25_11_2006-002-copia.jpgSabato 25 novembre, in occasione della giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne, il Forum delle donne del Prc insieme all’assemblea delle donne di Roma organizza una manifestazione a Roma e presenta l’appello di El Fem, la rete femminista della Sinistra europea.L’appuntamento è in largo Argentina, «per dire che la violenza degli uomini contro le donne è una realtà anche in Italia, che si consuma in grandissima parte dentro le mura domestiche, come confermano tutti i dati. Ciononostante dai banchi delle chiese ai banchi del Parlamento voci maschili continuano a tuonare per imporre il loro dominio sul corpo delle donne e a produrre politiche familiste, come la legge 40, specchio fedelissimo del modello patriarcale dominante. A caratterizzare questa volontà di opposizione tutte le donne si ritroveranno a largo Argentina, dalle 12 in poi, con una casa di cartone come simbolo per demistificare il ruolo della famiglia e dire che la violenza non è fuori, ma dentro le case». Successivamente le donne si ritroveranno alla Casa internazionale della donna dove, in occasione della presentazione del dossier del settimanale Diario «Stupro», sarà presentato anche l’appello femminista europeo contro la violenza alle donne, risultato di un incontro europeo che ha avuto luogo a Trieste nell’ottobre scorso tra 150 delegate provenienti da diversi paesi. L’appello sarà presentato lo stesso giorno nel corso delle manifestazioni in programma in tutta Europa, anche a Berlino, Parigi, Atene.

Ecco il testo dell’appello europeo femminista:«Lottare contro la violenza sulle donne! I diritti delle donne sono diritti umani!
La violenza contro le donne costituisce un crimine contro i diritti di ogni individuo. Una donna su tre nel mondo e una su quattro in Europa subiscono violenza. In tempo di guerra le donne sono vittime, in tempo di pace hanno l’inferno in casa. La violenza contro le donne in ogni sua forma mette in discussione l’universalità dei diritti umani. Essa ha molte facce: violazione del diritto di autodeterminazione, matrimoni forzati, maltrattamenti, vessazioni fisiche e mentali, sfruttamento, umiliazioni e discriminazioni; la violenza contro le donne migranti, che oltretutto subiscono gli effetti delle frontiere chiuse in Europa, è estremamente alta. La violenza specificamente di genere ha effetti diretti, strutturali e simbolici.
La violenza contro le donne in molti casi proviene dal proprio compagno o da un membro del contesto familiare e attraversa tutti i gruppi sociali. E’ un’arma per subordinare le donne. Fino a quando sarà mantenuto l’attuale sistema di dominazione e continueranno le ineguaglianza giuridiche e sociali, tanto gli uomini che gli stati si sentiranno legittimati a perpetrate la violenza contro le donne.
Le vittime delle guerre in corso al 70-80 per cento sono civili, in buona parte donne, che vengono umiliate e torturare in carcere e nei campi profughi, sistematicamente violentate – una pratica usata deliberatamente come arma in molti conflitti.
C’è una relazione tra il militarismo e l’oppressione patriarcale. Sia in tempo di pace che in tempo di guerra le società opprimono le donne con un livello di violenza insostenibile: dall’omicidio alla violenza sessuale, alla precarietà, allo sfruttamento, all’insicurezza economica alla tratta delle donne. Dobbiamo lottare contro questa violenza costruendo una piattaforma femminista basata sulla solidarietà.
La Sinistra europea è un movimento culturale e politico. Vogliamo superare tutti i tipi di oppressione, non solo in campo economico ma anche sul piano etnico, religioso e di genere. Per un profondo cambiamento della società vogliamo dare vita a una cultura basata sull’umanesimo, i diritti umani e il rispetto, anche attraverso programmi educativi sessuati per la gioventù, che coinvolgano tanto il linguaggio quanto i contenuti.
In Europa e nel mondo intero il fondamentalismo e tutte le forma di fanatismo religioso minano i diritti delle donne, ponendole di conseguenza in una posizione di subordinazione e impedendo il diritto di autodeterminazione.
Il partito della Sinistra europea chiede che il secolarismo sia uno dei pilastri principali dello stato, che difenda il diritto delle donne all’autodeterminazione, alla contraccezione e alla libera scelta di abortire. Chiediamo che le mutilazioni sessuali e i matrimoni forzati vengano considerati illegali e perseguiti legalmente.
Il partito della Sinistra europea e tutti i partiti membri fanno appello all’Europa intera per un miglioramento delle leggi che mettano fine alla violenza di genere in tutele sue espressioni. Queste leggi devono essere centrate sulla prevenzione e l’indagine insieme alla disponibilità di risorse adeguate per sostenere le vittime della violenza di genere.
Queste leggi devono garantire alle donne migranti pieni diritti indipendentemente dal loro status amministrativo in Europa.
Chiediamo un più adeguato controllo delle armi e di chi le detiene. E questo serve direttamente a salvare delle vite umane, in primo luogo quella delle donne.
Ci opponiamo all’utilizzo di diritti delle donne per legittimare nuove guerre o restringere le leggi sull’immigrazione. Chiediamo che l’orientamento che nell’Unione europea presiede alla concessione del diritto d’asilo per le donne vittime di tratta si trasformi in legge nazionale, una richiesta che risponde a una particolare urgenza quando lo scopo della tratta è lo sfruttamento sessuale.
Noi, da tutta Europa, chiediamo sicurezza sociale, diritto alla salute per tutti gli uomini e le donne, eguaglianza di salari e di possibilità di accesso all’istruzione e al reddito, l’indipendenza per la sussistenza di tutti gli essere umani e ugualmente la parità in campo politico e in tutti i campi della vita sociale ed economica.
Il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, sosteniamo e sviluppiamo il nostro diritto all’autodeterminazione attraverso azioni comuni e coordinate. Lottiamo insieme contro la violenza sessista che proviene dalla dominazione maschilista e patriarcale.
Il partito della Sinistra europea è un partito per la liberazione degli uomini e delle donne.
E’ aperto a chiunque voglia partecipare a questa lotta».