14225.gifLa distribuzione delle ricchezze

La globalizzazione neoliberista ha prodotto un allargamento drammatico della forbice dei redditi e dei diritti sociali su diversi piani. Dal punto di vista internazionale i Paesi del Nord, attanagliati da una crescita lenta, fanno pagare in gran parte al Sud del mondo i costi della loro crisi, cercando di imporre l’apertura incondizionata dei mercati e l’implementazione di riforme strutturali che devastano le economie dei Paesi più deboli. A questo ha corrisposto un approfondimento della disuguaglianza sociale interna, sia nei Paesi meno sviluppati che in quelli economicamente più avvantaggiati, e della sperequazione dei redditi e dei diritti tra i generi, essendo le donne le prime a pagare i costi della precarizzazione generalizzata del lavoro. Come si sono affermate queste tendenze e quali le proposte per una inversione di rotta? Proponiamo tre giorni di lezioni, seminari e dibattiti per contribuire a dare ai movimenti sociali gli strumenti critici e di azione per affrontare le sfide della globalizzazione dei mercati.

Il Programma e le informazione Logistiche su  www.attac.it

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