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alex-zanotelli.jpgCon padre Alex  Zanotelli tra i vicoli della Sanità

Napoli, quartiere Sanità, 5 chilometri quadrati e 67mila abitanti. E’ una delle zone più altamente popolate d’Europa, uno dei quartieri ghetto del centro storico dove il clan Misso-Mazzarella (le due famiglie unite per controllare i traffici nella zona dopo la «cacciata» dei Giuliano, cioè dopo che Loigino «o’ re» si è pentito) è più conosciuto del presidente della repubblica Napolitano (che la prossima settimana farà visita nel quartiere ai famigliari delle vittime della camorra) e sicuramente più temuto di Bin Laden. Leggi il seguito di questo post »

donluigiciotti1.jpgIstituire per il 21 marzo, primo giorno di primavera, la Giornata nazionale in memoria di tutte le vittime di mafia. E’ una delle richieste che don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, ha presentato ieri al presidente della camera Fausto Bertinotti come gesto conclusivo di «Contromafie», la tre giorni di dibattiti e gruppi di lavoro che ha riunito a Roma più di tremila persone. Al presidente della camera don Ciotti ha consegnato il «Manifesto per un’Italia libera dalle mafie», messo a punto in questi giorni dalle associazioiani antimafia e antiracket. «Libera non è di parte», ha spiegato don Ciotti durante l’incontro alla camera: «Abbiamo invitato agli Stati generali tanti politici, amministratori di ogni colore politico. Libera non è di parte, sta da una parte sola: quella della legalità e dei diritti». All’associazione Bertinotti ha riconosciuto il merito di aver fatto capire quanto quallo mafioso sia un fenomeno nazionale e internazionale. «La mafia – ha detto il presidente della Camera – non può essere considerata un fatto locale: la lotta alla mafia non può essere fatta solo in Sicilia o in Calabria, non si vince se non la si fa anche a Roma o a New York. Questo è l’impegno che viene chiesto alla politica: una sponda politico-istituzionale grande». Leggi il seguito di questo post »

no-global-2.jpgProteste al G20 in Australia. I manifestanti tentano di sfondare. E la polizia carica Migliaia di no global in piazza. Alcuni giovani provano a invadere l’area di sicurezza creata per proteggere il vertice dei ministri delle Finanze. Feriti diversi agenti, uno dei quali in modo grave. Malmenato anche un cameraman

Tiziana Guerrisi*

Si risveglia la protesta sociale e si riaccendono gli scontri di piazza. Mentre nei palazzi amministrativi di Melbourne i delegati del G20 si riunivano ieri per discutere di economia globale, fuori, nelle piazze, è scoppiata una piccola guerriglia. Ieri mattina, nella città australiana che ospita il summit dei ministri delle finanze dei paesi più industrializzati, la manifestazione pacifica dei movimenti sociali è stata interrotta da un gruppo di dissidenti. I quali, a volto coperto, hanno cercato di forzare la zona rossa che protegge il quartiere dove si svolgono le riunioni. In pochi minuti, la situazione è degenerata con veri e propri scontri con le forze dell’ordine. Lanci di bottiglie e attacchi a camionette della polizia hanno permesso ai dissidenti di avanzare di qualche metro nella zona protetta, prima di essere respinti con idranti e lacrimogeni. Leggi il seguito di questo post »

Australia Slitta la riforma dell’Fmi e della Banca mondiale. Ancora scontri domenica
Lea L. Ypi
Melbourne
«Estremamente di successo», così ha definito il ministro delle finanze australiano Peter Costello il vertice dei ministri e governatori delle banche centrali dei 20 paesi che controllano quasi il 90% dell’economia globale che si è tenuto a Melbourne durante il fine settimana. Come dargli torto? I tesorieri del capitale hanno raggiunto un accordo su una delle questioni più spinose per l’attuale economia globale, la sicurezza dei mercati energetici, mentre Costello è perfino riuscito a strappare agli ospiti una promessa che tanto aveva a cuore: un impegno di dialogo per lo smantellamento dell’Opec, il cartello per l’organizzazione dell’esportazione del petrolio senza il quale «il libero mercato sarebbe migliore in termini di investimenti, sicurezza energetica e prezzi». Ma il libero mercato energetico non se la passerà tanto male, visto l’esplicito impegno del vertice nel comunicato stampa finale a promuovere «mercati ben funzionanti caratterizzati da chiare segnalazioni dei prezzi, commerci e investimenti aperti, trasparenza, buona governance e concorrenza effettiva». Leggi il seguito di questo post »

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