*Guglielmo Ragozzino

Quello che pubblichiamo a fianco  uno stralcio della lettera con cui alla fine di luglio del 2005 il professor Riccardo Petrella dopo l’offerta di andare a dirigere il maggiore acquedotto d’Europa arrivatagli dal “governatore” Nichi Vendola cerca di rispondere alle perplessità dei “militanti per l’acqua (per il diritto all’acqua, contro la mercificazione e la privatizzazione dell’acqua)”. Il suo argomento principale : non posso fare altrimenti, non possiamo perdere questa occasione. La sua idea  che  stato fatto un passo, con la costituzione della società per azioni per l’acquedotto, nel 1999, che può andare in due direzioni: verso il bene pubblico, con l’aiuto dei politici, Nichi Vendola prima di tutti, ma anche dei rappresentanti dell’Associazione degli eletti. L’altra direzione verso cui il carrozzone della Spa può mettersi in moto  la privatizzazione e la mercificazione dell’acqua. Siamo di fronte a uno dei maggiori gestori di acqua d’Europa.C’e’ il rischio che si metta in cammino, con moto accelerato, verso il precipizio; e c’he l’occasione per salire a bordo e mettersi ai comandi. Come si fa a dire di no? Uno dei maggiori acquedotti sarà attraverso di me, affidato a noi, al movimento intero. Diventeremo un modello e un punto di riferimento per tutti coloro che nel mondo lottano per la liberazione dell’acqua nel mondo. “Certo… non sarà del tutto un fiume tranquillo, nè con esito finale garantito”. Molti preferiscono “la de-pubblicizzazione dei servizi idrici” e il “ppp” (partenariato pubblico-privato) che sappiamo essere “un’illusione”.Ma dobbiamo affrontare lo scontro e far valere le nostre buone ragioni. Però lo scontro non c’è stato, almeno in modo esplicito. La società dell’acquedotto è rimasta immobile, nonostante tutta la sapienza e la volontà di salvare l’acqua bene comune, ricchezza di tutti, praticata dal nostro compagno.A prevalere e’ stato il cumulo degli interessi acquisiti all’interno della società, l’insieme dei privilegi e dei piccoli poteri inattaccabili, stratificati in un secolo. Una schiera di culi di pietra incartapecoriti e al tempo stesso rapaci, in grado di sostenersi a vicenda in una piramide burocratica e di avere la meglio, nel corso di decenni, anche nei confronti del capitalismo agrario e industriale che chiedevano acqua per sè e di fare alleanze con entrambi, contro le popolazioni e
la Puglia.
Alla fine il presidente Petrella, vero corpo estraneo dell’Acquedotto pugliese Spa, scandalo continuo nel quieto immobilismo e nella gestione opaca,  stato espulso.
Heri dicebamus…. tutto come prima.
L’Acquedotto spa ha un altro secolo davanti a sè. Anche la desertificazione che avanza nella regione

il manifesto