jean-ziegler.jpgIntervista al sociologo Jean Ziegler, autore de «L’impero della vergogna». Nel mondo ci sarebbero le risorse per tutti, ma il principio del profitto allarga le aree di miseria

Anna Maria Merlo
Parigi ( Il manifesto)
La giungla avanza. E’ l’avvertimento indignato di Jean Ziegler, sociologo svizzero, relatore speciale dell’Onu per il diritto all’alimentazione, più volte deputato di Ginevra, autore di numerosi libri di denuncia sulla finanza svizzera e che di recente ha pubblicato L’impero della vergogna (Marco Tropea ed., 251 pagine, 17,50 euro). Lo afferma in reazione all’ultimo rapporto della Fao, Food Insecurity in the World.

Il rapporto della Fao conferma le previsioni più pessimistiche?Sì, la fame cresce, mentre l’Onu aveva proclmato l’obiettivo di dimezzarne il flagello entro il 2015. In altri termini, la comunità mondiale ha riconosciuto che la fame è uno scandalo, la principale causa del massacro quotidiano. Ogni giorno 100 mila persone muoiono nel mondo per la fame o le sue conseguenze. Ogni 5 secondi un bambino di meno di dieci anni muore per denutrizione. Ogni 4 minuti un essere umano diventa cieco per mancanza di vitamina A. Nel 2005, 854 milioni di persone nel mondo(12 milioni in più del 2004) erano gravemente sotto-alimentate. Un essere umano su sei è reso invalido da una sottoalimentazione grave o cronica. Il tutto su un pianeta Terra che ha la potenzialità di fornire le necessarie 2700 calorie giornaliere a 12 miliardi di persone, cioè al doppio dei suoi abitanti. Questo non è fatalità.

La mondializzazione sta quindi aggravando la situazione, malgrado la crescita economica dell’economia mondiale?E’ un ordine assurdo, anche dal punto di vista del capitale, che uccide senza necessità. E’ vero, il capitalismo ha una vitalità assoluta: fino all’agosto del ’91, un essere umano su tre abitava sotto un regime comunista, cioè il capitalismo era territorialmente limitato, mentre da allora il capitalismo ha conquistato il mondo. Il mercato mondiale ha creato un mondo unico, estremamente dinamico, selvaggio nella sua vitalità. Secondo
la Banca mondiale, in dieci anni, dal ’92 al 2002, il pil mondiale è più che raddoppiato, gli scambi commerciali si sono triplicati, il consumo di energia raddoppia ogni 4 anni. Si sono create grandi ricchezze, come mai prima. La mondializzazione funziona su due principi: la liberalizzazione e la privatizzazione, cioè tutte le attività umane rispondono ormai al principio del massimo profitto. Socialmente, c’è stata una formidabile monopolizzazione della ricchezza: secondo
la Banca Mondiale, le 500 più grosse società transcontinentali private controllano il 52% del pil mondiale. Cioè hanno un potere economico, sociale, politico e militare come mai ha avuto nessun imperatore, nessun re o papa nella storia. Da un lato un’accumulazione di ricchezze straordinaria, ma dall’altro una miseria speventosa. Nella Ue ci sono 18 milioni di disoccupati. Per questo dico: attenti, la giungla avanza, attraverso la diffusione nei paesi una volta protetti di precariato, flessibilità, disoccupazione. Il compromesso di Washington, cioè l’idea neo-liberista, attacca in primo luogo le forze immunitarie, poi distrugge la vittima.

Eppure il compromesso di Washington è stato presentato come il massimo della razionalità…E’ la minimizzazione dei rischi, con un capitale che viaggia alla velocità della luce in un cyberspazio unificato. Ma questa totale razionalizzazioone del capitale è in realtà un oscurantismo totale, perché non c’è in effetti nulla di più irrazionale di dire che l’economia obbedisce a leggi naturali e non ai rapporti di forza tra le classi, alla psicologia dei protagonisti ecc. Il solo motore resta l’avidità. Se la situazione viene attribuita all’effetto di leggi naturali, si crea una non-mobilitazione: succede ai sindacati, alla sinistra. Siemens in Germania ha chiuso un terzo delle fabbriche, anche se ognuna di esse rendeva. E i sindacati dicono: è il mercato. Cioè la vittima si automutila e si penalizza.

Il neo-liberismo è quindi qualcosa di più, secondo lei, dell’ultima variante dell’ideologia dominante?Sì, rappresenta una rottura con la società dei Lumi. Non sono solo in gioco la difesa dei diritti dei lavoratori, l’emancipazione delle donne o la lotta contro le guerre preventive: qui è in gioco tutto il sistema di difesa della nostra civiltà. La lotta contro la giungla capitalista è una lotta per la civiltà.