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no-war.gifLa carovana è promossa dalle reti nazionali del Coordinamento Fermiamo chi scherza col fuoco atomico, Disarmiamoli ed Assemblea di Sempre contro la guerra. Il coordinamento FOGGIANO per la Pace ha dato la sua adesione all’iniziativa e il 31 maggio si appresta ad accogliere la carovana alle ore 17,00 presso l’isola pedonale in corso V. Emanuele II. 

La carovana è partita il 19 maggio da tre punti diversi della penisola,Novara, Trieste e Sigonella si articolerà su tre direttrici – Nord/Ovest,Nord/Est, dal Sud – e giungerà a Roma il 2 giugno (ponte di Castel Sant’Angelo) per contestare la parata che l’ex presidente Ciampi  ha trasformato da Festa della Repubblica ad esibizione delle Forze Armate italiane. Leggi il seguito di questo post »

g8.jpgLe proteste si terranno nella regione di Rostock dal 2 al 8 giugno e ci saranno quattro capitoli di azione: 

I.Manifestazione di massa: la manifestazione è stata programmata per il 2 giugno. Una folla di 100.000 + X parteciperà ai due cortei di protesta attraverso la città di Rostock. L’esecutivo della Sinistra Europea ha concordato la creazione di un “Blocco della Manifestazione della Sinistra Europea”. Dovrebbe essere il nostro principale compito quello di rendere la SE visibile nella manifestazione.

 II.Controvertice: il sostegno intellettuale alle proteste. Temi come Guerra e Pace, Razzismo, Ecologia, Povertà, etc. saranno trattati nei workshops. Il comitato direttivo delle proteste del G8 (di cui non fanno parte Leftparty.PDS nè WASG) ha deciso di dare ad ogni partito la possibilità di organizzare due workshops. La scadenza per l’iscrizione è il 13 aprile. Leggi il seguito di questo post »

no-bush-war-2008.jpgNO BUSH NO WAR DAY- SABATO 9 GIUGNO A ROMA

Il presidente degli Stati uniti, George W. Bush verrà in Italia il 9 giugno, su invito del governo Prodi per ribadire in questo modo la convinta alleanza militare e politica dell’Italia con gli Stati Uniti. Oggi il presidente Bush ha contro la maggioranza del popolo degli Stati Uniti ma mantiene l’appoggio delle lobbies militari, petrolifere e dell’industria delle armi. Bush è l’estremo interprete della volontà di egemonia mondiale delle classi dominanti statunitensi, volontà che porta da decenni gli Usa, indipendentemente dall’alternanza dei governi, ad intervenire militarmente ovunque, con truppe, colpi di stato, stragi e attentati. Questa volontà di dominio, che fa della guerra una vera e propria strategia politica con la capacità di esportare conflitti dal Medio Oriente all’Africa e all’Asia, dall’America latina alla stessa Europa (Balcani), produce sudditanza politica e culturale. In Italia la destra considera Bush il proprio punto di riferimento ma anche il governo Prodi, eletto grazie anche ai voti del movimento no-war «senza se e senza ma», è orgoglioso dell’alleanza con tale amministrazione e si prepara a ricevere in pompa magna il presidente degli Stati uniti a Roma. Leggi il seguito di questo post »

Appello

La cosiddetta “emergenza Campania” da mesi viene utilizzata a livello nazionale quale ammonimento verso popolazioni, comitati di cittadini e associazioni che si battono in tutta Italia da Trento a Torino, da Genova alla piana Firenze-Prato-Pistoia, dall’ Emilia alla Sardegna, dal Lazio alla Sicilia contro la proliferazione di inceneritori e discariche. Il messaggio, di chiaro stampo autoritario è : “ o accettate impianti inquinanti o finirete con i rifiuti per strada come in Campania”.Questo ricatto è inaccettabile e poggia su di una vera e propria falsificazione della realtà, volutamente accentuata dai mezzi di informazione. In Campania come nelle altre regioni, non è la mancanza di costosissimi e nocivi inceneritori e di discariche ad impedire la soluzione del problema rifiuti, ma la colpevole assenza di qualsiasi politica di riduzione alla fonte, di riutilizzo, di riciclaggio, di serie e diffuse raccolte differenziate.… Come sosteniamo da anni, c’è un solo modo per uscire dal problema rifiuti e quindi anche dal “tunnel della cosiddetta emergenza Campania”. Leggi il seguito di questo post »

vita-precaria.jpgDi lavorare ad una certa età si finisce ma di essere precarie e precari mai!

Le norme previdenziali che interessano le forme di lavoro precario e di collaborazione temporanea, i cui contributi previdenziali in regime contributivo ed individualistico (e non piu’ solidaristico) non saranno in grado di garantire una pensione dignitosa Di lavorare ad una certa età si finisce ma di essere precarie e precari mai! Le norme previdenziali che interessano le forme di lavoro precario e di collaborazione temporanea, i cui contributi previdenziali in regime contributivo ed individualistico (e non piu’ solidaristico) non saranno in grado di garantire una pensione dignitosa. I lavoratori e le lavoratrici a tempo determinato riceveranno una pensione ridotta a causa delle forme decontributive (19 invece del 32%) a favore delle imprese per incentivare questo tipo di contratto;

Un disoccupato od una disoccupata non hanno nessuno che versi contributi pensionistici e dovranno quindi andare in pensione con un numero ridotto di anni di contributi, ed una pensione più bassa o in eta’ oramai veneranda.

