L’acqua è un bene che rientra nella sfera dei diritti umani e della salvaguardia della sacralità della vita. Al contrario, nel mondo e anche nel nostro Paese, diventa sempre più un diritto negato, un bene comune sacrificato dalle logiche della privatizzazione e della mercificazione. Il Coordinamento dei Piccoli Comuni si impegna a tutti i livelli per fermare la mercificazione dell’acqua contrastando il processo di privatizzazione di servizi idrici locali con prese di posizione (mozioni, ordini del giorno, delibere, ricorsi, ecc..) sulle decisioni in corso a livello nazionale ed internazionale (Parlamento, G8, Wto, ecc..).  I Piccoli Comuni si fanno portatori presso la pubblica opinione di una continua opera di sensibilizzazione non solo sulla gestione idrica a livello locale ma anche sulle decisioni in corso a livello nazionale ed internazionale che possono avere ripercussioni sulla vita quotidiana dei cittadini.

 “Gli Enti Locali, gli Ato e le rispettive Aziende di Gestione del Servizio Idrico – afferma il Portavoce dei Piccoli Comuni Virgilio Caivano – riconoscano nei rispettivi regolamenti il diritto per ogni cittadino alla disponibilità gratuita di 50 litri di acqua potabile al giorno attraverso la presa a carico della collettività dei costi relativi via la fiscalità generale e/o specifica. Il che –continua il Portavoce dei Piccoli Comuni – comporta il divieto di interruzione dell’erogazione del servizio idrico agli utenti morosi per motivi di indigenza. I programmi di investimento – conclude Virgilio Caivano – devono mirare a garantire prioritariamente l’accesso all’acqua come bene primario dei cittadini, con particolare attenzione alle utenze residenziali di prima abitazione. Meno poltrone, meno consorzi, meno missioni milionarie e più acqua libera per tutti e, naturalemente più aria”.
Rocchetta Sant’Antonio,5 gennaio 2007             
Addetto Stampa
Andrea Gisoldi
 Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni Italiani
www.piccolicomuni.com