lotta-allaids.jpgDovevano essere 130 milioni all’anno, secondo gli impegni. Il viceministro Sentinelli: cerchiamo di trovarli altrove 

La notizia arriva come un fulmine a ciel sereno nel primo pomeriggio. Spulciando le carte del maxiemendamento, un gruppo di senatori si accorge che nel testo della finanziaria non c’è, finora, il minimo accenno al contributo italiano per il Fondo globale di lotta all’Aids. E’ Vittorio Agnoletto, europarlamentare ed ex presidente della Lega Italiana per la lotta contro l’Aids, a farsi interprete per primo di una vicenda che sembra riportare l’Italia dell’Unione ai tempi delle promesse a vuoto del precedente governo. «Per cinque anni il centrosinistra aveva duramente criticato il governo Berlusconi per il ritardo e le incertezze manifestate nel sostenere il Fondo globale per la lotta contro l’Aids, la tubercolosi e la malaria ma oggi che lo stesso centrosinistra è al governo, cancella ogni sostegno al fondo, riuscendo a fare peggio dell’esecutivo di centrodestra». Agnoletto ricorda come l’Italia si fosse impegnata a versare 130 milioni all’anno al Fondo lanciato nel 2001 dall’Assemblea straordinaria dell’Onu sull’Aids. Nel 2005 Roma ne ha versati solo 110 e «nel 2006 nemmeno un euro dai due governi che si sono alternati». Quanto alla finanziaria attuale, sembra che nulla sia previsto nemmeno per il 2007. Notizia particolarmente pesante a ridosso della Giornata mondiale per la lotta contro l’Aids e mentre tutte le maggiori Ong di cooperazione chiedono – insiste Agnoletto – di saldare il debito di 280 milioni (20 per il 2005, 130 per il 2006, 130 per il 2007). «Il governo Prodi ha deciso per altre priorità», dice secco l’europarlamentare, «e così si finisce per tradire non solo la speranza di milioni di sieropositivi dei paesi poveri, ma anche la volontà di milioni di elettori». Il gruppo di senatori che si fa portavoce di questa preoccupazione, Martone, Mele, Tonini, Ripamonti, Cossutta, Del Rojo e altri (ossia tutto il centrosinistra e dando seguito a un ordine del giorno votato in commissione esteri al’unanimità sull’istituzione di un fondo nazionale) corre intanto ai ripari. Mercoledì prossimo presenteranno un’iniziativa legislativa per l’istituzione del Fondo nazionale per la lotta alle pandemie. Che, uscito dalla porta della finanziaria rientrerà dunque dalla finestra del parlamento. In questo modo si andrà anche incontro alle richieste delle organizzazioni non governative che, appena appresa la notizia, sono subito entrate in fibrillazione, temendo un «segnale di inversione di tendenza rispetto agli impegni presi», come dice Raffaele Salinari del Coordinamento Ong internazionali (Cini). Ai ripari corre anche Patrizia Sentinelli, viceministro con delega alla cooperazione. «Intanto con i fondi della cooperazione salderemo la quota di venti milioni di euro del 2005. Questo lo faremo grazie all’incremento ottenuto in finanziaria per le competenze della Cooperazione allo sviluppo e per dare il segnale che l’Italia onora i suoi impegni internazionali. Ma ciò non significa – argomenta Sentinelli – che non sia necessaria un’iniziativa specifica volta a creare un fondo apposito per la lotta alle pandemie». Non saranno dunque i quattrini della cooperazione, per altro piuttosto pochi, a sistemare i debiti pregressi accumulati dall’Italia. «Quanto alla funzione del ministero – aggiunge la viceministro – sarà quella di essere presente nel momento della destinazione dei fondi futuri, facendo in modo che anche le Ong e le associazioni italiane possano dare il proprio contributo in termini di progetti nei paesi dove è necessario un forte impegno di lotta a tubercolosi, Aids e malaria».
*Lettera22 Roma