You are currently browsing the daily archive for 25,12PMVen, 08 Dic 2006 23:34:12 +01003412006,2008.

francesco_caruso.jpgFrancesco Caruso e Haidi Giuliani si sono autoreclusi nel Cpt di Sant’Anna a Isola Capo Rizzuto minacciando di uscire solo alla chiusura di tutti i Cpt. Ma, dopo aver capito dove si trovavano, hanno cambiato subito idea e sono usciti.

Il problema è reale. I Cpt vanno chiusi e i clandestini affidati a nuove strutture sul territorio. Alcuni extracomunitari, in Italia come rifugiati politici, hanno tracciato il solco. Facevano fuggire i clandestini dai Cpt. Li portavano in Centri di seconda accoglienza, i Cst. Ruderi all’aria aperta recuperati per l’occasione. Telefonavano a un parente del disgraziatoaccoltosequestrato già presente in Italia. Dopo il pagamento di cinque/seicento euro, un prezzo onesto, lo liberavano.

Un accordo con le diverse comunità di migranti per i Centri di seconda accoglienza risolverebbe il problema dell’accoglienza. Lo Stato si libera di ogni costo. In Finanziaria si potrebbe aggiungere una nuova tassa per gli accoltisequestrati con ritenuta alla fonte del 35%. Con l’ingresso di cinque/sei milioni di migranti il nostro debito pubblico sarà risolto. E con 7/800 milioni di migranti diventeremmo il Paese più ricco del mondo. Potremmo superare la Cina per popolazione. Leggi il seguito di questo post »

don-gallo.jpgPiù di un bambino genovese, per quasi un secolo, a fronte di rimbrotti di nonni e genitori prima o poi ha sentito la terribile minaccia: «ora ti porto da Garaventa!», alludendo alla nave scuola dove don Andrea Gallo nel 1960, ordinato sacerdote un anno prima, iniziò la propria vita di sacerdote tra le pieghe del disagio.
La Garaventa di Genova era un riformatorio sull’acqua per minori, dove don Gallo tentò di applicare forme di autogestione e libertà per i ragazzini del collegio. Da lì varie peregrinazioni, fino ad arrivare alla parrocchia di San Benedetto, una specie di Barbiana metropolitana e non rurale. A San Benedetto nacque l’esperimento della comunità di base che per 36 anni è stata un riferimento per un’intera città, in nome «dell’emancipazione da ogni forma di dipendenza, all’interno di una partecipazione e confronto critici con il politico e il sociale». Un’impostazione ben diversa da molte comunità di recupero per tossicodipendenti sorte da lì a poco. Oggi si celebrano i 36 anni di vita con incontri, dibattiti e concerti in nome del motto di Don Milani – già caro anche a Walter Veltroni – I care, mi interessa. Don Andrea Gallo non sembra stanco di lottare e occuparsi di dipendenze: «Da 36 anni ci svegliamo alla mattina e ci chiediamo se sia possibile un altro mondo e la risposta la diamo insieme, con una prospettiva di una cultura alternativa, di una vera comunità partecipativa. Diciamo che siamo l’esatto contrario di chi pretende di insegnare la legalità, la correttezza dei comportamenti ricorrendo a moralismi e persecuzioni dei diversi: siamo un passaggio continuo dall’isolamento alla lotta».

36 anni di proposte ed esperienze vere, per strada e ovunque fosse possibile – «siamo stati in tutti i movimenti» – per ipotizzare un’impostazione diversa sull’argomento dipendenze, capace di spostare l’attenzione dall’individuo alla società, dalla coercizione alla scelta individuale di concepirsi insieme ad altri. Leggi il seguito di questo post »

350 mila posti per gli immigrati
Cinzia Gubbini Roma

Si tratta della regolarizzazione del centrosinistra, anche se non assomiglia neanche lontanamente a una sanatoria. Comunque, da oggi, si apre ufficialmente il «decreto flussi bis», quei 350 mila posti in più che l’Unione offre ai lavoratori stranieri, i quali – per la maggior parte – già vivono e lavorano in Italia. Anche se, teoricamente, dovrebbe rivolgersi ai datori di lavoro che vogliono chiamare un lavoratore straniero dall’estero. Il decreto – varato dal consiglio dei ministri più di quattro mesi fa, tra gli strepiti del centrodestra – verrà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale di oggi.
Ma attenzione: non significa che si può andare alle Poste e consegnare le domande per ottenere un «ingresso» legale in Italia. Il «decreto flussi bis», infatti, non fa altro che dare mandato alle direzioni provinciali del lavoro di esaminare le domande presentate entro il 21 luglio 2006 che risultino eccedenti dall’ultimo decreto varato dal governo Berlusconi. E che secondo i calcoli dei ministeri risultano essere, appunto, 350 mila. Leggi il seguito di questo post »

Fisco L’euforia da boom delle entrate si intreccia al malessere da Finanziaria. E il banchetto della lotta all’evasione è rinviato

Roberta Carlini


Entrate-boom e finanziaria-monstre. Con la conferma degli ultimi dati sulle entrate tributarie (a quota 366,729 miliardi a metà novembre, 37 miliardi in più rispetto al 2005) una strana euforia ha preso a serpeggiare nell’Unione: siamo ricchi? E insieme, un velenoso dubbio: ma allora, perché ci stiamo svenando per una Finanziaria da 35 e passa miliardi? E mentre la maggioranza si auto-impone di utilizzare eventuali altre buone sorprese per ridurre le tasse – con l’introduzione nella Finanziaria 2007 di un comma che già vincola
la Finanziaria 2008, inedito giuridico nella storia delle leggi finanziarie -, l’opposizione si macera nel dubbio: conviene o no rivendicare il merito del boom delle entrate (facendo una bella figura come «risanatori» ma anche assumendo l’antipatica faccia di quelli che hanno aumentato le tasse)? Leggi il seguito di questo post »

renato-curcio.jpgsabato 16 dicembre 2006 H.19:00

presso l’Oda teatro

RENATO CURCIO  è nato a Monterotondo in provincia di Roma nel 1941. E’ stato uno dei fondatori delle Brigate Rosse. Oggi è il direttore editoriale della cooperativa Sensibili alle foglie, casa editrice lanciata nel 1990. Da anni gira l’Italia con i soci-amici della cooperativa e con i libri del catalogo. Vanno dove li chiamano e dove ritengono necessario andare; nelle città, ma anche nei paesini piccoli e isolati dove una libreria non l’ha mai vista nessuno. Quello che fa Curcio è dare visibilità a “quelli che sono considerati esuberi, alle persone senza voce”. Detenuti, immigrati, internati nei manicomi giudiziari, portatori di handicap. E vecchi. “Sì, vecchi che nessuno vuole, esuberi appunto che non servono e che devono restare invisibili”. Leggi il seguito di questo post »

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