I e le Co.Co. Co. riceveranno una pensione ridicola, commisurata alla percentuale dei contributi versati, prima il 10% adesso il 13%. Le nuove forme di contratto previste dalla legge 30 peggioreranno ancor di più la situazione. Inoltre con il passaggio del TFR ai Fondi Pensione chi perde un posto di lavoro verrà privato di un importante sostegno economico nel periodo di ricerca di un nuovo lavoro a vantaggio del capitale finanziario Ma, come la precarietà del lavoro è una condizione che non interessa solo i lavoratori, e le lavoratrici ma tutti coloro che lavorano, così la precarietà delle pensioni si estende a tutte e a tutti. Le recenti riforme pensionistiche degli anni 90 hanno prodotto un risultato a dir poco devastante sulla qualita’ e fruibilita’ delle pensioni pubbliche in Italia. Leggi il seguito di questo post »

vladimir-luxuria.jpgIn occasione delle due manifestazioni, il “Family Day” e “Coraggio Laico”, che si terranno sabato dodici marzo, abbiamo intervistato Vladimir Luxuria, parlamentare eletta nelle liste di Rifondazione Sabato ci saranno due piazze. Piazza San Giovanni e piazza Navona che significato hanno?

La prima piazza, quella di San Giovanni, è la più grande, omofoba, che fomenta il conflitto di classe, la classe “dei regolarmente sposati”secondo il rito religioso. E’ una manifestazione antieuropea vista l’ultima delle tante risoluzioni del parlamento europeo che ancora una volta invita gli stati membri a non discriminare, e non riconosce la nostra capacità affettiva e il nostro progetto di vita a due, è una discriminazione in quanto gay, lesbiche, trans, non sono nomadi, persone che non hanno relazioni, ma persone che vogliono formare tessuto sociale.  

E’ una manifestazione che prevede solo una visione individualistica e non comunitaria della nostra società. E’ una manifestazione che inganna la gente, facendo credere che ci sia incompatibilità tra l’allargamento dei diritti civili e politiche serie per il sostegno alle famiglie più bisognose. Oggi due giovani che vorrebbero sposarsi sono più preoccupati da un contratto di lavoro a tempo determinato che non consente di avere prestiti finanziari, mutui per la casa, e un futuro certo per i figli, e non devono essere preoccupati che lo Stato possa legiferare su diritti e doveri di coppie conviventi. La seconda, piazza Navona, è la piazza dei conviventi, è la manifestazione dell’orgoglio laico. Leggi il seguito di questo post »

immagineacqua1.jpgA CHE ACQUA GIOCHIAMO?

Dal 2003, una cabina di regia guidata dall’Autorità di bacino del Po ha invertito la pericolosa tendenza agli sprechi, soprattutto in agricoltura. Garantita la portata minima vitale del Grande Fiume.

Tutti ora si preoccupano del Grande Fiume spossato da un inverno poco generoso appena attenuato dalle piogge dei giorni scorsi. Una magra primaverile eccezionale che ha fatto sprofondare il livello del Po al Ponte della Becca e a Pontelagoscuro, punti di misurazione delle piene ora rimasti all’asciutto.

E così alla fine, dopo qualche settimana di attesa, il Governo, incalzato dagli agricoltori e dai gestori delle centrali elettriche, ha decretato lo stato di emergenza preventivo per il Centro-nord. Non è la prima volta che la paura di rimanere a secco sorprende le regioni più ricche d’acqua del Paese. Parliamo in ogni caso di campi inariditi mentre non sussiste un rischio per l’acqua potabile. Tutta colpa del tempo e del mitico cambiamento climatico? Non proprio.

I fiumi non sono alimentati solo dalle nevi che si sciolgono e il Po non trae la sua portata principale dal Monviso, ma dalle centinaia di sorgenti che drenano le falde idriche lungo il suo corso. «Falde che si stanno impoverendo al ritmo di decine di centimetri all’anno, perché tutti prelevano senza limiti e nessuno controlla», sottolinea Mario Tozzi, ricercatore del Cnr e conduttore televisivo. Leggi il seguito di questo post »

Sulla liberalizzazione dei servizi pubblici locali torna la polemica nella maggioranza. Con Rifondazione comunista che decide di non votare sulla copertura finanziaria del ddl e il ministro per gli affari regionali Linda Lanzillotta che lamenta il mancato rispetto degli impegni. Intanto, sulla delicata questione della sospensione per la privatizzazione della gestione delle acque, il relatore al ddl Bersani propone che la moratoria sia spostata da quest’ultimo provvedimento al ddl Lanzillotta sui servizi locali.

Il no di Prc «Oggi (ieri, ndr) i senatori Prc della commissione bilancio non hanno partecipato al voto su testo del ddl Lanzillotta sulla liberalizzazione dei servizi pubblici locali», hanno dichiarato i senatori Raffaele Tecce e Martino Albonetti. La commissione era chiamata a pronunciarsi sulle coperture finanziarie del testo e degli emendamenti. Il motivo dell’assenza dal voto del Prc è «il mancato accordo con il ministro su un punto essenziale del ddl, ossia la possibilità reale per i comuni di scegliere alternativamente la gara o la gestione diretta.

 Le soluzioni prefigurate dal ministro, gestione in economia e azienda speciale, non sono infatti compatibili con l’attuale situazione finanziaria degli enti locali e dunque sono sostanzialmente non attuabili. Le direttive Ue mettono gara e gestione diretta sullo stesso piano, mentre il ddl prefigura sostanzialmente un obbligo alla privatizzazione». Leggi il seguito di questo post »

attac2007.jpgSabato 12 e domenica 13 maggio si terrà a Firenze l’assemblea nazionale di ATTAC Italia, dedicata al tema delle lotte per la difesa e la ripubblicizzazione dei beni comuni.

L’assemblea si terrà presso l’Ospitale delle Rifiorenze, in piazza Piattellina, 1 (zona San Frediano, prendere il bus n° 11 dalla stazione e scendere alla 1a fermata di via dei Serragli) Leggi il seguito di questo post »

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