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                            MANIFESTO DEGLI STATI GENERALI DELL’ANTIMAFIA

                                    PER  UN’ITALIA  LIBERATA  DALLE  MAFIE

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1370627.jpgAccordo tra Ferrero e Amato, via libera alla legge contro lo sfruttamento
Permesso di soggiorno agli immigrati «supersfruttati». Il governo: «Norma di civiltà». La destra: «È una sanatoria»
Cinzia Gubbini (il manifesto)

Una nuova fattispecie di reato, il caporalato, punito con pene pesanti. Sequestro dell’impresa per chi impiega immigrati sfruttandoli. Ma anche la possibilità per l’immigrato di «emergere» dal lavoro nero e ottenere un permesso di soggiorno quando si trovi a lavorare in una condizione fortemente svantaggiata.

Il governo ha partorito ieri – dopo molte difficoltà – la riforma dell’articolo 18 della legge sull’immigrazione, quello che prevede la possibilità di riconoscere un permesso per protezione sociale agli immigrati irregolari in situazioni di «grave violenza e sfruttamento», finora utilizzato per le prostitute che denunciano i loro «protettori».

 Il testo studiato da Viminale, ministero della Soldiarietà sociale e del Lavoro è un disegno di legge, e non un decreto come era stato previsto all’inizio, poiché contiene anche una modifica del codice penale. Dunque, ora la palla passa alle Camere. Leggi il seguito di questo post »

libera_terra_home.jpgLibera agli «stati generali» Sfila l’Unione ma deve difendersi.

Il premier, interrotto, promette: «Testo unico e lotta ai patrimoni»

Andrea Fabozzi (il manifesto)
Ci sono i familiari delle vittime delle mafie che coprono il lato sinistro della platea. Non è uno dei tanti convegni: all’inaugurazione degli stati generali dell’antimafia – che vanno avanti oggi e domani e si concluderanno con una serie di proposte legislative consegnate direttamente al presidente della camera – i politici di governo e della maggioranza sfilano in massa, ma non è una passeggiata. Standing ovation per Oscar Luigi Scalfaro che prevede «verrà un giorno in cui diremo basta e la mafia sarà stata sconfitta». Poi cominciano i dolori per Romano Prodi, seduto in prima fila insieme ai ministri Mastella e Ferrero, più in là anche Fassino, Giordano e Diliberto e il neo presidente della commissione antimafia Forgione. Perché i tremila radunati a Roma da Luigi Ciotti e la sua Libera non sono un pubblico di ascoltatori, ma persone, spesso giovani, che le questioni dell’antimafia conoscono e praticano ogni giorno. Al centrosinistra chiedono risposte che non hanno ancora avuto. Leggi il seguito di questo post »

parigi_manifestazione.jpgUniversità e ricerca scientifica in piazza. Manifestazioni in tutta Italia e corteo a Roma.Epifani sfida il «governo amico»

Il leader della Cgil: Tutto ci saremmo aspettati, tranne che il governo non assumesse la centralità di questi settori». Petronzio (Infn): «Saremo costretti a chiudere i laboratori, rischiamo di non poter più partecipare alle collaborazioni mondiali». Panini (Flc-Cgil): «Dare un’anima a questa finanziaria investendo su scuola, università e ricerca» Francesco Piccioni(il manifesto)Solo lui può sapere quanto gli è costato chiudere con un comizio finale con quella frase: «Quello di oggi è stato il primo sciopero contro questo governo. Saranno contenti coloro che dicevano che con il governo di centrosinistra abbiamo un atteggiamento da governo amico: non è così». Al momento di dover definire la situazione politica creata dalla legge finanziaria Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, si era lasciato scappare l’aggettivo «imbarazzante». Che già aleggiava in ogni movenza del corteo organizzato a Roma dai sindacati delle categorie università e ricerca aderenti a Cgil, Cisl e Uil. Leggi il seguito di questo post »

agno1.jpg *Vittorio Agnoletto

L’interrogativo è semplice: «Quale dovrebbe essere il ruolo dei movimenti sociali in presenza di un governo di centrosinistra?»
La risposta potrebbe essere altrettanto semplice e forse anche scontata: «Mantenere e difendere la propria autonomia da qualunque governo».

L’autonomia dei movimenti è infatti un bene comune estremamente prezioso, soprattutto in Italia, dove la vittoria elettorale è giunta dopo anni di scontri politici durissimi. Vittoria resa possibile anche dall’importante ruolo svolto, spesso in solitudine, dal movimento dei movimenti fin dalle giornate genovesi del luglio 2001. Tutto ciò sembra facile a dirsi, ma è molto più difficile a farsi.  La prima vittima di questa difficoltà sembra essere il movimento della pace che, ieri di fronte al rinnovo della spedizione in Afghanistan e oggi perfino sulla solidarietà con il popolo palestinese, appare diviso. Questa certamente non è una novità. Ma la dialettica interna fino ad ora è stata la ricchezza del movimento italiano che, proprio grazie al suo pluralismo, ha potuto svolgere negli anni passati un ruolo di leadership internazionale che gli ha permesso di lanciare l’appello per la mobilitazione mondiale contro la guerra del 15 febbraio 2003.  Con l’avvio del governo di centrosinistra la situazione si è completamente modificata; la collocazione individuale o collettiva, associativa o sindacale nei confronti dell’esecutivo condiziona fortemente il dibattito interno al movimento e la scelta delle mobilitazioni da realizzare. Leggi il seguito di questo post »

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