jacob.gifFoggia – Un numero propedeutico di antifascist* ha – questo pomeriggio – rumorosamente contestato la nostalgica conferenza fascista dal titolo “Decima-Mas: gli eroi dimenticati”, organizzata da Forza Nuova ed ospitata dalla Biblioteca provinciale. I compagn*, bloccati sulla soglia da un consistente contingente di forze dell’ordine e digos, hanno mostrato uno striscione (“Partigiani unici eroi”). La strada è stata blindata. I commenti si sono sprecati. Solito scenario emergenziale, lampeggianti, sirene.

Nulla di rilevante, insomma. Una “semplice” prova di dignità e di memoria. Una prova di certo inconcepibile, fuori dall’orizzonte concettuale, dalla prassi e dall’etica politica della sinistra nostrana.  Di quella istituzionale, vomitevole brutta copia della DC d’un tempo, smarrita nei meandri del Palazzo, completamente asservita alla logica del potere per il potere, assorbita in dinamiche meschine e che – vista la propria completa inservibilità – meglio farebbe a scomparire, ad annullarsi.

  Di quella di governo che concede ai fascisti spazi pubblici, affissioni e visibilità ed annulla, nella ricerca di consenso e nel puro atto amministrativo, la propria capacità critica (laddove presente) e il proprio operato politico. Di quella intellettuale per cui la memoria si esaurisce nell’esercizio accademico, nel convegno colto e nel dibattito sterile, ma a conti fatti incapace e impreparata, imbolsita e imborghesita, senza alcuna consapevolezza o voglia di battersi, di assumere un ruolo contro il fascismo reale in rigurgito e le sue forme. Di quella radical-chic che fa di tutto per far spacciare la viltà del proprio nascondersi, la propria indifferenza timorosa, per mirabile militanza democratica: tutti hanno “diritto di parola”, repubblichini compresi.    Al silenzio e alla muta approvazione di costoro i fascisti devono rendere grazie per aver avuto l’opportunità di ascoltare oggi, nelle sale di una struttura pubblica, un esponente dell’infame Decima-mas arringare su temi quali “onore d’Italia” e “spirito di cameratismo”. Questo deve essere chiaro. Come chiaro è il dato politico che emerge da questa serata: siamo – purtroppo – gli unici antifascisti sul territorio, mosche bianche nella difesa tanto del patrimonio resistenziale quanto della Costituzione repubblicana. Gli unici che possono permettersi di guardare avanti a testa alta, con la consapevolezza di non aver mai disertato la battaglia della memoria, immersa nel presente.  Assumiamo questo impegno con la promessa di non dimenticare fautori, complici, foraggiatori e sostenitori occulti del neofascismo nostrano.