normal_allarme-incendi.jpgLe vittime accertate, ieri sera, erano due: una coppia di anziani trovata carbonizzata nella propria auto. 304 incendi nella Penisola: «Emergenza senza precedenti» 

Francesca Pilla(il manifesto) 

L’Italia brucia, ma non si tratta del dramma estivo a cui siamo purtroppo abituati. Centinaia di incendi divampati in contemporanea concentrati nel centrosud, afa e condizioni climatiche difficili, 45 mila ettari di boschi e terreni carbonizzati e completamente distrutti, sono una condizione senza precedenti. E ieri il bilancio del disastro ambientale si è aggravato con le vittime civili. Fino a ieri sera non era ancora chiaro il numero dei morti: due i cadaveri identificati. Ma si parla anche di altre due persone decedute sulla spiaggia a causa dell’incendio che ha sorpreso e travolto migliaia di turisti e abitanti pugliesi tra le località balneari di Peschici e Vieste.

Un inferno di fuoco, con vampate alte anche 30 metri, che nel Gargano in pochi attimi ha circondato villaggi, campeggi, alberghi e hotel mettendo gli ospiti in fuga. La maggior parte delle persone sono scappate verso la spiaggia mentre alle loro spalle si alzava una cortina incandescente di fiamme e fumo nero. Le strade interne sono state, infatti, completamente compromesse o avvolte dal fuoco. Un deposito di bombole di gas è esploso a causa delle fiammate. Oltre mille malcapitati sono stati tratti in salvo dalle motovedette della capitaneria di porto e dai pescatori, ma per ore il panico si è impossessato del luogo di villeggiatura, anche perché i soccorsi hanno tardato a intervenite.

Bambini che in mare con i canotti non riuscivano a ritornare a riva, famiglie che nella confusione sono state separate smarrendo i propri cari, uomini e donne in lacrime per aver perso tutto quello che avevano. «Non trovo mio figlio», «Mia moglie era accanto a me poi non so cosa sia successo». Preghiere e lacrime rivolte ai volontari e agli uomini in divisa.
Poi la scoperta di due cadaveri carbonizzati. E i timori di alcuni di non rivedere i propri congiunti si sono trasformati in realtà. Due vittime sono state identificate, si tratta di una coppia di anziani ultraottantenti e originari di Peschici, ritrovati nella loro macchina sul ciglio della strada a San Nicola. Non confermato, invece, il ritrovamento di due corpi senza vita sulla spiaggia. Ci sono anche diversi feriti, molti ustionati o intossicati, ma anche sotto shock per quanto accaduto.

Ottocento, invece, gli sfollati che sono stati portati in prefettura a Foggia e poi condotti in strutture messe a disposizione dalle istituzioni pugliesi a San Giovanni Rotondo e Cerignola. Mentre i volontari della protezione civile per tutta la giornata di ieri hanno cercato di approntare dei ricoveri di emergenza per far trascorrere la notte ai turisti. Ma il problema a tarda sera erano ancore le fiamme di un incendio difficilissimo da domare, anche per la penuria di mezzi e le condizioni climatiche, il termometro fisso a 42 gradi e il vento a 40 nodi che ha costretto gran parte del giorno gli elicotteri della protezione civile a terra. Il presidente della regione Nichi Vendola ha chiesto lo stato di calamità.

Dire che si tratta di un bollettino di guerra è realistico visto i toni usati dal capo della protezione civile Guido Bertolaso che parla di un contesto mai riscontrato prima nel nostro paese nel quale sono state mobilitate tutte le squadre di terra, ogni volontario, vigile del fuoco o forestale a disposizione e raccolti i mezzi adatti in giro per l’Europa, fino all’ultimo in circolazione. «Tutto quello che era disponibile fuori dai nostri confini – ha detto Bertolaso – lo abbiamo ‘sequestrato’ per integrare la nostra flotta». L’Italia ha la flotta più grande del Mediterraneo, ma la situazione è critica e generalizzata. Una battaglia sul campo, come l’ha definita lo stesso Bertolaso di una «guerra dichiarata» da «criminali» sfruttando il caldo di questi giorni. La causa dei fuochi, come si sa è di origine dolosa: «Non c’è nemmeno un caso di autocombustione», ha concluso Bertolaso.

Così per tutta la giornata sono stati diversi i luoghi di crisi con trenta richieste di intervento nel Centro-Sud, con le conseguenze del caso, come il ritardo di molti treni e il tilt della circolazione su strada. La centrale operativa del Corpo forestale ha contato 304 roghi divampati in tutta la penisola. In Abruzzo ad Ortona dei Masi (L’Aquila) l’intero paese è stato evacuato ed è stata bloccata la ferrovia Adriatica, mentre in provincia di Catanzaro gli abitanti di Magisano hanno trovato rifugio nella chiesa del paese. Ma grossi incendi hanno continuato a divampare anche in Sicilia, nelle province di Catania e Messina, in Sardegna, nella zona attorno a Nuoro. Roghi in Campania e nelle Marche, mentre a Castelgandolfo sono bruciati oltre cento ettari di terreni.