Sulla liberalizzazione dei servizi pubblici locali torna la polemica nella maggioranza. Con Rifondazione comunista che decide di non votare sulla copertura finanziaria del ddl e il ministro per gli affari regionali Linda Lanzillotta che lamenta il mancato rispetto degli impegni. Intanto, sulla delicata questione della sospensione per la privatizzazione della gestione delle acque, il relatore al ddl Bersani propone che la moratoria sia spostata da quest’ultimo provvedimento al ddl Lanzillotta sui servizi locali.

Il no di Prc «Oggi (ieri, ndr) i senatori Prc della commissione bilancio non hanno partecipato al voto su testo del ddl Lanzillotta sulla liberalizzazione dei servizi pubblici locali», hanno dichiarato i senatori Raffaele Tecce e Martino Albonetti. La commissione era chiamata a pronunciarsi sulle coperture finanziarie del testo e degli emendamenti. Il motivo dell’assenza dal voto del Prc è «il mancato accordo con il ministro su un punto essenziale del ddl, ossia la possibilità reale per i comuni di scegliere alternativamente la gara o la gestione diretta.

 Le soluzioni prefigurate dal ministro, gestione in economia e azienda speciale, non sono infatti compatibili con l’attuale situazione finanziaria degli enti locali e dunque sono sostanzialmente non attuabili. Le direttive Ue mettono gara e gestione diretta sullo stesso piano, mentre il ddl prefigura sostanzialmente un obbligo alla privatizzazione».  La risposta del ministro Sulle liberalizzazioni dei servizi pubblici locali. Rifondazione comunista deve rispettare gli impegni, ha ammonito il ministro Lanzillotta, dopo che Prc ha fatto saltare, con il mancato voto gli accordi presi lo scorso gennaio. «La legge sui servizi pubblici locali traduce un accordo di maggioranza già inserito nel programma dell’Unione», ha evidenziato il ministro a margine di un convegno di Confartigianato, «questo accordo è stato rispettato nella parte che sta a cuore a Rifondazione e pertanto il disegno di legge non si applica al settore dell’acqua che avrà una disciplina specifica».

È stato inoltre precisato che l’accordo «condurrà alla verifica anche delle procedure di affidamento in corso e quindi va attuata anche l’altra parte dell’intesa, che è quella di procedere sulla liberalizzazione di tutto il restante settore perché altrimenti non c’è parità di trattamento tra i vari pezzi del programma e tra le varie anime della coalizione». «Non è vero», è stata la pronta risposta del capogruppo al senato di Prc Giovanni Russo Spena, «come dichiara la Lanzillotta, che Rifondazione si è tirata indietro da un accordo sul ddl sulla privatizzazione dei servizi pubblici per i comuni. L’accordo c’è, su diversi importanti punti, ma non c’è, e non c’è mai stato, sull’affidamento obbligatorio ai privati dei servizi. La ministra insiste per lasciare la possibilità della gestione pubblica dei servizi solo in economia, cioè solo per i piccoli comuni, mentre noi riteniamo che il pubblico vada migliorato e rilanciato anche per quegli enti locali più ’ grandi che scelgono di farlo.   Condividiamo le preoccupazioni di tutti coloro che denunciano vistose irregolarità, illeciti e mancanza di trasparenza che in alcune città esistono e che vanno combattute. Noi stessi abbiamo presentato al ddl degli emendamenti sulla trasparenza della gestione. Sosterremo una proposta forte per il dirigente unico, per assunzioni tramite concorso e per il netto rafforzamento sui controlli alle amministrazioni».

Casini preoccupato L’opposizione di Rifondazione comunista al disegno di legge Lanzillotta desta preoccupazione nell’Udc, ha detto il leader del partito, Pier Ferdinando Casini. «Sul tema della liberalizzazione dei servizi pubblici si gioca la partita vera», ha dichiarato l’ex presidente della camera, che poi ha aggiunto: «Se l’opposizione volesse fare una cosa intelligente dovrebbe seriamente esaminare la possibilità di votare il ddl». 

 L’acqua in altalena L’emendamento al disegno di legge Bersani sulla moratoria per la cosiddetta privatizzazione dell’acqua, «sarà ovviamente esaminato Linda Lanzillotta attentamente», ma «sarebbe più opportuno» che fosse discusso nell’ambito del disegno di legge Lanzillotta all’esame del senato. Lo ha sostenuto il relatore al ddl sulle liberalizzazioni Andrea Luili (Ulivo). L’emendamento, un articolo aggiuntivo all’articolo 4, è firmato da quattro esponenti di maggioranza: Marilde Provera (Prc), Buggero Ruggeri (Ulivo), Silvana Mura (Idv) e Ferdinando Pignataro (Pdci. E il relatore sottolinea come l’esame in commissione sarà portato avanti «non in modo scontato». Dal momento che però il ddl Bersani e quello Lanzillotta saranno all’esame di palazzo Madama in contemporanea e che la moratoria sull’acqua «impatta direttamente» con il provvedimento sui servizi pubblici locali, «suggerirò che questa sia la i strada».  Fonte :italia Oggi