You are currently browsing the daily archive for 25,12PMVen, 01 Dic 2006 14:34:24 +01003342006,2008.

disegno.jpg(AGI) – Bari, 30 nov. – Una maxi frode fiscale, ad opera di 12 societa’ operanti nel settore dello smaltimento di fanghi provenienti dai depuratori del nord barese, e’ stata scoperta dai militari della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Bari che hanno scoperto fatture false per oltre 30mln di euro e denunciato 35 persone per associazione per delinquere finalizzata alla truffa, al riciclaggio e reati ambientali.
Secondo le “fiamme gialle” le fatture sarebbero state emesse per simulare il trasporto e lo smaltimento di tonnellate di metri cubi di rifiuti presso gli impianti autorizzati, mentre in realta’ venivano riversati in discariche abusive.
L’operazione ha sventato un’ulteriore truffa per 3 mln in danno della Prefettura di Bari e dell’Acquedotto Pugliese, enti deputati al pagamento dello smaltimento dei rifiuti. A carico dei presunti responsabili la Procura della Repubblica di Trani ha disposto il sequestro pereventivo di due aziende di Andria, 10mila metri quadrati di terreni, 17 automezzi e quote societarie

L’allarme dell’alto commissario anticorruzione, Gianfranco Tatozzi: «L’attività della malavita con il traffico dei rifiuti produce effetti devastanti sul territorio». Legambiente: «Subito i reati ambientali»
Roma

art_4_2001.jpgUn vero e proprio contropotere, in grado di intervenire in maniera «devastante» su vaste aree del territorio. E’ il sitema dell’ecomafia secondo la descrizione fatta ieri a Roma dall’alto commissario anticorruzione Gianfranco Tatozzi. «Vicende quali l’emergenza rifiuti in Campania, Porto Marghera, Priolo, Punta Perotti, gli spiaggiamenti di navi sulle coste meridionali – è scritto nel dossier presentato ieri al Cnel -, testimoniano di un’emergenza ambientale che incombe da tempo sul nostro paese», e rappresentano in realtà la punta dell’iceberg. «Casi eclatanti», rispetto a «molte altre realtà cresciute all’ombra di condizionamenti economico-sociali di diversa natura», da quelli industriali a quelli imposti dalla criminalità organizzata.

«L’ inserimento nel ciclo del cemento – si legge nella relazione- rappresenta per la criminalità organizzata un interesse di tipo strategico ed il mezzo per imporre tangenti ed estorsioni che, unite ad una illecita gestione delle procedure di assegnazione degli appalti, determinano un sistema eversivo di contropotere capillare ed insidioso». Un sistema, assicura la ricerca, in grado di condizionare e gestire il mondo del lavoro e rilevanti settori economico-amministrativi». L’ecomafia del resto, per la ricerca, è in grado di assicurare «profitti altissimi a fronte di costi modesti e rischi limitati». Leggi il seguito di questo post »

Antislamismo e antisemitismo, immigrati discriminati su casa e lavoro, rom ghettizzati.

Un dossier presentato al Parlamento europeo accusa i paesi Ue. Palma nera alla Danimarca e alla Francia
A. D’Arg.  Bruxelles
 

nero.gifAntisemitismo, islamofobia, violenza contro i rom o più semplicemente contro immigrati, stranieri e richiedenti asilo. Discriminazione e segregazione nell’accesso alla casa, nell’educazione e sul posto di lavoro, mancanza di strumenti efficaci per contrastare i crimini legati al razzismo e, a volte, addirittura mancanza di chiare informazioni ufficiali sui fenomeni di violenza razziale e di discriminazione.

 Il panorama disegnato ieri dall’Osservatorio europeo contro il razzismo e la xenofobia, presentando il rapporto 2005 al Parlamento europeo, è francamente desolante: in Europa l’odio razziale è sempre più di moda.

E non sempre i governi attuano con la dovuta decisione. È anche vero che non mancano buone pratiche e una certa presa di coscienza da parte di alcuni esecutivi, oltre a molto lavoro di campo svolto dalle Ong, ma l’integrazione ed il rispetto delle minoranze restano ancora una chimera nella Ue. Leggi il seguito di questo post »

Rinaldini fa il pieno di consensi Il Comitato centrale ha conferito la sua fiducia alla linea dell’organizzazione e al gruppo dirigente. Voto su due documenti contrapposti

Loris Campetti
La Fiom prosegue per la sua strada, ribadendo l’autonomia dei metalmeccanici Cgil pur restando saldamente ancorata nella confederazione. Autonomia vuol dire difesa della dialettica tra categorie e confederazione, qualcosa di più del diritto al dissenso e qualcosa di diverso dalla pura riproposizione del metodo del centralismo democratico, che presuppone l’omogeneità di tutti i gruppi dirigenti delle categorie e delle Camere del lavoro rispetto alla maggioranza congressuale della confederazione; autonomia vuol dire permettersi di pensarla diversamente rispetto alla maggioranza della Cgil, per esempio sulla manifestazione «gioiosa e pacifica» del 4 novembre contro la precarietà a cui
la Fiom aveva aderito, senza accogliere l’appello confederale a prenderne le distanze. Il documento votato da 105 dirigenti, il 76% dei componenti il Comitato centrale che si è concluso ieri a Roma al termine di quasi cinquanta appassionati interventi, rivendica quella partecipazione e ribadisce, nella sostanza, l’autonomia della Fiom. Nonché l’internità della categoria al movimento mondiale che si batte contro la globalizzazione neoliberista. Leggi il seguito di questo post »

La domanda gira da settimane tra i gruppi dirigenti della Cgil, nelle sue categorie, nelle Camere del lavoro: è legittimo manifestare insieme ai truci Cobas? In altre parole: è più importante il contenuto delle mobilitazioni civili o lo schieramento che le agisce? Una settimana fa il direttivo nazionale Cgil ha ribadito la sua critica alla Fiom per aver partecipato attivamente alla manifestazione contro la precarietà del 4 novembre insieme ai Cobas, che avevano definito il ministro del lavoro un «amico dei padroni». La stessa critica, sia pure con toni più dialoganti, è stata ribadita da Guglielmo Epifani al comitato centrale della Fiom: al voto, la linea dell’autonomia è stata confermata dai metalmeccanici e non è stato accettato un emendamento che impegnava l’organizzazione a non scendere più in piazza con i Cobas. Leggi il seguito di questo post »

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