Milioni di poveracci
Più della metà dei 16,5 milioni di pensionati vive con meno di mille euro al mese, uno su sei prende meno di 500 euro. Le donne sono di più ma «costano» meno degli uomini.

E si riduce l’incidenza rispetto ai lavoratori attivi
 

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* Ernesto Geppi Il manifesto
In Italia un titolare di pensione di vecchiaia su sei percepisce meno di 500 euro al mese di redditi pensionistici, una cifra che tiene conto anche del cumulo eventuale con altre tipologie di pensione. Sotto questa soglia si collocano 1.7 milioni di cittadini, in buona parte donne (1,2 milioni), ai quali vanno in media meno di 370 euro al mese. Altri 3,1 milioni di pensionati di vecchiaia, quasi il 30% del totale, prendono complessivamente più di 500 ma meno di 1.000 euro al mese, con una media di 739 euro. Se è vero, come ha segnalato l’Istat due settimane fa, che in Italia esiste un grave problema per quanto riguarda il livello medio e la distribuzione dei redditi in generale, questo stesso problema appare tanto più grave se si considerano i soli redditi pensionistici.


 

Secondo i dati diffusi ieri dall’istituto di statistica, nel 2005 nel nostro paese c’erano a vario titolo 16,5 milioni di beneficiari di trattamenti pensionistici, ossia – tenendo conto che alla fine del 2005 la popolazione residente in Italia era di 58,7 milioni di persone – grosso modo un pensionato ogni 3,6 abitanti. Buona parte dei pensionati è titolare di pensione di vecchiaia: ce ne sono 10,9 milioni, di cui 2,8 cumulano con altri trattamenti pensionistici. Nel complesso, più di due terzi dei 215 miliardi di euro di prestazioni erogate nel 2005 è costituito da pensioni di vecchiaia, mentre la fetta rimanente è assorbita prevalentemente dalle pensioni ai superstiti (4,5 milioni di beneficiari) e da quelle di invalidità civile (2,2 milioni).
 

La maggior parte (il 70%) dei pensionati di vecchiaia non percepisce altre pensioni: a questi 7,7 milioni di cittadini sono andati in media 13.813 euro all’anno e cioè 1.151 euro al mese. Questa cifra sale a 1.418 euro per i 2.7 milioni di cittadini che cumulano la pensione di vecchiaia con altre pensioni. La media complessiva dei redditi erogati ai pensionati di vecchiaia è di 1.266 euro mensili, ma anche in questo caso la media significa molto poco. Ciò vale anzitutto per le differenze di genere: per le pensionate di vecchiaia l’importo medio mensile è di 1.014 euro, 450 in meno dei colleghi maschi. Va ancora peggio alle cittadine che non cumulano altri redditi pensionistici oltre al trattamento di vecchiaia: in questo caso, la media mensile scende a 817 euro al mese, 550 meno dei maschi. Che la media significhi poco lo si può inoltre vedere bene anche guardano alla distribuzione dei redditi da pensione. Nonostante il fatto che l’esercito dei 4,8 milioni di titolari di pensione di vecchiaia che campano con meno di 1.000 euro al mese rappresenti il 44% della categoria, il totale delle pensioni da questi percepite (pari a 35 miliardi di euro) rappresenta poco più del 20% dei redditi pensionistici erogati ai pensionati di vecchiaia. Si tratta di un importo largamente inferiore, per esempio, ai 53 miliardi di euro spesi nel 2005 per gli 1,5 milioni di pensionati che percepiscono almeno 2.000 euro al mese: fra questi ce ne sono parecchi che oltrepassano di gran lunga questa soglia, dal momento che l’importo medio delle pensioni in questa classe di reddito sfiora i 2.900 euro al mese. Nella classe dei pensionati ricchi – della quale fanno senz’altro parte banchieri centrali e non, industriali, docenti universitari, editorialisti, ecc. -, inoltre, è molto scarsa la presenza femminile: le donne sono meno del 25%. Date queste cifre, e facendo un po’ di conti al volo, l’esborso necessario per portare tutti i pensionati di vecchiaia poveri a un minimo di 1.000 euro al mese si aggira attorno ai 23 milioni di euro.
 

Diversamente dalle pensioni di vecchiaia, gli altri trattamenti pensionistici sono più frequentemente cumulati con altri redditi da pensione. Di tutti i titolari di pensioni ai superstiti (le pensioni di reversibilità), meno di un terzo (1,4 milioni) è titolare di una sola pensione: si tratta in questo caso di importi comunque molto bassi, tanto che la media è di appena 651 euro al mese. Nel complesso, quasi la metà dei beneficiari di pensioni di reversibilità vive con meno di 1.000 euro al mese di redditi pensionistici, e più di 600 mila con meno di 500 euro.
 

Ancora più misero è il profilo delle pensioni di invalidità. Sui 2,1 milioni di titolari di questi trattamenti, poco meno di 900 mila non percepiscono altri redditi pensionistici. Per essi, i 7.404 euro percepiti annualmente corrispondono a 617 euro al mese, mentre per chi riesce a cumulare altri redditi pensionistici la media si innalza a 1.135 euro al mese.
Facendo infine un confronto con gli stessi dati relativi al 2004, con riferimento alle sole pensioni di vecchiaia il numero dei titolari con redditi pensionistici complessivi inferiori ai 1.000 euro è sceso da 4,9 a 4,8 milioni (da 1,8 a 1,7 milioni per quelli con meno di 500 euro), mentre l’importo medio dei trattamenti è cresciuto del 2,9%.