You are currently browsing the daily archive for 25,04PMMer, 18 Apr 2007 22:23:19 +01001072007,2008.

antonio-lia.jpgIl presidente dell’Ato Puglia loda l’iniziativa popolare

Il presidente dell’Autorità di ambito territoriale ottimale (Ato) per la Puglia Antonio Lia, esprime il suo consenso al movimento popolare per l’acqua pubblica e ragiona sull’inserimento della mobilitazione nei contesti europeo, nazionale e regionale, guardando anche al di là delle istituzioni e prendendo atto del passo culturale in avanti dei cittadini rispetto alla politica attuale in materia di beni comuni.  

Qual è la posizione dell’Ato Puglia di fronte alla costituzione del comitato regionale di sostegno alla Proposta di legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua? 

Quella del comitato regionale è  senza dubbio una lodevole iniziativa: già come Ato Puglia abbiamo costituito un’ associazione per l’acqua pubblica, che è un bene comune e come tutti i beni comuni non può essere imbrigliata nella mercificazione in mano ai privati che fanno i loro interessi a scapito della collettività. Leggi il seguito di questo post »

Assemblea nazionale sabato a Milano. Cremaschi: il sindacato dev’essere indipendente, partendo dai lavoratori. Costruire un «fossato» con i partiti

Antonio Sciotto 

«Bisogna far pesare i lavoratori e i delegati sull’attuale sistema concertativo: solo la democrazia e la partecipazione possono evitare che ai tavoli con il governo si faccia una trattativa in perdita». Sintetizza così, il segretario della Fiom Cgil Giorgio Cremaschi, il senso della prima Assemblea nazionale della Rete 28 aprile Cgil, prevista sabato 21 a Milano (si attendono 400 delegati). E poi riduce ancora, a due soli termini: «indipendenza e democrazia».

Perché sentite il bisogno di distinguervi come area nella Cgil?
Bisogna partire dal bilancio di un anno di governo Prodi: un recente studio dell’Ires ci ha spiegato che l’attuale maggioranza ha vinto grazie a due categorie di lavoratori, gli operai e gli insegnanti, che hanno aumentato i loro voti rispetto al 2001. Ebbene, proprio queste due categorie sono le più deluse dal governo: tagli all’istruzione, promesse non mantenute sui precari, aumento degli studenti per classe. Le buste paga, con la sommatoria di finanziaria e addizionali locali, si sono impoverite. I fischi di Mirafiori, indirizzati all’esecutivo e ai sindacati, sono il primo segnale. Senza contare gli impegni sulla legge 30, finiti in cavalleria: questo governo la sta consolidando, ogni giorno che passa diventa più difficile non dico abrogarla, ma persino «superarla». In mezzo a tutto questo ci stanno i confederali,
la Cgil: la risposta che il sindacato sta dando all’attacco liberista allo stato sociale, a partire dalle pensioni, o su temi come la legge 30, gli orari, il contratto nazionale, ci pare debole, inadeguata. Inadeguata perché i lavoratori non vengono fatti partecipare, perché non c’è consultazione e democrazia, e dunque le trattative concertative, condotte solo dai vertici, partono già in perdita. Leggi il seguito di questo post »

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