acqua-bene-pubblico.jpgROMA – La moratoria delle gare per l’affidamento dei servizi idrici ci sarà ma sul campo di applicazione la discussione è ancora aperta. Ieri si è svolta una riunione tecnica a Palazzo Chigi fra i rappresentanti di ministri interessati che non ha però prodotto una decisione definitiva. Gli incontri continueranno nei prossimi giorni.L’accordo fra Rifondazione comunista e il ministro degli Affari regionali, Linda Lanzillotta è stato raggiunto: la contropartita è infatti la ripresa del cammino parlamentare del ddl sulla riforma dei servizi pubblici locali. Ad opporsi è rimasto solo il ministero delle Infrastrutture.Ma restano da sciogliere due questioni: il campo di applicazione e il veicolo in cui inserire la nuova disposizione; Sul tappeto ci sono le gare bandite dagli ambiti siciliani attualmente ancora in corso e soprattutto quella di Palermo. In questo caso però il problema è molto delicato poiché si tratta di una procedura già aggiudicata.Nei giorni scorsi Rifondazione comunista ha appoggiato le polemiche che hanno accompagnato l’affidamento del servizio, ad ottenere la gestione del ciclo unitario dell’acqua è stata l’unica cordata di imprese che si era presentata alla quarta gara bandita dall’Ambito territoriale di Palermo (le altre tre erano andate deserte). Si tratta della società Acque Potabili che guida un raggruppamento di cui fa parte Mediterranea delle Acque, controllata del Gruppo Iride (nato dalla fusione di Aem di Torino e Amga di Genova), e Smat di Torino.L’appalto, del valore di un miliardo e 261 milioni di euro, interessa Palermo e gli altri 81 Comuni della provincia, per un bacino d’utenza pari a un milione e 200mila abitanti e ha durata trentennale. «Bisogna vedere se la moratoria riguarderà solo le gare future o quelle già bandite – dice Giovanni Russo Spena, capogruppo di Rifondazione al Senato. Dal punto di vista giuridico la questione è molto complicata poiché si toccano anche diritti acquisiti. L’ultima parola spetterà comunque al Comitato dei ministri per l’acqua».Altra questione da decidere è il provvedimento in cui inserire la moratoria. Le possibilità sono due: lo stesso ddl Lanzillotta sui servizi pubblici locali oppure il dlgs di modifica del Codice ambientale. Rifondazione continua a puntare sulla prima ipotesi.Una valutazione positiva del disegno di legge Lanzillotta è venuta, ieri, dall’Ance: «Si tratta – ha detto il presidente Paolo Buzzetti – di passi avanti importanti verso una vera concorrenza in questo settore ampio e cruciale per il nostro Paese. Tuttavia sarebbe opportuno, che vengano chiaramente ribaditi anche i limiti all’operatività dei servizi pubblici locali nella fase dell’affidamento dei lavori di loro competenza». In altre parole secondo l’Ance sarebbe necessario stabilire esplicitamente che le società di gestione che hanno ottenuto l’affidamento del servizio in via diretta, o che abbiano ottenuto tramite gara lascia gestione del servizio, debbano a loro volta appaltare tramite gara i lavori pubblici di loro competenza. Fonte il sole 24 ore

di Bianca Lucia Mazzei