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Letterina di Natale     

L’esecutivo sarà capace di trasmettere un’idea diversa del rapporto tra gli esseri umani, un immaginario differente del mondo che vogliamo?

babbo-natale.jpgSe questa fosse una lettera a Babbo Natale avrei il dubbio che prima o poi potrebbe anche innervosirsi e perdere la pazienza. Dopotutto quest’anno ha esaudito un desiderio di non poco conto: il proprietario di Mediaset non è più il capo del governo, Calderoli ora può mostrare le sue magliette senza provocare incidenti internazionali, Fini anziché occuparsi di come coordinare la mattanza a Genova deve impegnare il suo tempo tra Storace e le celebrazioni del ventennio.Nonostante tutto ciò siamo in tanti a non essere ancora soddisfatti.

Potremmo discutere della chiusura dei CPT, del ritiro dall’Afghanistan, della difesa dei servizi pubblici insidiati dalla direttiva Bolkestein e dal disegno di legge Lanzillotta, di una distribuzione di reddito a favore del lavoro anziché della rendita, della lotta alla precarietà che non si esaurisca nella partecipazione di qualche esponente governativo alle manifestazioni, del sapere e della conoscenza come investimenti collettivi…..e di tante altre cose. Leggi il seguito di questo post »

Carlo Podda (segretario generale Fp Cgil)
Corrado Oddi (responsabile Dipartim. welfare Fp Cgil)

fpcgil.jpgSiamo tra i molti che hanno guardato con preoccupazione alle dimissioni di Riccardo Petrella da presidente dell’Acquedotto Pugliese e alla polemica che si è innescata con il presidente della regione Nichi Vendola. Ci sembra che quanto successo rappresenti un colpo assai rilevante per tutti quelli che si battono per affermare l’idea che l’acqua deve essere considerata bene comune, da sottrarre alla mercificazione e alle logiche del mercato.Proprio per questo, però, riterremmo un errore alimentare una discussione incentrata sul prendere partito per l’uno o l’altro dei «contendenti» o, peggio ancora, partecipare a una disputa per stabilire se sia meglio professare la radicalità dei principi o la ragionevolezza dei risultati da perseguire passo passo. Lo diciamo non per sottrarci a una valutazione su quanto è stato fatto o quanto si poteva e si può fare nello specifico della vicenda dell’Acquedotto pugliese ma perché vorremmo evitare di ridurre il tutto a una contrapposizione di natura quasi personalistica o a una ricerca delle semplici responsabilità soggettive. Leggi il seguito di questo post »

*Guglielmo Ragozzino

Quello che pubblichiamo a fianco  uno stralcio della lettera con cui alla fine di luglio del 2005 il professor Riccardo Petrella dopo l’offerta di andare a dirigere il maggiore acquedotto d’Europa arrivatagli dal “governatore” Nichi Vendola cerca di rispondere alle perplessità dei “militanti per l’acqua (per il diritto all’acqua, contro la mercificazione e la privatizzazione dell’acqua)”. Il suo argomento principale : non posso fare altrimenti, non possiamo perdere questa occasione. La sua idea  che  stato fatto un passo, con la costituzione della società per azioni per l’acquedotto, nel 1999, che può andare in due direzioni: verso il bene pubblico, con l’aiuto dei politici, Nichi Vendola prima di tutti, ma anche dei rappresentanti dell’Associazione degli eletti. L’altra direzione verso cui il carrozzone della Spa può mettersi in moto  la privatizzazione e la mercificazione dell’acqua. Siamo di fronte a uno dei maggiori gestori di acqua d’Europa.C’e’ il rischio che si metta in cammino, con moto accelerato, verso il precipizio; e c’he l’occasione per salire a bordo e mettersi ai comandi. Come si fa a dire di no? Uno dei maggiori acquedotti sarà attraverso di me, affidato a noi, al movimento intero. Diventeremo un modello e un punto di riferimento per tutti coloro che nel mondo lottano per la liberazione dell’acqua nel mondo. “Certo… non sarà del tutto un fiume tranquillo, nè con esito finale garantito”. Molti preferiscono “la de-pubblicizzazione dei servizi idrici” e il “ppp” (partenariato pubblico-privato) che sappiamo essere “un’illusione”. Leggi il seguito di questo post »

Alberto Lucarelli *

Negli ordinamenti giuridici positivi dell’Europa continentale, come è noto, vale il principio che può così sintetizzarsi: «la forma è sostanza» ovvero la forma caratterizza la fattispecie concreta. Le recenti vicende dell’acquedotto pugliese, conclusesi con le dimissioni del presidente Riccardo Petrella, hanno origine proprio dalla dicotomia forma-sostanza e dall’erronea convinzione di chi sostiene che tale dicotomia sia alla base di una sterile disputa tra tecnici del diritto, priva di effettive conseguenze sul piano giuridico-economico. Secondo tale orientamento la società a capitale interamente pubblico e l’ente pubblico rappresenterebbero due forme giuridiche del tutto interscambiabili e utilizzabili entrambe a discrezione della pubblica amministrazione. Coloro che sostengono tale tesi ritengono poi che si possa legittimamente sostenere che la gestione dell’acqua resterebbe pubblica tanto nel caso di utilizzo dell’ente pubblico quanto nel caso di utilizzo della Spa a capitale interamente pubblico. Non mi sento di condividere tale impostazione, credo che la società interamente pubblica configuri un monstrum difficilmente gestibile e orientabile nel tempo al perseguimento degli interessi pubblici.

Proverò a spiegarne i motivi. Leggi il seguito di questo post »

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