Al via la raccolta di firme per l’iniziativa: «Un servizio pubblico privo di rilevanza economica»

All’inizio del 2007 inizierà in tutta Italia una raccolta di firme per la legge popolare contro la privatizzazione dell’acqua. La raccolta durerà sei mesi in modo che a metà luglio il parlamento sia investito da una valanga di firme, ben di più delle 50.000 necessarie. Il progetto di legge è stato presentato ieri a Roma. il testo è il risultato di una consultazione di massa avvenuta attraverso decine di riunioni locali e un successivo confronto sulla rete, per limare i vari articoli e non trascurare niente, fino ad arrivare al testo che sarà proposto al pubblico da gennaio, in una consultazione di massa che si prevede molto seguita e animata.

Ieri si è presentato il comitato promotore che agisce per conto di 55 reti nazionali e centinaia di reti territoriali. Tutti fanno parte del movimento nazionale sull’acqua, bene comune. Hanno parlato, tra gli altri, Bersani di Attac, Podda della Cgil pubblico impiego, Molinari del contratto mondiale dell’acqua, Miliucci dei Cobas, Martinelli di Mani tese. Ha concluso Zanotelli, «prete e missionario», come si è definito. L’acqua è un grande obiettivo che unifica l’intero movimento e per molti aspetti coincide, come ha notato Zanotelli, con il movimento della pace: un movimento di pace, che cerca la democrazia.

Dal discorso sull’acqua, sono emersi tre temi soprattutto.

Il primo riguarda le lotte locali per l’acqua in Italia: sono frequenti e talvolta ottengono risultati insperati, ma sono circoscritte a una città o a un Ato, mentre l’attacco viene da forze organizzate, potenti strutture economiche multiutility che fondano imperi. Sono Spa moderne che rispondono agli azionisti molto più che agli utenti, hanno il valore come obiettivo e lo perseguono, trascinando gli enti locali, le città che dovrebbero essere gli azionisti unici o principali in un percorso che mette in pericolo la democrazia, prima di ogni altra cosa.
Un altro tema è quello dell’acqua come bene comune universale. E allora vengono ricordate le lotte che si svolgono in gran parte del mondo con gli stessi avversari che agiscono anche in Italia, talvolta sotto le stesse spoglie, ma che nei paesi più poveri hanno una forza aggressiva assai maggiore. Anche in questo caso la campagna di sensibilizzazione per la raccolta delle firme avrà l’effetto di far conoscere lo stato dell’acqua nel mondo e di conseguenza far discutere, tra migliaia di persone, i pericoli ambientali che ci sovrastano.

Il tema finale e più importante, riproposto dai relatori, è quello della democrazia. La democrazia che si forma, la democrazia che si impara praticandola, che si difende nel discorso pubblico. Intorno all’acqua di tutti , si organizza la difesa da chi pretende di sprecarla o privatizzarla; e a questo punto, automaticamente, è nato un gruppo, un primo embrione di una struttura di discussione politica generale. La raccolta delle firme per la legge di iniziativa popolare è una grande scuola di democrazia. «Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli». L’articolo 71 della Costituzione è di straordinaria apertura. Il popolo è capace di redigere il suo progetto, di scrivere la sua legge, di difenderla, di farla conoscere a tutti, di portarla in parlamento.

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