Letterina di Natale     

L’esecutivo sarà capace di trasmettere un’idea diversa del rapporto tra gli esseri umani, un immaginario differente del mondo che vogliamo?

babbo-natale.jpgSe questa fosse una lettera a Babbo Natale avrei il dubbio che prima o poi potrebbe anche innervosirsi e perdere la pazienza. Dopotutto quest’anno ha esaudito un desiderio di non poco conto: il proprietario di Mediaset non è più il capo del governo, Calderoli ora può mostrare le sue magliette senza provocare incidenti internazionali, Fini anziché occuparsi di come coordinare la mattanza a Genova deve impegnare il suo tempo tra Storace e le celebrazioni del ventennio.Nonostante tutto ciò siamo in tanti a non essere ancora soddisfatti.

Potremmo discutere della chiusura dei CPT, del ritiro dall’Afghanistan, della difesa dei servizi pubblici insidiati dalla direttiva Bolkestein e dal disegno di legge Lanzillotta, di una distribuzione di reddito a favore del lavoro anziché della rendita, della lotta alla precarietà che non si esaurisca nella partecipazione di qualche esponente governativo alle manifestazioni, del sapere e della conoscenza come investimenti collettivi…..e di tante altre cose.Ma credo che la questione vera stia a monte, molto a monte.

Sarà capace questo governo di trasmettere un’idea diversa del rapporto tra gli esseri umani, un immaginario differente del mondo che vogliamo? Oppure dobbiamo solo accontentarci di essere tornati al nostro tranquillo tran-tran della vita quotidiana, contenti di essere usciti da un incubo? Il Paese normale, tanto invocato, deve per forza corrispondere al ritorno all’era preberlusconiana? Qualche legge ad personam in meno è tutto quello che sappiamo immaginare quando pensiamo al mondo che vorremmo consegnare alle future generazioni?La mia impressione è che nell’orientamento di questo governo manchi non solo la consapevolezza della gravità della situazione, non solo sia molto bassa l’autostima e la fiducia in se stessi, ma che proprio non vi sia alcuna idea di una società differente.

L’orizzonte possibile sembra essere solo quello che quotidianamente ci viene mostrato dai grandi network della comunicazione; le regole e i vincoli stabiliti dalle grandi istituzioni economiche, WTO, Banca Mondiale e FMI, sembrano diventate le colonne d’Ercole da non attraversare; qualche dichiarazione dei potenti governanti USA può essere anche criticata, ma quel sistema di valori sembra intoccabile, come le tavole della legge di biblica memoria.La questione è molto semplice: la globalizzazione liberista rappresenta l’ultimo stadio possibile della storia umana?

Se la risposta è affermativa allora è più che comprensibile il tentativo di limitarne gli aspetti peggiori cercando di convivere con le sue regole e i suoi vincoli. In questo caso Genova è un ricordo imbarazzante da rimuovere, Porto Alegre, Mumbay, Bamakò e il prossimo appuntamento del forum Sociale Mondiale a Nairobi sono eventi romantici, da ricordare con emozione e con una certa sufficienza.Se la risposta è negativa allora è doveroso non accontentarsi e cercare di andare oltre. Genova è una pagina dolorosa ma tragicamente feconda, i FSM da Porto Alegre a Nairobi delle occasioni uniche per costruire alleanze, per elaborare strategie e campagne. In tal caso i movimenti sociali non sono un ostacolo all’azione dei governi democratici ma il sale di una democrazia ancora troppo formale e del tutto insufficiente.

In fondo le scelte e i comportamenti di ognuno di noi dipendono dalla risposta che diamo a quella semplice ma decisiva domanda.
Buona riflessione….  Vittorio Agnoletto